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Bologna ha una reputazione sanitaria mondiale da difendere

Come faccio sempre per le cose spiacevoli io cerco di trovare qualcosa di positivo che mi faccia essere ottimista, che mi faccia stare meglio.

A Bologna al momento ci sono sei pazienti positivi al coronavirus.

Ma Bologna resiste, Bologna combatte e Bologna non si arrende mai. La sanità pubblica di Bologna sa fare grandi cose.

Tumore al colon e fegato, intervento record con un robot a Bologna. Primo caso al mondo.

Al Rizzoli di Bologna il primo trapianto al mondo di vertebre umane

Sant’Orsola di Bologna, operazione con realtà aumentata. E’ la prima al mondo

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Divorzio Letterario

La mia ragazza mi ruba i libri di Pennac (in foto).

Ora basta!

Io ho provato a leggere le sue autrici preferite:

Jane Austen, Isabel Allende e Virginia Woolf.

Ma lei niente, disprezza i miei libri di Charles Bukoski, Irvine Welsh e Pier Vittorio Tondelli.

Capisco che abbiamo autori in comune come Baricco, John Fante, Orwell, Huxley ed Hemingway, ma usare Pessoa per denigrarmi mi sembra scorretto, ovviamente mi costringe a tirare in ballo Pasolini, ma se continua mostrandomi i libri di Elsa Morante e Oriana Fallaci io mi difendo con Chuck Palahniuk e Federigo Tozzi.

Lei ha letto Camilleri, Verga e Sciascia ma la mia sicilianità è diversa, io leggo Philip Dick per allontanarmi ancora di più.

Poi da un paio d’anni si sono aggiunti anche i libri dei miei amici scrittori che vivono a Bologna, quindi non posso ascoltare i suoi consigli di lettura.
Potrei prestarle un Lucarelli e anche l’unico libro che ho di Loriano Macchiavelli, ma i miei Pennac non si toccano, quindi adesso io chiedo il divorzio, mi sembra una giusta motivazione

Piero Cancemi

Racconto su mEEtale

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Ricordare sterminio persone con disabilità

Oltre 70mila persone con disabilità persero la vita

Io, Piero Cancemi, sono un disabile fisico. Io potevo essere ucciso perché colpevole di non essere in grado di camminare.

Io faccio parte di una generazione fortunata, ma purtroppo le guerre continuano a esistere, ma in maniera deviata e subdola.

In questa generazione le guerre vengono create anche dai media e il razzismo dalle persone che credono di essere dittatori davanti un monitor, con una penna, con una tastiera usb o con una bomboletta spray.

NON DIMENTICHIAMO, INFORMIAMOCI, LEGGIAMO I LIBRI DI STORIA

 

Nel Mein Kampf Adolf Hitler formula il piano di eugenetica per l’eliminazione di circa 300 mila persone con disabilità. I primi furono i bambini attraverso l’operazione Aktion T4, che prendeva il nome dalla Tiergartenstrasse 4 di Berlino dove aveva sede l’ente pubblico nazista per la salute e l’assistenza sociale. Le prime camere a gas furono installate negli istituti psichiatrici del Terzo Reich già nel 1933 per entrare poi in funzione sette anni più tardi.
Sotto il regime persero la vita persone con disabilità intellettiva, malati psichici, disabili fisici, persone con malattie genetiche. Furono oltre 70 mila a perdere la vita 1939 ed il 1941. 5 mila di questi erano bambini. Altri 250 mila morirono negli anni successivi. In loro memoria anche la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap vuole ricordare chi ha perso la vita per quel crimine contro l’umanità frutto del pensiero nazionalsocialista.”   Articolo su Dal Sociale 24

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Non lo so

La mia vita la immaginavo così?

forse Sì

forse No

forse non lo so

Continuo ad avere soddisfazioni?

Sì

Continuo ad Amare?

Sì

Continuo a pensare che la vita è la cosa più importante che ho?

Sì

Continuo ad arrancare?

Strepitosamente Sì

Continuo insieme a tutti i problemi?

Sì

Mi fermo?

Mai

Credo che l’anima continua a mettermi alla prova?

Sì

Continuo a bere?

No, Sì, Forse

Mi manca?

Sì

Tornerò a brindare per la mia felicità?

Non ho mai smesso

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Mio fratello è

Mio fratello mi ha sempre aiutato
Mio fratello mi dava sempre il consiglio giusto
Mio fratello credeva a cose incredibili
Mio fratello credeva in me
Mio fratello diceva di provarci
Mio fratello ribadiva sempre di non arrendermi
Mio fratello non si è mai drogato
Mio fratello non ha mai perso un giorno di scuola
Mio fratello non ha mai ripetuto un anno
Mio fratello non perdeva tempo,
Mio fratello è andato a Bologna prima di me
Mio fratello mi ha sempre spiegato qualcosa
Mio fratello già lo sapeva, io no
Mio fratello studiava
Mio fratello lo ha detto prima, io non l’ho mai pensato
Mio fratello è il più forte
Mio fratello c’è sempre
Mio fratello non si stanca mai
Mio fratello corre più di un treno
Mio fratello è più piccolo di me
Mio fratello per me sarà sempre il fratello maggiore
Mio fratello è mio Fratello

Piero Cancemi

Poesia su mEEtale

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Non merito di essere felice

Copertina2“Ho vissuto la mia vita e forse ho sbagliato tutto.

