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Libri per bambini: due nuovi volumi uovonero parlano di disabilità tra racconti e suggestioni illustrate

Articolo di Francesca Martin

Nella collana I Geodi, il libro Che bambino fortunato! dà idealmente voce al fratello di un bambino disabile, mentre le tavole illustrate di Che cos’è una sindrome? ci spingono in un vortice di suggestioni

Ci siamo già occupati in passato dei libri di uovonero, casa editrice per bambini specializzata nella pubblicazione di volumi che abbracciano la disabilità sia nei contenuti che nella forma, con la proposta di testi che trattano di diversità, e di volumi che possono anche essere fruiti da chi abbia difficoltà o problemi di lettura.

Quella che ci offre uovonero è sempre una lettura non solo accessibile, ma inclusiva, aperta e accogliente: una immersione, con codici verbali e non solo, in ciò che può essere diverso; l’invito, sempre, a fare una piccola corsa in spazi mai scontati abitati dall’altro.

IL RACCONTO DI UN SIBLING
Tra le novità editoriali più interessanti, nella collana I Geodi , dedicata, appunto, al racconto della disabilità, uovonero propone Che bambino fortunato!,  di Lawrence Schimel e Juan Camilo Mayorga, un volume nel quale i disegni costruiscono lo spazio delle pagine dando forma alla voce narrante: quella di un bambino che racconta. Ci racconta che a casa sua si vive in modo un po’ diverso rispetto a come vive il suo amico Carlo: bisogna rimettere sempre gli oggetti al loro posto, bisogna stare attenti a tante cose e avere alcune accortezze quando si gioca. Il che può sembrare una scocciatura, ma non lo è affatto: serve perché il suo fratellino Davide possa trovare gli oggetti, o non si faccia male. Davide, infatti, non vede, ma può fare un sacco di cose, ed è come se avesse dei poteri speciali: ha un’ottima memoria, può leggere anche al buio, e sa inventare delle storie bellissime.
…Essere bambini fortunati significa avere un ottimo amico e un fratello meraviglioso!
Pregio principale di questo volume è quello di dare voce a un sibling, e di raccontare la diversità proprio come farebbe il fratello di un bambino con disabilità: con la naturalezza di chi la vive in casa.
Il libro dà ai piccoli lettori anche la possibilità di provare a cimentarsi con la lettura tattile: nelle ultime pagine viene riportato l’alfabeto Braille con le corrispondenti lettere, invitando i bambini a tradurre le due pagine centrali del volume, scritte appunto con i punti in rilievo. Un modo, questo, per mostrare in che modo legge chi non vede.

Fascia di età:
 dai 7 anni
Autore: Lawrence Schimel
Illustratore: Juan Camilo Mayorga
SPIEGARE LA DISABILITA’
Si rivolge a lettori più grandi (anche adulti, perché no), il volume Che cos’è una sindrome?, composto dalle grandi tavole illustrate di Giovanni Colaneri , sempre per la collana I Geodi.
La prima pagina ci dice già che questo è un libro più di domande che di risposte: un grande punto interrogativo campeggia subito dopo la copertina (ma anche nella copertina stessa, mimetizzato), ma una scala a pioli, piccola ma coraggiosa, ci invita ad affrontare la sfida. Una dopo l’altra, allora, le suggestioni visive accompagnate da un titolo che è anche una domanda ci incalzeranno pagina dopo pagina: la sindrome è una cosa seria? una crisi? un disordine? una salita? un colore, un sentiero, una storia in comune…?. Di certo è qualcosa che ci riguarda: pur avendo tante forme, pur essendo di molti tipi (almeno 1400), chi ha una qualunque delle molte sindromi possibili, è come noi, con gli stessi sentimenti, gli stessi desideri, ma con molte più sfide da vincere davanti a sè. Sfide che può affrontare molto meglio con il nostro supporto.
Allora la risposta, se una risposta c’è, sta lì, nella piccola scala appoggiata al ?: sta nel nostro coraggio e nella nostra capacità di immergerci, forse, in tutto questo, senza paura di smarrirci, senza paura di non capire la lingua, senza paura di lasciarci catapultare altrove.

