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Carne Viva

41t1vldq8flCarne Viva è un libro di Ruth Rendell pubblicato in Inghilterra nel 1986.

Inghilterra, anni Ottanta. Victor Jenner è stato incarcerato per il ferimento di un poliziotto, David Fleetwood, a cui ha sparato durante la fuga dal luogo dove aveva appena commesso uno stupro. Dopo dieci anni esce di prigione e si trova a ricominciare tutto daccapo: non ha soldi, non ha un lavoro, non ha amici. Ha solo le sue vecchie, ossessive fobie. E così si rimette a cercare l’unica persona che lo ricolleghi al passato, Fleetwood, ormai condannato a una vita da disabile.

Carne tremula è un film del 1997 diretto da Pedro Almodóvar, liberamente tratto dal romanzo Carne viva della scrittrice inglese Ruth Rendell.

 

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Io sono così

31ktnceb7zl-_bo1204203200_Io sono così è un libro di Franco Bomprezzi pubblicato da Il Prato nel 2003

Un bambino dalle ossa di cristallo guarda il mondo da una finestra e ne scopre, piano piano, un anno dopo l’altro, la bellezza: le carezze del vento, il turbinio dei granelli di sabbia, un tramonto sull’oceano, le mani di una compagna. Le sensazioni sono forti perché a quel bambino ne mancano altre: è per questo che la sua vita, in un sommario bilancio, si rivela ricca e piena, anche se percorsa, nel profondo, dal dolore, anche se vissuta sempre in salita. E da qui, da queste radici di sofferenza e da una rabbiosa voglia di vivere, nasce un impegno professionale e civile di grande spessore.

 

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Il coperchio del mare

310m3wrf1cl-_bo1204203200_Il coperchio del mare (海のふた Umi no futa?) è un romanzo della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto pubblicato da Feltrinelli nel 2007.

Mari si è appena laureata ed è tornata a vivere nel suo paese natale, dove ha deciso di aprire un piccolo chiosco di granite. Quest’estate sua madre ospita Hajime, la figlia di una cara amica, che sta attraversando un periodo molto difficile a causa della morte della nonna. Mari non è affatto entusiasta: è indaffarata col chiosco appena avviato e pensa di non avere tempo per fare compagnia a una ragazza così piena di problemi. Oltre a brutte cicatrici che le ricoprono il corpo, dopo la morte della nonna Hajime si rifiuta di mangiare e di uscire di casa. Ciononostante le due ragazze a poco a poco diventano amiche e Hajime inizia ad aiutare Mari nel lavoro. Il resto del tempo lo trascorrono tra nuotate in mare, passeggiate sulla spiaggia e lunghe chiacchierate, sempre sullo sfondo di un incantevole paesaggio marino. E il mare sembra essere il vero protagonista del romanzo, con i suoi misteri e le creature che si celano negli abissi, una presenza costante e rassicurante nella vita di Mari, e un balsamo per l’anima ferita di Hajime. Sul finire dell’estate, quando l’acqua diventa di giorno in giorno più fredda e il vento sulla spiaggia solleva i granelli di sabbia nella tiepida luce di settembre, Hajime parte per fare ritorno a casa. Mari è molto triste, ma il ricordo della loro amicizia l’aiuterà a superare anche la solitudine dei lunghi mesi invernali. Forse non è riuscita a risolvere del tutto i problemi dell’amica, ma sicuramente l’ha aiutata a guardare al futuro con maggiore fiducia.

 

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Speranza

email abbiati - abbiati -“Riccio sospirò, guardò il soffitto bianco e pensò che tutte quelle frasi che fino a quel momento gli sapevano di banale adesso erano intrise di valore. Ora aveva una verità, un inizio da cui ripartire. Scoprì il valore della vita solo quando stava per baciare la morte, così come il peso che si dà alle cose, quando non ci sono più. Da questo incontro, Riccio, aveva capito che si danno immagini piacevoli a quello in cui si spera, che la mancanza delle persone che ci hanno abbandonato è troppo forte e per questo le ritroviamo almeno in quell’ipotetico aldilà, fatto di sogni, di desideri e di speranze.”
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Da bambina volevo fare l’astronoma

cdbambiniprotagalcomp_1Da bambina volevo fare l’astronoma è un libro di Laura Mancini pubblicato da Edizioni Junior nel 2001.