Mi sono pentito delle cose che ho fatto? NO.

Mi sono pentito di essere scappato dall’amore, dalle responsabilità e da me stesso? NO.

Rifarei tutto? Sì.

Ma mi sono pentito di qualcosa? Sì.

Mi sono pentito di aver dato amore per poi riprenderlo per darlo solo a me stesso.

Mi chiedo se sono felice, ma non lo so, forse no, forse non dovrei essere felice, forse non mi merito di essere felice.”

 

[Piero CancemiLa bestia non si ferma]

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tra le tue braccia dimentico tutto

«Io credo in te e nel tuo cuore buono, credo in noi e nei tuoi abbracci.

Voglio fare tanta strada insieme a te, ma dobbiamo essere in due a custodire e preservare quello che abbiamo, perché è qualcosa di veramente prezioso;

amami e io ci sarò, stringimi e io non fuggirò;

ci sarò con il sorriso e con il pianto, ma non mandarmi via;

tra le tue braccia io dimentico tutto e sono felice, tra le tue braccia i miei sogni fanno l’amore con i tuoi sogni»

 

Piero Cancemi – La bestia non si ferma

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Scooter Italiano\Inglese Elettrico (invalidi)

Voglio raccontare una storia italiana, il protagonista sono io: Piero Cancemi.

Questa non è una storia del mio passato, né un racconto che ho pubblicato in qualche libro, né una delle solite stronzate che scrivo. Questa è una storia sul mio presente. Una storia triste? Non credo. Una storia felice? Neanche. Allora che minchia di storia è? Se non lo sapevate io sono siciliano, ma vivo a Bologna da 15 anni, quindi qual è la cosa strana in tutto questo? Nessuna.

La storia italiana che voglio raccontare inizia quando decido di comprare l’ennesimo scooter. Decido di comprarlo online.

Io sono invalido\disabile da 18 anni, la mia situazione fisica peggiora lentamente ma inesorabilmente. Ho la patente speciale per l’automobile con le opportune modifiche effettuate. Avevo uno scooter 50 che usavo per recarmi a lavoro o per uscire saltuariamente con gli amici. Poi ho venduto questo scooter perché la mia situazione fisica peggiorava, quindi decisi di acquistare uno scooter elettrico per disabili e persone anziane.

E quindi? Qual è il problema? Caro Piero Cancemi quello che hai detto è la cosa più normale del mondo.

COL CAZZO!

Ho comprato lo scooter 4 mesi fa, esattamente questo Electric Mobility Scooter ZT-63. 3 ruote, elettrico, non supera i 25 km\h.

scooter italiano

accanto la foto –>

Indosso il casco e cammino piano.

Volevo mettere la targa per poter fare l’assicurazione, come ho sempre fatto con tutti i veicoli che ho avuto (2 macchine, 3 scooter).

Ed è proprio qui che inizia il calvario:

La Motorizzazione di Bologna non sa che pesci prendere. Non sanno la risposta ma pur di non ammetterlo preferiscono far fare avanti e indietro a me, e successivamente ai miei genitori.

A giorni alterni mi chiedono cose diverse:

Certificato Europeo di Conformità

Fattura

Li porto e mi dicono: manca Timbro e Firma

Scrivo al venditore, spedisco in fabbrica, dopo altri giorni i documenti tornano indietro timbrati e firmati.

La Motorizzazione ha le cose richieste, quindi mi chiede

documento d’identità del proprietario della fabbrica.

Lo porto.

Il venditore dello scooter mi dice via mail: Abbiamo venduto questi scooter in tutta Europa.

Il capo dei capi della Motorizzazione di Bologna non è mai raggiungibile. Nessuno sa qualcosa, l’omertà regna sovrana tra gli uffici.

Troppo difficile dire: prendi una carrozzina elettrica così tutti sanno cos’è. Uno scooter elettrico con 3 ruote nessuno lo conosce. Qui a Bologna noi sappiamo tutto, le cose che non conosciamo non esistono. Se avessero detto così sarebbero stati più onesti.

Ma a Bologna l’onestà intellettuale purtroppo è diventata un’utopia: capoluogo di una regione stupenda, ricca ed efficiente, ma accalappiata per metà dalla Lega. Che tristezza. Ancora Bologna Resiste, spero continuerà per sempre.

Ma io so anche come sarebbe stato in Sicilia:

Non è scritto da nessuna parte che non puoi portare questo scooter, quindi puoi fare quello che minchia vuoi, non arrivi neanche a 25 km\h, a cu a fari mali?