Fascia di età:
 dai 7 anni
Autore: Giovanni Colaneri

Per info:

www.uovonero.com

Articolo su Disabili.com

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film Mio fratello rincorre i dinosauri

Mio fratello rincorre i dinosauri è un film del 2019, tratto dall’omonimo romanzo di Giacomo Mazzariol. Il protagonista, Giacomo ne combina di tutti i colori a suo fratello, bambino con sindrome di Down.

Giacomo è un ragazzo che vive a Pieve di Cento, con i genitori Davide e Katia e le sorelle Chiara e Alice. Un giorno riceve la notizia che presto avrà un fratello, che si chiamerà Giovanni (Gio). Alla nascita del fratellino, Giacomo e la sua famiglia scoprono che Giovanni ha la sindrome di Down. Inizialmente Giacomo è felice, perché crede che il fratellino sia una specie di supereroe, ma col tempo capirà che i genitori gli hanno lasciato credere qualcosa di ben diverso dal reale.

Anni dopo, Giacomo deve scegliere una scuola superiore assieme a Vittorio, il miglior amico di sempre. Giacomo decide di entrare nella sua stessa scuola, persuadendo Vittorio a seguirlo. Arrivato a scuola, Giacomo soffre per la propria timidezza e vorrebbe essere simile ai compagni più grandi, ed entra nel gruppo della sua amata, soprattutto per fare colpo su Arianna. Decide allora di entrare nella band musicale dei due ragazzi che ritiene più ammirati della scuola. Ciononostante, Giacomo si sente spesso a disagio e non riesce a dire a nessuno di avere un fratello con sindrome di Down. Il suo silenzio sull’argomento si trasforma a poco a poco in una bugia sempre più grossa.

Giacomo scopre poi che il gruppo in cui suona ha un canale YouTube, e lo fa vedere anche alla famiglia. Il piccolo Giovanni decide allora di fare anche lui dei video e li mette su YouTube aiutato da Vittorio. Giacomo scopre i video, perché alcuni suoi compagni li vedono, li cancella facendo ricadere la colpa su un gruppo neonazista inesistente.

Non potendo trascurare l’accaduto, la famiglia del ragazzo indice una protesta contro il presunto movimento neonazista, a cui partecipano anche Giacomo, Arianna e la sua classe. Deciso finalmente a smettere con le bugie, Giacomo confessa pubblicamente di aver cancellato i video di Giovanni e di aver mentito riguardo al fratello.

Giacomo ha deluso tutti e tutti sono arrabbiati con lui. Con il passare del tempo però, chiede scusa alla sua famiglia, alla sua classe e soprattutto a Vittorio e Arianna, ridiventando di nuovo migliori amici.

 

Mio fratello rincorre i dinosauri – Wikipedia

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Laura Coccia

Nata a Roma il 6 aprile 1986 da Francesco e Lucilla Paola Clarizio. A causa di un’infezione contratta dopo la nascita è affetta da tetraparesi spastica.

Alle medie comincia a praticare l’atletica leggera sotto la guida del suo professore di educazione fisica. Nel 1998 partecipa per la prima volta ai Giochi Sportivi Studenteschi, insieme alle ragazze normodotate e dall’anno successivo compete in una gara solo per disabili, che viene introdotta nel calendario dei GSS. Correndo, impara a controllare meglio il suo corpo e la sua spasticità, migliorando sensibilmente. Il suo allenatore aveva scelto per lei i 400 metri.

Continua a partecipare alle competizioni studentesche fino al 2004.

Nel giugno 2003 partecipa, ai Campionati Italiani Assoluti della FISD nei 100 metri, vincendo il suo primo titolo italiano. Dall’anno successivo partecipa nelle gare dei 100, 200 e 400 metri.

Nel 2005 è convocata in Nazionale per partecipare ai Campionati Europei, dove si classifica al 5º posto. Nel luglio 2010 discute la Tesi di Laurea Specialistica in Storia e nel settembre dello stesso anno vince il concorso per il Dottorato di Ricerca all’Università Sapienza di Roma, con un progetto che prevede lo studio della propaganda sull’avanzata dell’Armata Rossa su Berlino tra il 1944 e il 1945.

