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Federico Morlacchi

Federico Morlacchi (Luino, 11 novembre 1993) è un nuotatore italiano, vincitore di sette medaglie paralimpiche di cui una d’oro, sei volte campione mondiale e quattordici volte campione europeo.

Nasce a Luino, Federico è affetto da ipoplasia congenita al femore sinistro. Appassionato di nuoto sin da bambino, nel 2003 intraprende questo sport a livello agonistico e negli anni successivi prende parte ai campionati europei IPC di Reykjavík, dove vince due bronzi e di Berlino, dove vince un argento. Nel 2010 ha preso parte agli europei in vasca corta LEN per normodotati, gareggiando con atleti di disabilità inferiore, ed è riuscito ad ottenere un terzo posto nei 100m farfalla.

Nel 2012 è stato convocato per le Paralimpiadi di Londra dove è riuscito ad ottenere la medaglia di bronzo in tre gare (100m farfalla, 400m stile libero e 200m misti), segnando il record italiano nei 400 stile e nei 200 misti.

Nel 2013, ha preso parte ai mondiali di nuoto paralimpico di Montreal riuscendo ad ottenere il terzo posto nei 200 misti classe SM9 con il tempo record di 2’18″15, un secondo posto nei 400 stile libero classe S9 con il tempo di 4’14”46, segnando il record europeo e, il 17 agosto, uno straordinario primo posto nei 100 farfalla classe S9 nuotando per la prima volta sotto il muro del minuto, con il tempo di 59″63, laureandosi Campione del mondo.

Nel novembre 2013, Federico Morlacchi è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per i successi sportivi ottenuti.

Nell’agosto 2014 Federico ha preso parte ai Campionati Europei di Nuoto Paralimpico a Eindhoven, vincendo ben 5 medaglie d’oro, rispettivamente nei 100 farfalla in 59″60, nei 100 stile libero con il tempo di 57″05, nei 400 stile libero in 4’18″34, nei 200 misti con il tempo di 2’17″82 e nei 100 rana in 1’13″00.

Nell’aprile del 2015, al Meeting Internazionale di Berlino, Federico ha infranto la barriera dei 59 secondi nella specialità 100 farfalla (categoria S9), registrando il tempo di 58”91 stabilendo così il nuovo record del mondo di categoria.

Nel luglio del 2015, ai Campionati Mondiali di Nuoto Paralimpico di Glasgow, Federico ha vinto l’oro nei 200 misti classe SM9 con il tempo di 2’17″76 laureandosi per la seconda volta Campione del mondo e tre argenti, rispettivamente, nei 100 stile libero con il tempo di 57″29, nei 100 farfalla in 59″69 e nei 400 stile libero in 4’17″76.

Nel 2016 Federico agli Europei di Funchal è salito cinque volte sul gradino più alto del podio vincendo l’oro nei 100 farfalla, nei 100 stile libero, nei 100 rana, nei 200 misti, nei 400 stile libero, l’argento nella staffetta 4×50 mista mista e il bronzo nella staffetta 4×100 mista. Sempre nel 2016 Federico ha partecipato alle Paralimpiadi di Rio dove si è laureato campione paralimpico nei 200m misti e tre volte vicecampione rispettivamente nei 100m farfalla, 100m rana e 400m stile libero.

Federico Morlacchi – Wikipedia

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film Vengo anch’io

Stanchi di mettersi in gioco poiché da tempo abituati a risultare sconfitti dalla vita, una ex galeotta, un ragazzo con la sindrome di Asperger di nome Aldo, una giovane atleta e un aspirante suicida si ritrovano a condividere un viaggio. Avranno così l’occasione di affrontare il passato e, insieme, proveranno a dare un senso nuovo alle loro vite.

Vengo anch’io – Wikipedia

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film Niente può fermarci

Niente può fermarci è un film italiano uscito il 13 giugno 2013 e diretto da Luigi Cecinelli.

Quattro giovani sono condizionati da diverse patologie psicofisiche: Mattia è narcolettico, Augusto è dipendente da Internet, Leonardo è ossessionato dall’igiene e dal timore del contatto fisico e Guglielmo è affetto dalla sindrome di Tourette.

