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Davide Cantoni

Articolo di Gloria Giavaldi

Lo scoppio di un petardo e la mia nuova vita da cieco, fra calcio e impegnodavide-cantoni

«Amo vivere, anche a luci spente». Poi sorride, Davide Cantoni, 31enne cremasco, cieco dall’età di 13 anni in seguito allo scoppio di un petardo. Nonostante la sua vita sia cambiata totalmente, Davide non si è mai arreso, ha conseguito il diploma ed è attualmente impiegato. «Ho realizzato i miei sogni, anche grazie al buio».

Lo scoppio di un petardo e poi il buio. Quali sono i tuoi ultimi ricordi prima dell’incidente e come hai vissuto gli istanti immediatamente successivi?
«Sono diventato cieco il 1 gennaio 2000. Quel giorno ero uscito di casa, come di consueto, per incontrare gli amici, quando alcuni residui di petardi fatti scoppiare la sera prima in occasione dei festeggiamenti catturarono la mia attenzione. Ne vidi uno più grosso degli altri ed evidentemente inesploso, con una miccia fatta con un foglio di giornale, bruciacchiata sulla punta. Provai ad accenderlo, senza risultato. Lo portai nei pressi di casa mia e ritentai. Niente. Dispiaciuto, decisi di abbandonarlo, dirigendomi verso l’oratorio con un amico. Poi, consapevole del fatto che potesse rappresentare un pericolo per gli altri, tornai verso casa per allontanarlo dalla strada con un calcio. In quell’istante esplose. Persi i sensi. Venni ricoverato per trentacinque giorni in ospedale a Brescia e sottoposto a diverse operazioni. Mi sono aggrappato alla vita con tutta la forza che avevo, fortunatamente ho perso solo la vista».

Com’è cambiata la tua vita?
«La mia vita è cambiata totalmente. All’età di 13 anni volevo divertirmi, non certo dedicarmi nottetempo alla scuola e allo studio. Ci vedevo bene, potevo copiare alla grande. Dopo l’incidente ero consapevole di dover investire sulla cultura per avere una buona posizione lavorativa ed un’approvazione maggiore. Conseguita la licenza media, mi iscrissi alle scuole superiori. Lì cominciai a relazionarmi con il mio handicap, ad acquisire autonomia e a farmi conoscere dagli altri per quel che ero, nonostante la disabilità. Per i miei amici, non era cambiato nulla, questa esperienza ci ha fortificati. Solo crescendo, mi sono scontrato con i pregiudizi degli sconosciuti ed ho iniziato a capire che il mondo non mi sarebbe stato sempre amico. Nonostante ciò, non mi piace allontanare una persona semplicemente perché ignora la realtà in cui vivo. Preferisco escluderla dalla mia vita quando, avendo compreso ciò che sono, non mi accetta perché non riesce a superare le barriere mentali che la rinchiudono nel suo mondo di perfetta imperfezione».  
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Vedere voci

51e1swggabl-_sx317_bo1204203200_Vedere voci. Un viaggio nel mondo dei sordi è un libro di Oliver Sacks pubblicato da Adelphi  nel 1990.

In questo libro Oliver Sacks abbandona il terreno dei disturbi neurologici per indagare un altro mondo, che generalmente viene ignorato: il mondo dei sordi. Qui, come in altri casi di menomazione, Sacks riesce a scoprire che il meno può anche nascondere un più: per esempio, una capacità acutissima di sviluppare l’esperienza visiva – base, questa, su cui si è formato un affascinante linguaggio visivo, i «Segni», che permette ai sordi di costituire comunità. Ancora una volta, è l’enorme dono di empatia, in Sacks, a guidare l’indagine, che toccherà alcuni problemi fondamentali del rapporto fra parola, immagine e cervello, ma anche renderà conto di esperienze dirette dell’autore, sino alla sua partecipazione alla rivolta nell’unica università per sordi al mondo, la Gallaudet University, nel marzo 1988. Per questa nuova edizione italiana, Sacks ha scritto una prefazione nella quale delinea la storia dei sordi in Italia, e racconta della sua visita, nel novembre 1990, alla comunità dei sordi e alla scuola di via Nomentana a Roma.

