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Milano, apre il primo Centro regionale per l’accessibilità: andare al cinema, al museo e al centro sportivo ora sarà più facile per tutti

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Il centro Craba, specializzato e gratuito, aiuterà le persone a intraprendere iniziative concrete per velocizzare l’eliminazione delle barriere architettoniche nel proprio condominio, per esempio, o nei luoghi di interesse pubblico.

“Vorrei assistere al nuovo film di Star Wars, ma non in prima fila, da solo e separato dai miei amici, solo perché sono in carrozzina”, chiede Marco. “Mi piacerebbe visitare la mostra d’arte fruendo di una video-guida adatta anche al mio ragazzo con disabilità uditiva”, dice Giulia. “Vorrei poter acquistare on-line un biglietto per il concerto ma quel sito web è inaccessibile alle persone con disabilità visiva“, rivela Erica. “Vorrei che la nuova scuola sia progettata per avere un’acustica senza eco, perché aiuterebbe molto i miei alunni con le protesi acustiche e con disturbi specifici dell’apprendimento e a ben pensarci … aiuterebbe tutti” esorta una maestra di scuola elementare. Tutti questi desideri e bisogni potranno avere migliori risposte efficaci grazie a una importante novità: un innovativo centro specializzato e gratuito che aiuta le persone a intraprendere iniziative concrete per agevolare e velocizzare l’eliminazione delle barriere architettoniche e non solo, ad esempio nel proprio condominio, ma anche nei luoghi di interesse pubblico come musei, biblioteche, cinema e centri sportivi. Lo scorso 6 dicembre è stato presentato a Palazzo Reale, a Milano, il primo Centro regionale per l’accessibilità e il benessere ambientale (Craba), servizio promosso dalle associazioni Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha) e Ledha Milano, a sostegno di cittadini e professionisti, con il supporto del Comune di Milano e Fondazione Cariplo.

Come e perché nasce il Craba? A rispondere è Armando De Salvatore, direttore tecnico del centro, architetto che si è occupato tra le varie cose anche di housing sociale e da 18 anni, dalla nascita del figlio, si è specializzato al tema della progettazione accessibile e inclusiva. “Oggi, a Milano e in Regione Lombardia, le persone con disabilità, gli anziani e chiunque manifesti una difficoltà di fruizione della propria casa, ufficio, scuola o in generale della propria città, originata da una barriera (architettonica, sensoriale o della comunicazione), agiscono spesso in modo individuale e non supportato da competenze appropriate o strutture specializzate. Anche i tecnici e i progettisti attualmente non hanno nella nostra Regione un riferimento competente e preciso sul tema accessibilità” dice a De Salvatore ilfattoquotidiano.it. L’idea del Craba nasce dopo le numerose collaborazioni della Ledha sviluppate nel periodo di Expo 2015 per favorire l’accessibilità di alcuni spazi cittadini nonché la mobilità urbana, le stazioni ferroviarie, gli aeroporti. Attività e impegno che ha contribuito a far vincere a Milano il premio City Access Award 2016 della Commissione Europea per le politiche volte all’abbattimento delle barriere architettoniche.

De Salvatore spiega che il Craba è stato istituito “per cercare di fornire risposte organiche e mirate al superamento degli ostacoli posti sul cammino delle persone con disabilità, per favorirne la partecipazione sociale, il pieno godimento dell’ambiente di vita e della città”. Il direttore tecnico del Craba collabora con le realtà del Terzo Settore e con numerose organizzazioni come l’Associazione Lombarda Famiglie Audiolesi Onlus (Alfa) e l’Associazione Nazionale Subvedenti (Ans). “Il progetto – continua De Salvatore – avrà una prima sperimentazione di tre anni sul territorio del capoluogo lombardo. Le sedi operative saranno due: una in Ledha e una presso il Comune di Milano. L’idea di base è quella di ampliare gradualmente il ventaglio dei partner del Craba agli enti pubblici e privati della comunità interessati a sviluppare in concreto il tema dell’ambiente accessibile e inclusivo a 360°“. Qualche esempio per fare più chiarezza su quali saranno i campi utili di intervento per le persone con disabilità o gli anziani non autosufficienti dove opererà il Craba: “Il contesto ambientale, fisico, spaziale e sociale, è nel caso delle persone con disabilità, anziani e per una larga fascia di popolazione, un fattore così rilevante da condizionare la dimensione di cittadino e di abitante. Ad esempio – aggiunge il direttore tecnico – la presenza o meno di una rampa o di un ascensore adeguato può consentire o negare l’accessibilità a molteplici persone, su sedia a rotelle ma anche a mobilità ridotta. La presenza nell’ambiente di un facilitatore come l’ascensore annulla di fatto la disabilità o il deficit di funzionamento consentendone la fruibilità, il movimento e la partecipazione. Al contrario la sua mancanza configura l’ambiente come barriera che va ad evidenziare un deficit, a ‘creare disabilità’”.

