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Matilde

 

Il cortometraggio del 2013 lo firma il regista bitontino Vito Palmieri. “Matilde”, prodotto dalla bolognese Agfa/Fiadda (Associazione genitori con figli audiolesi) in collaborazione con Maxman coop, Elenfant Film e Immaginarium ArtComStudio, è interamente interpretato da attori sordi. Il film breve racconta di una bambina dall’intelligenza vivace che “combinando le suggestioni ricevute dal suo maestro, l’interesse per gli strumenti da parrucchiera della madre e la passione per il tennis, la protagonista cerca una soluzione drastica e sorprendente per ritrovare la serenità”.

Pur essendo di poche parole, Matilde è una bambina dall’intelligenza vivace e dalla personalità spiccata. Tra i banchi di scuola, però, c’è qualcosa che sembra turbarla. Combinando le suggestioni ricevute dal nuovo maestro, l’interesse per gli strumenti da parrucchiera della madre e la passione per il tennis, Matilde cerca una soluzione drastica e originale per ritrovare la serenità.

“Matilde”, il cortometraggio del regista pugliese Vito Palmieri, ha vinto al TIFF, Toronto International Film Festival, nella sezione Kids. Dopo aver conquistato nelle ultime settimane le giurie del Riff, Rome Independent Film Festival, e del Festival del cinema europeo di Lecce

“Nei miei lavori ho spesso raccontato storie su bambini – racconta il regista – Rappresentare il quotidiano di una bambina sorda è stata un’esperienza nuova. Ho cercato di fare un film con un’impronta sociale forte senza tralasciare delicatezza e una punta di ironia”. La sezione della Berlinale Generation nasce nel 1978 per raccogliere lavori sul mondo di bambini e adolescenti. I vincitori si aggiudicheranno l’Orso di Cristallo. Il corto verrà proiettato durante la Berlinale l’11, 12 e 17 febbraio. Palmieri, nato a Bitonto nel 1978, ed è laureato in Filmologia al Dams di Bologna. Tra i suoi lavori, “Tana libera tutti”, candidato nello stesso anno ai David di Donatello e “Il valzer dello Zecchino”, miglior documentario ad Annecy.

 

Matilde su Cinema Italiano

Matilde su Repubblica.it

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Caro Marziano – Parlare con i sordi

“Caro Marziano, nel posto in cui andremo oggi mentre per bere non c’è problema, quattro chiacchiere vanno fatte in una maniera un po’ particolare.” Nel mondo esistono migliaia di lingue diverse, una di queste, però, non ha bisogno del suono. Si tratta della lingua dei segni. Pif, tra dialetti e curiosità, spiega questo linguaggio insieme ad un gruppo di ragazzi sordi che gestisce un locale molto particolare

Servizio su RaiPlay – RAI3

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Basta guardare il cielo

61rkb6xjfjl-_sx324_bo1204203200_Basta guardare il cielo (titolo originale Freak the Mighty) è un libro di Rodman Philbrick, pubblicato nel 1993.

Freak the Mighty – Wikipedia

Max è un ragazzo grande e grosso e, dicono tutti, un po’ scemo. Kevin ha una rara malattia che ha impedito al suo corpo di svilupparsi. Sono tutti e due soli, ma sono anche la cura che serve all’altro, perché se Max ha gambe forti, così forti da bastare per due, Kevin possiede immaginazione e intelligenza anche per Max. E insieme non sono più né Max né Kevin: insieme sono Freak The Mighty, una creatura capace di qualsiasi cosa. Anche la più impossibile: non farli sentire più né stupidi né malati, ma solo splendidamente vivi.

Basta guardare il cielo (The Mighty) è un film di Peter Chelsom del 1998, basato sul romanzo Freak the Mighty di Rodman Philbrick.

 

Basta guardare il cielo – libro – Amazon

Basta guardare il cielo – film – Amazon

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Carne Viva

41t1vldq8flCarne Viva è un libro di Ruth Rendell pubblicato in Inghilterra nel 1986.

Inghilterra, anni Ottanta. Victor Jenner è stato incarcerato per il ferimento di un poliziotto, David Fleetwood, a cui ha sparato durante la fuga dal luogo dove aveva appena commesso uno stupro. Dopo dieci anni esce di prigione e si trova a ricominciare tutto daccapo: non ha soldi, non ha un lavoro, non ha amici. Ha solo le sue vecchie, ossessive fobie. E così si rimette a cercare l’unica persona che lo ricolleghi al passato, Fleetwood, ormai condannato a una vita da disabile.