 

Vedere voci. Un viaggio nel mondo dei sordi – Amazon

Vedere voci. Un viaggio nel mondo dei sordi – Adelphi

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Depressione, paure e demenze: le cureremo con la realtà virtuale

Dall'atomo all'Uomo

Il cinema ce li ha sempre mostrati come dei salotti con una comoda poltrona su cui distenderci. Nella realtà dei fatti sono delle normalissime stanze con delle sedie per poter colloquiare tranquillamente. In futuro probabilmente saranno dei locali sempre più vuoti. Stiamo parlando degli studi medici dove si affrontano le malattie della psiche. A cambiarne l’organizzazione non sarà un architetto bensì la realtà virtuale, una tecnologia a disposizione di psicologi e psichiatri destinata a rivoluzionare il trattamento dell’ansia, delle fobie, delle demenze e della depressione. Grazie ad essa il paziente potrà rivivere in maniera artificiale ciò che lo turba in modo da imparare a controllare le reazioni con l’aiuto dello specialista.

«Complice l’evoluzione della tecnologia –spiega Andrea Fagiolini, Professore Ordinario di Psichiatria e direttore del Dipartimento Aziendale Integrato di Salute mentale all’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese – oggi è possibile a livello virtuale ricreare qualsiasi contesto…

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Olio CBD commerciale

olio CBD

Cannabis vendita semi e CBD

Nel 2017 Voc e Cannabisbureau,hanno inviato centinaia di lettere ad aziende che commercializzano olio CBD

Il 40% degli oli testati,non corrispondono alle percentuali riportate in etichetta.I provvedimenti sono stati adottati a tutela del consumatore.

Molto spesso,gli oli commerciali,non contengo neanche la terza parte delle percentuali di principio attivo.

Produciamo olio CBD con elevate percentuali,piante selezionate provenienti solo da aziende Olandesi certificate.

Scrivici per maggiori info,un nostro consulente,ti accompagnerà nella scelta del prodotto adatto alle tue esigenze.

cbdseeds@email.com

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CBD e epilessia

CBD e epilessia

Cannabis vendita semi e CBD

La cannabis viene utilizzata per scopi medicinali da migliaia di anni dall’intera razza umana, per il trattamento di una gran quantità di disturbi. Solo in epoca recente, questa prodigiosa erba è caduta vittima dell’avidità umana, e legata con le catene della proibizione. Tuttavia, queste catene sono state ripetutamente spezzate in molte parti del mondo, man mano che scoperte scientifiche e dozzine di testimonianze iniziano a dimostrare che la cannabis è una potente arma terapeutica, che necessita di un’adeguata ricerca ed una distribuzione legale per coloro che ne hanno bisogno a scopo medicinale. La cannabis è considerata terapeutica per numerose condizioni, e una su cui sembra avere effetti davvero positivi è l’epilessia.

cbdseeds@email.com

Riportiamo la sperimentazione medica

Background

Almost a third of patients with epilepsy have a treatment-resistant form, which is associated with severe morbidity and increased mortality. Cannabis-based treatments for epilepsy have generated much interest, but scientific data are scarce…

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Favola Metropolitana 4

C’era una volta, in un paese lontano lontano (in Sicilia a Mazara del Vallo) un principe azzurro che si chiamava NinoBianco.

Il principe azzurro cercava l’Amore ma non sapeva cos’era questo Amore. Ne aveva tanto sentito parlare e belle parole erano state dette a riguardo, ma il principe NinoBianco ancora non conosceva il vero significato.

Ma un giorno, mentre era sul suo cavallo bianco (si chiamava NinoBianco e quindi aveva un cavallo Bianco) riuscì a sfiorare con lo sguardo gli occhi blu più belli che avesse mai visto fino a quel momento. Il principe azzurro NinoBianco rimase ammaliato da quegli occhi, incantato dai lapislazzuli blu presenti su quel delicato viso chiaro come la luce. Lui voleva fare qualcosa per avvicinarsi ma non riuscì a fare niente perché intimorito da cotanta bellezza che aleggiava intorno a quei magici e incantevoli occhi.

Il principe NinoBianco, come nelle favole, regalò un paio di scarpe di cristallo alla principessa Marika (sì, anche Marika era una principessa, praticamente erano tutti nobili a Mazara del Vallo) lei guardò le scarpe di cristallo, sorrise e le gettò a terra frantumandole in mille pezzi.

