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Mondiali di nuoto paralimpico: l’Italia è campione del mondo

Mondiali di nuoto paralimpico: l'Italia è campione del mondoGli azzurri in gara ai Campionati del Mondo di nuoto paralimpico
Foto: Augusto Bizzi

La nazionale italiana è arrivata prima nel medagliere, superando Russia, Gran Bretagna, Ucraina, Cina e Stati Uniti, grazie a quattro medaglie d’oro, un argento e un bronzo conquistati l’ultimo giorno. Pancalli: “Orgogliosi di questi ragazzi e di queste ragazze”

 

IL BOTTINO azzurro complessivo per i mondiali di Londra parla di 20 medaglie d’Oro, 18 medaglie d’Argento e 12 medaglie di Bronzo. In totale i ragazzi della nazionale italiana tornano a casa con 50 medaglie. Un successo storico. L’Italia ha vinto i Campionati mondiali di nuoto paralimpico di Londra 2019 appena conclusi, superando Russia, Gran Bretagna, Ucraina, Cina e Stati Uniti grazie a quattro medaglie d’oro, un argento e un bronzo conquistati l’ultimo giorno.

L’Italia del nuoto paralimpico, conquistando la vetta del Medagliere dei Mondiali di Londra (20 ori, 18 argenti e 12 bronzi) ha scritto un altro pezzo di storia dello sport internazionale. Un successo che ci proietta in cima al mondo come eccellenza sportiva. Si tratta di un risultato frutto dello straordinario lavoro messo in campo dalla Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, guidata dal Presidente Roberto Valori, e da un team eccezionale coordinato dal CT Riccardo Vernole. Questo gruppo ha saputo costruire, negli ultimi anni, le basi di un successo incredibile”, ha dichiarato il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli. “Siamo orgogliosi di questi ragazzi e di queste ragazze. Il Mondiale appena terminato rappresenta il miglior biglietto da visita per la Paralimpiade di Tokyo. Un appuntamento importantissimo che vogliamo affrontare da protagonisti”.

La prima medaglia d’oro è arrivata dal cremonese Efrem Morelli, il grande vecchio della nazionale italiana, che a quarant’anni ha stravinto la finale mondiale dei 100 rana categoria Sb3, siglando anche il record del mondo. Il secondo oro è arrivato dalla torinese Carlotta Gilli nei 50 metri stile categoria s13 (atleti con difficoltà visive), con il tempo di 27’13. Carlotta ha vinto di forza e di carattere dopo la delusione di ieri nella finale dei 200 misti nella quale nonostante le immagini video mostrassero lei prima all’arrivo, il responso delle piastre ha decretato un secondo posto rimasto sul gozzo, per una gara probabilmente vinta.L’inno di Mameli all’Aquatics Centre di Londra è risuonato ancora per Simone Barlaam che ha vinto imperiosamente l’oro nella finale dei 50 stile libero, categoria S9, migliorando il suo record mondiale, abbassato a  24″00. Per l’atleta lombardo, stella di questa nazionale, è il quinto titolo mondiale in questi campionati e il quarto world record battuto. Terzo posto e un altro bronzo per l’Italia sempre nella finale dei 50 stile libero S9 conquistato dal fiorentino Simone Ciulli.

Francesco Bocciardo ha vinto un altro oro pesante per gli azzurri nella finale dei 100 metri stile libero, categoria S5, battendo la leggenda brasiliana del nuoto paralimpico Daniel Dias, arrivato secondo. Medaglia d’Argento nella finale femminile dei 100 stile S5 conquistato da Arianna Talamona che in rimonta ha superato negli ultimi metri per 4 decimi di secondo la britannica Suzanna Hext, sulla carta favorita, arrivata terza. L’oro è andato all’altra inglese Tully Kearney.

L’ultimo Oro della giornata che ha chiuso i Mondiali di Londra è arrivato dalla bellissima vittoria della staffetta azzurra maschile nei 4×100 Stile Libero, punti 34. Nell’ordine la staffetta era formata da Stefano Raimondi, Antonio Fantin, Federico Morlacchi e Simone Barlaam che ha chiuso i giochi allungando di misura il successo degli azzurri che hanno battuto per la prima volta in un Mondiale le fortissime staffette dell’Ucraina e dell’Australia, rispettivamente seconda e terza. I quattro campioni italiani hanno battuto anche il Record mondiale nella 4×100 stile libero (3’46″83).

Oltre che per il successo della nazionale azzurra e per la lunga lista di medaglie d’oro e dei successi dei 22 atleti della nazionale italiana, frutto del ricambio generazionale e del grosso lavoro di preparazione del ct Riccardo Vernole e dei suoi collaboratori negli ultimi due anni – dai mondiali di Città del Messico 2017, passando per gli Europei di Dublino dello scorso anno – questa avventura mondiale di Londra degli azzurri resterà nell’immaginario collettivo per uno straordinario episodio: il doppio oro conquistato dal campionissimo Federico Morlacchi e da Simone Barlaam mercoledì nella finale dei 100 farfalla S9, dove i due compagni di squadra, quasi in un passaggio di consegne generazionale, hanno toccato la piastra nello stesso istante fermando il crono sul tempo di 1″00’36. In quello che è stato uno dei momenti più incredibili e spettacolari di questi mondiali di Londra. Vinti dall’Italia.

