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Come evitare la cronicizzazione del dolore in chi deambula non correttamente

Articolo di David Di Segni
Fisioterapista presso Mdm fisioterapia
www.mdmfisioterapia.itfisioterapia-piede

Chi cammina male per sopperire a una difficoltà può assumere posizioni scorrette che portano  alla comparsa di problematiche ai piedi come tallonite e altro. Vediamo come evitare fenomeni di cronicizzazione che una volta instaurati possono essere davvero molto complessi da mandar via, e in alcuni mettere a serio rischio la futura deambulazione

Quando una disabilità o una limitazione fisico-motoria comporta delle difficoltà nell’esecuzione di alcune azioni, spesso la grande forza di volontà, unita magari a suggerimenti da parte di professionisti come il fisioterapista, permette di trovare “altre strade” per compiere quel gesto.

Ci si troverà quindi a fare un movimento (come ad esempio afferrare un bicchiere)  magari in maniera stilisticamente meno bella, ma perfettamente funzionale allo scopo prefissato. Si tratta di  nuove strategie, perfettamente lecite e adatte allo scopo, che tuttavia alle volte presuppongono dei movimenti che sfruttano in maniera anomala posture, o sovraccaricano legamenti e articolazioni: cosa che col tempo può portare a problemi di natura infiammatoria, come visto nelle problematiche alla spalla per chi utilizza la carrozzina.
Oggi vorrei porre l’attenzione ai potenziali problemi ai piedi, sui quali può incorrere chi ha una deambulazione non corretta. Chi, anziano o in altre situazioni di limitazione nei movimenti, si trova a camminare in maniera precaria o non correttamente bilanciata per ovviare alle sue difficoltà di deambulazione o problematiche posturali, può alla lunga iniziare a percepire un forte dolore proprio sotto il piede. In queste situazioni, e per questi soggetti già vulnerabili, può essere un vero problema e, anzi, un motivo per smettere di camminare definitivamente. Continua a leggere “Come evitare la cronicizzazione del dolore in chi deambula non correttamente”

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Storie di ordinaria disperazione e gioia di vivere

41gfa4sakvl-_sx328_bo1204203200_Storie di ordinaria disperazione e gioia di vivere è un libro di Fiammetta Colapaoli e Adriana Saja, pubblicato da Edizioni del Cerro nel 1999.

Il tema della disabilità è al centro di questo libro a più voci costituito da tre racconti, narrati in prima persona da disabili o da parenti di persone disabili. I tre racconti, diversi tra loro per la personalità dei loro protagonisti e per i percorsi di vita, scaturiscono tutti da esperienze dirette, vissute, sofferte, in cui si mescolano dolore e gioia di vivere, delusioni e speranze, e sono tutti accomunati dall’esigenza di uscire dalla dimensione personale e soggettiva e di allargarsi ad una dimensione più ampia che coinvolga e stimoli il confronto non solo con le persone che sono direttamente a contatto con la disabilità, ma con l’intera società.

 

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Ictus e riabilitazione: un milione di italiani convive con le sue conseguenze invalidanti

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Si registrano meno decessi ma più disabilità conseguenti. Ma poche regioni italiane hanno protocolli di riabilitazione

Prima causa di disabilità nell’adulto, l’ictus è un  evento  che può comportare una vasta gamma di deficit di tipo funzionale, che richiedono pertanto una serie di interventi di riabilitazione differenziati, a seconda della gravità del danno cerebrale.
Ma è proprio sul fronte riabilitativo che si rilevano delle lacune, considerando che 50.000 persone perdono ogni anno l’autonomia a causa della patologia.

