Pubblicato in: Racconti

Prova Costume

Sta arrivando una nuova estate e ancora una volta la prova costume non è andata a buon fine. Ahimè! Che amarezza!

macho

Avevo provato a mangiare meno, forse anche meglio. Avevo provato ad andare in palestra, mi sono iscritto e non sono mai andato, ma questo vale lo stesso. Volevo arrivare a questo momento presentandomi allo specchio con il fisico scolpito, addominali in mostra, pettorali fieri, bicipiti entusiasti e zigomi orgogliosi.

Cos’è andato storto questa volta? Dove ho sbagliato? Perché?

Non riesco a spiegarmelo, credevo di aver fatto tutto per il meglio.

Da gennaio ho iniziato a mangiare solo due uova a colazione, solo due cornetti alla crema, solo mezzo pacco di biscotti al cioccolato, solo mezza busta di latte da un litro e solo un panino con la nutella. Avevo smesso con le mie solite colazioni abbondanti. Avevo imparato a ridurre il cibo ingerito.

Forse sarà stata la pausa delle undici di mattina a lavoro a fottermi. Forse non dovevo abusare delle merendine presenti alle macchinette. Oppure non dovevo mangiare sempre due babà quando andavo al bar Campano. Forse il cappuccino al cioccolato non era dietetico, ma io come facevo a saperlo? Nessuno mi aveva avvertito. Sono sempre l’ultimo a sapere le cose.

Forse avrò sbagliato durante le pause pranzo, non lo so, ma avevo imparato a variare la mia alimentazione. Se andavo dall’Abruzzese avevo deciso di mangiare solo duecento grammi di pennette “cac’e ova” e solo dieci arrosticini di pecora. Provavo a non strafare. Anche quando andavo dal Giapponese, con il menù “all you can eat”, avevo imparato a non arrivare sull’orlo dell’esplosione ma solo sull’orlo dell’esagerazione, perchè ci tenevo alla linea.

Dai Napoletani prendevo solo la pizza salsiccia e friarielli con il bordo ripieno di ricotta di bufala. La pizza a pranzo non ha mai fatto male a nessuno, anzi, forse migliora il lavoro. Se andavo dai Pugliesi di Taranto prendevo sempre la solita puccia con gli uccelletti, ma avevo imparato a non aggiungere le patatine fritte. Oppure dai Foggiani prendevo duecentocinquanta grammi di orecchiette artigianali con le cime di rapa. Dai Lucani invece prendevo pappardelle al ragù di cinghiale e solo una decina di Gnummareddi alla griglia, comunque solo fino a saziarmi, non fino a scoppiare. Mentre dai Calabresi era sempre un problema. Ogni volta che andavo da loro la madre del titolare aveva preparato il pane, a volte lo preparava la sorella, a volte la nonna e a volte pure la cugina. Come facevo a resistere, poi non mi sembrava educato rifiutare. Quando dicevo loro “poca ‘Nduja” facevano il contrario; quando dicevo “poca Soppressata” non riuscivo a terminare; quando provavo a non esagerare con il Capocollo, veniva il proprietario a mangiare insieme a me e aggiungeva un Caciocavallo da spartire.

Ma non ho avuto problemi solo con le cucine meridionali.

Se decidevo di mangiare Bolognese avevo deciso che i tortellini artigianali li avrei presi solo in brodo di cappone e non pasticciati con ragù, panna, noce di burro e parmigiano. Avevo imparato a resistere alla cotoletta alla bolognese, cioè, ho provato a resistere solo due, tre, forse quattro volte.

Ma come si fa a resistere a quattrocento grammi di carne di vitello, ricoperta di burro, pan grattato e prosciutto crudo? Sarà stato quello il problema?

Forse è stato quando a cena andavo dai miei genitori Siciliani. Mia madre preparava sempre tante cose. Forse esageravo con gli spaghetti con le sarde, finocchietto e mollica tostata. Ne prendevo solo duecento grammi, ripeto, solo duecento. Il problema era quando mia madre preparava le arancine al ragù o al prosciutto e mozzarella. Ho provato a mangiare solo due arancine quando le preparava, ripeto, solo due. Cazzate, ne mangiavo almeno quattro.

Minchia! A pensare alle arancine mi è venuta fame. Vaffanculo alla prova costume, ritorno a mangiare il cazzo mi pare. Non pubblicherò sul web neanche immagini Photoshoppate, che cazzo me ne frega.

Buona estate! Ci vediamo a Natale!

 

pubblicazione su mEEtale

Autore:

scrittore, lettore, autore, sognatore

5 pensieri riguardo “Prova Costume

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