Alle elezioni politiche del 2013 viene eletta deputata della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XX Campania 2 per il Partito Democratico.

Il 10 febbraio 2014 presenta la proposta di legge per introdurre i laureati in scienze motorie nella scuola primaria e alla proposta lega la campagna #CRESCOATTIVO il cui scopo primario è quello di informare sull’importanza di una corretta attività motoria.

Nel novembre 2014 presenta la proposta di legge per la parità di genere nello sport professionistico a cui aderisce l’Associazione Italiana Calciatori e la Lega Nazionale Dilettanti, legata alla campagna #CISONOANCHEIO.

Il 24 giugno del 2015 riceve la delega come responsabile del settore Calcio per il Partito Democratico dal Vice Segretario Guerini.

Il 3 dicembre 2015 presso l’Universitá Sapienza di Roma consegue il Dottorato di Ricerca (PhD).

Membro onorario della Societa italiana di Storia dello Sport.

Sempre in prima linea per il diritto allo studio per le persone con disabilità, ha portato nell’aula della Camera dei Deputati la voce di studenti e genitori che chiedevano il rispetto delle loro tutele.

 

Laura Coccia – Wikipedia

“Diversamente incinta”: la gravidanza raccontata da Laura Coccia

Libro Laura non cammina corre

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Non merito di essere felice

Copertina2“Ho vissuto la mia vita e forse ho sbagliato tutto.

Mi sono pentito delle cose che ho fatto? NO.

Mi sono pentito di essere scappato dall’amore, dalle responsabilità e da me stesso? NO.

Rifarei tutto? Sì.

Ma mi sono pentito di qualcosa? Sì.

Mi sono pentito di aver dato amore per poi riprenderlo per darlo solo a me stesso.

Mi chiedo se sono felice, ma non lo so, forse no, forse non dovrei essere felice, forse non mi merito di essere felice.”

 

[Piero CancemiLa bestia non si ferma]

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tra le tue braccia dimentico tutto

«Io credo in te e nel tuo cuore buono, credo in noi e nei tuoi abbracci.

Voglio fare tanta strada insieme a te, ma dobbiamo essere in due a custodire e preservare quello che abbiamo, perché è qualcosa di veramente prezioso;

amami e io ci sarò, stringimi e io non fuggirò;

ci sarò con il sorriso e con il pianto, ma non mandarmi via;

tra le tue braccia io dimentico tutto e sono felice, tra le tue braccia i miei sogni fanno l’amore con i tuoi sogni»

 

