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Ladri di Carrozzelle

LA STORIA
Estate 1989 in vacanza in un villaggio turistico alcuni ragazzi scoprono la comune passione per la musica e tornati a Roma decidono di dare vita ad un gruppo musicale. La formazione iniziale presenta alcune particolarità: quasi tutti i fondatori sono persone con disabilità ma questo non impedisce ai musicisti di provare ad inseguire un sogno: diventare una rock band.
Nel corso degli anni la formazione cambia a causa dell’aggravarsi della patologia dei fondatori e si arricchisce di nuovi “ladri”e al momento esistono diverse formazioni che scendono in campo a seconda dell’impegno richiesto ( scuole, teatri, piazze).

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I “ladri” sono l’espressione di un vasto piano la cui attività principale è quella concertistica, ma si estende e sconfina in attività collaterali, rientranti in un unico, ambizioso progetto: la diffusione di un immagine nuova e insolita delle diverse abilità, attraverso la musica. Le parole chiave che guidano da sempre i ladri di carrozzelle sono LEGGEREZZA, OTTIMISMO e BUONUMORE condite da tanto IMPEGNO e AUTOIRONIA.

 

Ladri di carrozzelle

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Laura Coccia

Nata a Roma il 6 aprile 1986 da Francesco e Lucilla Paola Clarizio. A causa di un’infezione contratta dopo la nascita è affetta da tetraparesi spastica.

Alle medie comincia a praticare l’atletica leggera sotto la guida del suo professore di educazione fisica. Nel 1998 partecipa per la prima volta ai Giochi Sportivi Studenteschi, insieme alle ragazze normodotate e dall’anno successivo compete in una gara solo per disabili, che viene introdotta nel calendario dei GSS. Correndo, impara a controllare meglio il suo corpo e la sua spasticità, migliorando sensibilmente. Il suo allenatore aveva scelto per lei i 400 metri.

Continua a partecipare alle competizioni studentesche fino al 2004.

Nel giugno 2003 partecipa, ai Campionati Italiani Assoluti della FISD nei 100 metri, vincendo il suo primo titolo italiano. Dall’anno successivo partecipa nelle gare dei 100, 200 e 400 metri.

Nel 2005 è convocata in Nazionale per partecipare ai Campionati Europei, dove si classifica al 5º posto. Nel luglio 2010 discute la Tesi di Laurea Specialistica in Storia e nel settembre dello stesso anno vince il concorso per il Dottorato di Ricerca all’Università Sapienza di Roma, con un progetto che prevede lo studio della propaganda sull’avanzata dell’Armata Rossa su Berlino tra il 1944 e il 1945.

Alle elezioni politiche del 2013 viene eletta deputata della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XX Campania 2 per il Partito Democratico.

Il 10 febbraio 2014 presenta la proposta di legge per introdurre i laureati in scienze motorie nella scuola primaria e alla proposta lega la campagna #CRESCOATTIVO il cui scopo primario è quello di informare sull’importanza di una corretta attività motoria.

Nel novembre 2014 presenta la proposta di legge per la parità di genere nello sport professionistico a cui aderisce l’Associazione Italiana Calciatori e la Lega Nazionale Dilettanti, legata alla campagna #CISONOANCHEIO.

Il 24 giugno del 2015 riceve la delega come responsabile del settore Calcio per il Partito Democratico dal Vice Segretario Guerini.

Il 3 dicembre 2015 presso l’Universitá Sapienza di Roma consegue il Dottorato di Ricerca (PhD).

Membro onorario della Societa italiana di Storia dello Sport.

Sempre in prima linea per il diritto allo studio per le persone con disabilità, ha portato nell’aula della Camera dei Deputati la voce di studenti e genitori che chiedevano il rispetto delle loro tutele.

 

Laura Coccia – Wikipedia

“Diversamente incinta”: la gravidanza raccontata da Laura Coccia

Libro Laura non cammina corre

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Ricordare sterminio persone con disabilità

Oltre 70mila persone con disabilità persero la vita

Io, Piero Cancemi, sono un disabile fisico. Io potevo essere ucciso perché colpevole di non essere in grado di camminare.

