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Nasce IURA, agenzia per la difesa dei diritti delle persone con disabilità

UICI, con i suoi enti collegati, e FISH daranno vita, domani 21 novembre a Roma, a IURA, che si occuperà di tutela e difesa dei diritti delle persone con disabilità

Con la sottoscrizione dell’atto notarile, che avverrà presso la sede nazionale dell’UICI, l’Agenzia IURA si occuperà della tutela dei diritti delle persone con disabilità. Soci fondatori di questo nuovo organismo sono UICI e I.Ri.Fo.R., rappresentati dal presidente Mario Barbuto, la FISH rappresentata dal suo presidente Vincenzo Falabella, la Bic con il presidente Pietro Piscitelli, la Federazione delle Istituzioni pro Ciechi con il presidente Rodolfo Masto.

LE MATERIE DI ASSISTENZA PRIMA DELL’ACCORDO
IURA, che fino ad oggi è stata Agenzia per la tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità, nasce circa 2 anni fa in seno all’UICI, con lo scopo iniziale di dare un’assistenza giuridica sia alle strutture territoriali dell’Unione, sia ai singoli utenti, soci e non soci. Molte le tematiche affrontate:
–          istruzione, con i diritti degli insegnanti non vedenti e degli studenti con problemi visivi;
–          materia condominiale, diritto di accesso, cani-guida ed abbattimento delle barriere architettoniche;
–          obbligazioni e contratti, specialmente il valore della firma del non vedente;
–          nuova normativa sui livelli essenziali di assistenza, nomenclatore tariffario e ambito sanitario;
–          accessibilità, abbattimento delle barriere architettoniche sul luogo di lavoro; adeguamento della postazione di lavoro;
–          abbattimento delle barriere architettoniche in luoghi pubblici e privati;
–          accessibilità in musei e luoghi d’arte ed informazioni generali sulla normativa;
–          agevolazioni fiscali ed economiche, acquisto di veicoli;
–          trasporto pubblico nazionale e locale;
–          ingresso a musei, mostre ed aree archeologiche ecc.;
–          leggi e documenti inerenti i Cani-Guida, principalmente il diritto di accesso.

UN NUOVO STRUMENTO PER TUTTE LE DISABILITÀ E NORME CORRELATE
Fin da subito – dichiarano i promotori – si è voluto dare un respiro più ampio all’iniziativa tesa alla promozione e alla tutela dei diritti di tutte le persone con disabilità. Con il supporto dell’esperto Carlo Giacobini e del consorzio E-Net, è stato creato un sito web, (www.agenziaiura.it) al fine di offrire uno strumento di informazione e monitoraggio sulla produzione normativa italiana ed europea, di più rilevante interesse in materia di disabilità.

LE CONDIZIONI DI VITA DELLE PERSONE CON DISABILITÀ
Inoltre, è stato realizzato, ed è tutt’oggi in corso, il progetto “Report per storie di vita” che riguarda la raccolta e la pubblicazione di storie emblematiche che mettono in evidenza le condizioni di vita delle persone con disabilità e dei loro familiari. Con il progetto “Report condizioni di vita nelle città italiane”, in fase di elaborazione, si vogliono evidenziare le differenze territoriali nella qualità della vita dei disabili.

UNA RACCOLTA DI DATI E NUMERI DISPONIBILI
Nel sito si può verificare nel concreto lo stato di applicazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Tali progetti hanno lo scopo di realizzare una ricerca ed analisi di dati, comparandoli poi con indicatori e fonti disponibili e procedendo, con rigore metodologico, ad una stesura dei prodotti di ricerca, pubblicazione e diffusione dei risultati.

IL COMMENTO
Mario Girardi, a cui è stato assegnato il compito in questi due anni di coordinare le attività dell’agenzia, dichiara “Dopo due anni di intenso lavoro è giunto il momento però, di conferire all’Agenzia una forma giuridica autonoma, che le permetta di raggiungere con maggiore efficacia le proprie finalità. Vorrei sottolineare, infine, come la costituzione dell’Agenzia IURA vede il coinvolgimento non solo di realtà affiliate all’UICI, quali l’I.Ri.Fo.R., la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e la Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita”, ma anche della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. Tale partecipazione, congiunta e condivisa, vuole ancor più rafforzare l’obiettivo di ampliare al massimo l’ambito di intervento di questo organismo. Infatti, con questa nuova entità, tutte le istituzioni coinvolte, in particolare UICI e FISH, vogliono offrire un servizio di informazione, consulenza e tutela, mirato a promuovere e difendere più efficacemente i diritti delle persone con disabilità, oltre che a sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica su queste fondamentali tematiche”.

Per contattare l’agenzia IURA:

consultare il sito www.agenziaiura.it o inviare una mail a: agenziadiritti@uiciechi.it

 

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Vietato essere disabili: le avventure quotidiane di chi è costretto a muoversi in carrozzina

Articolo di Roberto Schifari

Se la disabilità da risorsa diventa un impaccio alla società si crea un pericoloso cortocircuito.