Milano e la Lombardia risultano comunque aree dove l’accessibilità è, tutto sommato, abbastanza buona rispetto al resto d’Italia. Quali sono i principali disagi riscontrati sul territorio? “L’accessibilità è molto spesso intesa come risposta a un obbligo normativo, e viene il più delle volte circoscritta all’accezione di eliminazione delle barriere architettoniche, limitandosi a trovare soluzioni stereotipate e individuando come problematica per lo più la sola mobilità delle persone in carrozzina. I tecnici e i progettisti tendono a perpetuare modelli riferiti ad una utenza standard e a proporre ambienti poco flessibili dal punto di vista spaziale e impiantistico, fornendo risposte non adeguate alle esigenze e ai bisogni di una molteplicità di persone che esprimono differenti abilità e difficoltà” risponde al Fatto.it De Pasquale. Per esempio: “Camminare, piegarsi, comunicare, orientarsi ma anche riconoscere colori non contrastanti e udire la voce proveniente da altoparlanti. La cultura progettuale dei tecnici oggi deve innovare il proprio modo di progettare, pensando a percorsi che coinvolgano più discipline e i fruitori stessi. Non è sufficiente il rispetto pedissequo degli standard e dei limiti imposti dalle norme edilizie pensate 30 anni fa per superare le barriere perché in tal modo si rischia di costruire spazi forse a norma ma ghettizzanti ed escludenti dalla partecipazione e dalla vita sociale una parte di cittadini” conclude il direttore tecnico del Craba. Il servizio è attivo ed è possibile contattare il Craba telefonicamente (dal martedì al giovedì) o via email (craba@ledha.it) secondo le modalità indicate sul sito internet di Ledha.

 

Articolo su Il Fatto Quotidiano

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U-Area for all: più accessibilità per la zona universitaria

U-Lab, il Laboratorio di pratiche partecipative del Progetto ROCK (Regeneration and Optimization of Cultural heritage in Knowledge and creative cities) finanziato dal programma per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020 della Unione Europea, riparte con U-Area for all: un percorso per ideare e sperimentare un servizio di visite guidate inclusive nella Zona Universitaria. L’obiettivo è creare un servizio che consenta, a chi la vuole scoprire o già la frequenta tutti i giorni, di vivere in modo più accessibile la ricchezza che i suoi musei, i suoi poli culturali e l’Università possono offrire.

Saranno quindi ideati dei percorsi rivolti a visitatori, cittadini, studenti e alle persone con disabilità o esigenze specifiche per scoprire e vivere a pieno la zona universitaria: non si tratta solamente di creare più accessibilità a persone con disabilità, ma di una sfida più ambiziosa che mira a progettare nuove modalità innovative e inclusive per scoprire, attraverso l’uso di tutti i sensi, la zona universitaria, una delle aree più ricche di storia e patrimonio culturale del nostro paese e del mondo.

La Fondazione per l’Innovazione Urbana ha lanciato a tal fine:

– un bando per selezionare i soggetti che collaboreranno con il gruppo di lavoro del progetto Rock nella progettazione del servizio. Il bando era aperto a singoli, associazioni e soggetti riuniti in formazioni sociali, anche di natura imprenditoriale, particolarmente attivi sui temi dell’accessibilità e inclusione. Il bando è stato aperto fino al 22 marzo 2019 alle ore 12.00.