Io faccio parte di una generazione fortunata, ma purtroppo le guerre continuano a esistere, ma in maniera deviata e subdola.

In questa generazione le guerre vengono create anche dai media e il razzismo dalle persone che credono di essere dittatori davanti un monitor, con una penna, con una tastiera usb o con una bomboletta spray.

NON DIMENTICHIAMO, INFORMIAMOCI, LEGGIAMO I LIBRI DI STORIA

 

Nel Mein Kampf Adolf Hitler formula il piano di eugenetica per l’eliminazione di circa 300 mila persone con disabilità. I primi furono i bambini attraverso l’operazione Aktion T4, che prendeva il nome dalla Tiergartenstrasse 4 di Berlino dove aveva sede l’ente pubblico nazista per la salute e l’assistenza sociale. Le prime camere a gas furono installate negli istituti psichiatrici del Terzo Reich già nel 1933 per entrare poi in funzione sette anni più tardi.
Sotto il regime persero la vita persone con disabilità intellettiva, malati psichici, disabili fisici, persone con malattie genetiche. Furono oltre 70 mila a perdere la vita 1939 ed il 1941. 5 mila di questi erano bambini. Altri 250 mila morirono negli anni successivi. In loro memoria anche la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap vuole ricordare chi ha perso la vita per quel crimine contro l’umanità frutto del pensiero nazionalsocialista.”   Articolo su Dal Sociale 24

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Google Maps, percorsi per sedie a rotelle per combattere le barriere architettoniche

Articolo di Tom’s Hardware per il Fatto

In un articolo pubblicato nelle scorse ore sul blog ufficiale l’ingegnere software di Google, Sasha Blair-Goldensohn, racconta il suo lavoro per combattere le barriere architettoniche tramite l’integrazione in Google Maps delle indicazioni di percorsi adatti alle sedie a rotelle.

“Quando visiti una città e non vedi nessuno utilizzare una sedia a rotelle, non significa che quelle persone non ci siano. Significa che la città non è stata costruita in modo tale da consentirgli di far parte delle cose”. Si apre così, con una constatazione lucida ma amara dello stato di fatto il bell’articolo pubblicato nelle scorse ore sul blog ufficiale di Google e firmato da ‎ Sasha Blair-Goldensohn, ingegnere software di Google e uno dei 65 milioni di persone nel mondo che utilizzano una sedia a rotelle. Il lungo post racconta infatti la sua esperienza di persona con disabilità in una città piena di barriere architettoniche come New York e il suo impegno come ingegnere software di Google Maps per integrare le indicazioni di percorsi adatti alle sedie a rotelle, anche grazie al lavoro delle local guides.

Quest’ultimo termine indica quegli utenti che, attraverso le proprie recensioni e pareri su Google Maps, contribuiscono quotidianamente a fornire indicazioni preziose sui luoghi che conoscono e frequentano, ad esempio proprio rispondendo alle domande sulla presenza di accessi per sedie a rotelle. Questo enorme lavoro di “crowdfunding” delle informazioni, svolto quotidianamente da oltre 120 milioni di utenti nel mondo, ha consentito a persone come Sasha Blair-Goldensohn di integrare sin dallo scorso anno una nuova funzione che consente a questo tipo di utenti di scovare i percorsi adatti in oltre 50 milioni di posti del mondo.

Per chi ancora non conoscesse questa opzione di Google Maps, il funzionamento è semplicissimo ed è disponibile anche in Italia. Per usufruirne sarà sufficiente avviare l’app di Google Maps, scegliere una destinazione e selezionare la modalità mezzi pubblici. Ottenute le indicazioni, nella schermata in alto a destra basterà cliccare su Opzioni e, nella sezione percorsi, selezionare la voce Accessibile in sedia a rotelle.