Avete mai provato a mettervi nei panni di un disabile? Non lo auguriamo a nessuno, eppure a volte servirebbe vestire i panni dell’altro per provare cosa significa ogni giorno trovarsi davanti alla miopia della politica, al menefreghismo dei cittadini e ad una sana strafottenza italica.

Abbiamo fatto un giro per Monreale, ma potrebbe essere qualunque altra città d’Italia, per vedere cosa deve affrontare ogni giorno un disabile per vedere riconosciuti i propri diritti. Di strada se n’è fatta tanta, ma tanta ancora se ne dovrà fare se ancora non è possibile accedere ad un palazzo comunale perché non c’è una pedana di accesso per le carrozzine. Stesso discorso vale per tanti altri uffici comunali sprovvisti di tutte quegli accessori necessari per l’abbattimento delle barriere architettoniche, oppure per la mancanza di bagni nelle strutture comunali.
La storia di oggi è quella del signor Antonino, una vita al lavoro in giro per l’Italia per l’Europa, poi la perdita di una gamba a causa di una serie di complicanze al cuore. La necessità di ripartire con una nuova vita a bordo di una piccola carrozzina elettrica. “Purtroppo non riesco ad andare da solo al Comune, all’acquedotto o al comando di polizia municipale – racconta al Giornale.it -, perché spesso mi trovo davanti ad una serie infinita di scale e scalini. Se invece, non ci sono barriere architettoniche magari mancano i servizi igienici adatti ai disabili e così sono costretto a tornare a casa. Noi non chiediamo nulla se non una maggiore attenzione da parte delle Istituzioni. Basterebbe poco, a partire dall’inaccessibilità di molti uffici comunali, oppure, in molti non comprendono che parcheggiare la propria auto davanti ad uno scivolo o ad un accesso riservato ai disabili non ci permette di muoverci liberamente. Un’auto sopra ad un marciapiede, oltre che essere un gesto incivile, ci costringe a restare tappati in casa”.

La storia di Antonino è simile a tante altre. Eppur qualcosa si muove, nonostante la miopia di molti. La polizia municipale di Palermo per esempio ha deciso di girare in città, insieme ad un gruppo di disabili, per sanzionare tutti gli automobilisti incivili. Un modo per capire le esigenze di chi ha una mobilità ridotta. A Santa Flavia, in provincia, è nata la prima spiaggia libera attrezzata senza barriere architettoniche. L’Ars ha destinato 200mila euro l’anno per il trasporto pubblico tramite taxi dei cittadini con disabilità motoria. Piccoli gesti che però si scontrano con alcuni paradossi in salsa sicula. A Belmonte Mezzagno per mesi hanno atteso un servizio bus per gli studenti disabili A Misilmeri i disabili proprio non li vogliono. Dato che le barriere architettoniche – come denuncia un cittadino – sono ovunque: dalle Poste all’ufficio comunale per i Servizi sociali, dal comando di polizia municipale all’Anagrafe, dallo stesso Municipio – inaccessibile per un disabile – all’ufficio locale dell’Asp. Il paese è lo stesso che lo scorso gennaio ha inaugurato il nuovissimo Palazzetto della Cultura. Una struttura moderna e destinata alla città, ma solo per una parte dei cittadini, perché nella nuova palazzina non ci sono accessi per i disabili.

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L’Europa deve fare di più per le donne con disabilità

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Pur rappresentando il 16 % della popolazione femminile totale in Europa, vale a dire 40 milioni di donne, la categoria delle donne e ragazze con disabilità è una delle più vulnerabili ed emarginate nella società europea

Essere donna ed essere disabile significa, per 40 milioni di donne nell’intera Europa, essere a rischio di discriminazione. Una discriminazione che è doppia, in quanto dovuta sia al genere che alla disabilità. In merito alla questione, si è fatto recentemente il punto sulle politiche che gli stati membri mettono in campo per evitare queste discriminazioni e la conseguente esclusione sociale delle donne europee con disabilità.

LA DOPPIA DISCRIMINAZIONE – L’11 luglio il Comitato economico e sociale europeo (CESE), l’organo che rappresenta la società civile organizzata dell’UE, ha infatti invitato le istituzioni europee e gli Stati membri a fare molto di più per proteggere le donne e le ragazze con disabilità, le quali nella società europea devono costantemente far fronte ad una discriminazione dalle molteplici forme.

POLITICHE DI TUTELA NON INTEGRATE – Nel parere sull’argomento, adottato nella sessione plenaria di luglio, il CESE osserva che l’UE e i suoi Stati membri non dispongono di un quadro giuridico solido atto a tutelare e garantire i diritti umani di tutte le donne e le ragazze con disabilità. Non solo: da un lato, le loro politiche di genere non tengono conto della questione della disabilità, e specularmente, dall’altro, essi non hanno integrato una prospettiva di genere nelle loro strategie in materia di disabilità, il che contravviene alla legislazione in vigore in questo campo.