> Leggi il bando (1.59MB)
> Modulo da compilare per candidarsi

 un percorso di co-progettazione che ha coinvolto le Istituzioni e i vari attori dell’area, insieme a studenti, residenti, persone con disabilità. Il percorso si è svolto tra marzo e novembre 2019 attraverso un evento di mappatura dei percorsi dell’area in collaborazione con la Eindhoven University of Technology, una serie di incontri aperti, una fase di prototipazione e una giornata di studio e approfondimento.
Durante tutti gli eventi è stato disponibile un servizio di traduzione simultanea in LIS. 

Questo il calendario degli incontri:

  • 2 aprile 2019 ore 17.30-19.30 presso la Sala Verde della Fondazione per l’Innovazione Urbana (piazza Maggiore 6)
    Allineamento e analisi dei bisogni
    Per iscriversi

  • 10 aprile 2019 ore 17.30-19.30 presso gli spazi del Teatro Comunale di Bologna, con accesso dall’Ingresso Artisti di Largo Respighi, 1
    Confronto tra esperienze e ideazione del servizio
    Per iscriversi

  • 12 aprile 2019: evento pubblico di mappatura dell’area, in collaborazione con TU/e, l’Università per le tecnologie di Eindhoven
    Maggiori informazioni
  • 11 ottobre 2019: giornata di formazione rivolta alle guide turistiche di Confguide Bologna, tenuta dai soggetti selezionati tramite il bando.
  • 15 novembre 2019: validazione e percorso di sperimentazione, valutazione della sperimentazione e progettazione del servizio permanente, in collaborazione con Bologna Welcome.

L’esito del percorso di co-progettazione è costituito da linee guida che il gruppo di lavoro del progetto Rock seguirà nella realizzazione del servizio.
Al termine del percorso, sarà Bologna Welcome a promuovere il servizio attraverso i suoi canali di comunicazione, arricchendo così l’offerta per i turisti in arrivo a Bologna.

U-Lab è un percorso trasversale alle diverse progettualità in campo nella Zona Universitaria, per accompagnare la rigenerazione dell’area, sviluppare nuove idee per la valorizzazione, l’uso non convenzionale e la creazione di servizi e promuovere alcune azioni sperimentali per i diversi spazi del distretto. U-Lab è promosso da Comune di Bologna e Università di Bologna, in collaborazione con Fondazione Rusconi e Teatro Comunale ed è coordinato dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana nell’ambito del Progetto ROCK (Regeneration and Optimization of Cultural heritage in Knowledge and creative cities).

 

Articolo su Fondazione Innovazione Urbana

Un laboratorio aperto per studiare, comunicare e co-produrre le trasformazioni urbane di Bologna

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Il Portogallo è il primo Paese in Europa a ricevere il titolo di ‘Destinazione turistica accessibile’

Proprio così: il Portogallo si fregia del titolo di primissima “Destinazione turistica accessibile 2019”, incassando anche il premio di “Migliore Destinazione Turistica” agli World Travel Awards Europa 2019, giunti alla 23esima edizione.

A conferire il premio l’Assemblea Generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT),  che ha dato merito agli oltre 116 i progetti sostenuti dal Portogallo per rendere tutto il Paese una destinazione inclusiva per tutti.

Tra le iniziative promosse il lancio del portale e della app “Tur4All”, volta ad individuare gli hotel e i ristoranti adatti alle persone con specifiche esigenze di mobilità, e il programma “Festival+Accessibili”, che mira a selezionare gli eventi accessibili alle persone con disabilità, anziani, ma anche alle donne incinte. Senza dimenticare che le scuole del turismo ora hanno anche un modulo dedicato al turismo accessibile.

“Il Portogallo è l’unico paese a ricevere questo riconoscimento, che viene premiato per la prima volta quest’anno riconoscendo i suoi sforzi nel promuovere l’accessibilità nel turismo”, si legge in una nota.

Secondo il governo portoghese, in Europa ci sono 90 milioni di turisti con esigenze di mobilità specifiche, “quindi questo titolo è molto importante per posizionare il Portogallo come leader nell’accessibilità”.

Complimenti Portogallo!

