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film Pollock

Pollock (Pollock) è un film del 2000, prodotto, diretto e interpretato da Ed Harris; si tratta della sua prima opera da regista. Il soggetto è tratto dal volume Pollock: an American Saga (1989) di Steven Neifeh e Gregory White Smith. Il film di Ed Harris è una delle più recenti “biopic” sull’arte e tra le migliori accolte dalla critica. La pellicola è stata presentata al Festival di Venezia del 2000 in prima mondiale, ma il film è arrivato nelle sale italiane solo nel maggio del 2003.

La tormentata vita del pittore Jackson Pollock creatore nel 1947 dello stile dripping. Il film ripercorre alcuni momenti fondamentali della carriera artistica e della parabola umana del pittore statunitense tra creatività, successi e crisi dovute soprattuto alla depressione e alcolismo di cui soffriva.

Ed Harris covava il progetto di un film su Pollock da diversi anni, infatti la passione per l’artista deriva da un libro sul pittore regalatogli dal padre in giovane età. Il regista ha cercato di mostrare tutti i risvolti del processo creativo messo in atto dal pittore e per farlo si è messo in gioco in prima persona, esplorando i diversi materiali usati e le tecniche pittoriche. Infatti durante il film l’attore-registra ha dovuto realmente dipingere simulando l’action painting di Pollock, aiutato anche da una impressionante somiglianza fisica con l’artista statunitense.

 

Pollock – Wikipedia

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Un volo di farfalla. Come la fede mi ha ridato il sorriso

31ygs2bprd-l-_bo1204203200_Un volo di farfalla. Come la fede mi ha ridato il sorriso è un libro di Rita Coruzzi pubblicato da Piemme nel 2010.

In seguito alla nascita prematura, Rita si trova ad avere gravi problemi alle gambe, unitamente a una fragilità diffusa in tutte le membra. La mamma non si arrende, la piccola nemmeno, ed è l’inizio di un calvario fatto di una serie interminabile di esercizi fisici e sedute di fisioterapia. Fino all’intervento chirurgico, all’età di dieci anni, che pare prometterle di risolvere per sempre il problema di mobilità. E invece. Invece l’operazione non va come sperato e Rita si trova costretta su una sedia a rotelle. Crollate tutte le illusioni di quella vita “normale” che neppure aveva avuto nei primi anni dell’infanzia, Rita cade nella disperazione, finché un giorno ficca gli occhi in quelli di sua mamma e le chiede: “Perché Dio mi ha abbandonata?”. “Dio non ti ha abbandonato, se ti è accaduto questo significa che Lui ha progetti per te sulla carrozzina, gli servi così.” Questa risposta è stata la sua salvezza, l’inizio di un cammino che ha portato Rita a ritrovare la fede e, soprattutto, a ritrovare la vita, scoprendo in sé una insospettata forza interiore che l’ha aiutata a librarsi in volo, vivendo ogni giorno in modo assoluto e profondo, come se fosse l’ultimo, liberandosi da ogni ansia di guarigione e scoprendo finalmente il suo posto nel mondo.

 

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Vedere voci

51e1swggabl-_sx317_bo1204203200_Vedere voci. Un viaggio nel mondo dei sordi è un libro di Oliver Sacks pubblicato da Adelphi  nel 1990.

In questo libro Oliver Sacks abbandona il terreno dei disturbi neurologici per indagare un altro mondo, che generalmente viene ignorato: il mondo dei sordi. Qui, come in altri casi di menomazione, Sacks riesce a scoprire che il meno può anche nascondere un più: per esempio, una capacità acutissima di sviluppare l’esperienza visiva – base, questa, su cui si è formato un affascinante linguaggio visivo, i «Segni», che permette ai sordi di costituire comunità. Ancora una volta, è l’enorme dono di empatia, in Sacks, a guidare l’indagine, che toccherà alcuni problemi fondamentali del rapporto fra parola, immagine e cervello, ma anche renderà conto di esperienze dirette dell’autore, sino alla sua partecipazione alla rivolta nell’unica università per sordi al mondo, la Gallaudet University, nel marzo 1988. Per questa nuova edizione italiana, Sacks ha scritto una prefazione nella quale delinea la storia dei sordi in Italia, e racconta della sua visita, nel novembre 1990, alla comunità dei sordi e alla scuola di via Nomentana a Roma.

 

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Vedere voci. Un viaggio nel mondo dei sordi – Adelphi

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Tempo di imparare

41garhtttbl-_sx324_bo1204203200_Tempo di imparare è un libro di Valeria Parrella pubblicato da Einaudi nel 2014.

Fare il nodo ai lacci delle scarpe, colorare dentro i contorni, lavare bene i denti (anche quelli in fondo), salire scale sempre nuove senza stringere per forza il corrimano. E poi: avere lo sguardo lungo, separare l’ansia dal pericolo vero, vincere, perdere, aspettare, agire, confidarsi, farsi valere, rassegnarsi. A dover imparare tutto ciò, in questo romanzo colmo d’energia e dal potere medicamentoso, sono una donna e il suo bambino. Lei ha l’esperienza, mentre lui per capire mira all’essenziale; lei ha occhi pronti a cogliere ogni spigolo, mentre lui da dietro gli occhiali le insegna a leggere il mondo a due dimensioni. Davanti a loro si stagliano tutti gli ostacoli possibili, e per fronteggiarli hanno a disposizione molta paura e altrettante armi. La paura è quella di non farcela, e le armi a ben guardare sono le stesse della letteratura: nominare le cose, percorrerle, trasfigurarle, lasciarle andare. Tenendosi per mano – ma chi reggendo chi è difficile dirlo si muovono tra fisioterapisti e burocrati, insegnanti e compagni di classe, barcollando o danzando, ma sempre stringendo nel pugno una parola difficile che comincia per “H”, e che sembra impossibile far germogliare. Perché se hai tatuato addosso il numero 104 – quello della legge sulla disabilità – e vivi in un mondo “che non ha proprio la forma della promessa”, mettere un passo dopo l’altro diventa ogni giorno più difficile. Ma c’è chi prima di loro e insieme a loro ha solcato lo stesso mare impetuoso…