Tutti e quattro vengono mandati dai genitori in una tranquilla struttura per essere curati e riabilitati, ma la routine troppo rigida li spinge a elaborare un piano per evadere: decidono così di partire per Ibiza. Si appropriano dell’auto del direttore della clinica e iniziano un viaggio che li porterà a fare incontri e a scoprire cose fino a poco prima solo immaginate. Nel frattempo i genitori si mettono sulle tracce dei figli e nel susseguirsi degli avvenimenti imparano a conoscere meglio e apprezzare la personalità dei loro ragazzi.

Niente può fermarci  – Wikipedia

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Google Maps per aiutare i non vedenti

Non è facile per la persone con disabilità visiva riuscire a muoversi in città. Alcuni hanno diritto ad un accompagnatore. Altri più fortunati un cane addestrato appositamente. I più usano un bastone. Non solo in Italia. Anche negli altri Paesi. Anche a sud est nel Mediterraneo. Come in Turchia. Nel Paese che segna il confine con il continente asiatico un giovane ingegnere ipovedente hanno inventato un bastano che permette alle persone cieche di utilizzare al meglio Google Maps per districarsi nella giungla quotidiana della città in cui vivono.

Kursat Ceylan, Ceo e fondatore della no-profit turca Young Guru Academy, ha deciso di mettere le sue abilità e competenze al servizio delle persone non vedenti. Il giovane ingegnere turco ha deciso di studiare e realizzare nuove tecnologie per aiutare i non vedenti a migliorare la propria quotidianità. Ed ha iniziato da WeWalk, un bastone che si collega alla rete delle mappe di Google e, grazie a degli altoparlanti, dà indicazioni alla persone che lo utilizza. WeWalk è in commercio da più di un anno con un costo per l’utente finale di quasi 500 dollari.

 

Articolo su dalSociale24

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Google Maps, percorsi per sedie a rotelle per combattere le barriere architettoniche

Articolo di Tom’s Hardware per il Fatto

In un articolo pubblicato nelle scorse ore sul blog ufficiale l’ingegnere software di Google, Sasha Blair-Goldensohn, racconta il suo lavoro per combattere le barriere architettoniche tramite l’integrazione in Google Maps delle indicazioni di percorsi adatti alle sedie a rotelle.

“Quando visiti una città e non vedi nessuno utilizzare una sedia a rotelle, non significa che quelle persone non ci siano. Significa che la città non è stata costruita in modo tale da consentirgli di far parte delle cose”. Si apre così, con una constatazione lucida ma amara dello stato di fatto il bell’articolo pubblicato nelle scorse ore sul blog ufficiale di Google e firmato da ‎ Sasha Blair-Goldensohn, ingegnere software di Google e uno dei 65 milioni di persone nel mondo che utilizzano una sedia a rotelle. Il lungo post racconta infatti la sua esperienza di persona con disabilità in una città piena di barriere architettoniche come New York e il suo impegno come ingegnere software di Google Maps per integrare le indicazioni di percorsi adatti alle sedie a rotelle, anche grazie al lavoro delle local guides.

Quest’ultimo termine indica quegli utenti che, attraverso le proprie recensioni e pareri su Google Maps, contribuiscono quotidianamente a fornire indicazioni preziose sui luoghi che conoscono e frequentano, ad esempio proprio rispondendo alle domande sulla presenza di accessi per sedie a rotelle. Questo enorme lavoro di “crowdfunding” delle informazioni, svolto quotidianamente da oltre 120 milioni di utenti nel mondo, ha consentito a persone come Sasha Blair-Goldensohn di integrare sin dallo scorso anno una nuova funzione che consente a questo tipo di utenti di scovare i percorsi adatti in oltre 50 milioni di posti del mondo.

Per chi ancora non conoscesse questa opzione di Google Maps, il funzionamento è semplicissimo ed è disponibile anche in Italia. Per usufruirne sarà sufficiente avviare l’app di Google Maps, scegliere una destinazione e selezionare la modalità mezzi pubblici. Ottenute le indicazioni, nella schermata in alto a destra basterà cliccare su Opzioni e, nella sezione percorsi, selezionare la voce Accessibile in sedia a rotelle.