 

Articolo su GreenMe.it

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Per disabili, ma non solo: nasce il primo orto-giardino terapeutico italiano

Articolo di Laura Solieri

Il progetto pilota si basa sul modello diffuso nei paesi anglosassoni e sarà realizzato nella campagna di Correggio (RE) grazie alla collaborazione tra l’Università di Modena e Reggio Emilia e la cooperativa sociale TICE

Nasce nelle campagne reggiane ed è nel suo genere, secondo i promotori, il primo orto-giardino terapeutico in Italia. Il progetto, che si svilupperà nell’arco di tre anni, è ispirato al modello diffuso da diversi anni nei paesi anglosassoni. L’orto-giardino sarà dotato di percorsi accessibili a tutti, compreso chi si muove in carrozzina, con accessi sensoriali per utenti di ogni età, stazioni per una pausa solitaria e stazioni per conversazioni di gruppo o colloqui più ristretti.

Tutto questo sarà possibile grazie alla collaborazione tra la cooperativa sociale TICE e un dottorato in alta formazione in Scienze, tecnologie e biotecnologie agro-alimentari affidato a Giulia Elena Trentini, con tutor didattico Laura Arru, ricercatrice nel Dipartimento di Scienze della vita dell’università di Modena e Reggio Emilia.

“Sin dalla sua nascita TICE, che si occupa di servizi, consulenza e ricerca nell’ambito della salute mentale e dell’apprendimento, ha investito molto nel rapporto con l’università del territorio, al fine di nutrire l’innovazione e la qualità dei servizi e degli interventi proposti, – spiega la psicologa e psicoterapeuta Maria Chiara Sacchetti, responsabile della sede di Correggio della cooperativa. – Questo caso rappresenta per noi la prima occasione per un dottorato interdisciplinare e siamo davvero entusiasti di ampliare le nostre prospettive mescolando competenze che potranno creare stimoli e reciproche contaminazioni”.

Sempre crescente è l’attenzione sull’antica pratica dell’ortoterapia, intesa come utilizzo di piante e giardini nella terapia di persone con disabilità fisiche, intellettive e relazionali o con disagio emozionale, ma anche, più generalmente, nel benessere di tutti: bambini, ragazzi, adulti e anziani. L’azione terapeutica si esplica con attività pratiche nel verde di questi orti-giardino, curando una singola pianta da interno, camminando, riposando o conversando.

“La collaborazione con TICE – dichiara Laura Arru – nasce dalla consapevolezza che è necessario un forte intreccio tra competenze in ambito terapeutico ed in ambito vegetale. Non basta un architetto del paesaggio come non basta uno psicoterapeuta”. Il progetto coinvolge infatti, in una virtuosa complementarietà, fisiologi vegetali e professionisti con competenze psicologiche e umanistiche.

Il luogo su cui si sta realizzando questa esperienza pilota è situato in via Ronchi San Prospero, nel comune di Correggio, dove una antica casa colonica, con il suo podere, è stata oggetto di un restauro rispettoso della sua storia e dell’ambiente. Attualmente TICE vi svolge la propria attività con bambini, ragazzi con difficoltà di apprendimento emotive, cognitive e sociali, nonché adulti che si trovano ad affrontare momenti critici del loro percorso di vita.

 

