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film L’amico del cuore

L’amico del cuore segue le vicende di Matt e Nicole, una coppia con due figlie piccole, la cui vita viene improvvisamente stravolta quando i medici informano Nicole di essere malata di cancro terminale. In un momento così difficile e delicato, in cui Matt deve far fronte a responsabilità sempre più grandi, il loro migliore amico decide di dargli una mano, e questo gesto si rivela una scelta più profonda e immensa di quanto chiunque potesse immaginare.

Diretto da Gabriela CowperthwaiteL’amico del cuore (titolo originale Our Friend) è un film che si basa su fatti realmente accaduti e racconta le vicende di una coppia e di un loro amico che decide di dargli una mano in un momento per loro incredibilmente delicato.

Nel cast del film, nei panni dei tre protagonisti principali, troviamo: Casey Affleck, Dakota Johnson e Jason Segel.

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«Tumorial», la serie di video che spiega il cancro ai ragazzi

Articolo di Fabio Di Todaro

Disponibili in rete i video realizzati dagli adolescenti in cura all’Istituto dei Tumori di Milano per rispondere ai dubbi dei coetanei che si ammalano di cancro

«Tumorial», la serie di video che spiega il cancro ai ragazzi

Si dice tutorial, si legge «Tumorial». L’ultima «trovata» dei giovani pazienti oncologici dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è una serie di 24 video – dieci già online, quattordici lo saranno a partire da settembre: uno a settimana – realizzata per «spiegare» la malattia a chi si ammalerà dopo di loro. I video sono il frutto di oltre un anno di lavoro condotto fianco a fianco – nell’ambito del Progetto Giovani, portato avanti con il contributo dell’Associazione Bianca Garavaglia e dell’Associazione Dudù for You – da adolescenti, medici, professionisti e artisti. In calce al prodotto finale c’è la firma di 47 ragazzi (14-25 anni) già curati o attualmente in cura nel reparto di pediatria oncologica diretto da Maura Massimino.
Cancro e fertilità: come parlarne con i ragazzi

 

I DUBBI DEGLI ADOLESCENTI CHE SI AMMALANO DI CANCRO

La prima reazione di un adolescente che riceve la diagnosi di tumore è cercare in rete informazioni, anche pratiche, sul percorso che dovrà affrontare. Tuttavia, su internet, non sempre si trovano informazioni affidabili. O, comunque, di prima mano come quelle veicolate attraverso «Tumorial», la serie di video in cui sono gli stessi ragazzi ammalatisi di cancro a offrire consigli a chi sta per iniziare il percorso di cura. I video già disponibili sul canale Youtube del Progetto Giovani affrontano tematiche quali la perdita dei capelli, l’isolamento sociale, la sessualità, il rapporto con i genitori e con i compagni di scuola, le interazioni con gli amici attraverso i social network, la perdita dei capelli, l’uso del turbante e la necessità di convivere con il «Port». A dare le risposte, sono sempre i ragazzi. A parlare ve n’è uno per ogni video. «Si sono scelti tra di loro durante gli incontri del mercoledì», spiega Andrea Ferrari, oncologo pediatra e responsabile del Progetto Giovani. Ma i loro messaggi non sono delle autobiografie. «Abbiamo fatto emergere sia le esperienze personali sia quelle degli altri compagni di corsia, sulla base dei confronti avvenuti durante l’intero anno», aggiunge Valerio Rocco Orlando, il regista che ha curato la produzione.

TUMORI NEGLI ADOLESCENTI: A QUALI SINTOMI PRESTARE ATTENZIONE?

IL LAVORO PIU’ DIFFICILE

«Tumorial» rappresenta il fulcro delle attività condotte a partire da settembre nell’ambito del Progetto Giovani, i cui obiettivi sono: guardare oltre la malattia e aiutare i ragazzi in un momento delicato della loro vita, non soltanto sul piano sociale. La serie di video segue quanto fatto negli anni passati con il fumetto «Loop indietro non si torna», con le canzoni «Nuvole di ossigeno», «Palle di Natale» e «Sei tu l’estate». E poi: una collezione di moda («B.Live»), due mostre fotografiche («Riscatti, La ricerca della felicità» e «Cosa farò da grande») e un libro («Dal settimo cielo al settimo piano»). Questo lavoro, però, «è stato probabilmente il più faticoso – prosegue Ferrari, membro del comitato scientifico di Fondazione Umberto Veronesi -. Perché abbiamo chiesto ai ragazzi di riflettere su questioni molto intime, che nella normale dialettica tra medico e paziente talvolta vengono messe da parte, affidate a uno sguardo o a un silenzio». Il confronto c’è stato. Ma l’utilità del fine e il nitore dei rapporti hanno permesso di superare ogni accenno di conflitto.

