Pubblicato in: Libri, Racconti, Validi

Respiri Sessuali

(racconto presente nell’antologia RACCONTI EMILIANI pubblicato nel 2018 da Historica Edizioni)

RaccontiEmilianiQuello che state per leggere è un racconto privo di morale e interesse, quindi vi consiglio di passare al prossimo, magari sarà più interessante o più tollerante.

Mi chiamo Piero, sono Siciliano e vivo a Bologna da 13 anni. Di questo non frega un cazzo a nessuno dato che non è una cosa tanto difficile da trovare. Ma forse a qualcuno potrebbe interessare quali ragazze provenienti da tutta Italia ho conosciuto condividendo…“Respiri”. Meglio dire “Respiri” anziché orgasmi, urla, schiaffi e saliva, qualcuno potrebbe offendersi e qualcun altra potrebbe anche riconoscersi. Meglio dire “Respiri” così sono tutti contenti.

Se avete ancora voglia di farvi una manciata di cazzi miei allora vi accontento, proverò a raccontarvi brevemente i miei duri anni di “Respiri” sessuali in Emilia-Romagna.

Avevo diciannove anni quando abbandonai il mio ridente paese siciliano per dirigermi a Bologna, andavo in treno portando con me solo un fagotto pieno di sogni. Dire che avevo ventidue anni e che i miei genitori avevano pagato il biglietto aereo farebbe di me solo un ragazzo siciliano qualunque che ha deciso di vedere oltre lo stretto di Messina.

Inizialmente, ovviamente, è stato bellissimo: conoscevo nuova gente e non lavoravo. All’università studiavo al DAMS e conoscevo tante ragazze. Dopo due mesi non ero ancora stato a letto con nessuna.

Un giorno conobbi Maria1 in via Petroni all’interno di un negozietto Pakistano dove compravo una birra.

Le ragazze dei “Respiri” si chiameranno tutte Maria.

La prima era Calabrese, provincia di Reggio Calabria e studiava Scienze della Formazione. Maria1 non era bella ma era interessante. Maria1 beveva e si faceva le canne, forse si faceva anche di eroina, ma nessuno è perfetto.

Le dico “È due mesi che sono a Bologna e non sono stato con nessuna ragazza”.

Mi risponde “Scopiamo” con assoluta indifferenza e leggerezza.

Scopo con Maria1 a casa sua con indifferenza e leggerezza, minimalista, dove lingue e genitali svolgono le loro funzioni educatamente e senza strafare.

Dopo Maria1 ero diventato predisposto a osare, Bologna per me era il paese dei balocchi e cominciai a scoprirla lentamente.

Conobbi Maria2 in Piazza Puntoni mentre fumavo una sigaretta sulla panchina. Lei era Abruzzese della provincia di Pescara e studiava Astronomia. Maria2 era carina, bionda innaturale e sorriso di cortesia. Maria2 parlava solo di musica Metal e io apprezzavo per cortesia. Maria2 non era un fenomeno orale, ma ascoltava buona musica. È durata poco con Maria2, cioè due scopate a casa sua ubicata dopo il ponte Matteotti.

Subito dopo conobbi Maria3 in piazza Verdi con la classica scusa di scroccare una sigaretta. Maria3 era Molisana della provincia di Isernia, molto fricchettona, aveva grandi tatuaggi sul corpo ed era perennemente sorridente. Maria3 fumava sempre marijuana e studiava Biologia perché non era riuscita a superare il test d’ingresso in Medicina. Con Maria3 siamo stati a letto insieme una sola volta, ma me la ritrovai nuovamente a casa mia un altro pomeriggio. Quel giorno era stata a letto con il mio coinquilino Salentino della provincia di Brindisi che studiava Fisica. Di Maria3 sapevamo che il Molise esisteva, che fumava sempre marijuana e che a letto non aveva tabù.

Dopo quei primi episodi decisi di diventare una puttanella. Insieme ai miei nuovi amici frequentavo i locali del centro di Bologna, cioè quelli più gettonati per gli incontri alcool-causali. Al SodaPops, sporadicamente, avevamo incontri ravvicinati con ragazze spagnole. Al Kinki sono stato buttato fuori mentre una ragazza americana aveva il mio cazzo tra le mani. All’Arterìa, casualmente, capitava di essere molestati da donne Bolognesi over 40’ che cercavano toy boy occasionali. Nel mio periodo da puttanella dirò che sono stato a letto (o tra i vicoli del centro) con Maria4-5-6.

Poi all’improvviso è arrivata lei: Maria7.

Il primo amore che ho avuto a Bologna, la ragazza che mi ha fatto promettere di non andare più a letto (o in strada) con nessun’altra. Maria7 era bellissima, chiarissima di carnagione, lunghi capelli neri, uno sguardo incantatore e fascino ineguagliabile qualunque cosa facesse. Maria7 era della provincia di Foggia, studiava Antropologia, vestiva sempre di nero, era priva di sorrisi e schiva di sentimenti. Maria7 era simpatica solo quando era nuda in ginocchio e mi guardava con cattiveria mentre lo ciucciava, c’era quasi colore nei suoi grandi occhi neri. Siamo stati fidanzati due anni, poi caratteri opposti, l’amore non è bello se non è litigarello, quindi ci siamo lasciati e diventai nuovamente una puttanella.