“‎Le persone in sedia a rotelle che non vedi nella tua città? Sono state escluse, e potrebbero non essere in grado di far parte della società perché il loro ambiente non è accessibile”, ha spiegato Blair-Goldensohn durante l’International Days of Person With Disabilities, dove ha illustrato gli avanzamenti del progetto. “Questa non è una perdita solo per loro. È una perdita per tutti, compresi amici, colleghi e persone care di persone con disabilità. Sono grato a coloro che sono consapevoli dei problemi affrontati da persone come me per garantire che le nostre soluzioni aiutino veramente la comunità più grande”.‎

 

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Mondiali di nuoto paralimpico: l’Italia è campione del mondo

Mondiali di nuoto paralimpico: l'Italia è campione del mondoGli azzurri in gara ai Campionati del Mondo di nuoto paralimpico
Foto: Augusto Bizzi

La nazionale italiana è arrivata prima nel medagliere, superando Russia, Gran Bretagna, Ucraina, Cina e Stati Uniti, grazie a quattro medaglie d’oro, un argento e un bronzo conquistati l’ultimo giorno. Pancalli: “Orgogliosi di questi ragazzi e di queste ragazze”

 

IL BOTTINO azzurro complessivo per i mondiali di Londra parla di 20 medaglie d’Oro, 18 medaglie d’Argento e 12 medaglie di Bronzo. In totale i ragazzi della nazionale italiana tornano a casa con 50 medaglie. Un successo storico. L’Italia ha vinto i Campionati mondiali di nuoto paralimpico di Londra 2019 appena conclusi, superando Russia, Gran Bretagna, Ucraina, Cina e Stati Uniti grazie a quattro medaglie d’oro, un argento e un bronzo conquistati l’ultimo giorno.

L’Italia del nuoto paralimpico, conquistando la vetta del Medagliere dei Mondiali di Londra (20 ori, 18 argenti e 12 bronzi) ha scritto un altro pezzo di storia dello sport internazionale. Un successo che ci proietta in cima al mondo come eccellenza sportiva. Si tratta di un risultato frutto dello straordinario lavoro messo in campo dalla Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, guidata dal Presidente Roberto Valori, e da un team eccezionale coordinato dal CT Riccardo Vernole. Questo gruppo ha saputo costruire, negli ultimi anni, le basi di un successo incredibile”, ha dichiarato il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli. “Siamo orgogliosi di questi ragazzi e di queste ragazze. Il Mondiale appena terminato rappresenta il miglior biglietto da visita per la Paralimpiade di Tokyo. Un appuntamento importantissimo che vogliamo affrontare da protagonisti”.

La prima medaglia d’oro è arrivata dal cremonese Efrem Morelli, il grande vecchio della nazionale italiana, che a quarant’anni ha stravinto la finale mondiale dei 100 rana categoria Sb3, siglando anche il record del mondo. Il secondo oro è arrivato dalla torinese Carlotta Gilli nei 50 metri stile categoria s13 (atleti con difficoltà visive), con il tempo di 27’13. Carlotta ha vinto di forza e di carattere dopo la delusione di ieri nella finale dei 200 misti nella quale nonostante le immagini video mostrassero lei prima all’arrivo, il responso delle piastre ha decretato un secondo posto rimasto sul gozzo, per una gara probabilmente vinta.L’inno di Mameli all’Aquatics Centre di Londra è risuonato ancora per Simone Barlaam che ha vinto imperiosamente l’oro nella finale dei 50 stile libero, categoria S9, migliorando il suo record mondiale, abbassato a  24″00. Per l’atleta lombardo, stella di questa nazionale, è il quinto titolo mondiale in questi campionati e il quarto world record battuto. Terzo posto e un altro bronzo per l’Italia sempre nella finale dei 50 stile libero S9 conquistato dal fiorentino Simone Ciulli.

Francesco Bocciardo ha vinto un altro oro pesante per gli azzurri nella finale dei 100 metri stile libero, categoria S5, battendo la leggenda brasiliana del nuoto paralimpico Daniel Dias, arrivato secondo. Medaglia d’Argento nella finale femminile dei 100 stile S5 conquistato da Arianna Talamona che in rimonta ha superato negli ultimi metri per 4 decimi di secondo la britannica Suzanna Hext, sulla carta favorita, arrivata terza. L’oro è andato all’altra inglese Tully Kearney.