“‎Le persone in sedia a rotelle che non vedi nella tua città? Sono state escluse, e potrebbero non essere in grado di far parte della società perché il loro ambiente non è accessibile”, ha spiegato Blair-Goldensohn durante l’International Days of Person With Disabilities, dove ha illustrato gli avanzamenti del progetto. “Questa non è una perdita solo per loro. È una perdita per tutti, compresi amici, colleghi e persone care di persone con disabilità. Sono grato a coloro che sono consapevoli dei problemi affrontati da persone come me per garantire che le nostre soluzioni aiutino veramente la comunità più grande”.‎

 

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‘Camp dei Sogni’ per dare futuro di sport ai bimbi disabili

Nazionale artisti di Ski Team apre selezioni per evento Pinzolo

ROMA, 16 DIC – Dare un futuro a bambini e giovani con disabilità fisiche, dove poter formare il loro talento e dargli l’opportunità di entrare nel mondo degli sport invernali paralimpici. E’ l’obiettivo del ‘Camp dei Sogni’, che si terrà a Pinzolo (Trento) dal 19 al 24 gennaio prossimi, le cui selezioni sono state aperte dalla Nazionale Artisti Ski Team (NAST). Al Camp possono partecipare bambini dai 7 ai 10 anni con disabilità fisico-motorie e sensoriali; la partecipazione è gratuita anche per l’accompagnatore (genitore o tutore) e prevede vitto e alloggio in hotel, skipass ed attrezzatura tecnico sportiva adeguata, laboratori e attività sportive.
La formazione sportiva, che sarà seguita da maestri, istruttori e allenatori abilitati a questo particolare insegnamento e con ausili dedicati a disposizione, si svolgerà al mattino, mentre il pomeriggio sarà dedicato ad un corso di body percussion e teatro comico, come integrazione allo sport per migliorare l’approccio alla vita artistica e sociale.
La Nazionale Artisti Ski Team nasce da un’idea di Luca Jurman, cantante, produttore e vocal coach da sempre appassionato di sci, allo scopo di aiutare bambini e giovani con disabilità; l’incontro con il maestro e allenatore di sci Alberto Laurora, con cui condivide gli intenti e la passione per lo sci, lo portano a trasformare la sua idea in realtà: “i bambini fisicamente disabili, così come le loro famiglie – spiega Jurman – spesso perdono la speranza che possano avere qualche sbocco nella vita, così ho deciso di fare qualcosa di diverso e di utile insieme alle persone che mi hanno appoggiato.
Ho fondato la NAST per contribuire a creare un futuro professionale nello sport agonistico”.
Jurman punta così all’inserimento dei giovani nella Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici (FISIP) con cui la NAST è gemellata e dalla quale è patrocinata.
“L’Arte e lo Sport – conclude – hanno il potere di migliorare la qualità della vita, sia fisicamente sia psicologicamente, ed è per questo che NAST e FISIP hanno deciso di collaborare in questo grande progetto”.

 

Articolo su ANSA.it

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Iscrizioni all’anno scolastico 2020/2021: cosa è previsto per gli alunni con disabilità, DSA e stranieri?

Articolo di Tina Naccarato

In attesa dell’entrata in vigore delle nuove procedure, le iscrizioni online degli alunni con disabilità saranno perfezionate con la presentazione alla scuola della certificazione di disabilità comprensiva della diagnosi funzionale

Il 7 novembre il MIUR ha pubblicato la circolare dedicata alle iscrizioni all’anno scolastico 2020/21. La circolare non contiene sostanziali modifiche rispetto allo scorso anno.

Per tutte le classi iniziali della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado la modalità di iscrizione consentita è esclusivamente online. I genitori potranno avviare la fase di registrazione, per accreditarsi tramite le credenziali, sul sito web www.iscrizioni.istruzione.it dalle ore 9.00 del 27 dicembre 2019. Le informazioni principali delle scuole sono consultabili sul portale Scuola in Chiaro anche tramite una app scaricabile con i dispositivi mobili.

Sono escluse dal sistema online le sezioni della scuola dell’infanzia, tutte le scuole della Valle d’Aosta e delle province di Trento e Bolzano, le classi terze dei licei artistici e degli istituti tecnici, l’istruzione degli adulti. L’iscrizione alle sezioni di scuola dell’infanzia è effettuata con domanda da presentare all’istituzione scolastica attraverso la compilazione della scheda A allegata alla circolare.

