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Momenti

racconto presente nel libro LA BESTIA NON CORRE pubblicato nel 2013 da Vertigo Edizioni

(2° posto al concorso “Urbe Parthenicum”)

Featured Image -- 3451Era successo qualcosa nel corpo di Riccio, ma non riusciva a capire cosa, non riusciva a darsi una spiegazione. Dopo cinquecento metri di cammino iniziava a zoppicare e dopo altri cinquecento metri non riusciva più a reggersi in piedi. La sua vita stava iniziando a cambiare, i suoi pensieri prendevano il sopravvento. Non capiva cosa cazzo fosse. Si ritrovò nuovamente a rigirarsi nei pensieri, a riflettere su cose che aveva fatto, su cose che avrebbe potuto fare se i suoi pensieri fossero stati giusti. Quello che sapeva con certezza era che non sapeva che cazzo stesse accadendo.

Si chiedeva il “Perché”, faceva domande che non esistevano; si chiedeva “Quando”, elaborava progetti che avrebbe cambiato o cancellato; si chiedeva “Dove”, quando sapeva benissimo che la risposta era semplicemente “qui”. Insomma, chiedeva tante cose, ma, solo quando era troppo tardi, si accorgeva che si stava rivolgendo a se stesso senza coinvolgere nessuno, quando in realtà era giusto chiedere alle persone che gli stavano vicino.

Erano momenti strani per lui, momenti in cui passava di inseguire qualcosa, ma non sapeva cosa; momenti in cui credeva di avere un’intuizione, ma che in realtà era solamente una banalità.

Erano solo momenti di debolezza in cui credeva di essere invincibile. Momenti in cui pensava che tutto sarebbe passato e che sarebbe ricominciato dall’inizio, che tutto sarebbe stato migliore e più bello.

C’erano momenti del cazzo, invece, in cui pensava che tutto questo non sarebbe mai finito, che non sarebbe cambiato mai niente, che tutto sarebbe peggiorato.

Erano momenti in cui Riccio aveva rimpianti e ripensamenti, urlava a se stesso di essere forte e che era impossibile tornare indietro, ormai doveva solo cercare di reagire.

Riccio si chiedeva cosa fosse quel “Qualcosa”, cosa fosse quel malessere, cosa stesse cercando e soprattutto perché lo stava cercando. Ma anche quella volta restarono solo punti interrogativi sospesi nell’aria e che non avevano risposte. Continuava a fare capriole nella mente e a voltarsi dal lato opposto delle riflessioni, ma poi si accorgeva che aveva solo voglia di gridare ad alta voce senza essere ascoltato.

Sapeva che mancava qualcosa, ma non sapeva cosa. Iniziavano nella sua mente, mentre si guardava allo specchio, una serie infinita di immagini che a sua volta si riflettevano in un altro specchio che si trovava di fronte e così all’infinito; quell’infinito in cui cercava la forma esatta di se stesso che ancora non conosceva.

Riccio rifletteva per qualche secondo su quello che desiderava, ma è inutile porgersi domande quando si pensa di sapere la risposta. Cercava figure nella mente solo per avere un punto di riferimento o una semplice immagine del traguardo da raggiungere. Non era questo che voleva. I punti interrogativi potevano causare grandi eventi, ma solo se si trovava la forza di trasformarli in punti esclamativi; erano sempre quelle le domande a cui tentava di dare una risposta, ma non fu mai in grado di farle diventare una realtà concreta. Continua a leggere “Momenti”

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Miss Italia, Chiara sfilerà con protesi ad una gamba: “Amo la vita. Disabilità non mi ferma”

Articolo di Giorgiana Cristalli

Chiara Bondi, la ragazza che sfilerà a Miss Italia con una protesi ad una gamba

Ragazza di Tarquinia chiede di partecipare a Miss Italia con la protesi ad una gamba

Ragazza di Tarquinia chiede di partecipare a Miss Italia con la protesi ad una gamba

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Vado in canoa, faccio windsurf, mi arrampico sulle pareti rocciose e nuoto sott’acqua, ma non avrei mai pensato di poter sfilare a Miss Italia con i miei meravigliosi tacchi alti”: Chiara Bondi, 18 anni il primo settembre, è un concentrato di energia e vitalità. Una miss a tutti gli effetti ma con una particolarità: una protesi alla gamba sinistra a causa dell’amputazione in seguito ad un incidente stradale di cui è stata vittima il 6 luglio 2013 mentre era in motorino.