L’ultimo Oro della giornata che ha chiuso i Mondiali di Londra è arrivato dalla bellissima vittoria della staffetta azzurra maschile nei 4×100 Stile Libero, punti 34. Nell’ordine la staffetta era formata da Stefano Raimondi, Antonio Fantin, Federico Morlacchi e Simone Barlaam che ha chiuso i giochi allungando di misura il successo degli azzurri che hanno battuto per la prima volta in un Mondiale le fortissime staffette dell’Ucraina e dell’Australia, rispettivamente seconda e terza. I quattro campioni italiani hanno battuto anche il Record mondiale nella 4×100 stile libero (3’46″83).

Oltre che per il successo della nazionale azzurra e per la lunga lista di medaglie d’oro e dei successi dei 22 atleti della nazionale italiana, frutto del ricambio generazionale e del grosso lavoro di preparazione del ct Riccardo Vernole e dei suoi collaboratori negli ultimi due anni – dai mondiali di Città del Messico 2017, passando per gli Europei di Dublino dello scorso anno – questa avventura mondiale di Londra degli azzurri resterà nell’immaginario collettivo per uno straordinario episodio: il doppio oro conquistato dal campionissimo Federico Morlacchi e da Simone Barlaam mercoledì nella finale dei 100 farfalla S9, dove i due compagni di squadra, quasi in un passaggio di consegne generazionale, hanno toccato la piastra nello stesso istante fermando il crono sul tempo di 1″00’36. In quello che è stato uno dei momenti più incredibili e spettacolari di questi mondiali di Londra. Vinti dall’Italia.

 

Articolo su La Repubblica

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Nasce l’Albergo del cuore: a gestirlo saranno giovani disabili

Articolo di Alex Corlazzoli

La riqualificazione di un edificio storico nel centro di Ravenna diventa un progetto di inclusione sociale che sarà esportabile anche in altre realtà

Innovazione, riqualificazione, inclusione. Sono queste le fondamenta dell’Albergo del cuore, la nuova struttura ricettiva di Ravenna pensata e progettata dalla cooperativa San Vitale. Il tutto nasce con l’ambizioso obiettivo di promuovere una cultura dello sviluppo sostenibile poggiando su tre pilastri: l’innovazione dell’offerta turistica; la riqualificazione di un edificio storico nel centro della città avvalendosi di moderne tecniche a ridotto impatto ambientale e l’inclusione sociale e lavorativa di giovani con disabilità. La struttura, già esistente, è quella del vecchio albergo di via Rocca Brancaleone 42. I lavori per la ristrutturazione partiranno al più presto e saranno possibili grazie alle cifre donate tramite le campagne del 5 X 1000 di quest’anno e dell’anno prossimo. Inoltre la cooperativa parteciperà al bando per il sostegno alle attività ricettive e turistico-ricreative promosso dalla Regione Emilia Romagna.

 

“Questo – ha detto Valentina Morigi, assessore alle politiche sociali – è un progetto lungimirante che si inserisce in un filone di sviluppo progettuale sul quale siamo impegnati da tempo. L’ Albergo del cuore ribalta il paradigma in modo democratico perché ci comunica che le persone più fragili e vulnerabili sono una risorsa preziosa”.

Per capire meglio l’idea che sta alla base della nuova struttura abbiamo parlato con la presidente della cooperativa San Vitale, Romina Maresi.

Un albergo che punta sull’inclusività

Da dove nasce l’idea di realizzare un hotel?

“Nasce dalla volontà della nostra cooperativa di ampliare gli orizzonti di inclusione sociale lavorativa delle persone con fragilità. Tra i settori innovativi che abbiamo identificato come possibili nuovi sviluppi ci sono il turismo sociale e l’agricoltura. L’ “Albergo del cuore” è il nostro primo grande progetto, ma stiamo ristrutturando anche un casolare in campagna alle porte della città che sarà usato per ampliare l’offerta ricettiva della città. L’albergo è chiamato “del cuore” perché proprio il cuore è il logo della nostra cooperativa ed è a forma di mosaico per ricordare il tratto caratteristico di Ravenna. Il cuore rappresenta anche la passione dei nostri soci e della nostra comunità che vuole dare un’eticità all’accoglienza turistica. Non ci sono altri hotel con queste caratteristiche”.