ALUNNI CON DISABILITA’ – In attesa dell’entrata in vigore delle nuove procedure di accertamento della disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica e della predisposizione del Profilo di Funzionamento previsto dal D. Lgs n. 96/19la circolare prevede che le iscrizioni di alunni con disabilità effettuate online possano essere perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta della certificazione di disabilità comprensiva della diagnosi funzionale. Sulla base di tale documentazione, la scuola procede alla richiesta di personale docente di sostegno e di eventuali assistenti educativi, nonché alla successiva stesura del piano educativo individualizzato. L’alunno con disabilità che consegua il diploma conclusivo del primo ciclo di istruzione ha titolo, ai sensi del D. Lgs. 62/17qualora non abbia compiuto il diciottesimo anno di età prima dell’inizio dell’anno scolastico 2019/2020, alla iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado o ai percorsi di istruzione e formazione professionale, con le misure di integrazione previste dalla legge n.104/92. Solo per gli alunni che non si presentano agli esami è previsto il rilascio di un attestato di credito formativo, che è titolo per l’iscrizione e la frequenza della scuola secondaria di secondo grado o dei corsi di istruzione e formazione professionale regionale ai soli fini dell’acquisizione di ulteriori crediti formativi. Gli alunni con disabilità ultradiciottenni, non in possesso del diploma conclusivo del primo ciclo, ovvero in possesso del suddetto diploma ma non frequentanti l’istruzione secondaria di secondo grado, hanno diritto a frequentare i percorsi di istruzione per gli adulti con i diritti previsti dalla legge n. 104/92, come previsto dalla sentenza della C. C. n. 226/01.

ALUNNI CON DSA – Le iscrizioni di alunni/studenti con diagnosi di disturbo specifico di apprendimento (DSA), effettuate nella modalità on fine, sono perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta della relativa diagnosi, rilasciata ai sensi della L. n. 170/10 e secondo quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 sul rilascio delle certificazioni. Gli alunni con diagnosi di DSA esonerati dall’insegnamento della lingua straniera o dispensati dalle prove scritte di lingua straniera, in base a quanto previsto dal D. Lgs. 62/17, conseguono titolo valido per l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado.

ALUNNI STRANIERI – Agli alunni con cittadinanza non italiana si applicano le medesime procedure di iscrizione previste per gli alunni con cittadinanza italiana, ai sensi dell D.P.R. 394/99. Si fa rinvio alla CM n. 2/10, cui si precisa che è necessario programmare il flusso delle iscrizioni con azioni concertate e attivate territorialmente con l’Ente locale e la Prefettura e gestite in modo strategico dagli Uffici Scolastici Regionali, fissando, di norma, dei limiti massimi di presenza nelle singole classi di alunni con cittadinanza non italiana con ridotta conoscenza della lingua italiana. Ai sensi D. Lgs n. 251/07i minori titolari dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, hanno accesso agli studi di ogni ordine e grado secondo le modalità previste per i cittadini italiani. Anche per gli alunni con cittadinanza non italiana sprovvisti di codice fiscale è consentito effettuare la domanda di iscrizione on fine. Una funzione di sistema, infatti, consente la creazione di un codice provvisorio che, appena possibile, l’istituzione scolastica sostituisce sul portale SIDI con il codice fiscale definitivo.

APPROFONDIMENTI
Iscrizioni a.s. 2020/2021

 

Articolo su Disabili.com

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U-Area for all: più accessibilità per la zona universitaria

U-Lab, il Laboratorio di pratiche partecipative del Progetto ROCK (Regeneration and Optimization of Cultural heritage in Knowledge and creative cities) finanziato dal programma per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020 della Unione Europea, riparte con U-Area for all: un percorso per ideare e sperimentare un servizio di visite guidate inclusive nella Zona Universitaria. L’obiettivo è creare un servizio che consenta, a chi la vuole scoprire o già la frequenta tutti i giorni, di vivere in modo più accessibile la ricchezza che i suoi musei, i suoi poli culturali e l’Università possono offrire.