6 REGIONI SU 21 – Sarebbero solo sei le Regioni in Italia ad offrire percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali aggiornati e attivi per la riabilitazione di pazienti post-ictus. Si tratta di: Valle d’Aosta, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna e Marche. Nelle restanti Regioni la documentazione che regola questo ambito di erogazione delle cure sanitarie non è aggiornata, è dichiarata non operativa o non è del tutto pervenuta.
È questa in sintesi la mappa del nostro Paese che emerge dalla prima fase dello Studio “La Riabilitazione post-ictus in Italia” realizzato dall’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce. Italia Onlus). Lo Studio è stato presentato mercoledì al Convegno “Dopo l’ictus cerebrale: percorsi di neuroriabilitazione in Italia tra competenze e passione”, organizzato da A.L.I.Ce. Italia Onlus e Fondazione Santa Lucia IRCCS nell’ambito delle iniziative per la XIII Giornata Mondiale contro L’Ictus che si celebra domenica 29 ottobre. Continua a leggere “Ictus e riabilitazione: un milione di italiani convive con le sue conseguenze invalidanti”

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Approvata in Italia in tempi record la prima terapia contro l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA)

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I malati italiani di SMA, malattia genetica rara che colpisce soprattutto i bambini, potranno accedere al farmaco, dopo risultati sperimentali molto incoraggianti

Una nuova importante notizia per le persone con SMA (Atrofia Muscolare Spinale), malattia neuromuscolare genetica che colpisce prevalentemente i bambini, causa di gravi di disabilità quando non di morte (rappresenta la prima causa genetica di mortalità infantile): poiché i dati clinici hanno dimostrato risultati significativi, sarà disponibile per tutti i malati italiani la prima terapia al mondo esistente.

Il nuovo farmaco, già disponibile in alcuni paesi europei, oltre che in USA e in Giappone, era stato distribuito nei mesi scorsi  in Italia in via compassionevole a circa 130 bambini colpiti dalla forma più grave di Sma, quella di Tipo 1. Ora, grazie all’approvazione da parte dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) sarà a disposizione di tutti i malati italiani.
Il nuovo farmaco (nusinersen) costituisce il primo trattamento per questa malattia approvato in Italia ed è stato esaminato nell’ambito del percorso di approvazione accelerata dell’Agenzia Italiana del Farmaco, mirato ad accelerare l’accesso ai farmaci che curano le malattie gravi o pericolose per la vita e, in generale, rispondono a bisogni clinici non soddisfatti. I dati degli studi clinici hanno evidenziato risultati significativi in termini di aumento della sopravvivenza nei bambini con Sma (La diminuzione della mortalità è stata registrata fino al 47%).  e di raggiungimento di importanti tappe motorie dello sviluppo, come il controllo della testa, la posizione seduta, il gattonamento e il cammino.

Con l’approvazione da parte dell’AIFA, il farmaco sarà ora disponibile per tutti i pazienti italiani colpiti da Sma. “È tempo di festeggiare. L’approvazione italiana di nusinersen segna l’inizio di una nuova era per tutte le famiglie che lottano contro la Sma. I risultati clinici ci fanno ritenere che con il nuovo farmaco, associato a una corretta gestione della malattia, la storia naturale della Sma non sarà più la stessa – ha dichiaroato Daniela Lauro, presidente nazionale di Famiglie SMA, che aggiunge: “I tempi rapidi della distribuzione del farmaco non hanno uguali in Europa e l’Italia rappresenta un caso di eccellenza nel mondo”.

Anche la storia che ha portato a questa decisione è da raccontare: ha spiegato all’Ansa Eugenio Mercuri, dell’Unità di Neuropsichiatria Infantile al Policlinico Universitario Gemelli di Roma che i dati osservati negli studi sono stati fin da subito molto promettenti, tanto che per la prima volta si è deciso di interrompere gli studi prima del loro completamento, per permettere a chi si trovava nel gruppo placebo di ricevere il trattamento.
L’approvazione italiana apre la strada alla definizione di nuovi standard di cura, la cui applicazione richiederà la messa in campo di risorse per la formazione dei centri che somministreranno la terapia, precisano gli specialisti.
Addirittura, la nuova terapia potrebbe davvero aprire a nuovissimi scenari di trattamento, poiché dai risultati osservati si è visto come bambini presintomatici trattati precocemente con il farmaco abbiano visto una drastica riduzione nella comparsa dei sintomi della patologia.