Articolo su csvnet.it

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Ovunque SENZA barriere

https://www.europewithoutbarriers.eu/?lang=it

Rispetto alla definizione di Turismo Accessibile (o turismo per tutti), ve ne sono a dozzine e nessuna può essere definita arbitrariamente giusta o sbagliata, ma si ritiene opportuno considerare i parametri a cui l’Europa e la Commissione Europea fanno riferimento, definendo il Turismo Accessibile come “l’insieme dei servizi e delle strutture in grado di permettere a persone con esigenze speciali la fruizione della vacanza e del tempo libero senza ostacoli e difficoltà”.Come premessa al “Turismo Accessibile” deve essere considerata la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” del 1948. La Dichiarazione afferma all’art. 1 come “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti” e prosegue nell’art. 2 affermando che i diritti e le libertà enunciate devono essere garantite “senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”. Il documento garantisce inoltre nell’art. 13 il diritto alla “libera circolazione” e nell’art. 24 il diritto “al riposo ed al tempo libero”.I presupposti della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo” in tema di disabilità sono stati reiterati nella “Convenzione ONU sui diritti delle Persone con disabilità” del 13 dicembre 2006, la quale contiene riferimenti importanti nel contesto del Turismo Accessibile, come l’art. 30, il cui titolo (Partecipazione alla vita culturale, alla ricreazione, al tempo libero e allo sport) già esprime i concetti in esso contenuti, tra i quali è utile sottolineare l’impegno degli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione a prendere misure appropriate affinché sia assicurato alle persone con disabilità l’accesso a luoghi sportivi, ricreativi e turistici.Dai concetti espressi nella “Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo” e nella “Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”, si è partiti quindi a livello internazionale e locale per emanare leggi ed implementare attività sia nel settore del turismo, sia nel mondo della disabilità, includendo quindi anche il Turismo Accessibile.Anche se alcuni passi importanti sono stati compiuti negli ultimi anni, molto deve ancora essere fatto per rendere l’Italia una destinazione realmente accessibile, interessante per milioni di clienti internazionali che ad oggi ancora prediligono destinazioni maggiormente collaudate dal punto di vista dell’accessibilità.Secondo un recente studio condotto in Scozia (www.capability-scottland.org.uk) i tre problemi principali che hanno riscontrato i turisti con disabilità nello svolgere della loro vacanza sono stati: Continua a leggere “Ovunque SENZA barriere”

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Ecco il primo parco acquatico su misura per i bambini disabili

Articolo di Filippo Piva

Si chiama Morgan’s Inspiration Island ed è appena stato inaugurato in Texas: un parco inclusivo dove anche i bambini con problemi motori e cognitivi possono divertirsi con l’acqua

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La città di San Antonio, in Texas, è appena diventata la capitale mondiale dell’inclusione. Almeno dal punto di vista del divertimento. Proprio qui, infatti, è stata inaugurata all’interno del parco tematico Morgan’s Wonderland una nuova area battezzata Morgan’s Inspiration Island: un vero e proprio parco acquatico accessibile a tutti quanti, pensato su misura per le esigenze dei bambini disabili.

29031456-dd55-47ea-b75c-80c6fbe8f36fLa struttura, progettata in stretta collaborazione con un team di medici ed esperti, è disseminata di giganteschi cavallucci marini, fontane a forma di piovra e cannoni acquatici per battaglie all’ultimo schizzo. Fra le attrazioni dell’area c’è anche il percorso River Boat Adventure, per addentrarsi nella giungla a bordo di una sorta di zattera. Il parco mette gratuitamente a disposizione dei visitatori la speciale sedia a rotelle ad aria compressa PneuChiar, costruita con materiale impermeabile con l’aiuto dei ricercatori della Pittsburgh University.

Non solo: ai genitori viene consegnato un braccialetto dotato di gps da legare al polso dei propri figli, per poterli sempre ritrovare all’interno del parco. Morgan’s Inspiration Island è un’idea dell’imprenditore Gordon Hartman, fondatore del parco, che ha tratto ispirazione dalla figlia, oggi ventitreenne, con problemi di tipo cognitivo e motorio.

 

Articolo su Wired.it

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Quali libri far leggere d’estate ai ragazzi con disabilità

Articolo di Tina Naccarato

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Audiolibri, libri ad alta leggibilità, libri che usano il linguaggio visivo: sono tanti oggi i formati a supporto dei ragazzi con disabilità

Le vacanze estive sono ormai iniziate per molti alunni e studenti e tanti docenti hanno consigliato di dedicare in questo periodo un po’ di tempo alla lettura, suggerendo spesso anche dei testi. La tecnologia, oggi, fornisce strumenti inclusivi e diverse possibilità ai ragazzi che hanno delle difficoltà, i quali possono accedere a testi in formati eterogenei e facilitanti.

