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Federico Morlacchi

Federico Morlacchi (Luino, 11 novembre 1993) è un nuotatore italiano, vincitore di sette medaglie paralimpiche di cui una d’oro, sei volte campione mondiale e quattordici volte campione europeo.

Nasce a Luino, Federico è affetto da ipoplasia congenita al femore sinistro. Appassionato di nuoto sin da bambino, nel 2003 intraprende questo sport a livello agonistico e negli anni successivi prende parte ai campionati europei IPC di Reykjavík, dove vince due bronzi e di Berlino, dove vince un argento. Nel 2010 ha preso parte agli europei in vasca corta LEN per normodotati, gareggiando con atleti di disabilità inferiore, ed è riuscito ad ottenere un terzo posto nei 100m farfalla.

Nel 2012 è stato convocato per le Paralimpiadi di Londra dove è riuscito ad ottenere la medaglia di bronzo in tre gare (100m farfalla, 400m stile libero e 200m misti), segnando il record italiano nei 400 stile e nei 200 misti.

Nel 2013, ha preso parte ai mondiali di nuoto paralimpico di Montreal riuscendo ad ottenere il terzo posto nei 200 misti classe SM9 con il tempo record di 2’18″15, un secondo posto nei 400 stile libero classe S9 con il tempo di 4’14”46, segnando il record europeo e, il 17 agosto, uno straordinario primo posto nei 100 farfalla classe S9 nuotando per la prima volta sotto il muro del minuto, con il tempo di 59″63, laureandosi Campione del mondo.

Nel novembre 2013, Federico Morlacchi è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per i successi sportivi ottenuti.

Nell’agosto 2014 Federico ha preso parte ai Campionati Europei di Nuoto Paralimpico a Eindhoven, vincendo ben 5 medaglie d’oro, rispettivamente nei 100 farfalla in 59″60, nei 100 stile libero con il tempo di 57″05, nei 400 stile libero in 4’18″34, nei 200 misti con il tempo di 2’17″82 e nei 100 rana in 1’13″00.

Nell’aprile del 2015, al Meeting Internazionale di Berlino, Federico ha infranto la barriera dei 59 secondi nella specialità 100 farfalla (categoria S9), registrando il tempo di 58”91 stabilendo così il nuovo record del mondo di categoria.

Nel luglio del 2015, ai Campionati Mondiali di Nuoto Paralimpico di Glasgow, Federico ha vinto l’oro nei 200 misti classe SM9 con il tempo di 2’17″76 laureandosi per la seconda volta Campione del mondo e tre argenti, rispettivamente, nei 100 stile libero con il tempo di 57″29, nei 100 farfalla in 59″69 e nei 400 stile libero in 4’17″76.

Nel 2016 Federico agli Europei di Funchal è salito cinque volte sul gradino più alto del podio vincendo l’oro nei 100 farfalla, nei 100 stile libero, nei 100 rana, nei 200 misti, nei 400 stile libero, l’argento nella staffetta 4×50 mista mista e il bronzo nella staffetta 4×100 mista. Sempre nel 2016 Federico ha partecipato alle Paralimpiadi di Rio dove si è laureato campione paralimpico nei 200m misti e tre volte vicecampione rispettivamente nei 100m farfalla, 100m rana e 400m stile libero.

Federico Morlacchi – Wikipedia

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Giornata delle persone con disabilità 2017. “Sosteniamo la piena inclusione. No a barriere sociali e architettoniche”

Articolo di Renato La Cara su IlFattoQuotidiano.it

Giornata delle persone con disabilità 2017. “Sosteniamo la piena inclusione. No a barriere sociali e architettoniche”

Dalla scuola alle barriere architettoniche e sociali: dal 1981 il 3 dicembre è diventato un giorno per promuovere la conoscenza della disabilità. Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico: “Anche lo sport è uno strumento per affermare il diritto alla felicità”

La Giornata internazionale delle persone con disabilità nasce per dare voce a chi voce, spesso, non ce l’ha. E quest’anno ha come tema La trasformazione verso una società sostenibile e resiliente per tutti. “Dal 1981 ogni 3 dicembre – spiega Fabio Pirastu, presidente di Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) e Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) Pavia – le organizzazioni dei disabili promuovono la conoscenza sui temi della disabilità, per sostenere la piena inclusione dei disabili sia fisici che psichici in ogni ambito della vita e per allontanare ogni forma di discriminazione e violenza”. Tanti i diritti calpestati, come quello il diritto allo studio. “Anche quest’anno la scuola italiana per gli oltre 240mila alunni disabili è cominciata con le carenze di organico e con il vuoto formativo degli insegnanti. Nonostante le ripetute richieste delle associazioni di fornire una formazione adeguata e obbligatoria agli insegnanti curriculari, da parte del Miur non c’è stato ascolto”, denuncia Antonio Nocchetti, presidente dell’associazione Tutti a scuola e blogger de ilfattoquotidiano.it. La situazione, soprattutto al centro-sud, è gravissima. Di fronte a un “bisogno crescente” e a “una situazione emergenziale”, ci sono almeno 400 docenti di sostegno specializzati e vincitori di concorso lasciati a casa.

