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Cinema in piazza, a Bologna “Ladri di biciclette” in versione accessibile alle persone cieche

Il capolavoro di Vittorio De Sica verrà proiettato in piazza Maggiore il 29 giugno con audio descrizione prodotta dalla cooperativa sociale BigBang. “L’accessibilità dell’audiovisivo è ancora una chimera in Italia, speriamo che la nuova legge sul cinema porti più attenzione sul tema”

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BOLOGNA – Il 29 giugno in piazza Maggiore in occasione del festival estivo “Cinema Ritrovato” sarà proiettato “Ladri di biciclette”, il capolavoro restaurato di Vittorio De Sica, in versione accessibile per persone con disabilità visiva grazie alla collaborazione tra la Fondazione Cineteca di Bologna e la cooperativa sociale BigBang. Il film sarà accessibile alle persone cieche grazie all’app Moviereading con l’audiodescrizione prodotta da BigBang. “L’accessibilità dell’audiovisivo in Italia è ancora una chimera – dice Irene Balbo, socia della cooperativa – Nonostante la Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili preveda il diritto a una piena fruizione dei prodotti culturali, oggi in Italia sono poche le opere audiovisive che vengono rese accessibili. Speriamo – aggiunge – che l’approvazione della nuova legge sul cinema, in cui sono state recepite le indicazioni proposte anche dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti, porti a una maggiore attenzione al tema”.

L’audiodescrizione è realizzata con il metodo realizzato dalla cooperativa BigBang che prevede il coinvolgimento attivo di professionisti ciechi. La voce della descrizione è di Francesco Venturini. “Una maggiore attenzione sul tema – ha concluso Balbo – potrebbe anche creare posti di lavoro per disabili visivi come audiodescrittori e formatori, una professione che come cooperativa stiamo cercando di portare avanti col nostro lavoro”. Nell’ambito del progetto Film Voices attivo a partire dal 2009, la cooperativa BigBang ha audiodescritto i film “Benvenuti al Sud”, “Boris”, American Hustle”, “Marie Heurtin”, “La nostra terra”, “Lepanto”. Nel 2010 Film Voices ha vinto il Kublai Award come miglior progetto creativo assegnato dal ministero dello Sviluppo economico e nel 2014 è stato tra i vincitori del bando Culturability di Fondazione Unipolis grazie al quale è nata la cooperativa sociale. L’appuntamento è per le 21 del 29 giugno sul lato sinistro del palco per permettere alle persone cieche di prendere posto in uno dei posti riservati per loro dalla Fondazione Cineteca di Bologna, anche grazie ai volontari dell’associazione La Girobussola. (lp)

 

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Anna dei miracoli

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“ANNA DEI MIRACOLI”: LA STORIA DI HELEN KELLER

Proseguiamo la nostra rassegna delle opere che hanno affrontato il tema della disabilità parlando di “Anna dei miracoli” (titolo originale “The miracle worker”), che ha ispirato anche opere teatrali rappresentate anche ai giorni nostri, nonché un anime del 1981 e, come probabilmente ricorderete se eravate bambini negli anni ’80, è stato citato nel manga “Il grande sogno di Maya“, con la giovane protagonista, aspirante attrice, che si trova a dover portare in scena proprio questa storia.

"Anna dei miracoli"

Pluripremiato (vanta due Oscar nel 1963, per la protagonista Anne Bancroft e per Patty Duke, che interpretava Anna, più numerosi altri riconoscimenti), “Anna dei miracoli” racconta la storia vera di Helen Keller, vissuta negli Stati Uniti tra la fine dell’800 e gli anni ’60 del ‘900, divenuta sordo-cieca a poco meno di 2 anni, probabilmente in seguito a meningite. Helen, prima viziata ed accontentata in tutto e per tutto dai genitori, inizia a fare progressi e conquistare la propria autonomia quando viene affidata alle cure di Anne Sullivan, giovane insegnante, anche lei parzialmente non vedente, che, con pazienza, dedizione e autorevolezza, insegna alla bambina che, nonostante la propria condizione, può anche lei imparare a parlare, leggere, studiare e avere una vita autonoma. Molto famosa la scena dell’acqua, nella quale Helen pronuncia la parola “acqua” dopo che Anne gliel’ha fatta scorrere sulle mani, ripetendole le lettere che la compongono:

Anna dei miracoli - Helen Keller il giorno della laurea

Il film si ferma a questo punto, ma non la storia di Helen Keller, che, sotto la guida di Anne, gradualmente, continua a fare progressi, al punto da apprendere varie lingue straniere e diventare, a 24 anni, la prima persona sordo-cieca a laurearsi in un college. Trascorrerà il resto della sua lunga vita ad impegnarsi direttamente per i diritti delle persone disabili e degli operai, come avvocato e, poi, nelle file del Partito Socialista d’America, visitando anche molti Paesi, tra i quali il Giappone, da cui- altro primato- importerà negli USA due cani appartenenti alla razza “Akita Inu”. Il suo impegno le valse anche la più alta onorificenza statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà.

Il film “Anna dei miracoli” è molto fedele alla vicenda reale di Helen Keller e riesce a rendere, grazie alle scene forti, all’ambientazione volutamente “claustrofobica” e al bianco e nero, la drammaticità e, al tempo stesso, il “miracolo” (per l’appunto) dell’apprendimento e della scoperta, da parte di Helen, del mondo che la circonda, ricordandoci che niente è impossibile di per sé: basta trovare il modo giusto per raggiungere l’obiettivo.

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