La ragazza ha chiesto di partecipare a Miss Italia a Patrizia Mirigliani che ha visto in lei “un simbolo importante di speranza e di rinascita”. La patron promuove al concorso “una bellezza senza confini” e la disabilità, spiega, “è, in questo caso, sinonimo di una femminilità ferita e riscattata”.

Studentessa iscritta al liceo classico e barista stagionale a Tarquinia, la sua città, Chiara si è iscritta alle selezioni regionali di Miss Italia. “Si partecipa ad un concorso di bellezza per vincere – spiega – ma il mio obiettivo principale è quello di dare un messaggio ai giovani affinché sappiano difendere la propria vita, concedendole sempre una nuova opportunità”.

Miss Italia le offre la possibilità di trasmettere il suo coraggio “ad un pubblico più vasto possibile per condividere un’esperienza personale che dimostra che si può vivere la disabilità nella normalità, impegnandosi nello sport, in una storia d’amore e, perché no, in un concorso di bellezza”. Insieme ad un giovane di 26 anni, Lorenzo Costantini, che ha perso una gamba in un incidente sul lavoro, Chiara mette in pratica queste sue idee incontrando gli studenti delle scuole tra Roma e Viterbo per far conoscere la sua storia ispirata alla volontà e alla determinazione.
I due hanno aderito al progetto SuperAbile ideato da un consigliere comunale di Bassano Romano, Alfredo Boldorini, mentre il 15 luglio in tutta Italia si celebra il Disability Pride Day.

 

Articolo su Ansa.it

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“Gli Apelibrai”: il nuovo progetto della libreria gestita da persone diversamente abili

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A Ceparana, in Liguria, la libreria gestita da persone diversamente abili “Il Libro dei Sogni” ha dato vita al progetto “Gli Apelibrai”: librerie itineranti che, proprio come le api, volano di borgo in borgo per promuovere la cultura dell’inclusione… – La storia

Dodici anni fa a Ceparana, in Liguria, è nata Il Libro dei Sogni, una libreria gestita da persone diversamente abili. L’iniziativa parte dal desiderio di invertire i luoghi comuni sulla disabilità, per dimostrare che i disabili sono prima di tutto persone che possono dare un servizio e rendersi utili per la comunità, con bisogni ma soprattutto con autonomie e potenzialità diverse.

Oggi nella libreria, sotto la supervisione di un educatore, lavorano attivamente 4 persone disabili, ognuno con il suo ruolo specifico: dall’accoglienza del cliente, alla ricerca del libro, dalla vendita, agli scontrini. Grazie al quotidiano impegno e alle collaborazioni con scuole, associazioni culturali e biblioteche, la libreria è diventata un luogo di riferimento per molti clienti, provenienti anche dai paesi limitrofi e dall’Alta Val di Vara. Tante delle attività sono rivolte principalmente ai più piccoli, come per esempio il corso di lingua inglese e quello di pittura.

L’anno scorso è stato ideato e avviato un nuovo progetto: Gli Apelibrai, una libreria itinerante allestita su un Piaggio ape, dotato di una scaffalatura in legno e di un impianto di luce a led. Perché proprio l’ape? L’ape è un insetto noto per la sua utilità, in quanto impollinatore, ed è considerato un indicatore biologico della buona qualità ambientale. Gli Apelibrai, proprio come le api, voleranno di borgo in borgo e promuoveranno la vera culturadell’inclusione che passa attraverso esperienze da condividere insieme: le api sono infatti anche emblema di una comunità laboriosa.

L’apecar gira per i paesi dell’entroterra spezzino per portare libri dove non ci sono librerie, offrendo non solo la possibilità di compare ma anche di partecipare ad attività e laboratori. Il catalogo è stato accuratamente composto e conta circa 500 titoli, tra volumi per bambini, libri per persone con deficit uditivi/visivi (in particolare audiolibri) e disturbi vari dell’apprendimento quali DSA, BES, ADHD, saggi e manuali di supporto per insegnanti e genitori. Si possono trovare libri nuovi ma anche usati a prezzi più bassi.