Saranno quindi ideati dei percorsi rivolti a visitatori, cittadini, studenti e alle persone con disabilità o esigenze specifiche per scoprire e vivere a pieno la zona universitaria: non si tratta solamente di creare più accessibilità a persone con disabilità, ma di una sfida più ambiziosa che mira a progettare nuove modalità innovative e inclusive per scoprire, attraverso l’uso di tutti i sensi, la zona universitaria, una delle aree più ricche di storia e patrimonio culturale del nostro paese e del mondo.

La Fondazione per l’Innovazione Urbana ha lanciato a tal fine:

– un bando per selezionare i soggetti che collaboreranno con il gruppo di lavoro del progetto Rock nella progettazione del servizio. Il bando era aperto a singoli, associazioni e soggetti riuniti in formazioni sociali, anche di natura imprenditoriale, particolarmente attivi sui temi dell’accessibilità e inclusione. Il bando è stato aperto fino al 22 marzo 2019 alle ore 12.00.

> Leggi il bando (1.59MB)
> Modulo da compilare per candidarsi

 un percorso di co-progettazione che ha coinvolto le Istituzioni e i vari attori dell’area, insieme a studenti, residenti, persone con disabilità. Il percorso si è svolto tra marzo e novembre 2019 attraverso un evento di mappatura dei percorsi dell’area in collaborazione con la Eindhoven University of Technology, una serie di incontri aperti, una fase di prototipazione e una giornata di studio e approfondimento.
Durante tutti gli eventi è stato disponibile un servizio di traduzione simultanea in LIS. 

Questo il calendario degli incontri:

  • 2 aprile 2019 ore 17.30-19.30 presso la Sala Verde della Fondazione per l’Innovazione Urbana (piazza Maggiore 6)
    Allineamento e analisi dei bisogni
    Per iscriversi

  • 10 aprile 2019 ore 17.30-19.30 presso gli spazi del Teatro Comunale di Bologna, con accesso dall’Ingresso Artisti di Largo Respighi, 1
    Confronto tra esperienze e ideazione del servizio
    Per iscriversi

  • 12 aprile 2019: evento pubblico di mappatura dell’area, in collaborazione con TU/e, l’Università per le tecnologie di Eindhoven
    Maggiori informazioni
  • 11 ottobre 2019: giornata di formazione rivolta alle guide turistiche di Confguide Bologna, tenuta dai soggetti selezionati tramite il bando.
  • 15 novembre 2019: validazione e percorso di sperimentazione, valutazione della sperimentazione e progettazione del servizio permanente, in collaborazione con Bologna Welcome.

L’esito del percorso di co-progettazione è costituito da linee guida che il gruppo di lavoro del progetto Rock seguirà nella realizzazione del servizio.
Al termine del percorso, sarà Bologna Welcome a promuovere il servizio attraverso i suoi canali di comunicazione, arricchendo così l’offerta per i turisti in arrivo a Bologna.

U-Lab è un percorso trasversale alle diverse progettualità in campo nella Zona Universitaria, per accompagnare la rigenerazione dell’area, sviluppare nuove idee per la valorizzazione, l’uso non convenzionale e la creazione di servizi e promuovere alcune azioni sperimentali per i diversi spazi del distretto. U-Lab è promosso da Comune di Bologna e Università di Bologna, in collaborazione con Fondazione Rusconi e Teatro Comunale ed è coordinato dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana nell’ambito del Progetto ROCK (Regeneration and Optimization of Cultural heritage in Knowledge and creative cities).

 

Articolo su Fondazione Innovazione Urbana

Un laboratorio aperto per studiare, comunicare e co-produrre le trasformazioni urbane di Bologna

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Nasce IURA, agenzia per la difesa dei diritti delle persone con disabilità

UICI, con i suoi enti collegati, e FISH daranno vita, domani 21 novembre a Roma, a IURA, che si occuperà di tutela e difesa dei diritti delle persone con disabilità

Con la sottoscrizione dell’atto notarile, che avverrà presso la sede nazionale dell’UICI, l’Agenzia IURA si occuperà della tutela dei diritti delle persone con disabilità. Soci fondatori di questo nuovo organismo sono UICI e I.Ri.Fo.R., rappresentati dal presidente Mario Barbuto, la FISH rappresentata dal suo presidente Vincenzo Falabella, la Bic con il presidente Pietro Piscitelli, la Federazione delle Istituzioni pro Ciechi con il presidente Rodolfo Masto.