In questo libro convivono le forme del saggio, del manuale, del racconto di esperienze con forti richiami poetici. Nella combinazione di questi elementi, l’autrice mette in atto un’alchimia destinata a porre l’attenzione sul Dolore e la Malattia e sulla possibilità, attraverso la comprensione, di “interferire” con una pratica di Espressione, con l’uso del Linguaggio del Colore in particolare. Una pratica che, nella sua valenza terapeutica, può condurre ad una condizione di autoguarigione, sempre che la persona lo voglia.

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Il silenzio degli innocenti (romanzo)


il-silenzio-degli-innocenti-thomas-harris-horror-thrillerIl silenzio degli innocenti
è il terzo romanzo dello scrittore statunitense Thomas Harris, pubblicato nel 1988.

È il secondo libro, dopo Il delitto della terza luna, in cui compare il personaggio dello psichiatra serial killer Hannibal Lecter.

Nel 1991 ne è stato tratto un film omonimo, interpretato da Anthony Hopkins e Jodie Foster, che ha vinto 5 premi Oscar.

La comparsa di un assassino seriale con la brama di scuoiare le sue giovani e belle vittime, spinge Jack Crawford ad assegnare alla promettente Clarice Starling il compito di risolvere il caso. E la chiave è interrogare il serial killer Hannibal Lecter, recluso da oltre otto anni nel Chesapeake (in seguito Baltimora) State Hospital, diretto dal “dottor” Chilton. L’FBI ritiene che Lecter possa sapere molte cose su “Buffalo Bill” (Jame Gumb), e poiché rifiuta di aprire la sua mente, forse una giovane donna può far leva sulla sua folle genialità.

Clarice fissa un “appuntamento” con l’omicida, ma viene messa in guardia sia da Crawford che da Chilton: è importante non rivelare nulla di sé stessi, o mostrarsi troppo disponibili con Lecter.

Il cannibale mostrerà subito di avere sensazionali capacità mentali, di gran lunga superiori al normale, e Clarice scoprirà che la sincerità è la chiave per discutere con Lecter, per non lasciare che faccia dei suoi questionari dei semplici origami o che la possa prendere in giro. Così fornirà alla detective il primo, fondamentale indizio per scovare Buffalo Bill: cercare i valentini nell’auto di Benjamin Raspail (un vecchio paziente, e vittima, del dottor Lecter). Clarice scoprirà un vecchio magazzino appartenuto alla vittima di Lecter, dove all’interno di un’automobile d’epoca troverà una testa in formalina. Quella, rivelerà Lecter, di un marinaio chiamato Klaus, l’amante di Raspail. Tornata a parlare col cannibale, egli svela il motivo per cui Buffalo Bill uccide: “vuole fare un panciotto con le tette”. Lecter scende a un patto: aiuterà nelle indagini se avrà una cella con una finestra.

Trovata la sesta vittima, Starling aiuta Crawford nell’autopsia e trova la crisalide di un insetto nel palato molle della ragazza. L’agente fa esaminare la crisalide da due esperti e si scopre che l’insetto è una Acheronthia Styx, detta Testa di Morto per il suo disegno sul dorso. Poco dopo, anche nella testa di Klaus verrà trovata la crisalide dello stesso insetto, che cresce appena in Asia, e in America deve essere allevato per vivere.

La figlia della senatrice Martin, Catherine, viene sequestrata. La sua blusa viene trovata tagliata sulla schiena: il segno distintivo di Buffalo Bill. Per trovare in fretta Catherine Martin, Clarice propone un (falso) accordo a Lecter: la promessa, da parte della Senatrice, del suo trasferimento in un carcere dove potrebbe avere maggiori privilegi. Questo accordo viene in realtà “siglato” da Crawford, la Senatrice non ne sa nulla né conosce Clarice Starling.

Lecter, dal canto suo, opta per un patto con Clarice: lui darà maggiori informazioni su Bill, se lei parlerà della sua vita. Egli spiega che il “nostro amico” ha problemi psichici riguardo alla sua sessualità. Egli non è un vero transessuale, ma vorrebbe esserlo, e per le sue turbe psichiche è stato rifiutato da tutti i centri di chirurgia dove si pratica il cambio del sesso. La farfalla è la metafora del cambiamento, di ciò che è e di ciò che vorrebbe veramente essere. Clarice, invece, parla del suo passato. La morte di suo padre, e i due mesi passati nel ranch in Montana dello zio, tra pecore e cavalli.

Una volta che Clarice è andata via, Lecter ricorda tutta la conversazione avuta al tempo con Benjamin Raspail. Prima vi era Klaus, poi arrivò il geloso Jame, che uccise il marinaio e ne conservò la testa nel frigorifero e usò la pelle per cucirsi un grembiule. In quell’occasione, Raspail aveva anche fatto conoscere Jame al suo psichiatra, il dottor Lecter, di cui si fidava ciecamente.