«E io mi preparo.
La mattina faccio la cartella: elmetto, e mela per la merenda.
Fucile e quaderno a quadretti grandi.Marca da bollo e penna con
l’impugnatura facilitata.
Vestito buono e cuore cattivo.
Mi preparo – ma accettare, quello ancora non riesco»

 

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Storie di ordinaria disperazione e gioia di vivere

41gfa4sakvl-_sx328_bo1204203200_Storie di ordinaria disperazione e gioia di vivere è un libro di Fiammetta Colapaoli e Adriana Saja, pubblicato da Edizioni del Cerro nel 1999.

Il tema della disabilità è al centro di questo libro a più voci costituito da tre racconti, narrati in prima persona da disabili o da parenti di persone disabili. I tre racconti, diversi tra loro per la personalità dei loro protagonisti e per i percorsi di vita, scaturiscono tutti da esperienze dirette, vissute, sofferte, in cui si mescolano dolore e gioia di vivere, delusioni e speranze, e sono tutti accomunati dall’esigenza di uscire dalla dimensione personale e soggettiva e di allargarsi ad una dimensione più ampia che coinvolga e stimoli il confronto non solo con le persone che sono direttamente a contatto con la disabilità, ma con l’intera società.

 

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Felicità

Lui sperava che i momenti in cui la stringeva tra le braccia durassero all’infinito, desiderava che la lancetta dell’orologio andasse indietro anziché in avanti quando la testa di lei era poggiata sulla sua spalla. Era felice quando i loro corpi si univano, quando le loro gambe si attorcigliavano, la abbracciava sempre quando erano distesi sul letto, si stringevano come se non potessero mai staccarsi, le labbra si fondevano le une alle altre, la fronte di lui poggiava su quella di lei, poggiando il naso al suo e scavandole gli occhi con lo sguardo. Quando facevano sesso, Riccio viveva quegli attimi con il corpo in simbiosi con la mente, con i sensi che diventavano autonomi di piacere potendo osservare la bellezza della nudità di lei, ascoltando i suoi sospiri e i suoi gemiti. Istrice sfiorava le cicatrici sparse sul corpo di Riccio, restava in silenzio senza dire niente e, accarezzandogliele semplicemente con le dita, provocava in lui un senso di piacere innescato dall’essere sfiorato e l’essere ascoltato.

Riccio riusciva sempre a fare sorridere Istrice e a offrirle tutto il rispetto che merita una donna nei minimi dettagli. Lei iniziò ad amarlo per quello che era e non per quello che cercava di rappresentare.

[Piero CancemiLa bestia non corre]

La bestia non corre – Unilibro

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Risvegli

41tl1lvbtsl-_sx318_bo1204203200_Risvegli (titolo originale inglese Awakenings) è un saggio di argomento medico scritto dal neurologo e divulgatore inglese Oliver Sacks, pubblicato per la prima volta in originale nel 1973, in Italia nel 1987 da Adelphi.

Contiene le osservazioni e le riflessioni raccolte dall’autore nella sua opera come medico presso una struttura di lungodegenza in cui erano ospitate persone affette da una particolare patologia neurologica affine alla malattia di Parkinson, ma di forma più grave e debilitante, originata dall’epidemia di encefalite letargica verificatasi durante il periodo 1916-1927, e delle loro singolari reazioni dopo il trattamento con una terapia sperimentale.

“Risvegli” è il racconto sconvolgente di come alcuni pazienti vennero risvegliati, mediante un farmaco somministrato da Sacks stesso, dopo quarant’anni di sonno.

Dal libro nel 1982 l’autore teatrale premio Nobel per la letteratura Harold Pinter trasse lo spunto per un’opera teatrale in atto unico dal titolo A kind of Alaska. Nel 1990 la regista Penny Marshall ha diretto una fortunata versione cinematografica liberamente tratta dal libro, con protagonisti Robin Williams e Robert De Niro.

 

Risvegli – Wikipedia

Risvegli – libro Amazon

Risvegli – libro Adelphi Edizioni

 

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Bologna

img_6026dal Racconto SOTTO I PORTICI di Piero Cancemi

“…andiamo ai Giardini Margherita, andiamo al Parco della Montagnola, andiamo in Via del Pratello, in Via Mascarella, in via Petroni, in Piazza Verdi, fermiamoci in Via Delle Moline, prendiamo un gelato da Gianni, mangiamo una gramigna con la salsiccia all’ Osteria dell’Orsa, mangiamo anche la mortadella di Bologna e il ragù alla bolognese, facciamo aperitivo all’ Osteria del Sole, le crescentine sono pesanti, mangiamo una piadina con crudo e squaquerone, andiamo in Biblioteca Salaborsa, andiamo al concerto, andiamo sui colli, andiamo a San Luca, andiamo al Barazzo…”

Sotto i portici

Racconti Bolognesi vol.1