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La sua vita non ha prezzo. Il disabile in famiglia

51jk-bzwj2l-_sx301_bo1204203200_La sua vita non ha prezzo. Il disabile in famiglia è un libro scritto da José Davin, pubblicato da Edizioni Paoline nel 2001.

La problematica che ruota intorno all’handicap/disabilità in famiglia è affrontata in 17 capitoletti, agili nell’esposizione, ricchi di esperienze e di un’umanità che si concretizza in coraggio e amore da parte dei familiari e in solidarietà e aiuto da parte di parenti, amici, conoscenti. Assicurare un posto dignitoso a ogni essere umano, anche quando i suoi limiti fossero enormemente ingombranti: questa è la sfida lanciata dalle persone handicappate, e accettata dalle famiglie e dagli amici, dagli specialisti e dai volontari che si fanno carico dell’ “accompagnamento”. Contro ogni tentazione di prevaricare contro il “diritto alla vita” dei soggetti più deboli e indifesi, un principio incontestabile viene qui asserito: ogni vita umana è un tesoro prezioso, un diritto inalienabile. Dal concepimento alla morte, attraverso l’educazione, il lavoro, l’espressione affettiva e sessuale, l’esistenza di una persona disabile assume tutta la dignità di un progetto umano integrale. Si tratta di accoglierlo, accompagnarlo e realizzarlo in nome di una solidarietà irrinunciabile, di un’autentica e “sacra” opzione a favore della vita. Di fronte alle deviazioni criminali di una interpretazione dell’eugenetica, che non concorda con i principi cristiani, ci pare necessario ribadire il principio irrinunciabile del rispetto di ogni vita da quando comincia fino al suo naturale compimento.

 

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Luca Paiardi

Architetto, tennista, musicista, viaggiatore in carrozzina: la vita senza limiti di Luca Paiardi.

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In questi mesi è in giro per l’Italia con l’amico Danilo Ragona, tra sport estremi e disabilità. Ma Luca Paiardi è anche tanto altro: settimo nel ranking italiano di tennis in carrozzina, gira l’Europa con la sua band e si occupa di accessibilità. Qui ci racconta di lui.

Luca Paiardi, classe 79, ne è convinto: qualsiasi cosa accada, non bisogna fermarsi, mai!

Architetto e musicista, 20 anni fa Luca ha avuto un grave incidente che da allora lo ha costretto su una sedia a rotelle, un evento doloroso che però non ha mai compromesso la sua voglia di vivere, scoprire e divertirsi.

Luca Paiardi_tennis (1)Neanche due settimane fa si concludeva Viaggio Italia, l’avventura straordinaria che ha portato Luca e Danilo Ragona (amico fraterno conosciuto nell’Unità Spinale di Torino), in giro per tutto lo stivale. 30 giorni intensi, 30 tappe, 30 appuntamenti durante i quali i due amici si sono cimentati in sport estremi e confrontati con le difficoltà quotidiane di chi affronta un viaggio con una disabilità.

Un’avventura che è anche una storia di coraggio, libertà e autonomia, un inno all’amore per la vita e alla forza di non arrendersi di fronte alle difficoltà, un viaggio alla scoperta dei propri limiti con il desiderio di superarli o anche solo di riconoscerli.

Luca Paiardi_tennis (2)Neanche il tempo di riposarsi e Luca è già in pista per una nuova sfida: i Campionati Assoluti di Tennis in Carrozzina. Appuntamento imperdibile per lo sport paraolimpico, quest’anno i Campionati avranno luogo dal 25 al 31 luglio prossimi presso il Monviso Sporting Club di Grugliasco, struttura storica del movimento tennistico piemontese e nazionale.

L’organizzazione dell’evento è affidata all’Associazione ADS Sport Happening ed alla sua presidente Margherita Vigliano, da sempre impegnata nella diffusione della pratica del tennis in carrozzina in Piemonte ed in tutta Italia.

Luca Paiardi_tennis (5)Circa 50 i protagonisti dell’evento, tantissimi i nomi di spicco che vedremo fronteggiarsi sulla terra rossa: Marianna Lauro e Giulia Capocci in campo femminile, in quello maschile il già campione italiano Fabian Mazzei, Silviu Culea, il torinese Ivan Lion, Antonio Cippo, Massimiliano Banci e i portabandiera dell’ASD Sport Happenings: Suraj Maurino ed il nostro Luca Paiardi. Continua a leggere “Luca Paiardi”

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Disabile, voglio trasferirmi all’estero. Cose da sapere

Articolo di Donata Viero

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Tante persone decidono di trasferirsi all’estero, complice anche il periodo di crisi economica che interessa l’Italia. In caso di disabilità ci sono alcune cose da sapere rispetto a tutele, prestazioni assistenziali, inserimento lavorativo, assistenza sanitaria etc…

Considerando i tempi odierni e la spinta abbastanza diffusa di molte persone, soprattutto giovani, che desiderano cominciare una nuova vita o dare una svolta alla propria carriera trasferendosi all’estero, abbiamo pensato di raccogliere in questo articolo le principali cose utili da sapere per chi, disabile, volesse fare questo salto.

Molte infatti sono le persone che desiderano vivere in un nuovo Paese, lo vediamo anche dal nostro Forum: spesso si è insoddisfatti della propria condizione in Italia, si vuole cambiare posto, si cercano aiuti più concreti, città più accessibili
Qui abbiamo cercato di raccogliere in un unico spazio tutte le informazioni che è utile conoscere e i riferimenti da utilizzare per darvi poi modo di approfondire la situazione Stato per Stato a seconda dei vostri progetti, precisando che per forza di cose questo articolo non vuole e non può essere del tutto esaustivo sulla materia.

