Pubblicato in: Poesie

U Megghiu Amicu

Quannu eramu picciriddri
iucavamu sempri insemmula,
prima n’ammucciavamu
e poi n’attruvavamu.

Crisciamu e u ni spartiamu mai,
iamu a la scola insemmula,
tu caminavi
e iu ti vinia d’appressu.

Tu pallavi e iu riria,
iu pallava e tu ririi,
ti taliava e li to occhi erano sempri addrumati,
mi taliavi tu e li me occhi eranu sempri cuntenti.

Ricordo quannu ti facisti zitu
e tu ricordi quannu iu mi fici zitu.
Eri troppu beddru quannu ti maritasti
e forsi eru beddru puru iu quannu mi marità.

Eru cu tia quannu nascì to figghiu
e tu eri cu mia quannu nascì me figghia.
Ora su fatti ranni li nostri figghi,
un chianciunu chiù quannu hannu fami.

Ora chianciu iu,
tu t’mmucciasti ma
iu ti cercu sempri,
puru chi sacciu runni si.

Iu vegnu sempri sulu i tia,
ti portu li ciuri,
taliu u marmu
e taliu a to fotografia.

Ma un ci si chiù,
tu un ti preoccupari,
a to figghiu e a to mugghieri un ci fazzu mancari nenti,
puru si un mi l’addumannanu.

Canusciu u to cori ranni,
mi lu insignasti tu socchè lu cori.
Sacciu soccu c’era rintra lu to cori
e rintra lu me cori ci si sempri tu.

 

Piero Cancemi

U megghiu amicu – LOPCom

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Il bacio

Una sera mi ritrovai in un locale con Caterina, avevo sempre avuto un debole per lei. Avevamo diversi amici in comune e ci ritrovavamo spesso insieme. Io ero fidanzato con Martina ma non rinunciavo mai a una birra con i miei amici e quel giorno mi ritrovai, ancora una volta, a chiacchierare con Caterina. Lei aveva lunghi capelli color castano cioccolato, era magra e bassina, aveva la carnagione scura e i suoi splendidi occhi castani perlati splendevano ed erano sempre vispi e accesi. Lei non era soltanto una bellissima ragazza, lei era sempre allegra ed io ho sempre avuto un debole per i sorrisi delle donne. Parlavamo e ridevamo insieme ai nostri amici e quella sera ci ritrovammo tutti in piedi dopo che il locale si era affollato. Caterina sapeva che io ero fidanzato ed io sapevo che lei ogni tanto si vedeva con il suo ex fidanzato, ma non parlavamo mai di queste cose, noi parlavamo e ridevamo, bevevamo e scherzavamo. Mi piaceva tanto e non glielo nascondevo, lei mi faceva capire che apprezzava i miei sguardi così come io apprezzavo i suoi sorrisi. Le agguantavo le mani e gliele sfioravo, lei mi si avvicinava ma dopo tornava indietro, eravamo come due ragazzini, ma di vent’anni. Tra le varie chiacchiere ci accorgemmo che ci eravamo separati dal gruppo. Io allora la avvicinai a me agguantandole il bacino da dietro e le sussurrai:
“Mi fai impazzire!”.
“Anche tu!” mi rispose avvicinando le sue labbra alle mie.
Allora io le allungai, ma lei si tirò indietro dicendomi:
“Usciamo fuori, qui ci vedono gli altri, abbiamo situazioni sentimentali complicate, non peggioriamole”.
“Va bene Caterina. Dividiamoci allora. Io esco prima e ti aspetterò fuori se hai voglia di baciarmi”, le dissi guardandola negli occhi.
“Sì, ho voglia di baciarti, aspettami fuori” mi rispose sorridendo.
Io uscii fuori, misi le mani in tasca e con lo sguardo felice mi misi ad aspettarla. Ero contento, non pensavo a nient’altro al di fuori di lei.
Aspettai 10 minuti, poi 20 e quando divennero 30 decisi di entrare.

