film Edwuard mani di forbice

Edward mani di forbice (Edward Scissorhands) è un film di Tim Burton del 1990, con Johnny Depp.

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Il racconto più breve del mondo

For sale. Baby shoes. Never worn.” 

Tradotto: “In vendita. Scarpe da bambino. Mai usate.

Una piccola chicca di Ernest Hemingway.

Che sia davvero questo il racconto più breve del mondo?

Non lo so. Può darsi.

Si tratta di un esempio di flash fiction e si dice che Hemingway lo scrisse per una scommessa di dieci dollari all’hotel  Algolquin di New York, in una tavola rotonda con altri scrittori.

Dubito che serva aggiungere qualcosa, a parte constatare che contro un lavoro simile può essere sciocco giocare dei soldi.

D’altra parte Hemingway lo considerò sempre uno dei suoi migliori lavori.

Articolo di Ferruccio Gianola

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Gli italiani alle Paralimpiadi di Rio: non solo medaglie, ma veri campioni

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Articolo di Marco Berton

Le grandi soddisfazioni degli Azzurri a due giorni dalla chiusura di Rio 2016

Con le medaglie conquistate ieri si è conclusa una due giorni di trionfi per gli atleti italiani impegnati alle Paralimpiadi di Rio.  Una serie iniziata mercoledì con gli ori di Alex Zanardi, Vittorio Podestà, Luca Mazzone, Assunta Legnante, Beatrice Vio ed il bronzo di Francesca Porcellato e proseguita ieri con l’oro di Paolo Cecchetto, gli argenti dei soliti Zanardi, Mazzone eMorlacchi ed un altro bronzo della solita Porcellato. A due giorni dalla conclusione dei Giochi, il medagliere azzurro, a quota 30 (8 ori, 12 argenti e 10 bronzi), ha già superato quello di quattro anni fa, fermatosi a quota 28 (9 ori, 8 argenti e 11 bronzi).

Come avevamo anticipato nella nostra rassegna di avvicinamento paralimpico, nuoto, ciclismo (più precisamente handbike) e atletica leggerasono state le discipline che, fino a questo momento, stanno facendo la storia dell’Italia a Rio. Se Cecilia Camellini e Federico Morlacchi erano, per curriculum e talento, i nuotatori “medagliabili” della vigilia, Cecilia Camellini e Federico Morlacchi sono stati gli atleti che, per prestazioni e trionfi, hanno fatto più parlare di sé. Di Federico non possiamo che segnalare i progressi fatti negli ultimi anni, dimostrati dal netto miglioramento dei risultati sportivi: tre bronzi a Londra 2012, un oro (200 misti SM6) e tre argenti (400 stile, 100 rana S9 e 100 farfalla) a Rio 2016; discorso inverso per quanto riguarda Cecilia, passata dai due ori e due bronzi di Londra al solo argento (400 stile S11) in Brasile. Oltre ai soliti noti ci sono state anche delle gradite conferme, prima fra tutte quella di Francesco Bocciardo: il Campione Mondiale ed Europeo in carica letteralmente dominato i 400 stile libero S6, conclusi con un vantaggio abissale di 5,67 secondi. Da segnalare, tra le sorprese di queste Paralimpiadi, le prove di Giulia Ghiretti, Francesco Bettella, Vincenzo Bonied Efrem Morelli.

Subito dietro al nuoto, per numero di medaglie e favori del pronostico, c’è ilparaciclismo. Qualsiasi ulteriore aggettivo sarebbe sprecato per uno comeAlex Zanardi, capace di bissare, alla soglia dei 50 anni, l’oro di Londra nella cronometro H5; purtroppo l’impresa non è riuscita nella prova in linea, dove l’iron man emiliano (proprio nel giorno del quindicesimo anniversario dal terribile incidente automobilistico che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe) è stato battuto in volata dal sudafricano Ernst Van Dyk. Meno scontate, ma proprio per questo ancor più belle, sono state le vittorie diVittorio Podestà e Luca Mazzone, rispettivamente nelle crono H3 e H2. A chiudere in bellezza una spedizione trionfale ci ha pensato, giovedì, Paolo Cecchetto, oro nella prova in linea H2 proprio davanti al connazionale Mazzone. Che dire, poi, di Francesca Porcellato, una delle atlete azzurre più vincenti della storia: la “rossa volante”, all’esordio paralimpico nell’handbike, ha piazzato una doppietta di bronzi da far invidia alle ben più giovani rivali.