CONSIGLI BASE – I primi consigli che vengono in mente quando si pensa a trasferirsi all’estero, sono quelli più comuni ma fondamentali:
– imparate bene la lingua del Paese di destinazione;
– informatevi bene sullo stile di vita, sulle tradizioni e le abitudini;
– informatevi bene sul costo della vita e su quanto lo Stato vi versa, considerando le vostre disponibilità economiche;
– già prima di partire approntate bene dove alloggiare e che pratiche richiedere una volta in loco;
– ricordate che ciascun paese ha sistemi assistenziali differenti, per cui informatevi bene su quali misure sono previste per i cittadini con disabilità; su come funziona l’assistenza sanitaria, ma anche su quanto sono accessibili le città, che considerazione c’è delle persone con disabilità e dei loro bisogni…
Tenete sempre presente che bisogna soppesare pro e contro in ogni caso, e ricordate che la vostra condizione italiana rispetto alla disabilità (cioè come siete riconosciuti invalidi e come siete tutelati a livello di inserimento lavorativo e agevolazioni fiscali nonché trattamenti pensionistici) non è automaticamente riconosciuta all’estero.
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Il posto giusto per me.

510d5mnpcpl-_sx317_bo1204203200_Il posto giusto per me. Storie di integrazione professionale di persone con disabilità è un libro di Michele Venni, pubblicato da Erickson nel 2004.

La società offre percorsi di formazione professionale diversi, perché tutti possano realizzarsi e dare il massimo di sé nella collettività. La persona disabile ha bisogno, a volte, di un percorso formativo specifico, che la aiuti a entrare nel mondo del lavoro. A occuparsi di questo è il Nucleo di integrazione lavorativa (NIL), attraverso un percorso che cerca di scoprire le capacità e le risorse di chi è disabile, per prepararlo alle mansioni adatte a lui. Questo volume narra le storie di alcune persone che, con l’aiuto di un NIL, sono riuscite trovare un posto di lavoro. Storie che dimostrano inequivocabilmente che il diversamente abile è soprattutto un uomo, con i suoi limiti e le sue risorse, come tutti.

 

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Esperienze di inserimento lavorativo per ragazzi autistici

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A Roma è tuttora in corso un progetto di tirocinio formativo a favore di tre ragazzi con Disturbo dello Spettro Autistico presso asili nido pubblici

Negli ultimi anni, il tema dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica è particolarmente affrontato, sul piano legislativo, ma ancora poco attuato, sul piano dell’esperienza e della fattibilità. Infatti, la Convenzione ONU su diritti delle persone con disabilità, ratificata dallo Stato italiano con la legge 18/2009, riconosce “il diritto al lavoro delle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri; segnatamente il diritto di potersi mantenere attraverso un lavoro liberamente scelto o accettato in un mercato del lavoro e in un ambiente lavorativo aperto, che favorisca l’inclusione e l’accessibilità alle persone con disabilità”.
Tuttavia, ancora oggi, questo diritto non è ancora espresso, e le persona con disabilità psichica e le loro famiglie affrontano, con grande difficoltà, la conclusione del percorso scolastico, senza che vi sia una prospettiva futura concreta.
Questo diventa particolarmente complesso nel caso delle persone con Disturbi dello Spettro Autistico, che richiedono un accompagnamento particolare, che risponda alle loro caratteristiche ed esigenze specifiche.
Quindi, spesso, con la conclusione del ciclo scolastico, le persone con autismo si trovano a non trovare una giusta collocazione: da una parte, non sono presenti Centri Diurni specializzati, dall’altra non possono avere accesso a percorsi di formazione, che tenga conto di un percorso individualizzato.

Per rispondere a questa necessità, dal mese di febbraio, a Roma è attivo il Progetto sperimentale “Crescere aiutando a Crescere”, realizzato dall’Associazione Il Filo dalla Torre ONLUS, in collaborazione con il IV Municipio di Roma Capitale, all’interno di un finanziamento della Regione Lazio, per il bando “Bene in Comune”.
L’obiettivo del progetto è quello di attivare un’esperienza di tirocinio formativo, a favore di tre ragazzi con Disturbo dello Spettro Autistico, presso asili nido pubblici, all’interno del territorio del IV Municipio, e di elaborare, attraverso questa esperienza, delle buone prassi, che possano sostenere il complesso processo di inserimento lavorativo di giovani adulti con disabilità, attraverso un percorso specifico di tirocinio formativo.
Per raggiungere questo obiettivo, sono stati realizzati diversi step, in modo da realizzare un accompagnamento graduale, non solo della persona con disabilità, ma anche della famiglia e di tutto il contesto, in cui viene realizzato il tirocinio:

o   Incontri di valutazione iniziali con i ragazzi coinvolti
o   Incontri conoscitivi con la famiglia
o   Incontri di formazione del personale scolastico coinvolto nel progetto
o   Incontri conoscitivi tra i ragazzi e gli operatori, inseriti nel progetto come tutor ed il personale scolastico
o   Incontri, con i genitori dei bambini normotipici inseriti al nido, per illustrare il progetto.
Questi diversi passaggi hanno permesso di accompagnare in modo efficace l’inserimento dei ragazzi nei contesti di tirocinio.

Al momento attuale, il progetto è in corso di realizzazione, e a fine giugno verranno raccolti, anche mediante l’uso di test e di schede di osservazione, i risultati raggiunti con questo progetto sperimentale, in modo da elaborare una successiva pubblicazione ed orientare esperienze future.

Articolo su Disabili.com