Lei uscì fuori dal locale mentre io stavo per rientrare, non feci in tempo a sorridere che lei mi si catapultò sulle labbra. Io la strinsi forte e la sollevai lievemente mentre le nostre lingue si sfioravano, poi la adagiai nuovamente sulle sue gambe e guardandola negli occhi con il mio naso poggiato al suo le dissi:
“Mi piaci un casino, da sempre, io voglio solo te”.
“Anche tu mi piaci un casino da sempre, anch’io voglio solo te”.
Da lì iniziò la nostra storia d’amore, io e Martina ci separammo e mi lasciai trasportare solo dal piacere e dalla passione che condividevo con Caterina. Continuammo ad uscire insieme ai nostri amici ma non ci dividemmo mai più, eravamo fatti l’uno per l’altra e non volevamo separarci. Sono passati gli anni, siamo riusciti a laurearci, abbiamo trovato un lavoro ciascuno, ci siamo sposati, abbiamo avuto 2 figli e continuiamo ad amarci follemente.

Ma in realtà non è andata così.
È vero che, da ragazzini, quando io e Caterina decidemmo di uscire fuori dal locale aspettai 10 minuti, poi 20 e quando divennero 30 decisi di entrare. Ma lei non la incontrai. Entrai nuovamente dentro il locale e vidi Caterina che parlava con il suo ex fidanzato. Io tornai tra i nostri amici e ogni tanto lanciavo un’occhiata verso di lei per vedere quando si sarebbe liberata, ma non accadde. Quando il locale stava per chiudere l’unica cosa che vidi fu lei che baciava il suo ex fidanzato. Io capii che quella sera non avrei baciato nessuno, quella sera tornai a casa e il mio modo di vivere non cambiò. Non lasciai la mia ragazza e tutto proseguì per il meglio nell’unica direzione in cui avevo iniziato, ma ancora oggi mi pongo domande a riguardo.
Può un bacio cambiare le nostre storie? Può un bacio condizionare le nostre decisioni? Può un bacio cambiare le nostre vite?
Non lo so, ma l’unica cosa che so è che quel mancato bacio non è mai esistito e che mai è scomparso dalla mia testa.
Una delle mie figlie si chiama Caterina ed io non ho mai spiegato a mia moglie perchè mi piacesse quel nome, per me ha sempre rappresentato il nome di un bacio e mia figlia avrà sempre tutti i baci che vuole.

 

Il bacio – Meetale.com

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Amare

piero“Amare è quando si ha la voglia di stringersi il più forte possibile in silenzio e baciarsi sempre come se fosse l’ultimo bacio; è quando ti addormenti felice nello stesso letto con la persona che bacerai, stringerai e coccolerai anche la mattina seguente; è quando si smette di usare il singolare quando si vuole fare qualcosa. Allora, forse, comincio a ricordare cosa vuol dire amare.”
[La bestia non si ferma, p.19]

Pubblicato in: Pensieri e Citazioni

Secondi

a volte basta solo un secondo,
il secondo in più mentre si fa l’amore, il secondo che si impiega a fare un passo falso dove non c’è pavimento, il secondo in cui era meglio spostare la testa, il secondo che si impiega a sbattere la porta in faccia, il secondo in cui ci si guarda negli occhi, il secondo che si capisce di essere innamorati, il secondo in cui soffiamo su una candelina, il secondo che sospiriamo, il secondo in cui si fa un gemito, il secondo in cui si apre una porta, il secondo in cui sputi sul volto di chi lo meritava, il secondo che si da un pugno all’armadio, il secondo in cui prendi una decisione, il secondo in cui dici Sì, il secondo che si guarda l’orario, il secondo in cui capisci che è tardi, il secondo necessario per fare un click, il secondo in cui fai l’occhiolino, il secondo per fare anche una pernacchia, il secondo per sorridere, il secondo in cui si inizia a piangere, il secondo che chiudi il telefono in faccia, il secondo in cui si scivola e il secondo che aspetti solo di poter tornare a galla.
Ci spaventiamo sempre dei secondi, a volte li odiamo e a volte li amiamo questi maledetti secondi, ma alla fine riusciamo sempre a contarli, come questi 75 secondi impiegati per leggere queste parole.

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Piero Cancemi