I BISOGNI DEI RAGAZZI SENZA VELI

Secondo Francesco, ammalatosi di osteosarcoma, «l’assenza di qualsiasi vincolo e giudizio sono aspetti che hanno aiutato anche noi a superare un momento così difficile». Essere capiti quando a quell’età si è alle prese con un cancro, d’altra parte, non è semplice. «Fuori da qui ci provano tutti, ma ci riescono in pochi», conferma Rebecca, ambasciatrice nel video dedicato al rapporto con i social network. «Utilizzarli, quando ci si ammala di cancro, non è più così semplice – racconta la ragazza, curata per un sarcoma di Ewing -. All’inizio ho provato vergogna: così li ho utilizzati sempre meno. Ma con il tempo ho capito che possono rappresentare uno strumento utile per affrontare tematiche importanti». Guardando i video, sono diversi i passaggi che rimangono in mente. Come la frase di Cecilia, colpita da un tumore dell’ovaio. Ai genitori, suoi e dei coetanei alle prese con un tumore, spiega che «seppur malati, siamo sempre adolescenti». A darle manforte, c’è Marcus (osteosarcoma): «Anche se in noi si stanno verificando dei cambiamenti fisici, come persone non stiamo cambiando». Chiosa Yari, per mesi in isolamento dopo le cure per un linfoma di Hodgkin: «Quei momenti sono i più difficili, ma comprendendo l’importanza delle cure è possibile accettare di vivere così anche per settimane».

 

Articolo su Fondazione Veronesi

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Cancro. La linea di partenza per la tua rinascita

51afi8x2rel._sx328_bo1204203200_Il cancro non è un punto di arrivo, ma la linea di partenza per la tua rinascita!

L’esperienza del mio primo cancro in giovane età – a soli 18 anni – mi ha insegnato che nei momenti difficili della vita, anche se spesso siamo circondati da tante persone, in realtà siamo soli. Mi ha insegnato che se si vuole ottenere qualcosa o anche “solo” vivere meglio, bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare.

Il mio secondo cancro – esattamente 20 anni dopo – inoltre mi ha insegnato che non si finisce mai di imparare e che a volte bisogna arrivare al fondo, per poter risalire e rinascere nuovamente.

Il mio percorso di crescita personale mi ha portata alla consapevolezza che cambiare, o anche semplicemente migliorare, si può, partendo da piccoli passi quotidiani, che porteranno inevitabilmente a grandi conquiste future.

Questo libro è il frutto dei miei studi e della mia conoscenza in campo olistico/umano, parla dei 23 punti di forza, che ogni essere umano, senza distinzione di età, sesso o razza, ha e invita con semplici ma efficaci esercizi pratici a prendersi la responsabilità della propria vita, soprattutto in un momento difficile, come quello della malattia.

Un libro pratico-teorico, in realtà, utile a tutti coloro che credono che il cambiamento non è solo una fase naturale dell’esistenza, ma un atteggiamento costruttivo della propria evoluzione.

 

Cancro. La linea di partenza per la tua rinascita – Macrolibrarsi.it

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film 50 e 50

50 e 50 (50/50) è un film del 2011 diretto da Jonathan Levine, interpretato da Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen, Anna Kendrick e Bryce Dallas Howard.

Adam Lerner è un giornalista radiofonico ventisettenne che convive con la fidanzata Rachael, artista di poco talento, che il suo migliore amico Kyle non approva.

Dopo una visita medica a causa di dolori alla schiena Adam scopre di avere il neurofibrosarcoma (maligno) e schwannoma (benigno), una rara forma di cancro che colpisce la colonna vertebrale, e viene dunque obbligato a seguire una cura chemioterapica. Una ricerca su Internet fatta successivamente mostra che le probabilità di sopravvivenza a tale cancro sono del 50 percento. Dopo aver informato della malattia gli affetti più stretti, compreso il padre sofferente di demenza e la madre Diane, quest’ultima, dopo il forte impatto della notizia, si offre di trasferirsi da lui e prendersene cura ma Adam rifiuta in quanto Rachael ha già promesso di occuparsene lei stessa. La ragazza tuttavia si dimostra presto poco affidabile e irresponsabile, non accompagnando Adam alle sedute di chemioterapia poiché si sente a disagio in ospedale e dimenticandosi di tornare a prenderlo dopo. Una notte Kyle, durante un appuntamento con una ragazza in una galleria d’arte, vede Rachael con un altro uomo e informa Adam, che la notte stessa la lascia.