“Lo sport come diritto alla felicità. Ma in Italia non è così’”– Grazie ai trionfi alle Paralimpiadi di Rio 2016 di campioni come Alex Zanardi, Federico Morlacchi e Bebe Vio, qualcosa si sta muovendo nella percezione dell’opinione pubblica sulle “reali capacità delle persone disabili di fare sport ad altissimi livelli. Lo sport è integrazione, socialità, benessere fisico e spirituale”, spiega Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico. “Per una persona con disabilità è qualcosa di più: è lo strumento per affermare il diritto alla felicità, alle pari opportunità, a una vita migliore. E’ un diritto fondamentale, non ancora pienamente riconosciuto in Italia”.

La mission del movimento paralimpico è proprio la massima diffusione dello sport per le persone con disabilità. “Ma c’è ancora molto da fare da questo punto di vista. Le grandi vittorie dei nostri campioni paralimpici hanno innescato un meccanismo virtuoso basato sull’imitazione e la partecipazione. Ma serve – aggiunge Pancalli – ancora maggiore informazione da parte dei media e programmi più mirati all’interno dei presidi sanitari e delle scuole dove va avviato uno specifico programma di formazione degli insegnanti. Troppo spesso l’unica opzione per le persone disabili nelle scuole è l’esonero dall’attività sportiva. Nonostante i tanti spazi di visibilità conquistati dai nostri straordinari atleti, le nostre città continuano ad essere inaccessibili. Qualche passo in avanti è stato fatto – sostiene il presidente del CIP -, come il finanziamento condiviso e sostenuto dal Ministro per lo Sport per l’acquisto di protesi sportive per persone con disabilità meno abbienti. Ma è ancora lunga la strada per cambiare la cultura del nostro Paese su questi temi”.

“Eliminare barriere sociali e fisiche” – I genitori delle persone con disabilità sono in prima linea nella lotta alle discriminazioni. Giovanni Barin è padre di una ragazza con sordità e vice-presidente dell’associazione Genitori Tosti che fa parte del CLEBA (Comitato lodigiano per l’abbattimento delle barriere architettoniche), ente che rappresenta organizzazioni e professionisti e che, da oltre dieci anni, è operativo nella battaglia per l’eliminazione delle barriere tra i cosiddetti normodotati e i disabili. “Oggi sono alla Gran Guardia di Verona per raccontare – dice Barin – l’esperienza che il CLEBA sta conducendo a Lodi per sensibilizzare sui temi della disabilità e delle barriere. Che sono culturali, sociali, comunicative, sensoriali e, infine, architettoniche”. Barin spiega che “l’attività che svolgiamo è rivolta soprattutto ai giovani, con un percorso di alternanza scuola-lavoro con la collaborazione dell’Istituto Tecnico per Geometri Bassi, a Lodi. Eravamo certi che offrire una prospettiva innovativanella quale noi, gli studenti e la scuola lavoriamo sullo stesso piano, avrebbe reso più coeso il gruppo, che sta lavorando con responsabilità e passione. A dimostrazione che, quando ben diretta, la scuola può trovare gli spunti per raccogliere qualsiasi sfida e vincerla, anche quella dell’inclusione. Vedere l’impegno e la sensibilità dei ragazzi ci dà una motivazione eccezionale”.

“Devono essere garantiti i progetti di vita indipendente” – “Dobbiamo poter scegliere quale tipo di vita intraprendere. Il percorso di molti ragazzi con disabilità – spiega Fabio Pirastu, ragazzo disabile e presidente dell’Uildm Pavia – spesso inciampa in una iper protezione da parte di genitori o sociale. L’articolo 19 della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ci ricorda però che la libertà di ognuno è un fattore intrinseco della persona”. Fabio ha trovato in un paese in provincia di Pavia la possibilità di sperimentare l’autonomia anche nelle piccole cose. “L’appoggio ai servizi è sempre stato richiesto il minimo possibile proprio per costruire un’indipendenza reale. Chiunque voglia affrontare un percorso di indipendenza, prima di tutto, si deve staccare dalla famiglia. Superato questo primo ostacolo c’è quello del lavoro“. Per Piratsu “resta quindi fondamentale un’educazione precoce alla vita indipendente che vada a formare i diretti interessati e le loro famiglie”.

 

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Verso le Paralimpiadi di Rio: l’Italia dell’atletica leggera

Articolo di Marco Berton

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Quali sono le regole dell’atletica leggera praticata da persone con disabilità, e cosa possiamo aspettarci dagli azzurri alle prossime paralimpiadi?

Mancano esattamente sessantaquattro giorni all’inizio dei 15° Giochi Paralimpici Estivi 2016, in programma (come ben sapete) a Rio de Janeiro dal 7 al 18 settembre; sessantaquattro giorni di trepidante attesa per federazioni, atleti, famiglie e appassionati. In attesa di conoscere i convocati della Nazionale Italiana iniziamo a scoprire, disciplina per disciplina, regole, segreti e campioni che prenderanno parte alla manifestazione sportiva più importante del mondo.