E’ questa per me la differenza tra nord e sud. Ma questo è un altro discorso politico e regionale, lo svilupperò successivamente, adesso continuo la storia.

Dopo 2 mesi trascorsi senza mai usare lo scooter, ma solo a perdere tempo tra Motorizzazione, ACI e Vigili Urbani, decido di prendere lo scooter per andare a lavoro la mattina: distanza 800 metri.

Sono senza targa perché la Motorizzazione mi ha detto NO, sono senza assicurazione perché le Poste italiane mi hanno detto NO. Se dovessi investire un gattino dovrai pagare in contanti. La signora delle Poste mi ha detto così.

Prendo il misterioso scooter elettrico, durante gli 800 metri mi ferma la polizia municipale perché sono senza targa. Spiego l’odissea. Vedono che sotto la sella ho il bastone pieghevole come ausilio per deambulare. Mi lasciano andare, mi dicono di non correre, certo, superare 25 km\h negli ultimi 300 metri mi verrebbe pure difficile, però per trasmettere fiducia mostro il pollice in su.

Il giorno dopo una nuova esperienza, dallo specchietto retrovisore del mio scooter elettrico vedo un SUV dei carabinieri che mi segue lentamente. Io cammino radente al lato destro, ma loro se ne fregano, i Carabinieri mi superano guardando stupiti il mio scooter, come se guidassi la Gioconda o una Ferrari. Mi piace pensarla così. Poi dicono che fanno le barzellette sui Carabinieri.

Altri episodi che mi sono successi: un signore si è stupito perché ho uno scooter elettrico e si complimenta con me perché salverò il pianeta. Un signore fa una stima senza senso e senza averlo chiesto:

l’hai pagato 10.000 euro?

No, l’ho pagato 1800.

Conoscevi il proprietario?

No, l’ho preso su Amazon da una fabbrica inglese https://velobike.co.uk/

Costa poco.

Lo so.

La cosa divertente è che alcune ragazze si complimentano con me come se avessi un Harley-Davidson.

Quindi la mia domanda è:

CHI SA COME COMPORTARSI?

COSA DEVO FARE?

IO VOGLIO SOLO PAGARE PER METTERMI IN REGOLA, O SONO GIA’ IN REGOLA?

IO SO CHI SA QUESTA RISPOSTA IN ITALIA: NESSUNO!

Chiederei aiuto al Ministro dei Trasporti Toninelli, ma al momento è troppo impegnato con il tunnel del Brennero.

Potrei chiedere aiuto anche al ministro per la Famiglia e la Disabilità Lorenzo Fontana, ma al momento è impegnato a essere sessista o contro l’aborto.

POVERA ITALIA!

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aspirazioni

“ero conosciuto come un poco di buono e privo di aspirazioni, i miei interessi erano fossilizzati sul sesso e sulle droghe. Per me non c’era nient’altro dopo, ma a quell’età forse potevo pensare a qualcosa di più stimolante oltre agli orgasmi fisici e mentali. Ho solo bellissimi ricordi delle droghe artificiali, ma solo chi si droga può capire la sensazione di benessere che si prova e che blocca alcun tipo di aspirazione.”

Piero Cancemi – La Bestia non si ferma

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Roberto Vecchioni, Francesco Guccini – Ti Insegnerò A Volare (Alex)

 

Ecco la canzone di Guccini e Vecchioni dedicata ad Alex Zanardi
I due cantautori celebrano la vita e la determinazione ad affrontarla anche di fronte alle avversità, ispirandosi al campione di handbikeSono le voci di due giganti della musica d’autore italiana – Francesco Guccini  e Roberto Vecchioni – a  fondersi in una unica voce che è un inno alla vita, alla forza di volontà, alla tenacia, nella nuova canzone Ti insegnerò a volare, un duetto dedicato al campione mondiale di handbike Alex Zanardi.

La canzone fa parte di un album di dodici inediti, intitolato L’infinito, uscito venerdì 9 novembre: non 12 brani – spiega lo stesso Vecchioni – ma un’unica canzone divisa in 12 momenti.  Si tratta di un regalo che i due cantautori fanno ai loro numerosi fan, che vede un insperato ritorno sulle scene di Guccini, dopo l’annunciato ritiro, ma anche di Vecchioni, che non pubblicava album da 5 anni.

Il singolo Ti insegnerò a volare è una canzone che contiene un riferimento letterario al poeta Costantinos Kavafis: «Se partirai per Itaca», raccontando di un uomo che «se non può correre imparerà a volare». Dicevamo, un inno al coraggio, alla determinazione e alla forza  che è dentro ciascuno di noi: un invito  a non mollare mai, come nei versi:

Se partirai per Itaca 
ti aspetta un lungo viaggio 
un mare che ti spazza via 
i remi del coraggio 
la vela che si strappa e il cielo 
in tutto il suo furore 
però per navigare solo 
ragazzo, basta il cuore qui si tratta di vivere 
non di arrivare primo 
e al diavolo il destino

 

 

Articolo su Disabili.com