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Asperger: 5 cose da sapere per migliorare la nostra interazione

Il sito Mondoaspie.com ha pubblicato 16 consigli da tenere a mente quando ci si relaziona con un amico Asperger, per non farlo sentire a disagio

La sindrome di Asperger è un disturbo pervasivo dello sviluppo, una forma “lieve di autismo”, spesso di difficile diagnosi. Le persone cosiddette “Asperger”, infatti, non hanno nessun deficit cognitivo, ma possono avere difficoltà di interazione sociale  e mettere in campo comportamenti o interessi di tipo ripetitivo o stereotipato, a livelli più  o meno intensi.
Tra gli elementi rilevanti, la difficoltà delle persone con sindrome di Asperger di cogliere gli indizi sociali (ad esempio il non detto, le emozioni facciali) e le regole sociali non scritte e, di contro, essere molto analitici. Questi sono tratti di persone che hanno un funzionamento mentale che si può definire non comune, più che patologico.

Poiché è proprio nell’interazione con gli altri che emergono le principali problematiche, è importante capire come meglio rapportarsi con le persone con Asperger, evitando comportamenti e situazioni che possano metterle in difficoltà, e interpretando alcuni segnali che possono altrimenti essere fraintesi. Questo è  il primo passo per creare delle proficue relazioni con loro, superando imbarazzi e difficoltà soprattutto in uno dei periodi più delicati, come quello dell’adolescenza, quando  far parte del gruppo o avere una amicizia vale più di qualsiasi cosa al mondo. A questo scopo, riprendiamo qui 5 dei 16 consigli rivolti a chi ha un amico/a Asperger, che il sito Mondoaspie.com ha pubblicato nei giorni scorsi, rimandandovi alla lettura del post completo sul loro sito.

1. Attenzione alle parole
Le persone con sindrome di Asperger tendenzialmente prendono alla lettera ciò che viene loro detto. Per questo motivo, a meno che non si pensi esattamente quello che si dice, evitare di dire frasi come “Sono tuo amico” se siamo solo conoscenti. La persona Asperger si sentirà presa in giro quando realizzerà che non lo si pensa davvero. Allo stesso tempo, è importante evitare il sarcasmo o l’ironia, che potrebbero non essere colti: una persona Asperger può infatti non capire che si sta scherzando.

2. Non forzare il contatto oculare
Nella consueta socialità, la norma sociale vuole che parlando ci si guardi negli occhi, come segno di attenzione verso l’interlocutore. Ma per un Asperger il contatto oculare può essere difficile o creare imbarazzo. E’ importante quindi non interpretare erroneamente questa sfuggevolezzacon disinteresse verso ciò che stiamo dicendo.

3. Non dire “sforzati!”
Una persona con sindrome di Asperger è spesso frustrata dai suoi fallimenti in termini di interazione, dei quale è consapevole, e che cerca di superare con sforzi che possiamo non immaginare. Evitare quindi di dire frasi come “se vuoi puoi farlo”, poiché potrebbe avere solo l’effetto di aumentare la frustrazione. Sdrammatizzare i fallimenti e valorizzare i progressi è invece di grande aiuto per l’autostima di una persona Asperger, che si sentirà più compresa nelle sue difficoltà e nei suoi sforzi.

4. Esprimere ciò che si prova con parole precise
E’ importante verbalizzare quello che si prova o che si desidera comunicare alla persona Asperger, poiché ha difficoltà a comprendere elementi non verbali   come le espressioni del volto. Se siamo quindi arrabbiati o angosciati, è importante esprimerlo a parole, come pure chiedere esplicitamente qualcosa evitando ogni richiesta vaga.

5. Perdonare la goffaggine
Proprio per la sua difficoltà a cogliere gli indizi sociali, i comportamenti della persona Asperger possono sembrare strani: a volte può fare figuracce, sedersi troppo vicino, parlare troppo o non parlare affatto, essere goffo. In questi casi è necessario sminuire e semplicemente fare notare alla persona che questi comportamenti non sono appropriati alla situazione e spiegare come correggerli, senza mostrare impazienza.

Ricordiamo che non esistono persone Asperger uguali e identiche tra loro: ciascuna, come tutti, è portatrice di una unicità. E’ quindi necessario mettersi all’ascolto per comprendere la persona che abbiamo davanti, adattando questi suggerimenti e prestando attenzione, chiedendo e accogliendo i suoi suggerimenti per stare al suo fianco nel modo migliore.

 

Articolo su Disabili.com

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scrittore, lettore, autore, sognatore

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