Terza, ma solo per ordine di medagliere, l’atletica leggera. In attesa di sapere se la donna più veloce del mondo (Martina Caironi, ndr) saprà cannibalizzare, ancora una volta, la gara dei 100 metri T42, abbiamo potuto stropicciare gli occhi con l’emozionante successo di Assunta Legnante nel getto del peso, gara che le ha permesso di mantenere il titolo paralimpico ottenuto quattro anni fa; Caironi, nel frattempo, si è “riscaldata” con una medaglietta d’argento nel salto in lungo. Infine…l’avevamo dato in rampa di lancio visti i progressi agli Europei di Grosseto: Oney Tapia, lanciatore ipovedente, non ha tradito le attese piazzandosi secondo nel disco F11.

Tra gli sport emergenti, l’Italia ha dimostrato di avere un talento particolare per il paratriathlon, all’esordio nel programma ufficiale delle discipline paralimpiche. Due dei tre azzurri partecipanti, Michele Ferrarin (argento PT2) e Giovanni Achenza (bronzo PT1), sono riusciti a salire sul podio.

Per la lista completa delle medaglie azzurre potete consultare il sito del Comitato Italiano Paralimpico a questa pagina.

A Giochi non ancora finiti noi continuiamo a tifare azzurri!

Articolo su Disabili.com

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Abdellatif Baka

Paralimpiadi Rio 2016, impresa di Baka: corre più veloce dell’oro olimpico. Avrebbe vinto anche tra i normodotati

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Abdellatif Baka (El Eulma, 7 maggio 1994) è un atleta paralimpico algerino, specializzato nel mezzofondo. Ha rappresentato il proprio paese ai XV Giochi paralimpici estivi di Rio de Janeiro conquistando la medaglia d’oro nel 1500 mt, classe T13, facendo registrare un tempo migliore dell’atleta vincitore della medesima disciplina nell’olimpiade per normodotati.

RIO DE JANEIRO – A Rio de Janeiro si fa la storia. A scriverla è Abdellatif Baka, algerino classe 1994, atleta ipovedente che corre i 1500 metri di atletica leggera alle paralimpiadi. Il corridore nordafricano, infatti, ha conquistato l’oro nella distanza, classe T13, con un tempo addirittura migliore di quello fatto realizzare dall’americano Matthew Centrowitz, primo nella stessa specialità, ma ai Giochi disputati in agosto. Baka ha fermato il cronometro in 3’48″29, meno del 3’50″00 con cui vinse l’oro l’atleta a stelle e strisce. “Sono strafelice, peccato non esserci stato anche ad agosto”, ha commentato divertito Baka dopo la gara.

Il vincitore Abdellatif Baka, ma anche l’argento Tamiru Demisse e pure il terzo e il quarto. Tutti più veloci di Matthew Centrowitz, che sulla stessa distanza, i 1500 metri, alleOlimpiadi aveva conquistato l’oro. È stata una notte speciale alleParalimpiadi di Rio, perché nella categoria T13 – riservata agli atleti con “bassa visione” – i primi quattro hanno corso più veloci del campione olimpico in carica. Abdellatif Baka ha chiuso in 3’48”29, un tempo che sarebbe valso il primo posto anche ad agosto. Ha impiegato venti centesimi di secondo in più l’etiopeDemisse, mentre il keniano Kirwa ha tagliato il traguardo in 3’49”59 e un altro algerino, Fouad Baka, fratello del vincitore, in 3’49”84. L’americano Centrowitz, a sorpresa, il 20 agosto era stato il migliore in 3’50”00 davanti a Taoufik Makhloufi e Nick Willis.