 

Articolo su Disabili.com

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Quando non si pagano visite, esami e farmaci: le esenzioni ticket per invalidità

ticket-esenzione-disabiliLe percentuali di invalidità per cui si è esenti dal pagamento del ticket per le prestazioni sanitarie e i casi di esenzione dal pagamento del ticket per i medicinali

Se si è stati riconosciuti invalidi civili si può aver diritto all’esenzione del ticket per alcune o tuttele prestazioni di specialistica ambulatoriale che vengono erogate dal Servizio Sanitario Nazionale. Ricordiamo che il ticket è una quota che il cittadino è tenuto  a pagare a fronte di alcune prestazioni comprese nei Livelli Essenziali di assistenza (Lea): nel coso della specialistica, parliamo ad esempio di visite, esami strumentali ed ed esami di laboratorio.
L’esenzione dal ticket può spettare anche in  anche in particolari condizioni legate al reddito, alla condizione sociale, o in altri casi particolari. Nel caso di riconoscimento di invalidità civile, l’esenzione non è legata al reddito. Continua a leggere “Quando non si pagano visite, esami e farmaci: le esenzioni ticket per invalidità”

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film Mi chiamo Sam

Mi chiamo Sam (I Am Sam) è un film di Jessie Nelson del 2001, interpretato da Sean Penn e Michelle Pfeiffer.

Sam Dawson è un uomo sulla quarantina che lavora in una caffetteria e soffre di un ritardo mentale che non gli permette di essere alla pari con le altre persone; le abilità del suo cervello sono infatti quelle di un bambino di sette anni. È costretto a crescere sua figlia Lucy Diamond da solo perché la mamma della bambina li ha abbandonati. Aiutato da un gruppo di amici e dalla vicina di casa Annie Cassell, Sam cresce sua figlia con affetto instaurando con lei un’intesa fuori dal comune, poiché la bambina guarda oltre lo stato mentale del padre e lo accetta per quello che è. Lucy cresce e ben presto mostra capacità mentali superiori a quello del padre e viene spesso derisa dai suoi compagni per quel padre “ritardato”. Una sera Sam viene portato in caserma per quello che viene scambiato per un tentativo di adescamento di una squillo; inoltre, durante la festa a sorpresa per il settimo compleanno della bambina, Sam viene provocato da uno dei bambini causando un incidente. Con ciò gli assistenti sociali portano via Lucy, permettendo a Sam di vederla solo due volte a settimana, ma la ragazzina, inseparabile dal padre, vorrebbe tornare insieme a lui. Sam cerca di riottenere l’affidamento e perciò contatta un avvocato, Rita Harrison, che si offre di difenderlo gratuitamente. Occuparsi di questo caso aiuta la donna a rimettere a posto propria vita, cercando di recuperare il rapporto con il figlio e lasciando il marito. Da ciò Sam inizia a cambiare, tirando fuori la sua sensibilità e la sua dignità riuscendo anche a fare meglio anche il suo lavoro nella caffetteria. Al processo il giudice si convince che Sam non sia bravo a fare il padre e Lucy viene affidata ad un’altra donna, Randy Carpenter, ma la bambina non ci sta e tutte le notti fugge di casa per raggiungere Sam, tuttavia l’uomo la riporta sempre a casa. La donna, realizzando il legame che c’è tra Lucy e il padre, decide di lasciare definitivamente la bambina a lui, aiutandolo comunque nella crescita, dato che Sam ha sempre desiderato una madre per Lucy e Sandy si è rivelata quella giusta. Sam riuscirà infine ad ottenere dal tribunale l’affidamento della figlia. Contemporaneamente Rita, lasciato suo marito, inizia una vita da single con suo figlio.