 

articolo su Il Libraio.it

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Sclerosi multipla: l’impresa di Cristina che ha attraversato a nuoto lo stretto di Messina

Articolo di Simone Valesini

36 anni, romana, convive con la sclerosi multipla ormai da 7 anni. È uno dei volti della campagna Aism #Smuoviti, e ha appena compiuto la traversata dello stretto in poco più di un’ora. Andata e ritorno.

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LO AVEVA promesso, e ora è fatta. Cristina Guidi ha attraversato a nuoto lo stretto di Messina, tre chilometri di mare che separano Punta Faro (Messina) da Cannitello (Reggio Calabria), andata e ritorno. Un’impresa difficile per chiunque, un’autentica sfida per una persona che soffre di sclerosi multipla (Sm). Sì, perché Cristina è uno dei volti della campagna Aism #Smuoviti, lanciata quest’anno, nel cinquantennale dell’associazione, per raccogliere fondi da dedicare alla ricerca su questo nemico insidioso. E garantire a chi affronta ogni giorno la sclerosi multipla la possibilità di realizzare il proprio progetto di vita. Qualunque esso sia.

È con questo spirito che è nata la traversata dello stretto, promossa dall’associazione Asd “Nuotando con amore” di Roma e dall’associazione “Baia di Grotta” di Messina, in collaborazione con Aism. In acqua sono scesi Cristina, 36 anni, segretaria con la passione per il nuoto che con la sclerosi multipla ci convive ormai da sette anni, accompagnata da Massimiliano Granata, 43 anni, anche lui con la Sm, e Emanuele Mari di Comacchio (Ferrara). E ovviamente la sfida si è rivelata un successo: Cristina ha impiegato un’ora, 13 minuti e 43 secondi per attraversare lo stretto, e tornare al punto di partenza, Punta Faro a Messina, dove lei e i suoi due compagni di avventura hanno trovato ad attenderli il Gruppo Giovani Aism di Messina e il presidente del Coordinamento Regionale Aism Angelo La Via.

“Il momento più bello è stato a metà percorso, quando avevo preso il ritmo: vedevo il blu, il sole che entrava ed ho sempre sentito con me tutte le persone che mi hanno incontrato in questi giorni”, ha raccontato Cristina all’arrivo. “Ogni bracciata era per un nome, me lo portavo dietro ed è stato bello. Il momento difficile è stato alla fine: gli ultimi 200 metri, perché le correnti erano più forti ed io ero stanca e pensavo di non riuscire ad arrivare alla fine. Ma poi ho pensato alle lacrime di emozione che mi hanno fatto versare le persone che mi sono state accanto. Io ho la sm, ma ho dimostrato che le cose le possiamo fare come tutti gli altri”.

 

Articolo su Repubblica.it

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Pakhet

racconto presente nel libro LA BESTIA NON SI FERMA pubblicato nel 2016 da Eretica Edizioni

(Menzione d’onore per il Premio Culturale Nazionale “Gian Galeazzo Visconti”; Attestato di Merito al concorso “Luce dell’Arte”)

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CopertinaLe onde si rompevano delicatamente sulla riva come se la accarezzassero, il sole splendeva e un soffio di vento rinfrescava l’aria. Riccio era a petto nudo e in costume da bagno, giunse al bancone di un chiosco sulla spiaggia e chiese due birre. Il suo amico Lupo, anche lui con addosso solo un costume da bagno, afferrò di scatto le birre e sorridendo puntò l’amico dai suoi grandi occhi celesti. I due si diressero verso il tavolino e si sedettero sulle sedie che giacevano intorno; accesero una sigaretta ciascuno, brindarono senza dire una parola e iniziarono a sorseggiare la birra.

«Oggi la spiaggia è deserta. Dove è finita la gente?» domandò Riccio guardandosi intorno.

«Non lo so, però a volte è bello non incontrare persone, si evitano pedanti domande prive d’interesse in cui si è costretti a dare banali risposte» rispose Lupo.

«Sì hai ragione. Spiaggia vuota, mare cristallino, le onde che terminano lentamente sulla riva accompagnate da un vento lento quasi cullante, poi la birra fresca in mano, io me lo immagino così il paradiso».

Lupo lo guardò accennando un sorriso.