Chilton svela l’inganno di Crawford: non c’è nessun accordo, nessuna cella con vista. Ma lui ha, invece, un affare autentico: il trasferimento di Lecter in Tennessee, dove i poliziotti usano le manette al posto delle camicie di forza, e niente maschera da hockey. Lecter decide di rivelare la verità su Bill solo alla Senatrice Martin, e Chilton accetta. Il direttore del manicomio non sa che Lecter si è costruito con pochi pezzi di plastica una perfetta chiave per aprire le manette, e che la conserva in bocca.

In Tennessee, il cannibale, in camicia di forza e maschera sul volto, svela la “verità”. Occhi azzurri, capelli biondi, alto, robusto, ottima forza fisica, età sui trentacinque anni, il suo nome è William Rubina, detto anche Billy. Il giorno successivo al suo trasferimento, Clarice gli fa visita con l’idea di portargli i suoi disegni, e continuano la conversazione. La donna svela la sua verità: dopo aver passato due mesi nel Montana, era fuggita a cavallo, il più lontano possibile. Ciò che l’aveva spinta a scappare erano le urla degli agnelli che il fattore stava macellando. E lei sentiva le loro urla ogni notte, e ogni volta le si gelava il sangue. Per questo era fuggita, per questo era all’FBI: per far tacere gli agnelli.

La conversazione viene interrotta da Chilton, ma in compenso, Lecter ha compilato il questionario. Lo consegna a Clarice attraverso le sbarre, sfiorandole un dito con la promessa di rivedersi presto. “Me lo dirai quando quegli agnelli smetteranno di gridare, vero?”, le grida da lontano.

Il silenzio degli innocenti (romanzo) – Wikipedia

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Psycho (romanzo)

41y95rstpjl-_sx358_bo1204203200_Psycho è un romanzo del 1959 di Robert Bloch. È il più famoso romanzo dello scrittore statunitense, da cui è stato tratto l’omonimo film di Alfred Hitchcock.

Nella prima edizione italiana (Garzanti- collana “le tre scimmiette”, 1959) il titolo originale del romanzo venne cambiato in Il passato che urla. Solo a partire dal 1965, dopo il successo del film di Hitchcock, le successive edizioni e traduzioni mantennero il titolo originale.

Mary Crane è un’impiegata nella compagnia immobiliare “Lowery Agency”. Versa in condizioni economiche piuttosto precarie e, quando un cliente di Lowery, Tommy Cassidy, decide di acquistare una casa per la propria figlia, pagandola ben 40.000$, si presenta un’occasione molto allettante agli occhi di Mary: dato che il pagamento è avvenuto in contanti, Lawery chiede a Mary di portare tutto il denaro in banca, per poi svolgere tutte le relative pratiche il lunedì seguente.

Mary, invece, decide di tenere per sé l’intera somma, e di usarne una parte per appianare i debiti di Sam, un uomo conosciuto in una crociera con cui desidera sposarsi. Allora parte subito per Fairvale, la cittadina in cui vive Sam, lasciandosi alle spalle la caotica Phoenix. Mary non è una ladra, e non è assolutamente in grado di comportarsi senza destare sospetti; infatti, per paura di essere rintracciata cambia per due volte la propria auto, acquistando le sostitute da autorivenditori che trova lungo la sua strada, destando in questi molti sospetti. Però, durante la fuga, le capita di perdersi e di percorrere il tracciato della vecchia autostrada, ormai quasi in disuso. Attorno a lei infuria un temporale e, quando scorge l’insegna del Bates Motel, decide di fermarsi lì per la notte. Qui incontra il proprietario del motel, Norman Bates. Norman è un uomo di bassa statura, grasso, che vive da solo con la madre. Il padre è morto quando era ancora molto piccolo, e non ha mai avuto altra figura di riferimento che quella dell’onnipresente madre, che lo tiene inchiodato con un pugno di ferro. Lui la disprezza per il fatto che lei lo ritenga un buono a nulla, un incapace, ma allo stesso tempo non può fare a meno di lei.