 

film Mi chiamo Sam – Wikipedia

film Mi chiamo Sam – Amazon

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Depressione

Eccoci all’argomento tanto atteso: la depressione. Se avete letto “cenni di neurofisiologia“, sarete avvantaggiati nella lettura di questo articolo. Iniziamo subito con una rapida carrellata sui principali sintomi della depressione. Andando avanti con la lettura, capiremo che esiste un vero e proprio corrispettivo logico tra la sintomatologia del disturbo depressivo e la sua eziologia biologica. Essendo un […]

via Depressione — @andpalmieri

Eccoci all’argomento tanto atteso: la depressione.

Se avete letto “cenni di neurofisiologia“, sarete avvantaggiati nella lettura di questo articolo.

Iniziamo subito con una rapida carrellata sui principali sintomi della depressione. Continua a leggere “Depressione”

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Si può assumere il coniuge o un parente come assistente alla persona disabile?

Articolo di Chiara Bullo

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Vediamo i casi in cui  è possibile costituire un contratto di lavoro domestico tra parenti o affini per lavoro domestico e di assistenza

Prendersi cura di un familiare non autosufficiente è un compito molto impegnativo: sono tante le difficoltà che affrontano le persone che conciliano il lavoro al ruolo di assistente familiare.
Forse alcuni non sanno che in alcuni casi è possibile assumere a tutti gli effetti il familiare, coniuge, parente o affine che presta l’assistenza, pagandogli un regolare stipendio, versando i contributi che gli spettano e, talvolta, ricevendo un rimborso dal proprio Comune.

IL LAVORO DOMESTICO – É la legge del 31 dicembre 1971, n. 1403 a disciplinare questa possibilità stabilendo che “I lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, che prestano lavoro subordinato presso uno o più datori di lavoro, con retribuzione in danaro od in natura” sono soggetti a:

  • assicurazioni per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, contro la tubercolosi e la disoccupazione involontaria
  • alle norme sugli assegni familiari
  • all’assicurazione contro le malattie
  • all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

La normativa apre la possibilità di assunzione a coniugi e familiari nell’affermazione: “l’esistenza di vincoli di parentela od affinità tra datore di lavoro e lavoratore non esclude l’obbligo assicurativo”dando così la facoltà di stipulare regolari contratti di lavoro domestico tra familiari, coniugi e parenti.

ECCEZIONI ALLA GRATUITÀ – Di norma, stando alla giurisprudenza, il lavoro prestato in ambito familiare può presumersi a titolo gratuito per il solo fatto che il fruitore sia uno stretto congiunto. Tale impostazione giustificata la presunzione di gratuità per via degli affetti familiari, dei rapporti di parentela e della comunanza di interessi, motivazioni e cause che a rigor di logica giustificano la svolgimento di attività di cura a titolo gratuito.
Esiste però la possibilità di stipulare contratti di lavoro domestico tra familiari nel caso in cui sussistano delle condizioni specifiche di non autosufficienza del familiare datore di lavoro o, solo per familiari non conviventi, in cui si possa dimostrare l’onerosità della prestazione e la subordinazione del lavoratore.
Questa facoltà è riscontrabile all’art 1 comma 3 della  l. n. 1403 del 31 dicembre 1971, e prevede che la possibilità di costituzione di un contratto di lavoro sia valida sia per i coniugi sia per i familiari fino al terzo grado, conviventi o meno, con differenti modalità. Continua a leggere “Si può assumere il coniuge o un parente come assistente alla persona disabile?”

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film La ragazza di porcellana

La ragazza di porcellana – Film Completo in Italiano – Youtube

Hannah, ballerina diciassettenne, si imbatte in una comunità online dedicata all’anoressia come scelta di vita. Da quel momento, diventa un’ossessiva seguace della fondatrice del sito. Quando la sua famiglia si rende conto di cosa sta accadendo e dell’aiuto di cui Hannah necessita, la malattia ha già preso piede e la ragazza si rifiuta di mangiare. Esorcizzare il demone dell’anoressia non sarà semplice né per i familiari né per Hannah.

 

La ragazza di porcellana – FilmTv.it