E’ il caso, ad esempio dei ragazzi con disabilità visiva, che oggi possono leggere numerosi e-book accessibili, disponendo di cataloghi sempre più ricchi. La Fondazione Libri Italiani Accessibili (LIA), a tal proposito,  dispone di un catalogo di circa 9 mila testi, mentre l’Associazione Lettura Agevolata fornisce informazioni e formazione sulle diverse risorse e metodologie di lettura per chi presenta difficoltà visive (libri a grandi caratteri, elettronici, Braille, tattili ecc.) e sugli ausili ottici ed elettronici oggi disponibili. In rete sono disponibili gratuitamente audiolibri per non vedenti ed ipovedenti ed è oggi sorta Audible, la società di Amazon che si occupa di produzione e distribuzione di audiobook digitali e contenuti audio parlati. Sono disponibili testi delle case editrici Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Piemme, Sperling&Kupfer. Quest’anno, inoltre, Emons Audiolibri compie dieci anni e per l’occasione sono in programma eventi e nuove iniziative editoriali.

Tuttavia, nonostante i numerosi progressi e la diffusione crescente degli audiolibri, la questione dell’accessibilità dei libri è ancora aperta. Ci sono case editrici che non hanno ancora reso disponibili i libri in formato elettronico e ci sono poi difficoltà nel rendere accessibili testi complessi ricchi di tabelle, diagrammi o note. Come abbiamo già evidenziato in passato, in media le persone con disabilità visiva leggono più dei vedenti: ci auguriamo che presto possano accedere a tutti i prodotti editoriali. Continua a leggere “Quali libri far leggere d’estate ai ragazzi con disabilità”

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Vacanze disabili: estate alla scoperta della Sicilia accessibile

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Qualche dritta per viaggiatori con disabilità tra bellezze archeologiche, riserve naturali,  città d’arte e spiagge cristalline

Dopo l’assaggio di vacanze che ci ha consentito di fare il recente ponte di Pasqua, iniziamo volentieri a fantasticare sulle prossime villeggiature estive. Le alternative nel Belpaese non si contano: dalle mete montane a quelle balneari, alla campagna come alla collina o alle città d’arte, l’unico imbarazzo per visitare l’Italia è quello della scelta.

In presenza di disabilità, però, come ben sappiamo, altro elemento da considerare è l’accessibilità, non solo degli alberghi e delle strutture che scegliamo per i nostri soggiorni, ma delle stesse città, spiagge, sentieri e località. Abbiamo quindi deciso di partire da una meta sulla quale un nostro affezionato lettore ci ha riportato di un diario di bordo dettagliato e utilissimo: il viaggio in Sicilia del nostro amico Mirko, che sulla sua carrozzina ha visitato alcune tra le perle di questa meravigliosa isola. Al racconto di Mirko abbiamo integrato alcune informazioni sulla accessibilità delle case vacanze di alcune delle mete più belle della Sicilia, che unisce mare da favola a sentieri suggestivi a città d’arte inimitabili.

SIRACUSA– Partiamo dalla splendida Siracusa, che è una delle destinazioni più accessibili dell’intera Sicilia. Fa notare Mirko che per chi arriva in camper c’è una navetta accessibile ogni venti minuti che collega il parcheggio comunale all’area archeologica, dotata di scivolo di accesso per carrozzine. All’interno, l’area del Teatro Greco è piuttosto ben percorribile in sedia a rotelle, eccetto per alcuni tratti sconnessi e pendenti. Anche l’anfiteatro romano è raggiungibile in maniera abbastanza agevole: è inoltre predisposto un ingresso dedicato, come pure per visitare l’Orecchio di Dioniso e le Latomie. Per le persone con disabilità e i loro accompagnatori è prevista la gratuità del biglietto per l’area archeologica di Siracusa.
Anche l’isola di Ortigia è raggiungibile dal parcheggio attraverso la navetta accessibile, ed è visitabile senza particolari difficoltà in sedia a rotelle, grazie anche all’area pedonale estesa. Per i turisti in carrozzina o con problemi di deambulazione è possibile accedere al Duomo (la cui entrata principale è dotata di gradini) da un accesso secondario, dotato di rampa, all’interno del cortile dell’Arcivescovado. Continua a leggere “Vacanze disabili: estate alla scoperta della Sicilia accessibile”

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Disabile, voglio trasferirmi all’estero. Cose da sapere

Articolo di Donata Viero

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Tante persone decidono di trasferirsi all’estero, complice anche il periodo di crisi economica che interessa l’Italia. In caso di disabilità ci sono alcune cose da sapere rispetto a tutele, prestazioni assistenziali, inserimento lavorativo, assistenza sanitaria etc…

Considerando i tempi odierni e la spinta abbastanza diffusa di molte persone, soprattutto giovani, che desiderano cominciare una nuova vita o dare una svolta alla propria carriera trasferendosi all’estero, abbiamo pensato di raccogliere in questo articolo le principali cose utili da sapere per chi, disabile, volesse fare questo salto.

