Pubblicato in: Racconti

La neve

La neve (su LOPCom)

Guardai dalla finestra e vidi che fuori nevicava, vidi i tetti delle case ingombrati di neve e le piante che stavano in balcone dovevano essere assolutamente ripulite, quindi le portai dentro e me ne presi cura. Era la giornata perfetta per restare a casa, ma non fu così, dovevo andare a lavoro.
Mi coprii bene e mi incamminai per la strada innevata, cercando il modo per giungere a lavoro ricorrendo ai mezzi di trasporto presenti, dovevo raggiungere la prima fermata dell’autobus disponibile.
A Bologna ci sono i portici in centro e quindi non c’è neve da scansare sui marciapiedi, però bisogna stare attenti a non scivolare sull’acqua. Scorsi una signora molto anziana che scivolò, io la raggiunsi subito e le prestai soccorso aiutandola a rimettersi in piedi. La signora mi ringraziò e mi sorrise, le chiesi se volesse essere accompagnata a casa, ma lei tirò fuori un mazzo di chiavi dalla borsa, aprì il portone posto di fronte e sorridendo mi salutò.
Per le strade erano presenti gli spazza neve e in quei passi rallentati che conducevo sotto i portici ebbi una piacevole sorpresa: una coppia di amici stava passando da lì; anche loro stavano andando a lavoro, quindi io mi sentii molto fortunato, in tre ci tenevamo per mano camminando a passi lenti. Con gli amici anche i momenti fastidiosi possono trasformarsi in allegria e ridere alle 9 di mattina dimenandosi tra la neve per andare a lavoro ne era la dimostrazione.
Ognuno prese il suo autobus e io, una volta giunto in ufficio, stavo seduto sulla sedia guardando fuori dalla finestra per sbirciare i fiocchi di neve che scendevano lentamente; il capo fece andare via tutti prima del solito orario apprezzando chi riuscì ad essere presente.
Ritornando in strada notai che non nevicava più ma cominciai ugualmente a barcamenarmi tra i marciapiedi per sovrastare la neve che si era depositata. Notai una fermata dell’autobus gremita di gente, ma io mi trovavo in strada e un cumulo di neve mi divideva dal suo raggiungimento, decisi quindi di provare a superare l’ostacolo, ma non fu così semplice; giunto a metà tragitto restai bloccato, non riuscivo più ad andare avanti ne a tornare indietro, restai bloccato su una palla di neve, una signora in piedi alla fermata allungò la sua mano per darmi aiuto, lo stesso fece suo marito, io le agguantai felicemente porgendo le mie mani e riuscendo a raggiungere la fermata. Ringraziai vivamente i due, ma loro non parlavano la
mia lingua, riuscirono ugualmente a capire rispondendomi con un sorriso, io non potetti fare fiocco-di-nevealtro che ricambiare inarcando le labbra guardandoli con amnistia. Quando arrivò l’autobus mi fiondai all’interno tentennando, ma voltandomi vidi una signora che, provando a fare lo stesso, cadde tra la neve, io mi gettai nuovamente fuori e le prestai subito aiuto, salimmo insieme sull’autobus e quella volta fu lei a ringraziarmi.
L’autobus partì e si fermò alla fermata prevista, scesi lentamente e provai a dirigermi con calma verso casa; giunto di fronte la porta per entrare un cumulo di neve ostacolava il mio tragitto, decisi ugualmente di oltrepassare la difficoltà, ma quella volta non c’era nessuno dall’altro lato che mi aiutava, quella volta scivolai mestamente tra la neve, ma riuscii a rigirarmi per voltarmi con lo sguardo rivolto verso in cielo per fare una piacevole risata.

La neve – LOPCom

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Autore:

scrittore, lettore, sognatore, autore, pensatore

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