Carne tremula è un film del 1997 diretto da Pedro Almodóvar, liberamente tratto dal romanzo Carne viva della scrittrice inglese Ruth Rendell.

 

Carne Viva – libro – Amazon

Carne Tremula – film – Amazon

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film Bad Boy Bubby

Bad Boy Bubby è un film del 1993 diretto da Rolf de Heer.

Bubby è un bambino imprigionato nel corpo di un uomo trentacinquenne. Nel corso della sua esistenza non è mai uscito di casa perché l’oppressiva e squilibrata madre lo ha convinto che l’aria del mondo esterno è avvelenata. Essendo rinchiuso nelle quattro mura domestiche sporche e fatiscenti, non ha cognizione di cosa significhi vivere: non parla quasi mai (anche perché, tra l’altro, ha un bagaglio lessicale scarsissimo), si nutre solamente di latte con pane e zucchero e, spesso seviziato pesantemente dalla madre, vegeta nel più completo isolamento. Non essendo in grado di ribellarsi a questo trattamento, sfoga tutte le sue frustrazioni su un povero gatto che gli fa compagnia.

Inoltre la madre lo abitua ad avere con lei rapporti sessuali incestuosi; ciò però non dispiace a Bubby dato che la cosa che più gli piace fare al mondo è palpare il cascante, floscio e abbondantissimo seno dell’obesa genitrice: queste esperienze gli faranno germogliare una passione feticista, destinata a durare tutta la vita, per le mammelle enormi. L’improvviso ritorno a casa di suo padre Pop, che gode in maniera monopolistica delle grazie della madre, fa scattare nella mente di Bubby una sorta di primordiale autocoscienza: ecco quindi che il rocambolesco omicidio dei genitori diventa per lui il primo passo verso la libertà.

 

Bad Boy Bubby – Wikipedia

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Le ore

51s2h2wjjhl-_sx340_bo1204203200_Le ore (titolo originale The hours) è un romanzo dello scrittore statunitense Michael Cunningham che ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa nel 1999.

Il libro racconta i destini intrecciati di tre donne, che vivono in luoghi e momenti storici diversi, ma sono in qualche modo legate dal romanzo La signora Dalloway di Virginia Woolf. La prima è proprio la Woolf, autrice del libro e raccontata nei momenti più feroci della depressione che la portò a togliersi la vita; la seconda è Laura Brown, una madre di famiglia che nell’America degli anni cinquanta, anche grazie al libro della Woolf, troverà il coraggio di cambiare vita; e infine c’è Clarissa Vaughan, un’intellettuale newyorkese che dai tempi del college vive col nomignolo di Mrs. Dalloway per le sue somiglianze col personaggio creato da Virginia Woolf. E Le ore nasce proprio come un omaggio di Cunningham alla Woolf, sua musa ispiratrice: a partire dal titolo (La signora Dalloway doveva chiamarsi inizialmente proprio The Hours) e fino nelle pieghe della scrittura, debitrice dello stile woolfiano, più attento ai minimi mutamenti degli animi e dei pensieri dei personaggi che a fatti veri e propri.

Nel 2002 dal libro è stato tratto il film The Hours, diretto dal regista inglese Stephen Daldry e interpretato da Meryl Streep, Julianne Moore e Nicole Kidman.

The Hours è un film del 2002. Per il difficile ruolo di Virginia Woolf, Nicole Kidman è stata premiata con l’Oscar alla miglior attrice. Anche le altre due protagoniste Meryl Streep e Julianne Moore hanno ottenuto validi riconoscimenti.

 

Le ore – libro -Wikipedia

The Hours – film – Wikipedia

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The Hours – film – Amazon

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Anna dei miracoli

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“ANNA DEI MIRACOLI”: LA STORIA DI HELEN KELLER

Proseguiamo la nostra rassegna delle opere che hanno affrontato il tema della disabilità parlando di “Anna dei miracoli” (titolo originale “The miracle worker”), che ha ispirato anche opere teatrali rappresentate anche ai giorni nostri, nonché un anime del 1981 e, come probabilmente ricorderete se eravate bambini negli anni ’80, è stato citato nel manga “Il grande sogno di Maya“, con la giovane protagonista, aspirante attrice, che si trova a dover portare in scena proprio questa storia.