Conobbi Maria8 in piazza Maggiore. Scura di carnagione, grandi occhi asiatici, capelli neri, seno scarso e fondoschiena estasiante nelle sue forme. Maria8 studiava Psicologia, era di Ravenna e si vantava di sapere cucinare i cappelletti. Io dicevo che i cappelletti erano come i tortellini, lei si arrabbiava e diceva che i cappelletti erano più buoni dei tortellini. Maria8 veniva spesso a Bologna per frequentare lezioni o fare esami universitari e in quelle occasioni le chiedevo se volesse fermarsi a casa mia. Maria8 accettava sempre l’invito e si sdebitava con molta passione nei “Respiri”. Io ero andato solo una volta da lei a Ravenna e quella volta Maria8 ha dato il meglio di sé sia nel sesso anale che nella preparazione dei cappelletti. Dopo due mesi decisi di affidarmi nuovamente a Bologna e alle sue sapienti opportunità. Ravenna era bella ma non ci vivrei.

All’improvviso giunse Maria9 al Senzatetto per una serata Dancehall. Lei Pugliese della provincia di Lecce, studiava Scienze Politiche. Maria9 teneva a dire che lei non era Pugliese ma Salentina. Quando i salentini si incontrano tra loro parlano solo in dialetto, molte parole riuscivo a capirle basandomi sulla mia provenienza Siciliana, ma a volte esageravano. I Salentini sono grandi bevitori, festaioli e molto legati alla loro terra. Sono stato molto viziato da Maria9, sia in cucina che a letto. Io non amavo il Salento, forse neanche la Sicilia, io ormai ero innamorato solo di Bologna.

Nel frattempo ho anche corso grossi pericoli: incontri occasionali a rischio matrimonio. Ho dovuto destreggiarmi nella sacra arte dell’allontanamento quando cominciavo a sentire puzza di bruciato.

Conobbi Maria10 su internet, Campana della provincia di Caserta, lei voleva sposarsi perché aveva 37 anni e doveva assolutamente fare un figlio subito dopo l’imminente matrimonio. Era molto carina in viso e molto in carne nel corpo. Tante volte quando si conoscono ragazze su internet si conosce solo il volto e non il resto del corpo. Durante i “Respiri” lei urlava con prepotenza qualche cosa partenopea di cui ignoravo il significato.

In ufficio conobbi Maria11, Calabrese di Catanzaro, impiegata, bravissima a cucinare e anche ad ammaliarmi. I nostri “Respiri” erano pieni d’energia, la pasta a forno con la ‘Nduja che preparava era buonissima. Lei voleva sposarsi a breve perché era stata lasciata dal suo ragazzo calabrese decennale.

Nel frattempo io superavo i trent’anni e a Bologna conobbi altre Marie, ma solo un paio meritano di essere menzionate.

Maria12 la conobbi in via Belvedere, sul retro del Mercato delle erbe. Bella da star male, labbra carnose e occhi da cerbiatto. Beveva il suo prosecco con le amiche, io il mio spritz con i colleghi, io le dico che sono Siciliano, lei mi dice che abita fuori Modena. In quel momento mi sono immedesimato nell’africano di cui parlava Vasco Rossi nella canzone “Colpa d’Alfredo”. Maria12 venne a casa mia e la scrutai meglio, era curata nei minimi dettagli, pelle liscia in viso e in tutto il corpo. Seno altezzoso e sapientemente provocante ad ogni battito di ciglia. Io ero estasiato e colmo di piacere quando la vidi completamente nuda davanti a me. Maria12 era fidanzata e me lo disse subito dopo l’orgasmo.

Per un periodo bazzicai tra le vie dell’alcool del Pratello, dove bastava lasciarsi trasportare dalla serata. Ancora oggi ringrazio il Barazzo, l’Alto Tasso e il Mutenye, dove c’era bella gente, belle Marie, ottimo alcool e baristi\e simpatici\he.

Forse ho esagerato, forse qualcosa l’ho inventata o modificata, però mi va di chiudere con una ragazza particolare e assolutamente vera: Maria13, Lucana della provincia di Matera, Ingegnere gestionale, biondina, bel corpicino e aspetto da angioletto. Non bisogna mai fidarsi dell’apparenza. Le era stato affibbiato il soprannome “Psyco” dal mio coinquilino Abruzzese della provincia di Teramo. Le sue particolarità erano: fotografare il campanello ogni volta che passava da casa mia; aspettare il mio ritorno nascosta dentro la sua automobile; abbassarmi jeans e mutande per mordermi il cazzo; inviarmi foto digitali senza che io gliele chiedessi o senza che le dicessi cosa infilare all’interno della sua vagina. Mi allontanai da lei dicendole una minchiata: Ti denuncio!

Alla fine ho deciso di essere innamorato solo di Bologna.

Bologna mi ha ospitato e non ha mai smesso di insegnarmi. Bologna mi ha punito e mi ha consolato, Bologna continua a coccolarmi e a stupirmi.

Il vero amore per me è Bologna, Bologna voglio stare sempre e solo con te per amarti e onorarti finché morte non ci separi.

Piero Cancemi

Respiri Sessuali su mEEtale

Autore:

scrittore, lettore, autore, sognatore

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