Piero Cancemi – La bestia non si ferma

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Vent’anni

svolteCiao Francesco,
Non so niente di te ma ti ho pensato tanto in questi anni, costantemente, incessantemente. Solo oggi ho deciso di dare una svolta alla mia vita ammettendo la mia verità. Quella verità che non sono stato in grado di affrontare negli anni e che ho tenuto nascosta per troppo tempo. La verità che non mi faceva dormire la notte e non mi faceva stare bene durante tutto il giorno, mentre i miei pensieri si confondevano tra loro, sperando solo di terminare le mie giornate in un abisso di sonno perenne.
Forse non avrai voglia di leggere quello che è scritto su questo foglio e con una pessima calligrafia.
Mi chiamo Antonino, ma tutti mi chiamano Nino. Forse avrai già capito chi è l’autore di queste banali chiacchiere di presentazione prive di interesse. Ma forse invece non lo sai.
Io so chi sei tu, conosco tua madre, la conosco bene, ma sono tanti anni che non la vedo e che non la sento, esattamente vent’anni, la tua età.
So che vivi a Milano e che anche tua madre sta ancora lì. Non sono uno stalker e neanche un assassino, ma forse qualcosa di altrettanto schifoso e ingiustificabile. Sono un inutile uomo che alla tua età è stato solo in grado di scappare, di andare via da una responsabilità che non ha voluto assumersi. Non capivo niente e ho preferito fuggire da una gioia che tua madre aveva appena iniziato a tenere in grembo.
Io non ho genitori, non li ho mai avuti. Penso che la realtà in cui sono cresciuto, tra comunità per minori e affetto ricevuto solamente da estranei, abbia influenzato il mio modo di fare delle scelte. Oppure sono sempre stato una persona di merda incapace di prendere le giuste decisioni e che sta solo provando a giustificarsi. Ma ormai non ho più niente per cui giustificarmi.
Mi sono costruito tante immagini di te nella mia testa. A volte ti ho pensato con i capelli castani e gli occhi marroni come tua madre, a volte con i capelli neri e gli occhi cerulei come il sottoscritto. Ormai i miei capelli sono quasi tutti bianchi, però ti ho immaginato spesso simile a me quando avevo la tua età. Spero solo che non avrai il mio stesso carattere. A diciannove anni ero un poco di buono, mi facevo trascinare in brutti giri e brutte situazioni troppo facilmente. Non andavo a scuola, ma ogni tanto svolgevo umili lavoretti per potermi mantenere. Conobbi tua mamma a quell’età: era bellissima. All’inizio provava a ignorarmi, ma lei mi piaceva troppo. Io ero solo un mascalzone che aveva smesso di andare a scuola mentre lei era una bravissima e bellissima studentessa di famiglia borghese, una storia che si ripete dai tempi della proiezione di Lilli e il Vagabondo. Ma in questo caso non è andata a finire come in quel film. Ci siamo conosciuti, ci siamo frequentati e ci siamo innamorati. Ma l’amore a volte fa fare delle sciocchezze. Nel mio caso mi aveva solo dato una grande felicità, e io l’ho interpretato in maniera opposta. Ero giovane, ero impreparato e nella mia inadeguatezza a quel nuovo ruolo ho deciso, da immaturo, di scappare. I genitori di tua madre non mi sopportavano, e quando mi vedevano insieme a lei mi guardavano con disprezzo. Tuo nonno mi odiava, me lo diceva anche tua madre. Io ero un pesce fuor d’acqua in quella famiglia, ma non davo peso alla cosa; in realtà a me non interessava niente. Io volevo solo stare con tua madre, me ne infischiavo di tutto il resto.
Poi è arrivato quel giorno, quel maledetto giorno che non ho mai dimenticato. Ho incontrato lei e mi ha spiegato tutto. Mi ha detto che aspettava un bambino, che tua nonna l’aveva saputo, ma tuo nonno non sapeva niente. Una storia del cazzo che dovevo capire. Boh! Capire cosa? Cosa cazzo dovevo capire? Capire che aspettavamo un figlio e non lo doveva sapere nessuno? Capire che forse dovevamo fuggire per costruire una famiglia, ma con niente in mano? Che cazzo ne sapevo io? Avevo vent’anni. Nella vita ero solo riuscito a scappare da scuola, e in quel momento ho pensato di scappare anche da quella famiglia borghese del cazzo. Ho avuto solo questo pensiero. Ho pensato che i soldi li avrebbero tirati fuori loro. Tua madre era in gamba e se la sarebbe cavata. Io non volevo chiedere niente a nessuno. All’inizio ho deciso di cambiare città per dare una svolta alla mia vita, magari con un lavoro stabile. Pensavo che un giorno sarei tornato, ma purtroppo non è andata così, Francesco. Mi sono trasferito a Bologna. Ho cercato lavoro e ho provato a darmi una regolata. Ma niente. Ho trovato diversi lavori, guadagnavo dei soldi e poi li spendevo tutti nel peggiore dei modi facendomi del male. Ma solo quel male mi faceva stare bene.
Non so cosa ti abbia detto tua madre di me. Magari non te ne ha mai parlato. Magari dopo di me ha avuto subito un nuovo compagno, che ricopre ancora quello che doveva essere il mio ruolo. Sicuramente sarà una persona migliore di me. Immagino sia una persona benestante a cui non manca niente, anzi, che sia molto più ricco di una persona a cui non manca niente, e che non abbia fatto mancare nulla neanche a te. Vivete in una grande casa; avete l’aspirapolvere automatica che lucida tutto il parquet; la vostra governante utilizza l’apriscatole elettrico; il vostro chef vi cucina piatti contenenti panna acida e caviale; in garage è parcheggiata una De Lorean volante. Me la immagino così, una persona più ricca di una a cui non manca niente. Io invece sono solo uno squattrinato a cui manca tutto. Non ho una casa e non ho un aspirapolvere. Pago l’affitto e spazzo con la scopa. Apro i barattoli girando la manopola dell’apriscatole, mi cucino solo la pasta e in strada è parcheggiata la mia vecchia Fiat Panda. Sono riuscito ad arrivare solo a questo.