LE MATERIE DI ASSISTENZA PRIMA DELL’ACCORDO
IURA, che fino ad oggi è stata Agenzia per la tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità, nasce circa 2 anni fa in seno all’UICI, con lo scopo iniziale di dare un’assistenza giuridica sia alle strutture territoriali dell’Unione, sia ai singoli utenti, soci e non soci. Molte le tematiche affrontate:
–          istruzione, con i diritti degli insegnanti non vedenti e degli studenti con problemi visivi;
–          materia condominiale, diritto di accesso, cani-guida ed abbattimento delle barriere architettoniche;
–          obbligazioni e contratti, specialmente il valore della firma del non vedente;
–          nuova normativa sui livelli essenziali di assistenza, nomenclatore tariffario e ambito sanitario;
–          accessibilità, abbattimento delle barriere architettoniche sul luogo di lavoro; adeguamento della postazione di lavoro;
–          abbattimento delle barriere architettoniche in luoghi pubblici e privati;
–          accessibilità in musei e luoghi d’arte ed informazioni generali sulla normativa;
–          agevolazioni fiscali ed economiche, acquisto di veicoli;
–          trasporto pubblico nazionale e locale;
–          ingresso a musei, mostre ed aree archeologiche ecc.;
–          leggi e documenti inerenti i Cani-Guida, principalmente il diritto di accesso.

UN NUOVO STRUMENTO PER TUTTE LE DISABILITÀ E NORME CORRELATE
Fin da subito – dichiarano i promotori – si è voluto dare un respiro più ampio all’iniziativa tesa alla promozione e alla tutela dei diritti di tutte le persone con disabilità. Con il supporto dell’esperto Carlo Giacobini e del consorzio E-Net, è stato creato un sito web, (www.agenziaiura.it) al fine di offrire uno strumento di informazione e monitoraggio sulla produzione normativa italiana ed europea, di più rilevante interesse in materia di disabilità.

LE CONDIZIONI DI VITA DELLE PERSONE CON DISABILITÀ
Inoltre, è stato realizzato, ed è tutt’oggi in corso, il progetto “Report per storie di vita” che riguarda la raccolta e la pubblicazione di storie emblematiche che mettono in evidenza le condizioni di vita delle persone con disabilità e dei loro familiari. Con il progetto “Report condizioni di vita nelle città italiane”, in fase di elaborazione, si vogliono evidenziare le differenze territoriali nella qualità della vita dei disabili.

UNA RACCOLTA DI DATI E NUMERI DISPONIBILI
Nel sito si può verificare nel concreto lo stato di applicazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Tali progetti hanno lo scopo di realizzare una ricerca ed analisi di dati, comparandoli poi con indicatori e fonti disponibili e procedendo, con rigore metodologico, ad una stesura dei prodotti di ricerca, pubblicazione e diffusione dei risultati.

IL COMMENTO
Mario Girardi, a cui è stato assegnato il compito in questi due anni di coordinare le attività dell’agenzia, dichiara “Dopo due anni di intenso lavoro è giunto il momento però, di conferire all’Agenzia una forma giuridica autonoma, che le permetta di raggiungere con maggiore efficacia le proprie finalità. Vorrei sottolineare, infine, come la costituzione dell’Agenzia IURA vede il coinvolgimento non solo di realtà affiliate all’UICI, quali l’I.Ri.Fo.R., la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e la Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita”, ma anche della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. Tale partecipazione, congiunta e condivisa, vuole ancor più rafforzare l’obiettivo di ampliare al massimo l’ambito di intervento di questo organismo. Infatti, con questa nuova entità, tutte le istituzioni coinvolte, in particolare UICI e FISH, vogliono offrire un servizio di informazione, consulenza e tutela, mirato a promuovere e difendere più efficacemente i diritti delle persone con disabilità, oltre che a sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica su queste fondamentali tematiche”.