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Bambino per sempre

Bambino per sempre è un libro scritto da Cristóvão Tezza e tradotto in italiano da M. Baiocchi, pubblicato da Mondadori nel 2012.

31d0u5nczul-_bo1204203200_A ventotto anni Cristovão disoccupato e aspirante scrittore con un passato da contestatore borioso, è felice di diventare finalmente padre. Il destino però gli ha giocato un brutto scherzo: il suo piccolo Felipe è affetto dalla sindrome di Down, una malattia genetica che lo costringerà a uno sviluppo ritardato e mai completo, a una perenne infanzia, a una irrimediabile fragilità. Il mondo allora gli crolla addosso e una rabbia sorda lo travolge, contro tutto e contro tutti. Eppure la vita è generosa di sorprese e, giorno dopo giorno Cristovão comincia a guardare quel bambino con occhi diversi. Si scopre ad ascoltare i suoi bisogni, a condividere le sue gioie, a superare insieme le difficoltà, a volergli bene. E paradossalmente Felipe, che non può crescere, farà crescere suo padre: con la sua disarmante presenza, quel bambino per sempre trasformerà un giovane freddo e indifferente in un adulto, tormentato, sì, ma amorevole, attento, infaticabile nell’assistere il figlio, con cui instaura un rapporto d’affetto avvolgente e coinvolgente. Una storia d’amore e di speranza: solo dopo vent’anni l’autore è riuscito a scrivere del suo dramma personale. Perché la sua esperienza possa essere d’aiuto ad altri padri e figli.

Bambino per sempre – Amazon

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“Modelle & Rotelle” 2016: la moda incontra la disabilità — Move@bility

Modelle in piedi e su sedia a rotelle che sfilano insieme sulla stessa passerella, durante uno degli eventi più importanti per l’industria della moda, la Milano Fashion Week. Un sogno? No, “Modelle & Rotelle“, un concept event di caratura mondiale che, dopo Roma e New York, tornerà a Milano il prossimo 3 ottobre, nella prestigiosa cornice…

via “Modelle & Rotelle” 2016: la moda incontra la disabilità — Move@bility

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Danceability: la danza alla portata di tutti

articolo di Elisa De Luca

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Si può ballare, se si ha una disabilità motoria? D’istinto, verrebbe da rispondere no e, fino a poco tempo fa, la pensavo anch’io così. Poi, ho scoperto la danceability

Era il 1987 quando due coreografi statunitensi, Alito Alessi e Karen Nelson, creavano la danceability, un metodo di danza basato sul principio per cui tutti, disabili compresi, hanno la possibilità e il diritto di esprimere la propria verve artistica anche nella danza. Basta trovare il metodo adeguato alle possibilità di ciascuno.

A distanza di quasi 30 anni, il metodo ideato dai due coreografi ne ha fatta di strada. Oggi, Alessi è il promotore di DanceAbility® International, un’organizzazione che si pone come obiettivo quello di promuovere il metodo, e la filosofia sulla quale si fonda, in tutto il mondo (Italia compresa!), con workshop, corsi e spettacoli.

Ma a chi è destinata la danceability? Solo disabili (motori, psichici o sensoriali)? No, tutt’altro. Durante i corsi, viene incoraggiata l’interazione continua tra disabili e normodotati, nella libera espressione consentita dalla danza. Non ci sono schemi, né posizioni rigide cui attenersi: sta alla creatività e all’ispirazione di ciascuno inventare la coreografia che ritiene più idonea. L’unica “regola” è lasciarsi guidare dall’istinto e, naturalmente, dalla musica.

Inoltre, questo metodo si rivela particolarmente utile anche per coloro che lavorano direttamente con persone disabili, perché consente di apprendere metodologie efficaci per stabilire un contatto con loro, a tutto vantaggio anche delle terapie fisiche o psicologiche.

Senza contare che, non “ghettizzando” le persone disabili in “lezioni dedicate”, ma mischiandole alle altre, la danceability riesce là dove, spesso, si arenano molte buone intenzioni: favorire e creare l’effettiva integrazione delle persone con disabilità (che sono, per l’appunto, persone, prima che patologie), sovvertendo e, spesso, demolendo i pregiudizi e i preconcetti su disabilità e dintorni.