Continua a leggere “Vent’anni”

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aspirazioni

“ero conosciuto come un poco di buono e privo di aspirazioni, i miei interessi erano fossilizzati sul sesso e sulle droghe. Per me non c’era nient’altro dopo, ma a quell’età forse potevo pensare a qualcosa di più stimolante oltre agli orgasmi fisici e mentali. Ho solo bellissimi ricordi delle droghe artificiali, ma solo chi si droga può capire la sensazione di benessere che si prova e che blocca alcun tipo di aspirazione.”

Piero Cancemi – La Bestia non si ferma

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Unione Italiana Ciechi cerca donatori di voce per la registrazione di audiolibri

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BRINDISI- A.A.A. cercasi donatori di voce per la registrazione di audiolibri. L’Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti Consiglio Regionale Puglia, ha avviato il progetto “Audiolibro”, istituito con Legge Regionale 6 febbraio 2013 n. 7 art. 21.

Il progetto prevede il reclutamento di volontari donatori di voce che daranno la possibilità con la loro voce registrata di far ascoltare i libri di secondo livello. Chiunque sia interessato può presentare la propria candidatura inviando una e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica: donalatuavoce@uicibrindisi.it

Nell’e-mail di candidatura è necessario specificare:

  • Dati personali ( nome e cognome, indirizzo e-mail e recapito telefonico );
  • Genere preferito nella lettura;
  • Disponibilità media di tempo settimanale/mensile per la registrazione ( non vincolante );
  • Eventuale possesso di materiale utile alla registrazione ( registratore o microfono del personal computer di buona qualità );
  • Allegare demo vocale della propria voce ( bastano anche 3 minuti di registrazione effettuata con qualsiasi strumento di registrazione e in qualsiasi formato. Come lettura va bene qualsiasi libro di testo ).

La sezione territoriale di Brindisi resta a disposizione per eventuali chiarimenti e per ulteriori informazioni contattare il numero 0831 526105/ 329 6826213 dal lunedì al venerdì, dalle ore 09:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00 oppure inviando una e-mail a donalatuavoce@uicibrindisi.it

 

Articolo su BrindisiOggi.it

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Cancro. La linea di partenza per la tua rinascita

51afi8x2rel._sx328_bo1204203200_Il cancro non è un punto di arrivo, ma la linea di partenza per la tua rinascita!

L’esperienza del mio primo cancro in giovane età – a soli 18 anni – mi ha insegnato che nei momenti difficili della vita, anche se spesso siamo circondati da tante persone, in realtà siamo soli. Mi ha insegnato che se si vuole ottenere qualcosa o anche “solo” vivere meglio, bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare.

Il mio secondo cancro – esattamente 20 anni dopo – inoltre mi ha insegnato che non si finisce mai di imparare e che a volte bisogna arrivare al fondo, per poter risalire e rinascere nuovamente.

Il mio percorso di crescita personale mi ha portata alla consapevolezza che cambiare, o anche semplicemente migliorare, si può, partendo da piccoli passi quotidiani, che porteranno inevitabilmente a grandi conquiste future.

Questo libro è il frutto dei miei studi e della mia conoscenza in campo olistico/umano, parla dei 23 punti di forza, che ogni essere umano, senza distinzione di età, sesso o razza, ha e invita con semplici ma efficaci esercizi pratici a prendersi la responsabilità della propria vita, soprattutto in un momento difficile, come quello della malattia.

Un libro pratico-teorico, in realtà, utile a tutti coloro che credono che il cambiamento non è solo una fase naturale dell’esistenza, ma un atteggiamento costruttivo della propria evoluzione.

 

Cancro. La linea di partenza per la tua rinascita – Macrolibrarsi.it

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