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Film con sottotitoli per bimbo non udente

Al Multiplex teatro Fasano di Taviano, in provincia di Lecce

Il Multiplex teatro Fasano di Taviano ha esaudito il desiderio di un bambino non udente. Il bambino in questione sognava di assistere alla proiezione al cinema di un film con i suoi personaggi preferiti. Per permettergli di godersi il film i gestori del cinema della provincia di Lecce hanno proiettato “I Me contro te, e la vendetta del Signor S” sottotitolato.

«Un grande grazie al direttore e tutto lo staff del cinema, è bellissimo che tutti possano andare a vedere un film, anche le persone speciali, grazie di cuore». Questa la recensione lasciata dalla madre del piccolo non udente protagonista di questa vicenda sulla pagina social del cinema di Taviano.

Alle parole della donna sono seguite quelle del responsabile della struttura, che dall’account del Multiplex teatro Fasano ha voluto ringraziare la casa di distribuzione del film, la Warner Bros Italia, che ha risposto presente alla. «Ci auguriamo – si legge sulla pagina del cinema – che questa esperienza possa ripetersi in futuro anche con altri bambini e persone speciali»

 

Articolo su Dal Sociale 24

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Matilde

 

Il cortometraggio del 2013 lo firma il regista bitontino Vito Palmieri. “Matilde”, prodotto dalla bolognese Agfa/Fiadda (Associazione genitori con figli audiolesi) in collaborazione con Maxman coop, Elenfant Film e Immaginarium ArtComStudio, è interamente interpretato da attori sordi. Il film breve racconta di una bambina dall’intelligenza vivace che “combinando le suggestioni ricevute dal suo maestro, l’interesse per gli strumenti da parrucchiera della madre e la passione per il tennis, la protagonista cerca una soluzione drastica e sorprendente per ritrovare la serenità”.

Pur essendo di poche parole, Matilde è una bambina dall’intelligenza vivace e dalla personalità spiccata. Tra i banchi di scuola, però, c’è qualcosa che sembra turbarla. Combinando le suggestioni ricevute dal nuovo maestro, l’interesse per gli strumenti da parrucchiera della madre e la passione per il tennis, Matilde cerca una soluzione drastica e originale per ritrovare la serenità.

“Matilde”, il cortometraggio del regista pugliese Vito Palmieri, ha vinto al TIFF, Toronto International Film Festival, nella sezione Kids. Dopo aver conquistato nelle ultime settimane le giurie del Riff, Rome Independent Film Festival, e del Festival del cinema europeo di Lecce

“Nei miei lavori ho spesso raccontato storie su bambini – racconta il regista – Rappresentare il quotidiano di una bambina sorda è stata un’esperienza nuova. Ho cercato di fare un film con un’impronta sociale forte senza tralasciare delicatezza e una punta di ironia”. La sezione della Berlinale Generation nasce nel 1978 per raccogliere lavori sul mondo di bambini e adolescenti. I vincitori si aggiudicheranno l’Orso di Cristallo. Il corto verrà proiettato durante la Berlinale l’11, 12 e 17 febbraio. Palmieri, nato a Bitonto nel 1978, ed è laureato in Filmologia al Dams di Bologna. Tra i suoi lavori, “Tana libera tutti”, candidato nello stesso anno ai David di Donatello e “Il valzer dello Zecchino”, miglior documentario ad Annecy.

 

Matilde su Cinema Italiano

Matilde su Repubblica.it

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Sesso e disabilità, le domande che non avete il coraggio di fare

sesso-disabiliA Lecce un progetto vuole dare risposta alle molte domande e curiosità sul tema disabilità e sessualità

Come vivono il sesso le persone con disabilità? Ma riescono a farlo in carrozzina? Si sente piacere? È più difficile avere una relazione d’amore quando si è disabili? Sono solo alcune delle curiosità – di solito inespresse – che la persona normodotata può avere, e che spesso restano senza risposta, aumentando così quella distanza anche culturale tra chi ha una disabilità e chi no.
Per accorciare questo gap in maniera competente, l’Università del Salento ha messo in campo un progetto che dà libero spazio alle domande – anonime – rispetto a sessualità e disabilità, con risposte che saranno fornite tanto dai diretti interessati, quanto da professionisti della materia.

locandina di AbbattitabùIl progetto si chiama “Abbattitabù. Sesso, amore e disabilità? Supera il tabù e accendi la tua curiosità”, ed è nato dalla collaborazione tra l’Ufficio Integrazione Disabili dell’Ateneo e la Struttura Sovradistrettuale di Riabilitazione della ASL Lecce (Servizio di Consulenza Sessuologica alle persone disabili). Si tratta di una sperimentazione che si inserisce in un percorso avviato da tempo dai due Enti, sulla base di un apposito protocollo d’intesa, per rimettere al centro dell’attenzione le persone con disabilità nelle varie dimensioni di studio, lavoro, tempo libero e affettività.