"Anna dei miracoli"

Pluripremiato (vanta due Oscar nel 1963, per la protagonista Anne Bancroft e per Patty Duke, che interpretava Anna, più numerosi altri riconoscimenti), “Anna dei miracoli” racconta la storia vera di Helen Keller, vissuta negli Stati Uniti tra la fine dell’800 e gli anni ’60 del ‘900, divenuta sordo-cieca a poco meno di 2 anni, probabilmente in seguito a meningite. Helen, prima viziata ed accontentata in tutto e per tutto dai genitori, inizia a fare progressi e conquistare la propria autonomia quando viene affidata alle cure di Anne Sullivan, giovane insegnante, anche lei parzialmente non vedente, che, con pazienza, dedizione e autorevolezza, insegna alla bambina che, nonostante la propria condizione, può anche lei imparare a parlare, leggere, studiare e avere una vita autonoma. Molto famosa la scena dell’acqua, nella quale Helen pronuncia la parola “acqua” dopo che Anne gliel’ha fatta scorrere sulle mani, ripetendole le lettere che la compongono:

Anna dei miracoli - Helen Keller il giorno della laurea

Il film si ferma a questo punto, ma non la storia di Helen Keller, che, sotto la guida di Anne, gradualmente, continua a fare progressi, al punto da apprendere varie lingue straniere e diventare, a 24 anni, la prima persona sordo-cieca a laurearsi in un college. Trascorrerà il resto della sua lunga vita ad impegnarsi direttamente per i diritti delle persone disabili e degli operai, come avvocato e, poi, nelle file del Partito Socialista d’America, visitando anche molti Paesi, tra i quali il Giappone, da cui- altro primato- importerà negli USA due cani appartenenti alla razza “Akita Inu”. Il suo impegno le valse anche la più alta onorificenza statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà.

Il film “Anna dei miracoli” è molto fedele alla vicenda reale di Helen Keller e riesce a rendere, grazie alle scene forti, all’ambientazione volutamente “claustrofobica” e al bianco e nero, la drammaticità e, al tempo stesso, il “miracolo” (per l’appunto) dell’apprendimento e della scoperta, da parte di Helen, del mondo che la circonda, ricordandoci che niente è impossibile di per sé: basta trovare il modo giusto per raggiungere l’obiettivo.

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Bambina autistica canta “Hallelujah”: esibizione da brividi commuove il web

Special Needs Schoolgirl Reduces Adults To Tears With Her Amazing Voice Kaylee Rogers

Irlanda del Nord – La scuola “Killard House School” di Donaghadee, cittadina nella contea di Down, ha organizzato pochi giorni fa la tradizionale recita scolastica natalizia.

A differenza degli anni passati, questa recita rimarrà a lungo nella memoria dei presenti, grazie all’inaspettata e incredibile esibizione di Kaylee Rodgers, una bambina autistica e affetta da un disturbo da deficit di attenzione e iperattività, che si è cimentata nel toccante brano “Hallelujah” di Leonard Cohen.L’esibizione della ragazzina di 10 anni, è stata un successo inaspettato. Voce potente e toccante, tanto da commuovere tutti i presenti. Il video amatoriale dell’esibizione di Kaylee è stato condiviso migliaia di volte sui social network, tanto da raggiungere milioni di visualizzazioni in pochi giorni.“Per una bambina giunta da noi che all’inizio non voleva leggere davanti ai suoi compagni di classe, stare in piedi o esibirsi di fronte ad un pubblico, è davvero una cosa incredibile” ha detto Colin Millar, preside della Killard House, istituto che segue ragazzi con bisogni educativi speciali.

 

Articolo su Donna BLOGO

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film Senza pelle

Gina, impiegata alle poste, convive con Riccardo, autista dell’ATAC, dal quale ha avuto un bimbo di 4 anni, Enrico. Improvvisamente Gina riceve una lettera d’amore da un certo Saverio e poi telefonate insistenti. Gina nasconde il fatto a Riccardo, ma questo scopre le lettere e Gina fatica a rassicurarlo sulla sua fedeltà. Poiché Saverio infila addirittura le lettere sotto la porta di casa e lascia un numero telefonico, Riccardo risale all’indirizzo di questi: affronta il giovane, che è uno psicopatico, ma la madre chiama la polizia che diffida Riccardo. Gina, dopo un incontro con la madre di Saverio, inizia a parlargli, e anche Riccardo finisce per aiutarlo. Gina convince Urbano, proprietario di una serra, a farsi aiutare dal giovane.

film Senza pelle- Comingsoon

film Senza pelle – Wikipedia

film Senza pelle – video scena bacio