Per contattare l’agenzia IURA:

consultare il sito www.agenziaiura.it o inviare una mail a: agenziadiritti@uiciechi.it

 

Articolo su Disabili.com

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Roma, al via a settembre la prima cattedra universitaria per formare “manager della disabilità”

A presiederla è la professoressa Ileana Argentin che in Parlamento ha lavorato affinché fossero approvate nuove norme sul Terzo Settore. L’Università Niccolò Cusano è il primo ateneo ad attivare un ciclo di lezioni focalizzato sulle norme circa l’integrazione a scuola e nel lavoro, mobilità e barriere architettoniche

ROMA – Per la prima volta in Italia un ateneo attiverà una cattedra dedicata alla giurisprudenza sul Terzo Settore. A proporla è l’università Niccolò Cusano che, grazie all’esperienza e alla professionalità di Ileana Argentin, presenta agli studenti il ciclo di incontri in “Normativa sulle disabilità”, le cui lezioni inizieranno a settembre 2019.

A seguire la nuova materia potranno essere tutti gli iscritti a Giurisprudenza, Scienze politiche ed Economia e commercio. Con un passato alla Camera dei Deputati e una doppia laurea in legge e Scienze politiche, la nuova professoressa dell’Unicusano è la figura  adatta a tenere lezioni sul tema. Nella veste di deputato infatti, Ileana Argentin si è seduta a quei tavoli dove sono nate le norme sulla disabilità.

Non solo barriere. La formazione prevede nove moduli in cui si approfondiranno il senso delle leggi vigenti e la necessità, in quanto società civile, che esse trovino piena applicazione. “Abbiamo una serie di norme importanti come quella sull’integrazione a scuola e nel lavoro, sulla mobilità e sulle barriere architettoniche – sottolinea Argentin –  La persona, però, non viene considerata in tutti i suoi aspetti: dalla sessualità alla gestione del tempo libero, dal godimento del verde al poter essere consumatori come gli altri”.
A livello legislativo, nonostante i passi in avanti, c’è ancora molto da fare perché, attualmente, non sono previste quasi mai sanzioni per chi viola o non applica le regole, rendendo inutile la normativa. Una mancanza che però in futuro necessiterà di essere colmata. Per questo l’università ha deciso di giocare anticipare una necessità futura del mercato: formare dei manager della disabilità in grado di operare a più livelli e in situazioni diverse. “Per la prima volta viene proposto agli studenti una formazione di questo tipo – continua Argentin – credere che i giovani, attraverso lo studio, possano cambiare l’approccio al sociale e abbattere le barriere culturali è davvero importante”.

 

Articolo su Repubblica.it

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Quando danza vuol dire integrazione diventa “danceability”

Improvvisazione, relazione, contatto, coreografie e musica per un’arte adatta a tutti. Perché si può ballare e saltare anche solo con un dito. Da Nord a Sud, ecco le principali esperienze italiane di un metodo che viene da lontano

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ROMA – Non si tratta di curare né di voler mettere a confronto l’uno con l’altro, ma di accettare ognuno così com’è. Sta qui la radice di un’idea che, grazie a tanta determinazione e a una rete continuamente in espansione, ha portato la danceability di Alito Alessi in tutto il mondo, con un marchio registrato e circa 500 insegnanti certificati in oltre 40 Paesi. Ne racconta Elisabetta Proietti sulle pagine di SuperAbile Inailrivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Portare tutti a danzare. Danzatore e coreografo statunitense, dagli anni Ottanta Alessi si pone la questione: portare a danzare tutti; far sperimentare a tutti, nessuno escluso, la bellezza dell’arte coreutica, per troppo tempo chiusa nello scrigno di una magia avverabile per pochi eletti, dai corpi perfetti e dalle movenze già scritte. Alessi rovescia il punto di vista: tutta l’umanità, anche quella che non risponde ai canoni precostituiti della perfezione fisica o mentale, può danzare, può instaurare una relazione, respirare, variare lentezza e velocità, sperimentare anche con una sola parte del corpo ogni emozione possibile. Per esempio, chi l’ha detto che non si può saltare con un dito, cogliendo e sentendo tutto il significato del “saltare”? Fondamentale è, dice Alessi, “partire dalla persona: da come essa è dipende la danza che ne scaturirà. Il metodo cambia a seconda di chi si incontra”.

