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Ricordare sterminio persone con disabilità

Oltre 70mila persone con disabilità persero la vita

Io, Piero Cancemi, sono un disabile fisico. Io potevo essere ucciso perché colpevole di non essere in grado di camminare.

Io faccio parte di una generazione fortunata, ma purtroppo le guerre continuano a esistere, ma in maniera deviata e subdola.

In questa generazione le guerre vengono create anche dai media e il razzismo dalle persone che credono di essere dittatori davanti un monitor, con una penna, con una tastiera usb o con una bomboletta spray.

NON DIMENTICHIAMO, INFORMIAMOCI, LEGGIAMO I LIBRI DI STORIA

 

Nel Mein Kampf Adolf Hitler formula il piano di eugenetica per l’eliminazione di circa 300 mila persone con disabilità. I primi furono i bambini attraverso l’operazione Aktion T4, che prendeva il nome dalla Tiergartenstrasse 4 di Berlino dove aveva sede l’ente pubblico nazista per la salute e l’assistenza sociale. Le prime camere a gas furono installate negli istituti psichiatrici del Terzo Reich già nel 1933 per entrare poi in funzione sette anni più tardi.
Sotto il regime persero la vita persone con disabilità intellettiva, malati psichici, disabili fisici, persone con malattie genetiche. Furono oltre 70 mila a perdere la vita 1939 ed il 1941. 5 mila di questi erano bambini. Altri 250 mila morirono negli anni successivi. In loro memoria anche la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap vuole ricordare chi ha perso la vita per quel crimine contro l’umanità frutto del pensiero nazionalsocialista.”   Articolo su Dal Sociale 24

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La sua vita non ha prezzo. Il disabile in famiglia

51jk-bzwj2l-_sx301_bo1204203200_La sua vita non ha prezzo. Il disabile in famiglia è un libro scritto da José Davin, pubblicato da Edizioni Paoline nel 2001.

La problematica che ruota intorno all’handicap/disabilità in famiglia è affrontata in 17 capitoletti, agili nell’esposizione, ricchi di esperienze e di un’umanità che si concretizza in coraggio e amore da parte dei familiari e in solidarietà e aiuto da parte di parenti, amici, conoscenti. Assicurare un posto dignitoso a ogni essere umano, anche quando i suoi limiti fossero enormemente ingombranti: questa è la sfida lanciata dalle persone handicappate, e accettata dalle famiglie e dagli amici, dagli specialisti e dai volontari che si fanno carico dell’ “accompagnamento”. Contro ogni tentazione di prevaricare contro il “diritto alla vita” dei soggetti più deboli e indifesi, un principio incontestabile viene qui asserito: ogni vita umana è un tesoro prezioso, un diritto inalienabile. Dal concepimento alla morte, attraverso l’educazione, il lavoro, l’espressione affettiva e sessuale, l’esistenza di una persona disabile assume tutta la dignità di un progetto umano integrale. Si tratta di accoglierlo, accompagnarlo e realizzarlo in nome di una solidarietà irrinunciabile, di un’autentica e “sacra” opzione a favore della vita. Di fronte alle deviazioni criminali di una interpretazione dell’eugenetica, che non concorda con i principi cristiani, ci pare necessario ribadire il principio irrinunciabile del rispetto di ogni vita da quando comincia fino al suo naturale compimento.

 

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