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film Pollock

Pollock (Pollock) è un film del 2000, prodotto, diretto e interpretato da Ed Harris; si tratta della sua prima opera da regista. Il soggetto è tratto dal volume Pollock: an American Saga (1989) di Steven Neifeh e Gregory White Smith. Il film di Ed Harris è una delle più recenti “biopic” sull’arte e tra le migliori accolte dalla critica. La pellicola è stata presentata al Festival di Venezia del 2000 in prima mondiale, ma il film è arrivato nelle sale italiane solo nel maggio del 2003.

La tormentata vita del pittore Jackson Pollock creatore nel 1947 dello stile dripping. Il film ripercorre alcuni momenti fondamentali della carriera artistica e della parabola umana del pittore statunitense tra creatività, successi e crisi dovute soprattuto alla depressione e alcolismo di cui soffriva.

Ed Harris covava il progetto di un film su Pollock da diversi anni, infatti la passione per l’artista deriva da un libro sul pittore regalatogli dal padre in giovane età. Il regista ha cercato di mostrare tutti i risvolti del processo creativo messo in atto dal pittore e per farlo si è messo in gioco in prima persona, esplorando i diversi materiali usati e le tecniche pittoriche. Infatti durante il film l’attore-registra ha dovuto realmente dipingere simulando l’action painting di Pollock, aiutato anche da una impressionante somiglianza fisica con l’artista statunitense.

 

Pollock – Wikipedia

Pollock – film su Amazon

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Stile

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Lo stile è una risposta a tutto.
un nuovo modo di affrontare un giorno noioso o pericoloso
fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile.
fare una cosa pericolosa con stile è ciò che io chiamo arte.
La corrida può essere arte
Boxare può essere arte.
Amare può essere arte.
Aprire una scatola di sardine può essere arte.
Non molti hanno stile.
Non molti possono mantenere lo stile.
Ho visto cani con più stile degli uomini,
Sebbene non molti cani abbiano stile.
I gatti ne hanno in abbondanza.

Quando Hemingway si è fatto saltare le cervella con un fucile, quello era stile.
Alcune persone ti insegnano lo stile.
Giovanna d’Arco aveva stile.
Giovanni il Battista.
Gesù
Socrate.
Cesare.
García Lorca.
In prigione ho conosciuto uomini con stile.
Ho conosciuto più uomini con stile in prigione che fuori di prigione.
Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di esser fatto.
Sei aironi tranquilli in uno specchio d’acqua, o tu, mentre esci dalbukowski-9-805x1024 bagno nuda senza
vedermi.

Charles Bukowski, lo scrittore che derise l’umanità

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Scrittori Famosi Alcolizzati

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Bukoswki insegna: “Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa”. Insomma, a sentire queste parole, sembra quasi che ogni occasione sia buona per incollarsi alla bottiglia.

Senza dimenticarci però dei reali motivi che si nascondono dietro a quella che a tutti gli effetti è considerata una vera e propria patologia (l’alcolismo), noi Osservatori Esterni vi proponiamo una lista di scrittori famosi alcolizzati.

Non è un augurio, né tantomeno un invito, ma un brindisi alla Vostra lo facciamo lo stesso!

 

1. Ernest Hemingway

Ernest Hemingway è stato uno scrittore e giornalista statunitense. Ha condotto una vita sociale turbolenta: si è sposato quattro volte e gli sono state attribuite innumerevoli relazioni sentimentali. Inizia a bere durante un safari in Africa e da quel momento non smette più. Dopo una vita dedita all’alcol, Ernest inizia a manifestare i primi segni di squilibrio mentale che sfociano in vere e proprie crisi maniaco-depressive. Viene ricoverato in una clinica del Minnesota dove smette di bere, ma la sue condizioni si mantengono instabili. Il 2 luglio 1961 si suicida, sparandosi un colpo di pistola alla tempia.

“Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti”

 

2. James Joyce

James Joyce è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo irlandese. Il suo rapporto con l’alcol deriva probabilmente da un padre alcolista che trascina l’intera famiglia nel baratro economico. Di fronte alle difficoltà finanziarie che segnano il corso della sua esistenza, anche James si rifugia nell’alcol come unico modo per sfuggire alle proprie responsabilità. Nell’ultimo periodo della sua vita poi, sembra non trovare nessun’altra via d’uscita ai propri problemi: la malattia mentale della figlia, la carenza di fondi e le innumerevoli operazioni agli occhi che lo vedono coinvolto in primis. James Joyce muore il 13 gennaio 1941 a seguito di un intervento per un’ulcera duodenale.

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