LE CASSETTE DELLE DOMANDE – Per raccogliere le domande o le curiosità di questo argomento, sono state posizionate quattro cassette postali, ben riconoscibili grazie ad una grafica ad hoc, presso quattro punti cardine del mondo universitario leccese: l’Ufficio Integrazione (Palazzo Parlangeli, piano terra), la Biblioteca interfacoltà (Studium 2000), le segreterie studenti di Palazzo Codacci-Pisanelli e del complesso Ecotekne. Le cassette saranno accessibili alle persone con disabilità motoria (e quindi posizionate ad altezza adeguata alle carrozzine), e il testo avrà anche la trascrizione in braille. Qui chiunque, con o senza disabilità, potrà imbucare la propria domanda, riflessione, curiosità rispetto al tema della sessualità e affettività delle persone disabili.

IL TIPO DI RISPOSTE – Per evitare i normali imbarazzi che l’argomento potrebbe comportare, le domande potranno essere anonime, mentre le risposte, che verranno pubblicate  la prima settimana di ogni mese sulla pagina Facebook dedicata, saranno fornite sia da esperti del Servizio di Consulenza Sessuologica alle persone disabili della Asl Lecce, ma anche da ragazzi con disabilità, che si baseranno sulla loro esperienza. Si tratta di alcuni studenti universitari disabili che stanno seguendo un percorso di “peer educator”.
“In generale si parla poco di affettività e sessualità – dice Serena Grasso a nome degli studenti “peer educator” – ma di affettività e sessualità dei disabili non si parla proprio. Questo progetto intende rompere questo tabù, appunto, e noi ci stiamo mettendo la faccia. Ci rivolgiamo a tutti, anche alle persone non disabili che vogliono avere maggiori informazioni. Le risposte più tecniche saranno date in collaborazione con gli operatori della ASL, di esperienze di vita parleremo noi”.

LA PAROLA AI RAGAZZI – Il progetto “Abbattitabù” proseguirà con incontri tematici, proiezioni di film e altre attività che saranno organizzate anche in seguito alle sollecitazioni che emergeranno dalle lettere che arriveranno, fa sapere il Direttore della Struttura Sovradistrettuale di Riabilitazione della ASL Lecce, Antonio Antonaci, il quale dichiara: “Ci occupiamo da anni di questo tema, ma ci stiamo muovendo per farlo in maniera più strutturata. Per questo è molto importante la collaborazione con l’Università, per uscire allo scoperto grazie anche alla partecipazione attiva degli studenti. Spesso su queste tematiche prevale la paura e la riservatezza, affrontare questi temi è invece un arricchimento che permette a tutti noi di conoscere più da vicino il mondo della disabilità”.

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Malati di Sla, riapre in Puglia l’unica spiaggia attrezzata in Italia

articolo di Cristina Marrone

A San Foca apre per il secondo anno lo stabilimento balneare totalmente gratuito per persone con disabilità neuromotorie. A disposizione infermieri, bagnini con formazione specifica, bagni ad hoc e box infermieristico completo di attrezzature mediche.

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L’idea

«Tutti al mare» nasce da un’idea di Gaetano Fuso, 39 anni, colpito tre anni fa dalla Sla. Grazie alla sua tenacia e a quella della moglie Giorgia Rollo è stata fondata l’Associazione di promozione sociale «2HE» che, in collaborazione con il Comune di Melendugno, il sostegno dell’Asl di Lecce e l’incessante attività di amici-volontari, hanno realizzato questa idea, diventata un progetto-pilota. «Quando a mio marito è stata diagnosticata la Sla ci è caduto il mondo addosso – racconta Giorgia Rollo – . Prima di tutto la paura di non farcela, lo smarrimento, ma un gruppo di amici coi quali ci siamo ritrovati dopo venti anni ci ha trasmesso molta energia e tutti insieme abbiamo coniato lo slogan “Io Posso”, che poi è diventato un vero progetto, e “Tutti al mare è una tappa».

Il successo dello scorso anno

L’anno scorso, con l’apertura di stagione il 3 agosto, in poco meno di 50 giorni la Terrazza ha ospitato 82 persone, per un totale di 308 prenotazioni: in media ogni utente ha soggiornato più di tre volte. Durante la settimana di Ferragosto , quando tutti i giorni si è registrato il sold out, gli utenti che non hanno avuto la possibilità di prenotare a causa dell’indisponibilità delle postazioni, tutte ormai già assegnate, hanno ugualmente usufruito della passerella e degli ausili disponibili per la balneazione e lo spostamento sulla sabbia.

Progetto pilota

«Quest’anno la spiaggia ha aperto il 2 luglio e ogni giorno registriamo il tutto esaurito – racconta Giorgia Rollo – e tantissime persone, anche da fuori Regione sono venute a trovarci per fare il bagno nel nostro mare. La nostra, purtroppo, è ancora una realtà unica in Italia, anche se alcuni comuni in questi mes ici hanno chiesto informazioni per replicare la struttura». La fruizione della Terrazza è totalmente gratuita e le postazioni sono facilmente prenotabili on line attraverso la registrazione al sito www.terrazza.ioposso.eu, all’indirizzo mail terrazza.ioposso@gmail.com e telefonicamente al 366 1810331. Il responsabile della terrazza provvede anche a registrare il tipo di disabilità dei fruitori per tracciare una mappatura del bacino d’utenza, utile per i futuri progetti dell’Associazione 2HE.

Articolo su Corriere.it