Il principe NinoBianco diventò triste, molto triste. La principessa Marika agguantò il suo volto con le sue leggiadre mani dicendo:

O principe Nino Bianco” (sì, ha usato il vocativo)

Dimmi principessa Marika?” chiese imbarazzato il principe NinoBianco

Io non voglio scarpe di cristallo, non voglio neanche un cavallo bianco, non voglio niente…ho bisogno solo del tuo amore per poterti donare il mio”

Il principe NinoBianco restò esterrefatto da quello che disse la principessa Marika e le domandò:

Ma l’amore è quella cosa che ti lascia senza fiato quando riesci a rubare solo uno sguardo? L’amore è quando desideri di rivedere la stessa persona ogni giorno e per sempre? L’amore è quando ti preoccuperai per la sua salute? L’amore è quando desideri che i secondi condivisi durassero in eterno? L’amore è quando non servono spiegazioni per onorarti finché morte non ci separi?

La principessa Marika rispose imbarazzata:

Sì principe NinoBianco, è questo l’Amore

Allora io Ti amo” rispose il principe NinoBianco sorridendo felice ora che aveva trovato l’amore

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Tempo di imparare

41garhtttbl-_sx324_bo1204203200_Tempo di imparare è un libro di Valeria Parrella pubblicato da Einaudi nel 2014.

Fare il nodo ai lacci delle scarpe, colorare dentro i contorni, lavare bene i denti (anche quelli in fondo), salire scale sempre nuove senza stringere per forza il corrimano. E poi: avere lo sguardo lungo, separare l’ansia dal pericolo vero, vincere, perdere, aspettare, agire, confidarsi, farsi valere, rassegnarsi. A dover imparare tutto ciò, in questo romanzo colmo d’energia e dal potere medicamentoso, sono una donna e il suo bambino. Lei ha l’esperienza, mentre lui per capire mira all’essenziale; lei ha occhi pronti a cogliere ogni spigolo, mentre lui da dietro gli occhiali le insegna a leggere il mondo a due dimensioni. Davanti a loro si stagliano tutti gli ostacoli possibili, e per fronteggiarli hanno a disposizione molta paura e altrettante armi. La paura è quella di non farcela, e le armi a ben guardare sono le stesse della letteratura: nominare le cose, percorrerle, trasfigurarle, lasciarle andare. Tenendosi per mano – ma chi reggendo chi è difficile dirlo si muovono tra fisioterapisti e burocrati, insegnanti e compagni di classe, barcollando o danzando, ma sempre stringendo nel pugno una parola difficile che comincia per “H”, e che sembra impossibile far germogliare. Perché se hai tatuato addosso il numero 104 – quello della legge sulla disabilità – e vivi in un mondo “che non ha proprio la forma della promessa”, mettere un passo dopo l’altro diventa ogni giorno più difficile. Ma c’è chi prima di loro e insieme a loro ha solcato lo stesso mare impetuoso…

«E io mi preparo.
La mattina faccio la cartella: elmetto, e mela per la merenda.
Fucile e quaderno a quadretti grandi.Marca da bollo e penna con
l’impugnatura facilitata.
Vestito buono e cuore cattivo.
Mi preparo – ma accettare, quello ancora non riesco»

 

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Coffee break time

“Il caffè carezza la gola e mette tutto in movimento”

Odiblue

Sono sommersa di materiale da studiare e nella dispensa ho finito il caffè. Vi lascio quindi con una citazione del buon vecchio H. De Balzac. Scrivere di caffeina ha lo stesso effetto che berla, vero?

“Il caffè carezza la gola e mette tutto in movimento: le idee caricano come i battaglioni di un grande esercito: il combattimento inizia. I ricordi si dispiegano come stendardi. La cavalleria leggera si lancia in un superbo galoppo. L’artiglieria della logica avanza con i suoi ragionamenti e le sue concatenazioni implacabili, i moti di spirito fischiano come proiettili. I personaggi prendono forma e si distinguono l’uno dall’altro. La penna scorre sulla carta, il combattimento raggiunge una violenza estrema, poi muore con un fiotto di sangue nero, come in un campo di battaglia che svanisce sotto una nuvola di polvere”.

H. De Balzac, La Commedia umana

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