Intanto Adam partecipa anche a sedute con Katherine McKay, terapista giovane e di poca esperienza, con il compito di aiutarlo ad affrontare il problema e riconoscere le proprie emozioni. Sebbene scettico inizialmente, con il passare del tempo il giovane riesce ad aprirsi riguardo alla questione e crea un legame con lei anche al di fuori dell’ambito professionale. Durante la chemioterapia il protagonista conosce altri due pazienti più anziani, Alan e Mitch, con cui fa presto amicizia.

Improvvisamente, però, Mitch muore e la paura di Adam si fa più pesante arrivando a credere che morirà. Successivamente scopre insieme alla madre che il cancro non ha reagito alla chemioterapia e che sarà necessaria un’operazione che metterà a rischio la sua vita. La notte prima dell’operazione, dopo un discorso con Kyle in quel momento ubriaco, Adam chiede di poter guidare la macchina sebbene non abbia la patente e non abbia alcuna esperienza. Kyle cede le chiavi; Adam, dopo aver quasi causato un incidente, si ferma, ordina a Kyle di scendere e in preda a un esaurimento nervoso si sfoga gridando e dimendandosi per poi chiamare Katherine a cui confessa di non sopportare più la situazione e che non vede l’ora che tutto finisca.

 

50 e 50 – Wikipedia

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La Cura

la-cura-115277La cura è un libro scritto da Salvatore Iaconesi e Oriana Persico, pubblicato da Codice Edizioni

Nel 2012 a Salvatore Iaconesi è stato diagnosticato un tumore al cervello. Invece di arrendersi alla condizione di paziente, ha deciso per un gesto radicale, mutuato dalla sua pratica quotidiana di hacker: pubblicare online la sua cartella medica e chiedere letteralmente al mondo intero di partecipare alla sua cura, per restituire alla malattia la dimensione umana e sociale persa nei protocolli ospedalieri. E il mondo intero ha in effetti risposto. Da ogni angolo della terra medici, ricercatori, guaritori, designer, artisti, persone diverse per età, condizione e genere hanno collaborato a un esperimento collettivo di condivisione e apertura. È nata così “la cura”, un progetto open source applicato alla medicina e al suo rapporto con il corpo umano, una storia personale raccontata a due voci, un libro che potrebbe cambiare il nostro punto di vista sulle malattie, su come affrontarle e riportarle nella società abbandonando il ruolo di pazienti, sul significato della parola “cura” e sulla possibilità di estenderlo ad altri ambiti della vita.

Il libro della Cura è una storia personale, una ricerca e un toolkit:

  • Su come affrontare le malattie e riportarle nella società abbandonando il ruolo di pazienti;
  • Sul significato della parola cura;
  • E sulla possibilità di estenderlo ad altri ambiti della vita.

La storia è la storia della performance raccontata da due punti di vista: quello di Salvatore e quello di Oriana, la sua compagna.

La ricerca affronta i temi che emergono dalla storia.

Cos’è l’iperconnettività? Perché oggi è ha senso parlare di “interface politics“, la politica della interfacce? E cos’è la “biopolitica dei dati“? Come muta il potere nell’era degli algoritmi? Cosa sono e come usare i modelli collaborativi peer-to-peer? Cosa possiamo fare con i big data? E molto ancora. Un utile strumento per navigare i conflitti e le opportunità della società delle reti con cui ci confrontiamo ogni giorno.

Il toolkit è una cassetta degli attrezzi.

Per continuare la performance, generare un bene comune con i nostri saperi e poter creare la propria cura open source, non solo per il cancro.

Il libro de La Cura è pubblicato da Codice Edizioni 

Ammalatosi di cancro al cervello, Salvatore decide di ribellarsi al codice della malattia e al suo destino di paziente.
I dati medici e il tumore diventano la metafora di un’azione globale che riporta il malato al centro della società.
Come possono artisti, designer, ricercatori, scienziati, tecnologi, studenti e tutte le persone prendere parte a una Cura planetaria?
La Cura è questo. Un viaggio, una performance globale a cavallo fra malattia, arte, tecnologie e reti digitali per riappropriarsi dell’umanità perduta e avviare l’unica Cura possibile: quella che avviene coinvolgendo tutta la società.

 

http://la-cura.it/

La Cura – Amazon