Allora, che ne dite? Ci lanciamo in pista?

Articolo su Jobmetoo

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Nuovo inizio

“Riccio sospirò, guardò il soffitto bianco e pensò che tutte quelle frasi che fino a quel momento gli sapevano di banale adesso erano intrise di valore. Ora aveva una verità, un inizio da cui ripartire. Scoprì il valore della vita solo quando stava per baciare la morte, così come il peso che si dà alle cose, quando non ci sono più. Da questo incontro, Riccio, aveva capito che si danno immagini piacevoli a quello in cui si spera, che la mancanza delle persone che ci hanno abbandonato è troppo forte e per questo le ritroviamo almeno in quell’ipotetico aldilà, fatto di sogni, di desideri e di speranze. In un attimo la fine era diventata per lui un nuovo inizio.”

[La bestia non si ferma p.14]

http://www.ereticaedizioni.it/?product=piero-cancemi-la-bestia-non-si-ferma

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Turismo inaccessibile: espellere gli albergatori che rifiutano cani guida

articolo di Francesca Martin

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Ancora casi recenti di cronaca che vedono persone cieche private di un diritto fondamentale

In questi scampoli di estate la cronaca ci riporta – ancora –  episodi di discriminazione ai danni di persone con disabilità che intendevano solo fare una vacanza. E non parliamo di barriere architettoniche,  ma di barriere culturali.

Se l’estate era iniziata con il caso della recensione choc su Tripadvisor di un utente disturbato dalla sola presenza di un disabile in un albergo (ma di casi ce ne sono stati altri, tra cui questo segnalato da noi), la stagione delle vacanze sembra finire con altri fatti sconcertanti che vedono stavolta protagoniste persone non vedenti rifiutate da alberghi.

CASI NON ISOLATI – Ultimo in ordine di tempo, il recente caso di Rimini, dove un hotel ha respinto la prenotazione ad una signora con cane guida, motivando il fatto col suo essere “pet free” per garantire clienti allergici agli animali. Ma arrivano segnalazioni di casi analoghi anche dal Lazio.
Sembra superfluo (ma evidentemente non lo è) ricordare come invece la legge preveda ovunque l’ingresso al cane guida che conduce un disabile visivo – anche dove i cani normalmente non sono ammessi.

Ciò che davvero, evidentemente, si fatica ancora a capire, è che la persona privata del proprio cane guida è come una persona che venisse privata degli occhiali per vedere, delle stampelle per camminare o della carrozzina per muoversi. Un punto di vista, questo totalmente ignorato nei recenti gravi episodi, che non ha nulla a che fare con la presenza di un “animale”, quanto piuttosto di un ausilio indispensabile!

ESPELLERE GLI ALBERGATORI – E se la misura è colma, anche la reazione deve essere dura, sostengono alcuni. Espellere gli albergatori che, andando contro la legge, non accettano cani guida all’interno delle loro strutture. E’ questa la richiesta dell’associazione Blindsight Project, onlus che si batte per i diritti delle persone con disabilità sensoriale, e che arriverà sul tavolo del presidente di Federalberghi Lazio. Una presa di posizione giunta, attraverso una nota, insieme all’ennesima segnalazione di due alberghi, uno di Frascatie uno di Fiumicino, che non fanno entrare i cani guida.

