Pubblicato in: Validi, Video

film Vengo anch’io

Stanchi di mettersi in gioco poiché da tempo abituati a risultare sconfitti dalla vita, una ex galeotta, un ragazzo con la sindrome di Asperger di nome Aldo, una giovane atleta e un aspirante suicida si ritrovano a condividere un viaggio. Avranno così l’occasione di affrontare il passato e, insieme, proveranno a dare un senso nuovo alle loro vite.

Vengo anch’io – Wikipedia

Pubblicato in: Articoli, Validi

A Milano la prima scuola italiana dedicata ai ragazzi Asperger (e non solo)

Articolo di Alice ZampaScuola Futuro Lavoro
Steve Jobs e Greta Thunberg sono solo gli ultimi e più celebri soggetti affetti da sindrome di Asperger: una forma mite di autismo che incide soprattutto sulle capacità relazionali. Per i ragazzi con questo disturbo (tutto da valorizzare) ora apre a Milano Scuola Futuro Lavoro, prima nel suo genere e aperta a tutti.

Si chiama sindrome di Asperger e ad oggi non se ne sa ancora moltissimo. Considerata come una forma di autismo ad alto funzionamento, questo disturbo pervasivo dello sviluppo colpisce un individuo su 80/120 e incide soprattutto sulle capacità relazionali e sociali dei soggetti, senza comportare ritardi nell’acquisizione delle capacità linguistiche, né disabilità intellettive. Una sintomatologia che spesso rende “invisibili” alla società queste persone.

Diagnosticata solo a partire dagli anni ’90, oggi la sindrome di Asperger sta iniziando a ricevere una maggiore attenzione, anche grazie alla popolarità della giovane ambientalista Greta Thunberg che, come molti altri illustri personaggi, vive questa condizione. Tra i più noti Asperger di epoca contemporanea si possono significativamente citare Steve Jobs, genio dell’informatica e grande imprenditore, cofondatore di Apple Inc. e Dan Aykroid, attore di tante celebri pellicole hollywoodiane.

Massimo e Roberto Montini

Nomi che fanno immediatamente comprendere come questa sindrome possa celare eccezionali potenzialità e come “ossessioni incomprensibili, con una guida esperta, possano essere trasformate in competenze molto specifiche, utili nel lavoro”. A spiegarlo è Massimo Montini, imprenditore milanese e papà di un ragazzo Asperger, che, con la sua fondazione Un futuro per l’Asperger, ha inaugurato a Milano Scuola Futuro Lavoro, la prima scuola italiana pensata per chi convive con questo disturbo, ma aperta a tutti. “La sindrome di Asperger è invalidante per certi aspetti, ma addirittura premiante per altri. Nel mondo del lavoro, infatti, se gli Asperger riescono a sviluppare il talento per il quale sono predisposti possono diventare anche più performanti di un normodotato” spiega Montini.

Focalizzarsi tanto su una specifica attività, talvolta in modo anormalmente intenso, è un’attitudine tipica di chi si trova in questa condizione, che spesso possiede un quoziente intellettivo pari o superiore alla norma. Vengono in mente le interminabili sessioni di lavoro con cui Steve Jobs si dedicava alla sua passione e che lo portarono nell’olimpo dei grandi della tecnologia informatica e, in fin dei conti, a cambiare il mondo.

Massimo Montini Fondazione Un futuro per l'Asperger onlus

Cosa offre la Scuola Futuro Lavoro ai ragazzi Asperger (e non solo)

Un centro di formazione pensato e progettato per ragazzi con sindrome di Asperger e altri tipi di disabilità (per esempio la dislessia), ma adatto e aperto a tutti i ragazzi in possesso di diploma. È la carta d’identità di Scuola Futuro Lavoro, che da settembre aprirà le porte della sua sede a Milano (viale Cassala 48/1) e darà il via a un piano di studi e corsi di specializzazione per formare professionisti nel settore tecnologico 4.0: “i più richiesti dal mondo del lavoro attuale”, nelle parole di Montini, che ha immaginato e realizzato questa scuola pensando al futuro di suo figlio Roberto e a tutti i ragazzi e le ragazze come lui. “Scuola Futuro Lavoro nasce dall’esigenza di colmare un vuoto che, dopo la scuola secondaria, si crea per questi ragazzi”, prosegue l’imprenditore. “Molti non sono in grado di affrontare un percorso universitario o non sono ancora pronti per il mondo del lavoro e questo piano formativo può rappresentare un traghetto alternativo sul futuro”. I corsi sono strutturati in moduli da 400-500 ore complessive e includono 2 corsi base (graphic design e informatica per l’industria 4.0) e 4 corsi specialistici (videomaking, web design, game design, digital fabrication) per i quali è necessario aver frequentato almeno uno dei corsi base, altri corsi analoghi o possedere competenze equivalenti (per verificarlo ci saranno colloqui specifici).

Scuola Futuro Lavoro

Un percorso ad hoc per ognuno

Oltre ai percorsi modulari la scuola prevede anche altri corsi mirati alla crescita personale e professionale. “Per esempio si imparerà come si affronta un colloquio o come ci si comporta in ambiente lavorativo”, spiega il fondatore. Spesso, infatti, le difficoltà relazionali degli Asperger li penalizzano proprio in fase conoscitiva e di colloquio, privandoli di importanti opportunità, non per mancanza di competenze, ma per difficoltà comunicative. “In questa scuola si cercherà di costruire a 360 gradi il miglior percorso per ciascuno, in base a quelle che sono le sue caratteristiche e con l’obiettivo di trovargli un lavoro”. Ad agevolare da subito i ragazzi sarà anche un percorso di consulenza orientativa, che li aiuterà nelle scelte e dei tutor che li affiancheranno.