 

“E’ un’immobile che già esiste: è uno dei primi alberghi nati in città, parliamo dei primi del Novecento. In questo albergo si sono sommate nel tempo molte storie a partire dai tempi della prima e seconda Guerra mondiale. E’ un luogo usato a fini sociali ai tempi in cui non si parlava ancora di questa dimensione. Con il proprietario, che è stato molto partecipe di questo progetto, abbiamo condiviso la possibilità di recuperare le storie che hanno attraversato questo albergo e raccontarle ai turisti che arriveranno. Abbiamo presentato in conferenza stampa il progetto e il giorno dopo già ci chiamavano per prenotare una stanza”.

Quando, invece, si potrà davvero prenotare una camera?

“Passerà ancora un anno prima della vera e propria apertura perché ora iniziamo i lavori di ristrutturazione: lo spazio ha bisogno di essere modernizzato e attrezzato per accogliere persone con disabilità motorie.. Vogliamo abbattere prima di tutto le barriere ideologiche, vogliamo ampliare al massimo l’accoglienza facendo di quel contesto un hotel che accoglie tutti. Durante le nostre vacanze stiamo meglio quando incontriamo persone che ci attendono con un sorriso, con chi non ci vende solo una stanza ma anche un pensiero, una storia, una visione della vita e dell’uomo”.

Chi lavorerà nel vostro hotel?

“Nella struttura lavoreranno giovani con lieve disabilità. Si tratta di ragazzi che hanno terminato il loro percorso di studi nell’istituto alberghiero. Spesso questi studenti al termine della scuola non trovano un lavoro e rimangono in carico alle famiglie, mentre ora qualcuno di loro potrà completare il percorso di studi con la nostra realtà. Saranno persone integrate con personale professionale:  un mix di bravissimi receptionist, camerieri coadiuvati da persone disabili che hanno fatto un percorso scolastico in questo campo. Ci aspettiamo un team giovane”.

So che avete già dei progetti per il futuro.

“Vorremmo far sorgere una piccola filiera, un gruppo che abbia una sede anche al mare. Ci piacerebbe pensare a questo hotel a Cervia, dove abbiamo già dei progetti. La nostra non è solo un’impresa sociale ma è un progetto imprenditoriale, dobbiamo fare i conti con il mercato, con  un’offerta qualificata e innovativa sia sul piano organizzativo sia sul piano della finalità e quindi del messaggio che vogliamo proporre”.

 

 

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Basket, nazionale italiana con la Sindrome di Down campione del mondo

Già vincitori dell’oro agli europei, conquistano ora il Mondiale dopo la vittoria contro il Portogallo. Prima volta nella storia del nostro Paese

ROMA – Dopo l’oro agli Europei del 2017, portano a casa anche la vittoria ai Mondiali. La nazionale italiana con la Sindrome di Down è campione del mondo, dopo aver vinto 22 – 13 contro il Portogallo. Una foto pubblicata su Facebook dalla Fisdir, Federazione italiana Paralimpica, ritrae gli azzurri al massimo della felicità, dopo essersi guadagnati il trofeo, per la prima volta nella storia del nostro Paese.

Una soddisfazione che viene celebrata anche dal Comitato italiano paralimpico. “Ecco i loro nomi – si legge sulla pagina Facebook – Leocata, Silesu, Spiga, Ciceri, Lafornara, Venuti. A guidarli l’allenatore Mauro Dessi e il tecnico Giuliano Bufacchi”.

I ragazzi di Giuliano Bunfacchi hanno compiuto una vera e propria impresa nella finalissima battendo la Nazionale padrona di casa, lo stesso avversario dello scorso anno agli Europei.

“Dopo l’Europeo questa squadra porta a casa anche il titolo mondiale. Complimenti agli atleti, allo staff e alla Fisdir Federazione. Vogliamo farglielo un applauso?”, ha commentato Luca Pancalli, presidente del Comitato.

I Campionati Mondiali per atleti con Sindrome di Down che si stanno svolgendo a Madeira, in Portogallo, rappresentano un evento multidisciplinare (basket, atletica leggere e tennistavolo) riservato alla categoria C21 che sta vedendo la partecipazione di circa 300 atleti, in rappresentanza di 21 Nazioni dei cinque continenti.