Ad un tratto una figura attirò il loro sguardo: nella spiaggia deserta una ragazza si stava avvicinando al bancone e i due amici cominciarono a osservarla attentamente. Era una ragazza di colore che indossava uno stretto bikini cobalto e un paio d’infradito nere, aveva due lunghe gambe dalle caviglie sottili, il ventre piatto e un seno prosperoso, retto dagli elastici della parte superiore del bikini, in viso comparivano due labbra carnose e un paio di occhiali da sole le coprivano gli occhi. I due la osservavano cercando di non essere troppo invadenti, ma lei notò di essere scrutata e ricambiò con un sorriso e aria compiacente. La ragazza arrivò al bancone, poggiò i gomiti mettendo in mostra il sedere, coperto solo da un tanga cobalto che divideva le due natiche, artefici di curve perfette. I due ragazzi spalancarono gli occhi con aria felice.

Arrivò il barista e lei, sorridendo, gli chiese:

«Una bottiglia di birra per favore». Poi aggiunse: «Gentilmente mi può dare la stessa bottiglia che hanno preso quei due ragazzi che mi stanno guardando il culo?» e si voltò di scatto verso Riccio e Lupo. I due non si mossero ma passarono lo sguardo malizioso dal fondo schiena al volto.

La ragazza agguantò la bottiglia dal bancone e andò a sedersi al tavolo con i due ragazzi.

«Ciao, io sono Pakhet» disse lei porgendo la mano. Continua a leggere “Pakhet”

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Cinema in piazza, a Bologna “Ladri di biciclette” in versione accessibile alle persone cieche

Il capolavoro di Vittorio De Sica verrà proiettato in piazza Maggiore il 29 giugno con audio descrizione prodotta dalla cooperativa sociale BigBang. “L’accessibilità dell’audiovisivo è ancora una chimera in Italia, speriamo che la nuova legge sul cinema porti più attenzione sul tema”

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BOLOGNA – Il 29 giugno in piazza Maggiore in occasione del festival estivo “Cinema Ritrovato” sarà proiettato “Ladri di biciclette”, il capolavoro restaurato di Vittorio De Sica, in versione accessibile per persone con disabilità visiva grazie alla collaborazione tra la Fondazione Cineteca di Bologna e la cooperativa sociale BigBang. Il film sarà accessibile alle persone cieche grazie all’app Moviereading con l’audiodescrizione prodotta da BigBang. “L’accessibilità dell’audiovisivo in Italia è ancora una chimera – dice Irene Balbo, socia della cooperativa – Nonostante la Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili preveda il diritto a una piena fruizione dei prodotti culturali, oggi in Italia sono poche le opere audiovisive che vengono rese accessibili. Speriamo – aggiunge – che l’approvazione della nuova legge sul cinema, in cui sono state recepite le indicazioni proposte anche dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti, porti a una maggiore attenzione al tema”.

L’audiodescrizione è realizzata con il metodo realizzato dalla cooperativa BigBang che prevede il coinvolgimento attivo di professionisti ciechi. La voce della descrizione è di Francesco Venturini. “Una maggiore attenzione sul tema – ha concluso Balbo – potrebbe anche creare posti di lavoro per disabili visivi come audiodescrittori e formatori, una professione che come cooperativa stiamo cercando di portare avanti col nostro lavoro”. Nell’ambito del progetto Film Voices attivo a partire dal 2009, la cooperativa BigBang ha audiodescritto i film “Benvenuti al Sud”, “Boris”, American Hustle”, “Marie Heurtin”, “La nostra terra”, “Lepanto”. Nel 2010 Film Voices ha vinto il Kublai Award come miglior progetto creativo assegnato dal ministero dello Sviluppo economico e nel 2014 è stato tra i vincitori del bando Culturability di Fondazione Unipolis grazie al quale è nata la cooperativa sociale. L’appuntamento è per le 21 del 29 giugno sul lato sinistro del palco per permettere alle persone cieche di prendere posto in uno dei posti riservati per loro dalla Fondazione Cineteca di Bologna, anche grazie ai volontari dell’associazione La Girobussola. (lp)

 

Articolo su Superabile.it

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Come si muoverà sulla disabilità il nuovo governo?

diritti-disabiliIn attesa che il Ministero della Famiglia e delle Disabilità inizi a lavorare, si tenta di intercettare le prime mosse del nuovo governo