Molte infatti sono le persone che desiderano vivere in un nuovo Paese, lo vediamo anche dal nostro Forum: spesso si è insoddisfatti della propria condizione in Italia, si vuole cambiare posto, si cercano aiuti più concreti, città più accessibili
Qui abbiamo cercato di raccogliere in un unico spazio tutte le informazioni che è utile conoscere e i riferimenti da utilizzare per darvi poi modo di approfondire la situazione Stato per Stato a seconda dei vostri progetti, precisando che per forza di cose questo articolo non vuole e non può essere del tutto esaustivo sulla materia.

CONSIGLI BASE – I primi consigli che vengono in mente quando si pensa a trasferirsi all’estero, sono quelli più comuni ma fondamentali:
– imparate bene la lingua del Paese di destinazione;
– informatevi bene sullo stile di vita, sulle tradizioni e le abitudini;
– informatevi bene sul costo della vita e su quanto lo Stato vi versa, considerando le vostre disponibilità economiche;
– già prima di partire approntate bene dove alloggiare e che pratiche richiedere una volta in loco;
– ricordate che ciascun paese ha sistemi assistenziali differenti, per cui informatevi bene su quali misure sono previste per i cittadini con disabilità; su come funziona l’assistenza sanitaria, ma anche su quanto sono accessibili le città, che considerazione c’è delle persone con disabilità e dei loro bisogni…
Tenete sempre presente che bisogna soppesare pro e contro in ogni caso, e ricordate che la vostra condizione italiana rispetto alla disabilità (cioè come siete riconosciuti invalidi e come siete tutelati a livello di inserimento lavorativo e agevolazioni fiscali nonché trattamenti pensionistici) non è automaticamente riconosciuta all’estero.
Continua a leggere “Disabile, voglio trasferirmi all’estero. Cose da sapere”

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Viaggiando con una disabilità: online gratis la guida di Lonely Planet

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Disponibile l’edizione aggiornata al 2017 della guida che raccoglie i maggiori siti di istituzioni, associazioni e tour-operators che si impegnano per garantire, nel mondo, un turismo for all

In questi giorni che poco ci separano dal Natale, vien voglia forse a qualcuno di programmare qualche bel viaggetto o trasferta e, perchè no, magari fuori dall’Italia, per delle vacanze invernali accessibili, magari sulla neve.
A questo proposito, merita un’occhiata la nostra raccolta delle mete accessibili, frutto delle preziose informazioni che i nostri fedeli lettori ci inviano, ma è sempre utile avere a disposizione anche qualche guida più dettagliata che possa coprire molte più destinazioni.

LA GUIDA – Con piacere segnaliamo quindi la risorsa messa a disposizione dall’ENAT (la Rete Europea per il Turismo Accessibile) che fornisce direttamente online sul suo sito, in maniera totalmente gratuita, la 2^ edizione della “Guida sul Turismo accessibile nel mondo” redatta da Martin Heng per Lonely Planet.
La guida è in inglese, ed è il primo progetto comunitario sottoscritto da Lonely Planet ed ENAT a seguito dell’accordo siglato nel luglio 2015 con l’obiettivo di lavorare insieme per promuovere il turismo accessibile per il bene dei turisti, del turismo stesso, delle località e di quanti si adoperano e offrono servizi in questo settore.