 

Articolo su Repubblica.it

OSO – Ogni Sport Oltre

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Tetraplegico recupera l’uso delle mani con un nuovo intervento

Prima volta in Italia con un bypass di nervi

Tetraplegico per un incidente d’auto, un 52enne recupererà la funzione delle mani grazie ad un innovativo intervento realizzato all’ospedale Cto della Città della Salute di Torino. La metodica, eseguita in pochi centri al mondo e – sottolinea l’ospedale – per la prima volta in Italia, bypassa la lesione del midollo spinale ricollegando, come fili elettrici, i nervi sani a nervi non più funzionanti. In questo modo, spiegano i sanitari, è possibile reinnervare distretti muscolari altrimenti non recuperabili.

L’intervento, durato circa tre ore e mezza, è stato eseguito su entrambi gli arti superiori da Bruno Battiston, Diego Garbossa, Paolo Titolo e Andrea Lavorato. Il paziente, un ex pasticcere, aveva riportato una lesione midollare completa a livello cervicale che, oltre al deficit completo degli arti inferiori, gli ha provocato l’impossibilità di aprire e chiudere le dita delle mani e, quindi, di afferrare gli oggetti e di provvedere alla propria cura personale. La chirurgia della mano tradizionale utilizzava trasferimenti di tendini, ma consentiva solo un parziale recupero della funzione motoria. La nuova tecnica, invece, permette un recupero maggiore e più fisiologico della funzione motoria e sensitiva degli arti. L’intervento è riuscito e non si sono presentate complicanze. Nei prossimi mesi il paziente sarà sottoposto a trattamenti fisioterapici possibili solo in centri di riferimento.

 

Articolo su ANSA.IT

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La riabilitazione cognitiva adesso è digitale, una startup palermitana vince 50mila euro

A vincere l’Eit Health InnoStarsLa è la Restorative Technologies, spinoff dell’Università di Palermo che ha dato vita a Mindlenses Professional, un progetto che permette di gestire i pazienti con disabilità attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie

Una start-up palermitana è stata premiata dal programma Europeo Eit Health InnoStars, ospitato dall’Istituto Europea dell’innovazione e della tecnologia. Fra le 15 start-up premiate a livello comunitario nel 2019 per le proprie idee innovative in materia di salute e sanità, ben due sono scelte per la Sicilia, una di Palermo e l’altra di Caltanissetta.

Le aziende selezionate, provenienti da Italia, Polonia, Portogallo e Grecia, riceveranno finanziamenti per portare le loro innovazioni sul mercato. Tra queste 15 eccellenze nel settore salute selezionate in Europa, due sono siciliane: Restorative Technologies e Moodika. Le due start-up riceveranno un contributo di 50.000 euro ma soprattutto il supporto, curato dal Consorzio Arca che è manager regionale di Eit Health, per la creazione di un network sanitario locale ed internazionale entro cui far circolare i propri prodotti.

Le startup premiate

La palermitana è la Restorative Technologies. Spinoff dell’Università degli Studi di Palermo, che ha dato vita a Mindlenses Professional, un progetto per la riabilitazione cognitiva. Mindlenses è una combinazione completa di strumenti per la riabilitazione digitale, la stimolazione cognitiva e la gestione di pazienti con disabilità attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie.

La startup di Caltanissetta invece si chiama Moodika che ha realizzato SmartDonor, un’applicazione creata per migliorare il sistema di donazione del sangue, rendendo più efficiente e consapevole l’attività dei donatori e supportanto tutte le attività di promozione della cultura della donazione del sangue.

Il finanziamento di Headstart

Il programma di finanziamento Headstart è rivolto a startup e Piccole e medie imprese che hanno un prototipo ben sviluppato, pronto ad essere lanciato sul mercato nei settori della salute, della vita sana, dell’invecchiamento attivo e del miglioramento dell’assistenza sanitaria. Il programma permette quindi ai vincitori di entrare in un circuito che favorisce la commercializzazione dei loro prodotti innovativi, supportandone la produzione, la promozione e la tutela brevettuale.

“Al concorso Innostars – spiega il manager Nuno Viegas – hanno preso parte oltre 1000 idee di tecnologie innovative e prototipi, fra cui sono stati selezionate le migliori e più promettenti start-up. Si tratta di progetti brillanti, che operano nelle diverse fasi di sviluppo del business, che col nostro supporto possono diventare prodotti e soluzioni pronte per il mercato, che possano rivoluzionare il settore sanitario Europeo e favoriscono un miglioramento della qualità della vita dei cittadini”.

 

Articolo su Palermotoday