E il metodo potenzia lo sviluppo delle proprie possibilità espressive e creative senza mai isolare nessuno. Possono partecipare persone cieche, sorde, sulle sedie a ruote, con problemi cardiaci o motori, persone che apparentemente non rispondono al mondo esterno, amanti del mondo dello spettacolo o danzatori professionisti. Ognuno può lavorare in modo collaborativo e si può esprimere con quello che trae e che apporta al gruppo. La danceability, che lo stesso suo fondatore definisce “studio dell’improvvisazione del movimento”, anche in Italia conta insegnanti certificati e viene praticata in diverse città e contesti, messa in pratica da singoli docenti o team, associazioni, compagnie.

La forza sta nell’inclusione. Eleni Tsili è danzatrice, educatrice di movimento artistico e insegnante certificata di danceability, lavora tra Roma, Grecia e Germania: “La forza di questo lavoro sta nell’inclusione. La cosa più importante è trovare modi di comunicazione, capire che le cose invisibili che ci limitano sono molte di più delle disabilità evidenti”. E non ci sono differenze, quando si tratta di superare i propri limiti, tra persone disabili e non: “Ci mettono in difficoltà i nostri limiti personali, che scopriamo e non sapevamo di avere”. Danzando, il movimento fa aprire verso gli altri e quello che si sperimenta, in sostanza, è la gioia: “Avere uno spazio in cui relazionarsi con gli altri attraverso il movimento è gioia enorme”.

Chi può partecipare ai corsi di danceability? “Tutti a partire dai 15 anni in su”, risponde Eleni Tsili. Si formano gruppi integrati di sette-dodici persone e percorsi che vanno dai tre mesi a un anno. “Lavoriamo con un gruppo satellite, anch’esso costituito da persone con disabilità e non, che collaborano al progetto”. Aggiunge Tsili: “Il mio compito è di agevolare una possibilità. È un progetto artistico fatto di improvvisazione, esplorazione. Poi man mano insieme si costruiscono sequenze, piccole coreografie”. E, grazie a specifiche modalità e con la collaborazione dell’altro, anche chi ha problemi mentali o di memoria può ricordare le coreografie. Ancora nella capitale l’associazione culturale Fuori Contesto insegna e promuove teatro e danceability per tutte le fasce di età e organizza festival in spazi urbani aperti, coinvolgendo il pubblico in strada. “Il corpo è strumento di educazione all’incontro e alla relazione”, chiarisce Emilia Martinelli che di Fuori Contesto è fondatrice oltre che direttrice artistica, autrice e regista. La scelta della danceability per Emilia è scaturita dalla partecipazione a un laboratorio della Uildm Lazio. “Insegno a circa 200 persone a settimana e ogni incontro mi emoziona, mi stupisco sempre”. Spiega: “La danceability è un codice che permette a tutti di danzare in relazione. Il suo fondatore ha “spacchettato” i codici della danza contemporanea. È molto importante che ci si ascolti reciprocamente, perché l’azione dell’uno dipende dall’azione dell’altro. Ed è uno strumento che facilita tutti, dai bambini agli anziani”. Quale difficoltà riscontra più spesso? “La difficoltà per tutti, persone disabili e non, è approcciarsi a un linguaggio differente. Nella danceability i ruoli si ribaltano di continuo. Tutti colgono che sono persone con la stessa dignità degli altri”.

Tra le diverse altre esperienze italiane di danceability a cui ci si può rivolgere ci sono il centro Oriente Occidente del Trentino Alto Adige, “Ottavo giorno” di Padova, “Deos Danse Ensemble” di Genova, “Choronde” di Roma con Sarah Silvagni, “Let’s dance” a Reggio Emilia. Infine la rete internazionale Danceability.com dà conto delle principali esperienze nei vari Paesi. Ognuna di esse mette al centro l’impegno per un mondo più libero da pregiudizi e barriere.

 

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