Partiamo dall’atletica, da sempre disciplina cardine dei Giochi, presente (insieme ad altri 8 sport) fin dalla prima Paralimpiade di Roma ’60. Le prime gare risalgono al 1952 con alcune corse in carrozzina organizzate in Regno Unito per i veterani della Seconda Guerra Mondiale. Dopo Roma ’60 la popolarità dell’atletica tra le persone con disabilità di tutto il mondo è cresciuta a dismisura, tanto da essere praticata in più di 120 paesi; il picco di partecipazione è stato raggiunto alle Paralimpiadi di Londra 2012 con la bellezza di 1100 atleti iscritti per un totale di 110 gare.

Come per i normodotati, l’atletica si suddivide in specialità di corsa (100, 200, 400, staffetta 4×100, staffetta 4×400, 800, 1500, 5000 metri piani e maratona), lancio (lancio del giavellotto, getto del peso, lancio del disco e lancio della clava al posto del lancio del martello) e salto (salto in lungo, salto in alto e salto triplo). Ogni singola specialità è suddivisa, a sua volta, per tipologia di disabilità in base alla classificazione funzionale stabilita dal Comitato Paralimpico Internazionale (IPC): nello specifico, viene individuato un codice alfanumerico con una lettera ad indicare la disciplina di riferimento (T per le gare su pista, F per le competizioni di lancio e P per le prove multiple come, ad esempio, pentathlon), e un numero a due cifre (da 11 a 57) ad indicare la tipologia di disabilità. Ricordiamo che, per ogni categoria, possono essere accorpate diverse disabilità che per profilo funzionale possono competere sportivamente tra loro (è possibile consultare la tabella completa qui).

Sotto il punto di vista tecnico, l’Italia potrà sicuramente affidarsi alla cosiddetta “vecchia guardia”, eccezionale a Londra 2012 e reduce dalle 13 medaglie vinte ai recenti Campionati Europei di Grosseto. Saranno dunque Martina Caironi, Assunta Legnante, Oxana Corso, Roberto La Barbera e Alvise De Vidi a provare a riconfermarsi tenendo vivi i sogni azzurri, in attesa di far maturare giovani promettenti come Riccardo Bagaini o veder sbocciare qualche fenomeno dai vivai. Particolarmente agguerrita la squadra femminile, capitanata dalla regina dei 100 metri Martina Caironi che, a soli  26 anni, è già stata capace di laurearsi Campionessa Italiana, Europea, Mondiale e Paralimpica con cinque record mondiali; a coronare una carriera ancor breve quanto fulminante è stata la nomina a portabandiera insieme alla superstar del nuoto Federica Pellegrini. Subito dietro troviamo la Campionessa Paralimpica di getto del peso Assunta Legnante e l’argentoOxana Corso, impegnata nei 100 e nei 200 metri. Merita un’attenzione particolare anche il nome nuovo dei lanci, possibile rivelazione a Rio: stiamo parlando di Oney Tapia, 38enne di origine cubana, Campione Europeo a Grosseto nel lancio del disco.

Chiudiamo con coloro che possono, a tutti gli effetti, essere considerati i veterani del gruppo: Roberto La Barbera (49 anni, argento paralimpico ad Atene 2004 e Campione Europeo 2005), dato in grande spolvero agli Europei di Grosseto, e Alvise De Vidi (50 anni, atleta più titolato dell’intero movimento paralimpico nazionale con 10 ori, 9 argenti 9 bronzi tra tutte le competizioni internazionali), entrambi a caccia di un’altra medaglia da mettere in bacheca nel salto in lungo e nei 400 metri.

Appuntamento alla prossima uscita dedicata al viaggio italiano verso le Paralimpiadi con un approfondimento dedicato alla scherma paralimpica.

Segui lo speciale Paralimpiadi Rio 2016 di disabili.com, dove troverai i risultati e il calendario delle gare ma anche le curiosità sulla mascotte Tom, la torcia paralimpica di Rio 2016 e tanto altro!

Articolo su Disabili.com

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Giochi paralimpici

I Giochi paralimpici sono l’equivalente dei Giochi olimpici per atleti con disabilità fisiche.

XV Giochi paralimpici estivi si svolgerà a Rio de Janeiro dal 7 al 18 settembre 2016.

In Italia sono tuttora chiamati anche Paraolimpiadi, che fu il termine usato ufficialmente fino al 2004. “Norme per la promozione della pratica dello sport da parte delle persone disabili” designa la Federazione Italiana Sport Disabili come Comitato italiano paraolimpico (CIP) e usa termini quali attività paraolimpica e Paraolimpiadi. Anche il successivo decreto di attuazione, pubblicato il 5 maggio 2004 sulla Gazzetta Ufficiale, mantiene la stessa terminologia. Con il decreto di approvazione dello statuto del CIP del 17 dicembre 2004 anche la normativa italiana recepisce la denominazione Comitato Italiano Paralimpico.

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