Un programma ideale non sono per i ragazzi con disabilità, ma per tutti: “Credo che la diversità, soprattutto in questo caso, sia un’opportunità per chiunque”, prosegue Montini, che da imprenditore affronta con pragmatismo il progetto: “Noi saremo sempre più rivolti a raccogliere le richieste delle imprese, facendo rete con un gruppo di aziende che fa capo alla mia persona (indirettamente alla Fondazione Un futuro per l’Asperger) e al gruppo di istituzioni con cui siamo già connessi, come Fondazione Sodalitas e il gruppo Manpower, per l’introduzione dei ragazzi nel mondo del lavoro”. Continua a leggere “A Milano la prima scuola italiana dedicata ai ragazzi Asperger (e non solo)”

Pubblicato in: Articoli, Validi

Asperger: 5 cose da sapere per migliorare la nostra interazione

Il sito Mondoaspie.com ha pubblicato 16 consigli da tenere a mente quando ci si relaziona con un amico Asperger, per non farlo sentire a disagio

La sindrome di Asperger è un disturbo pervasivo dello sviluppo, una forma “lieve di autismo”, spesso di difficile diagnosi. Le persone cosiddette “Asperger”, infatti, non hanno nessun deficit cognitivo, ma possono avere difficoltà di interazione sociale  e mettere in campo comportamenti o interessi di tipo ripetitivo o stereotipato, a livelli più  o meno intensi.
Tra gli elementi rilevanti, la difficoltà delle persone con sindrome di Asperger di cogliere gli indizi sociali (ad esempio il non detto, le emozioni facciali) e le regole sociali non scritte e, di contro, essere molto analitici. Questi sono tratti di persone che hanno un funzionamento mentale che si può definire non comune, più che patologico.

Poiché è proprio nell’interazione con gli altri che emergono le principali problematiche, è importante capire come meglio rapportarsi con le persone con Asperger, evitando comportamenti e situazioni che possano metterle in difficoltà, e interpretando alcuni segnali che possono altrimenti essere fraintesi. Questo è  il primo passo per creare delle proficue relazioni con loro, superando imbarazzi e difficoltà soprattutto in uno dei periodi più delicati, come quello dell’adolescenza, quando  far parte del gruppo o avere una amicizia vale più di qualsiasi cosa al mondo. A questo scopo, riprendiamo qui 5 dei 16 consigli rivolti a chi ha un amico/a Asperger, che il sito Mondoaspie.com ha pubblicato nei giorni scorsi, rimandandovi alla lettura del post completo sul loro sito.

1. Attenzione alle parole
Le persone con sindrome di Asperger tendenzialmente prendono alla lettera ciò che viene loro detto. Per questo motivo, a meno che non si pensi esattamente quello che si dice, evitare di dire frasi come “Sono tuo amico” se siamo solo conoscenti. La persona Asperger si sentirà presa in giro quando realizzerà che non lo si pensa davvero. Allo stesso tempo, è importante evitare il sarcasmo o l’ironia, che potrebbero non essere colti: una persona Asperger può infatti non capire che si sta scherzando.

2. Non forzare il contatto oculare
Nella consueta socialità, la norma sociale vuole che parlando ci si guardi negli occhi, come segno di attenzione verso l’interlocutore. Ma per un Asperger il contatto oculare può essere difficile o creare imbarazzo. E’ importante quindi non interpretare erroneamente questa sfuggevolezzacon disinteresse verso ciò che stiamo dicendo.

3. Non dire “sforzati!”
Una persona con sindrome di Asperger è spesso frustrata dai suoi fallimenti in termini di interazione, dei quale è consapevole, e che cerca di superare con sforzi che possiamo non immaginare. Evitare quindi di dire frasi come “se vuoi puoi farlo”, poiché potrebbe avere solo l’effetto di aumentare la frustrazione. Sdrammatizzare i fallimenti e valorizzare i progressi è invece di grande aiuto per l’autostima di una persona Asperger, che si sentirà più compresa nelle sue difficoltà e nei suoi sforzi.

4. Esprimere ciò che si prova con parole precise
E’ importante verbalizzare quello che si prova o che si desidera comunicare alla persona Asperger, poiché ha difficoltà a comprendere elementi non verbali   come le espressioni del volto. Se siamo quindi arrabbiati o angosciati, è importante esprimerlo a parole, come pure chiedere esplicitamente qualcosa evitando ogni richiesta vaga.

5. Perdonare la goffaggine
Proprio per la sua difficoltà a cogliere gli indizi sociali, i comportamenti della persona Asperger possono sembrare strani: a volte può fare figuracce, sedersi troppo vicino, parlare troppo o non parlare affatto, essere goffo. In questi casi è necessario sminuire e semplicemente fare notare alla persona che questi comportamenti non sono appropriati alla situazione e spiegare come correggerli, senza mostrare impazienza.

Ricordiamo che non esistono persone Asperger uguali e identiche tra loro: ciascuna, come tutti, è portatrice di una unicità. E’ quindi necessario mettersi all’ascolto per comprendere la persona che abbiamo davanti, adattando questi suggerimenti e prestando attenzione, chiedendo e accogliendo i suoi suggerimenti per stare al suo fianco nel modo migliore.

 

Articolo su Disabili.com