OGNI COMFORT MA NO CANI GUIDA – Dal sito dell’hotel di Frascati – dichiara Blindsight Project in una nota – si legge che “l’albergo a quattro stelle è un bellissimo palazzo ottocentesco in stile Liberty immerso nel verde del suo parco privato”, che dispone “di un accogliente wine bar, di una navetta da e per l’aeroporto e di un parcheggio gratuito”, ma “si prega di notare che non sono ammessi animali domestici nè cani guida“.
Anche l’hotel di Fiumicino si propone di ridurre ogni tipo di stress legato al viaggio con un “efficace servizio di navetta, un’ampia hall provvista di libri e quotidiani e un ampio parcheggio gratuito, per un indimenticabile soggiorno”, dove però “non sono ammessi animali domestici nè cani guida“.
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Nordic Walking, i benefici della camminata con i bastoncini

La disciplina sportiva che consiste nel marciare accompagnando il passo con i tipici bastoni da sciatore, è utile per chi soffre di malattie quali Parkinson e Sclerosi Multipla

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articolo di Daniele Banfi

Quella che a prima vista può sembrare solo una moda in realtà è un vero e proprio toccasana per chi soffre di alcune patologie come sclerosi multipla, Parkinson e malattie metaboliche. Stiamo parlando del Nordic Walking, la camminata veloce con l’ausilio delle bacchette simili a quelle utilizzate nello sci di fondo. Come dimostrano molti studi scientifici i benefici sono indiscutibili. Ecco perché negli ultimi anni sono nate diverse iniziative volte ad avvicinare chi soffre di queste patologie alla “Camminata nordica”. Una di queste è Nordic Tales, un progetto con il patrocinio dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, della Scuola Italiana di Nordic Walking e il supporto non condizionato di Genzyme.

Che cos’è il Nordic Walking?

Come spiega il professor Federico Schena del Dipartimento di Scienze Neurologiche e del Movimento presso l’Università di Verona, «il Nordic Walking è nato molto tempo fa come attività fisica di allenamento durante il periodo estivo degli atleti che praticano lo sci di fondo. Negli ultimi anni la camminata nordica non è più una prerogativa solo degli atleti ma si è diffusa in tutta la popolazione».

Tecnicamente si tratta di una forma di cammino che prevede l’utilizzo di bacchette da sci. Attraverso questo modo di camminare è possibile mettere in attività molti più muscoli e accelerare così il metabolismo. Non solo, il grande vantaggio del Nordic Walking è che a parità di velocità con l’ausilio dei bastoncini si sente meno la fatica ma si spendono più energie. «Tendenzialmente –continua l’esperto- si tratta di un’attività molto semplice ma che richiede coordinazione. Per questa ragione il Nordic Walking non si improvvisa. Non basta comprare delle bacchette per praticarlo. La tecnica va imparata».

Le patologie per le quali è consigliato

Diversi studi hanno dimostrato che il Nordic Walking è un tipo di camminata particolarmente adatta non solo per gli sportivi ma anche per pazienti con disabilità: l’utilizzo dei bastoni coinvolge il movimento di tutto il busto, allenando efficacemente l’intero corpo, senza affaticarlo e senza sollecitare le articolazioni, inoltre stabilizza l’equilibrio e favorisce la coordinazione. «Queste caratteristiche, unite all’effetto benefico sul metabolismo, fanno della camminata nordica un’attività particolarmente indicata in chi soffre di sovrappeso, diabete e morbo di Parkinson. In quest’ultima patologia, dove ad essere compromesso è il movimento e la coordinazione, la camminata aiuta a dare il giusto ritmo nei movimenti» conclude Schena.

I benefici per chi è affetto da sclerosi multipla

Ma le novità non finiscono qui perché il Nordic Walking è particolarmente indicato in chi soffre di sclerosi multipla. Per quanto lo sport non possa frenare l’avanzamento della malattia, diversi studi clinici su grande scala hanno dimostrato che esercizi fisici regolari sotto la guida di personale specializzato possono avere effetti positivi sulle limitazioni fisiche legate alla malattia e sui disturbi posturali, poiché il rafforzamento dei muscoli e delle ossa e la maggiore elasticità permettono una migliore mobilità, resistenza e coordinazione.

In cosa consiste il progetto Nordic Tales

Partendo da queste evidenze è nato Nordic Tales, un progetto che sta toccando diverse città italiane volto ad incoraggiare le persone affette da sclerosi multipla, familiari, amici e tutti quelli che sono interessati ad apprendere la tecnica e camminare in compagnia. I prossimi appuntamenti sono i seguenti:

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