Dopo aver assegnato una stanza, la numero 6, a Mary (che si firma Jane Wilson), Norman la invita a cenare con lui, per non doverla costringere a percorrere l’ulteriore miglio che separa il motel dal ristorante più vicino. Durante la cena, Norman parla dei problemi che ha con sua madre e Mary gli domanda se non fosse meglio metterla “in qualche posto”. Questa frase scatena l’ira di Norman che, resosi conto dell’eccessività della sua rabbia, tenta di scusarsi. Finita la cena, Mary ritorna nella sua stanza, dove si spoglia per fare una doccia. Ormai è pentita del furto, e vuole tornare a Phoenix per rimettere a posto le cose. Però, purtroppo, mentre si sta facendo la doccia, la madre di Norman, Norma Bates, entra nella stanza da bagno con un coltello da macellaio e la fredda tagliandole la testa.

Giorni dopo, Lila Crane fa la sua comparsa a Fairvale, nel negozio di ferramenta di Sam Loomis, poiché è convinta che Mary sia fuggita per raggiungerlo. In realtà è da parecchio tempo che anche Sam non vede Mary, che credeva fosse ancora al suo abituale lavoro a Phoenix. Nello stesso momento fa la sua comparsa in scena un personaggio finora ignoto: Milton Arbogast. È un investigatore privato, assoldato dalla “Lawery Agency” per scoprire che fine hanno fatto i 40.000$ sottratti da Mary. Cassidy e Lawery non hanno interesse a denunciare Mary, purché questa restituisca il denaro trafugato, quindi hanno incaricato Arbogast delle indagini.

L’investigatore è riuscito a ritrovare le tappe bruciate dalla fuga di Mary, ma perde le sue tracce all’imboccatura dell’autostrada. Decide dunque di proseguire fino a Fairvale, convinto che si trovi all’interno della cittadina, o nei suoi dintorni. Appurando che invece Sam non ha la minima idea di dove possa trovarsi, decide di tornare indietro e si imbatte nel Bates Motel, dove ha un colloquio con Norman. Dopo il breve “interrogatorio”, Arbogast telefona a Lila e Sam, riferendo quanto ha scoperto. L’investigatore però non si dichiara soddisfatto e dice di voler tornare indietro per parlare con la madre di Norman. Questa, avvertita da Norman dell’arrivo dell’investigatore privato, decide di prendere in mano la situazione: si trucca, accoglie Arbogast nell’ingresso della propria casa e lo sgozza con l’ausilio di un rasoio.

Norman fa sparire anche il cadavere di quest’ultima vittima, ma è tormentato dal terrore di essere scoperto. Nel frattempo Sam e Lila, messi in allarme dall’improvvisa scomparsa di Arbogast, decidono di far visita a loro volta al misterioso motel: si fingono marito e moglie, per non destare i sospetti del gestore e, approfittando dell’assenza di Norman, frugano il motel palmo a palmo. Al ritorno di questi, Sam ordina a Lila di tornare a Fairvale per condurre lo sceriffo al motel, mentre lui tiene occupato Norman con una chiacchierata…

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Psycho – romanzo -Wikipedia

Famosa scena doccia del film Psycho tratto dall’omonimo romanzo di Robert Bloch

(Alfred Hitchcock – 1960)

 

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Bambino per sempre

Bambino per sempre è un libro scritto da Cristóvão Tezza e tradotto in italiano da M. Baiocchi, pubblicato da Mondadori nel 2012.

31d0u5nczul-_bo1204203200_A ventotto anni Cristovão disoccupato e aspirante scrittore con un passato da contestatore borioso, è felice di diventare finalmente padre. Il destino però gli ha giocato un brutto scherzo: il suo piccolo Felipe è affetto dalla sindrome di Down, una malattia genetica che lo costringerà a uno sviluppo ritardato e mai completo, a una perenne infanzia, a una irrimediabile fragilità. Il mondo allora gli crolla addosso e una rabbia sorda lo travolge, contro tutto e contro tutti. Eppure la vita è generosa di sorprese e, giorno dopo giorno Cristovão comincia a guardare quel bambino con occhi diversi. Si scopre ad ascoltare i suoi bisogni, a condividere le sue gioie, a superare insieme le difficoltà, a volergli bene. E paradossalmente Felipe, che non può crescere, farà crescere suo padre: con la sua disarmante presenza, quel bambino per sempre trasformerà un giovane freddo e indifferente in un adulto, tormentato, sì, ma amorevole, attento, infaticabile nell’assistere il figlio, con cui instaura un rapporto d’affetto avvolgente e coinvolgente. Una storia d’amore e di speranza: solo dopo vent’anni l’autore è riuscito a scrivere del suo dramma personale. Perché la sua esperienza possa essere d’aiuto ad altri padri e figli.

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