 

Articolo su La Repubblica

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Giornata delle persone con disabilità 2017. “Sosteniamo la piena inclusione. No a barriere sociali e architettoniche”

Articolo di Renato La Cara su IlFattoQuotidiano.it

Giornata delle persone con disabilità 2017. “Sosteniamo la piena inclusione. No a barriere sociali e architettoniche”

Dalla scuola alle barriere architettoniche e sociali: dal 1981 il 3 dicembre è diventato un giorno per promuovere la conoscenza della disabilità. Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico: “Anche lo sport è uno strumento per affermare il diritto alla felicità”

La Giornata internazionale delle persone con disabilità nasce per dare voce a chi voce, spesso, non ce l’ha. E quest’anno ha come tema La trasformazione verso una società sostenibile e resiliente per tutti. “Dal 1981 ogni 3 dicembre – spiega Fabio Pirastu, presidente di Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) e Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) Pavia – le organizzazioni dei disabili promuovono la conoscenza sui temi della disabilità, per sostenere la piena inclusione dei disabili sia fisici che psichici in ogni ambito della vita e per allontanare ogni forma di discriminazione e violenza”. Tanti i diritti calpestati, come quello il diritto allo studio. “Anche quest’anno la scuola italiana per gli oltre 240mila alunni disabili è cominciata con le carenze di organico e con il vuoto formativo degli insegnanti. Nonostante le ripetute richieste delle associazioni di fornire una formazione adeguata e obbligatoria agli insegnanti curriculari, da parte del Miur non c’è stato ascolto”, denuncia Antonio Nocchetti, presidente dell’associazione Tutti a scuola e blogger de ilfattoquotidiano.it. La situazione, soprattutto al centro-sud, è gravissima. Di fronte a un “bisogno crescente” e a “una situazione emergenziale”, ci sono almeno 400 docenti di sostegno specializzati e vincitori di concorso lasciati a casa.

“Lo sport come diritto alla felicità. Ma in Italia non è così’”– Grazie ai trionfi alle Paralimpiadi di Rio 2016 di campioni come Alex Zanardi, Federico Morlacchi e Bebe Vio, qualcosa si sta muovendo nella percezione dell’opinione pubblica sulle “reali capacità delle persone disabili di fare sport ad altissimi livelli. Lo sport è integrazione, socialità, benessere fisico e spirituale”, spiega Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico. “Per una persona con disabilità è qualcosa di più: è lo strumento per affermare il diritto alla felicità, alle pari opportunità, a una vita migliore. E’ un diritto fondamentale, non ancora pienamente riconosciuto in Italia”.

La mission del movimento paralimpico è proprio la massima diffusione dello sport per le persone con disabilità. “Ma c’è ancora molto da fare da questo punto di vista. Le grandi vittorie dei nostri campioni paralimpici hanno innescato un meccanismo virtuoso basato sull’imitazione e la partecipazione. Ma serve – aggiunge Pancalli – ancora maggiore informazione da parte dei media e programmi più mirati all’interno dei presidi sanitari e delle scuole dove va avviato uno specifico programma di formazione degli insegnanti. Troppo spesso l’unica opzione per le persone disabili nelle scuole è l’esonero dall’attività sportiva. Nonostante i tanti spazi di visibilità conquistati dai nostri straordinari atleti, le nostre città continuano ad essere inaccessibili. Qualche passo in avanti è stato fatto – sostiene il presidente del CIP -, come il finanziamento condiviso e sostenuto dal Ministro per lo Sport per l’acquisto di protesi sportive per persone con disabilità meno abbienti. Ma è ancora lunga la strada per cambiare la cultura del nostro Paese su questi temi”.

“Eliminare barriere sociali e fisiche” – I genitori delle persone con disabilità sono in prima linea nella lotta alle discriminazioni. Giovanni Barin è padre di una ragazza con sordità e vice-presidente dell’associazione Genitori Tosti che fa parte del CLEBA (Comitato lodigiano per l’abbattimento delle barriere architettoniche), ente che rappresenta organizzazioni e professionisti e che, da oltre dieci anni, è operativo nella battaglia per l’eliminazione delle barriere tra i cosiddetti normodotati e i disabili. “Oggi sono alla Gran Guardia di Verona per raccontare – dice Barin – l’esperienza che il CLEBA sta conducendo a Lodi per sensibilizzare sui temi della disabilità e delle barriere. Che sono culturali, sociali, comunicative, sensoriali e, infine, architettoniche”. Barin spiega che “l’attività che svolgiamo è rivolta soprattutto ai giovani, con un percorso di alternanza scuola-lavoro con la collaborazione dell’Istituto Tecnico per Geometri Bassi, a Lodi. Eravamo certi che offrire una prospettiva innovativanella quale noi, gli studenti e la scuola lavoriamo sullo stesso piano, avrebbe reso più coeso il gruppo, che sta lavorando con responsabilità e passione. A dimostrazione che, quando ben diretta, la scuola può trovare gli spunti per raccogliere qualsiasi sfida e vincerla, anche quella dell’inclusione. Vedere l’impegno e la sensibilità dei ragazzi ci dà una motivazione eccezionale”.

“Devono essere garantiti i progetti di vita indipendente” – “Dobbiamo poter scegliere quale tipo di vita intraprendere. Il percorso di molti ragazzi con disabilità – spiega Fabio Pirastu, ragazzo disabile e presidente dell’Uildm Pavia – spesso inciampa in una iper protezione da parte di genitori o sociale. L’articolo 19 della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ci ricorda però che la libertà di ognuno è un fattore intrinseco della persona”. Fabio ha trovato in un paese in provincia di Pavia la possibilità di sperimentare l’autonomia anche nelle piccole cose. “L’appoggio ai servizi è sempre stato richiesto il minimo possibile proprio per costruire un’indipendenza reale. Chiunque voglia affrontare un percorso di indipendenza, prima di tutto, si deve staccare dalla famiglia. Superato questo primo ostacolo c’è quello del lavoro“. Per Piratsu “resta quindi fondamentale un’educazione precoce alla vita indipendente che vada a formare i diretti interessati e le loro famiglie”.

 

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