DONNE DISABILI = PERSONE INVISIBILI – “Le donne con disabilità hanno bisogno di un sostegno ad hoc, eppure non viene loro riservata un’adeguata attenzione in nessuna delle strategie dell’UE, né nella strategia dedicata alle donne né in quella a favore delle persone con disabilità. È come se queste donne non esistessero, come se valessero meno del resto della popolazione”, ha puntato il dito la relatrice del testo Gunta Anča dinanzi all’Assemblea plenaria.

COME INTERVENIRE – Nel parere il Comitato esorta inoltre l’UE e i suoi Stati membri ad attuare la Convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità e in particolare l’articolo 6, che è relativo alle donne con disabilità.
Invita anche ad utilizzare i fondi dell’UE per aiutare gli Stati membri a promuovere l’accessibilità e la non discriminazione nei confronti delle donne e delle ragazze con disabilità.
Il CESE insiste sull’importanza che l’UE e gli Stati membri aderiscano alla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica: rispetto alle altre donne, infatti, le donne con disabilità sono da 3 a 5 volte più esposte al rischio di diventare vittime di violenza.
Chiede un migliore accesso all’assistenza sanitaria per queste donne, tanto a servizi specificamente concepiti per le persone con disabilità quanto a servizi di assistenza sanitaria di carattere più generale. Poiché le strutture e le attrezzature per l’assistenza sanitaria, comprese le apparecchiature per la mammografia e i lettini per gli esami ginecologici, presentano spesso problemi di accessibilità fisica per le donne con disabilità, queste finiscono per essere escluse da misure di medicina preventiva, ad esempio dagli screening dei tumori al seno.
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Disabilità e diritti. I punti su cui l’ONU controllerà l’Italia

onu-comitato-famiglie-disabiliIl Comitato Onu per i Diritti delle Persone con Disabilità raccoglie ed ufficializza la denuncia del coordinamento nazionale famiglie disabili italiano

Il Comitato ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità ha recentemente formalizzato l’impiego del rapporto ombra (Alternative Report) elaborato dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, pubblicandolo tra i documenti ufficiali dell’ONU, chiamata a monitorare l’Italia sull’applicazione della Convenzione stessa proprio nel corso del 2016.

Durante la 16° Sessione svoltasi a Ginevra il 24 e 25 Agosto 2016 era infatti apparso immediatamente evidente che le criticità denunciate dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili erano entrate prepotentemente nell’agenda del Comitato ONU.

Tra queste fondamentale è apparsa la parificazione dei Caregiver Familiari(coloro che si curano in ambito domestico di congiunti non autosufficienti) ai familiari con disabilità che essi assistono (definiti nelle osservazioni conclusive del Comitato ONU testualmente «peers»), soprattutto riguardo le donne alle quali viene negato l’impiego nel mercato del lavoro proprio in relazione al loro lavoro di cura 24 ore su 24. Pertanto al caregiver familiare devono essere riconosciute le stesse tutele relative ai diritti delle persone con disabilità in quanto condizioni del tutto equiparabili.

Altri problemi di grande rilevanza, segnalati dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, sono stati fatti propri dal Comitato ONU. Tra questi la necessità di rivolgere le risorse interne dell’Italia, attualmente destinate all’istituzionalizzazione, verso l’inclusione, la conservazione e la vita indipendente della persona con disabilità nel proprio tessuto sociale, Ma anche le condizioni di estrema povertà ed impoverimento delle famiglie a causa di continue misure di austerità del Governo Italiano, dirette soprattutto alle famiglie con disabilità, e culminate nella vicenda del nuovo e vessante ISEE, opportunamente in parte cancellato dai Tribunali italiani a fronte del ricorso promosso proprio dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili.

Altre criticità segnalate, e sposate pienamente dal Comitato ONU, sono apparse la necessità di incoraggiare e sostenere l’istruzione delle persone con disabilità cognitiva in modo da «garantire la parità di accesso a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale» e l’urgenza di uniformare i sostegni rivolti alle persone con disabilità in tutte le regioni italiane.

Estremamente illuminante, infine, che il Comitato ONU abbia iniziato e concluso il suo “Rapporto sulle principali aree di preoccupazione e raccomandazioni”, raccogliendo un’esplicita denuncia del Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, sull’assenza in Italia di un organismo di controllo imparziale e realmente rappresentativo delle persone con disabilità. Il Comitato ONU, inoltre, si è detto «preoccupato per il fatto che l’Osservatorio Nazionale della condizione delle Persone con Disabilità neghi illegittimamente l’accesso dei Caregiver Familiari negli organismi rappresentativi e la loro partecipazione ai processi decisionali.»

Approfondimenti:

Le criticità segnalate dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili e raccolte dal Comitato ONU

Articolo su Disabili.com