INFO, INDIRIZZI E LINK – Nello specifico, la guida vuole fornire indicazioni utili e recenti sulle strutture, i siti Internet, le associazioni e le organizzazioni di tutto il mondo che si occupano di turismo accessibile e sono pertanto informati sui servizi e le possibilità del territorio dedicate alle persone con disabilità.
Come ben sappiamo, infatti, già organizzare un viaggio è cosa abbastanza impegnativa – che richiede tempo, pianificazione, progettualità; se a ciò si aggiunge il problema di riuscire a far combaciare i nostri interessi con i bisogni che la nostra disabilità può comportare, tutto diventa un pochino più difficile.
Il problema maggiore, spesso, infatti è quello di non trovare sufficienti informazioni in rete o trovarle frammentate o datate.
Con questa guida è possibile avere una prima panoramica abbastanza buona di tutte le risorse che possiamo avere a disposizione in molti Stati del mondo.

LE CINQUE SEZIONI DELLA GUIDA – La guida è stata suddivisa in cinque principali sezioni:
1. “Country-by-country resources”, cioè risorse suddivise nazione per nazione in ordine alfabetico. Tra queste vi sono siti dei singoli governi, di istituzioni, autorità locali, organizzazioni non governative o no-profit, imprese private che forniscono informazioni utili per rendere facile e piacevole l’esperienza turistica ad una persona disabile. Alcuni contengono un database con tutti i servizi disponibili in termini di turismo accessibile, altri sono anche collegati ad un’applicazione mobile, molto utile se si è in viaggio.
2. “Personal travel blogs”, ossia diari personali di viaggio. Sono spazi di racconto e di confronto in cui le persone con disabilità si scambiano informazioni e ricordi sulle esperienze di viaggio vissute; spiegano che facilitazioni hanno trovato e con che difficoltà invece si sono dovute scontrare.
3. “General resources”, risorse di carattere generale; suddivise a loro volta in siti utili per avere informazioni generali sul turismo accessibile quando non si ha ancora in mente una meta di viaggio ben definita e siti dedicati a promuovere il turismo “inclusive”, integrato. Questi ultimi, oltre ad essere utili per i viaggiatori, possono essere una fonte ricca di informazioni per chi lavora nel campo.
4. “Specialist travel agents and tour operators”. Poi c’è tutta una lista di agenzie-viaggi e tour-operators specializzati nell’organizzazione di viaggi per turisti con disabilità. Essi sono presentati in ordine alfabetico per nazione e molti trattano anche diversi tipi di disabilità.
5. “Specialist adventure sports organisations”. Infine c’è un’area dedicata alle organizzazioni sportive che si rivolgono alle persone disabili per far provare l’ebbrezza di un giro in aereo, l’energia degli sport di montagna, la libertà del surfing o la tranquillità della barca a vela, il tutto a 360° in qualsiasi latitudine.

UNO STRUMENTO A PARTECIPAZIONE ATTIVA – La guida in oggetto certamente non si propone per essere l’unica fonte consultabile o pienamente esaustiva però può essere un buon punto di partenza per iniziare a farsi qualche idea nel momento della pianificazione del viaggio e può anche essere un’utile supporto una volta arrivati a destinazione per sapere a chi rivolgersi.
I promotori dell’iniziativa, proprio perchè consapevoli di non aver potuto coprire tutti i servizi possibili nel mondo intero, invitano qualsiasi lettore o gestore di servizi di turismo accessibile a comunicare altre realtà di questo genere alla mail: travelforall@lonelyplanet.com.au.

L’intenzione, data l’estrema flessibilità del web e i continui aggiornamenti di prodotti e servizi, è quella di ripubblicare questa guida online ogni sei mesi per verificare che tutti i link proposti siano ancora attivi e funzionanti ed eventualmente per aggiungerne di nuovi.
Infatti, all’interno della guida, tutti i titoletti dei paragrafi sono cliccabili e rimandano alle singole pagine Internet delle varie organizzazioni.

Lonely Planet e lo stesso ENAT consigliano in ogni caso di informarsi accuratamente, nel momento in cui ci si rivolge a questi servizi, circa le prestazioni fornite, la loro affidabilità e la loro offerta attiva per non avere brutte sorprese e soprattutto per assicurarsi che siano preparati a consigliarci adeguatamente rispetto ai nostri specifici bisogni.

I materiali:
La guida di Lonely Planet sul turismo accessibile (in formato PDF)

 

Articolo su Disabili.com