L’Italia ha finalmente un nuovo Esecutivo, e ciò che tutti attendono sono politiche che contribuiscano a dare ai cittadini ossigeno, giustizia e fiducia nel futuro.
Come abbiamo visto, prima ancora della nascita del neo Governo a guida Conte, i partiti che sostengono il nuovo esecutivo (Lega e Movimento 5 Stelle) avevano messo nero su bianco alcuni intenti programmatici espressi nel cosiddetto “Contratto di Governo del cambiamento”: per quanto riguarda la disabilità si tratta di punti sui quali non solo la principale federazione italiana delle associazioni per la disabilità ha manifestato varie riserve,  ma anche gli stessi esperti di disabilità si sono espressi con analisiche mettono in luce lacune e incongruenze.

Tra le novità principali delle primissime ore del nuovo Governo c’è l’istituzione del nuovo Ministero per la Famiglia e le Disabilità, il cui reggente è il leghista Lorenzo Fontana, chiamato a gestire le questioni legate a questi ambiti. Anche sull’istituzione di questo nuovo dicastero i pareri sono contrastanti, ma si attende la sua operatività: ad esempio il presidente di Anffas, Roberto Speziale, sul nuovoministero ha dichiarato a Vita.it“apparentemente lo possiamo leggere come finalizzato a una maggiore attenzione, ma se invece fosse una settorializzazione…”.

Per quanto riguarda la disabilità, ricordiamo che in Italia, secondo le stime dell’Istat (che risalgono al 2013) sono circa 3,2 milioni gli italiani (con più di 6 anni) con almeno una limitazione funzionale. Di questi, 2 milioni e 500 mila sono anziani. Sono quindi particolarmente attese le politiche e gli interventi che le persone disabili italiane si aspettano da questo governo, e se da un lato è prematuro fare previsioni rispetto al suo operato dall’altro si tenta tuttavia di carpire i primi segnali di rotta.
Lo ha fatto la FISH che ieri ha commentato in una nota le dichiarazioni di Alberto Brambilla, tecnico e politico di punta della Lega e già sottosegretario al Welfare in due Governi Berlusconi e poi Presidente del nucleo di valutazione della spesa previdenziale presso il Ministero del Lavoro (2008-2012), un nome in pole position per qualche sottosegretariato nel nuovo esecutivo se non addirittura, secondo alcuni, al vertice di INPS.  Continua a leggere “Come si muoverà sulla disabilità il nuovo governo?”

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Una Settimana e un Sorriso

racconto presente nel libro LA BESTIA NON CORRE pubblicato nel 2013 da Vertigo Edizioni
(3° posto al concorso “Salvatore Quasimodo”; Attestato di Merito al concorso “Luce dell’Arte”; Segnalazione di Merito al concorso “LeggiadraMente”)

Featured Image -- 3451Un giorno come tanti per Riccio. Ritornò a casa molto stanco dal lavoro, si sdraiò sul letto e mise le mani dietro la testa poggiata sul cuscino. Fissava la parete bianca sguarnita sopra di lui e cominciò, come al solito, a pensare, scontrandosi con vortici di immagini che avrebbero rappresentato i probabili futuri che desiderava, quei futuri formati da possibili combinazioni, senza che mai si fosse presentata alcuna occasione per poterli trasformare in qualcosa di concreto. Si accontentava di pensare ai suoi progetti e ai suoi desideri, non riuscendo mai a farli diventare qualcosa di reale.

Riccio viveva da solo in appartamento e con il passare del tempo era diventato una persona noiosa e abitudinaria. Aveva fatto tante scelte importanti nella sua vita, ascoltando esclusivamente la sua impulsività ed evitando i compromessi presentati nel percorso della sua crescita. Aveva avuto una vita disordinata e molto movimentata ma, a causa della sua malattia, si era tranquillizzato così tanto e così pesantemente che, sporadicamente, pensava di non essere più in grado di reggerne il peso.

Riccio stava male perché aveva smesso di sperare, aveva smesso di credere e aveva smesso di sorridere. Per attenuare le sue tristi notti insonni ricominciò a fumare marijuana solo per assentarsi mentalmente prima di dormire, per vivere sogni che continuavano il cammino dei suoi pensieri che lo vedevano correre felice.

1. Una sera come tante si sporse in piedi dalla finestra della sua stanza, per fumarsi la solita mezza canna prima di andare a letto. Notò che dalla finestra di fronte, ma del piano superiore, si era alzata la tapparella e a seguire si era accesa una luce nella stanza. Lui fumava la sua canna e guardava incuriosito. Erano le 23:40 e non aveva mai visto quella luce accesa a quell’ora. A un tratto vide affacciarsi una persona. Capì che era una donna, ma non vedeva bene il volto, a causa dell’oscurità della notte e dalla distanza di circa dieci metri che li separava, vedeva solo lunghi capelli scuri ondulati. Vide la donna accendersi una sigaretta; lui nel frattempo era giunto a mezza canna, diede un’ultima boccata e la spense a metà nel posacenere, chiuse la finestra e si mise a letto assuefatto dal thc.

2. Il mattino seguente Riccio andò in ufficio, si sedette alla sua postazione e procedette con il suo semplice lavoro davanti al Pc. Come al solito prestava poca attenzione alle futili chiacchiere dei colleghi e continuava a lavorare, ligio al dovere. Al termine della giornata tornò a casa e seguì la solita sequenza di azioni che lo portarono davanti alla finestra, allo stesso orario della sera precedente, con lo scopo di terminare la mezza canna lasciata nel posacenere. Erano le ore 23:45 e la luce della finestra di fronte si accese. Si ripeté la stessa scena della sera prima, lui fumava mezza canna e la misteriosa persona di fronte, una sigaretta. Questa volta il tempo di condivisione dedicato a fumare aumentò di qualche minuto e ogni tanto uno dei due lanciava uno sguardo verso l’altro. Al termine della canna Riccio diede l’ultima boccata e spense la cicca nel posacenere. Questa volta Riccio non fece i soliti pensieri autolesionisti sulla vita, questa volta si addormentò con una nuova curiosità. Continua a leggere “Una Settimana e un Sorriso”

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Il Premio Montalcini va a Veronica De Rosa, studiosa dei meccanismi della sclerosi multipla

l suo studio, pubblicato nel 2015 su Nature Immunology dimostra che, alla base della malattia, vi è un malfunzionamento del sistema immunitariohttp3a2f2fo-aolcdn-com2fhss2fstorage2fmidas2fde50b07285b9333a1102e7b3fa003f082f2064142692fveronica

È Veronica De Rosa, ricercatrice che ha approfondito i meccanismi immunologici alla base dello sviluppo della sclerosi multipla, ad aver ricevuto il Premio Rita Levi Montalcini 2018 assegnato oggi dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) e dalla Fondazione (Fism). Il suo studio, pubblicato nel 2015 su Nature Immunology dimostra che, alla base della malattia, vi è un malfunzionamento del sistema immunitario. “Comprendere un meccanismo che non funziona a livello molecolare è la chiave per poterlo correggere. Ci stiamo avvicinando alla possibilità di riuscirci”, commenta.

Autrice di 48 articoli scientifici, oggi Veronica De Rosa è leader di un gruppo di ricerca e lavora presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli. La carica innovativa della sua ricerca sta nell’aver compreso che le persone con sclerosi multipla, quando attivano una reazione immunitaria contro un agente infettivo proveniente dall’esterno, non generano correttamente le cellule T regolatorie incaricate di spegnere quella reazione. Questo studio sta ora aprendo una nuova possibilità di indagine terapeutica.

“Nel sangue periferico – spiega – esistono alcuni precursori delle cellule T regolatorie che siamo in grado di estrarre e attivare in laboratorio per ripristinare la genesi di cellule T regolatorie correttamente funzionanti. Il passaggio finale sarà infonderli nuovamente nei pazienti in modo che tornino a produrre un’azione capace di tenere a bada le cellule infiammatorie”. Il percorso è lungo, ma esistono già studi clinici analoghi che sono stati applicati in altre patologie come il diabete. “Se si riuscirà a correggere il malfunzionamento del sistema immunitario si potrà pensare di bloccare la sclerosi multipla al momento della diagnosi”.

Veronica De Rosa, spiega il presidente Fism Alberto Battaglia, “è una dei 409 ricercatori che abbiamo finanziato e il 76% dei quali continua anche a distanza di anni a fare ricerca sulla sclerosi multipla”.

 

Articolo su Huffingtonpost.it