Pubblicato in: Racconti, Validi

San Valentino

Aspetto questo giorno da un anno intero. Ho organizzato tutto nei minimi dettagli. Per San Valentino ho prenotato un tavolo nel miglior ristorante di Bologna. Mi sono permesso di acquistare tutti i posti disponibili e utilizzare per noi due solo il tavolo posto al centro della sala. Andremo vestiti come al solito, come faccio tra un aperitivo e l’altro. Io indosserò il nuovo vestito Gucci, ma indosserò la cravatta Cavalli, anche se a te non piace dato che gli abiti Cavalli sono sempre troppo colorati ed eccentrici, ma io sono trasgressivo lo sai bene. Tu sarai bellissima come al solito, con decolletè dal tacco 12 e il tuo vestitino attillato Louis Vuitton, abbellito dal solito Chanel su tutto il corpo. Sicuramente avrai ciglia finte che faranno pan-dan con le tue sopracciglia tatuate. Io mi farò le sopracciglia ad ali di gabbiano come piacciono a te. Ormai ti conosco troppo bene. Per la serata non volevo sperperare, ho ingaggiato un quartetto d’archi che ci accompagneranno durante la cena composta da un cracker integrale adagiato su un piatto in vetro di Murano. Mentre con il gruppo di strumenti a fiato pensavo di farti la proposta di matrimonio inginocchiandomi e piangendo dalle mie lenti a contatto colorate verde smeraldo, offrendoti l’anello di diamanti dalle dimensioni di un pugno costato solo una manciata di decine di migliaia di dollari.

Quanto romanticismo per questo San Valentino. Sai quanto ci tengo.

Oppure…oppure…oppure…

Restiamo in pigiama, ordiniamo una pizza dal Pakistano sotto casa, ci smezziamo un paio di Moretti da 66 e scopiamo come se non ci fosse un domani.

Quanto romanticismo per questo San Valentino. Sai quanto ci tengo.

Piero Cancemi

San Valentino su mEEtale

Pubblicato in: Racconti

Il Paggetto

paggettoSono seduto sulla sedia vestito a modino mentre aspetto il mio turno. Accanto a me è seduto un bimbo di 8 anni dai capelli castani. Lo guardo. Lui mi guarda e mi chiede “Come ti chiami?” io rispondo “Piero”. Gli domando “Tu?” mi risponde “Glauco”. Che bel nome, penso. Nella stanza ci sono altri due bambini, ma non voglio conoscerli.

Fabiana esce fuori dalla stanza e dice: “Ciao Glauco, cosa vuoi fare?”.

Lui si alza in piedi e fa una spaccata sul pavimento. Entrambe le gambe sono completamente dritte. Resto sbalordito. Poi si rimette in piedi e si posiziona in verticale con le mani sul pavimento. Resto sbalordito ancora una volta. Penso che Glauco è proprio bravo.

Fabiana fa un piccolo applauso sorridendo e poi si rivolge verso uno dei bambini seduto sulla sedia: “Gregorio, tu che vuoi fare?”. Il bambino sorride mentre tira fuori dallo zaino una chitarra. Poi dice: “Ciao Fabiana! Io pensavo di suonarti Hallelujah di Leonard Cohen, ma facendo la stessa versione di Jeff Buckley. Io mi volto verso Glauco domandandogli a bassa voce: “Quanti anni ha Gregorio?”, “6!” mi risponde senza esitare. Resto sbalordito. Mi emoziono mentre Gregorio suona la chitarra e canta con la sua splendida voce straziante. Al termine della sua esibizione Fabiana accenna una lacrima. Io mi fiondo in un abisso di inettitudine e inferiorità.

Il terzo bambino mi vede sconsolato, mi da una pacca sulla spalla e mi dice: “Non ti preoccupare, sei tu il migliore”. Io lo guardo e noto che parla seriamente quel bambino dai capelli a caschetto biondi e dagli occhi castani. Io sorrido e gli dico “Grazie”. Lui mi porge la mano e dice “Ciao, io sono Manuel”. Io felicissimo allungo la mia mano, ma arrivato vicino la sua Manuel l’allontana subito sulla testa portandola indietro tra i suoi capelli. Manuel ride forte. Che birbantello questo Manuel, penso. Resto triste e seduto al mio posto mentre lui continua a ridere.

Fabiana ci interrompe e dice: “Manuel, tu che farai al mio matrimonio?”.

Manuel la guarda e si mette subito in piedi sorridendo. È vestito con una camicia bianca sbottonata in cima e messa all’interno dei suoi pantaloni beige. Manuel inizia a camminare lentamente verso Fabiana guardandola con aria sognante ed entusiasta. Manuel tiene le mani unite rivolte verso l’alto e sbatte lentamente le palpebre mentre cammina piano. Fabiana guarda felice il bambino. Manuel giunge in prossimità e la osserva dal basso. Fabiana lo guarda felicemente. Manuel inizia a lacrimare sorridendo tenendo le mani rivolte verso l’alto e porgendole a lei. Fabiana si commuove. Manuel viene subito abbracciato da Fabiana. Io osservo rassegnato ancora una volta, Manuel ha dato una grande prova di recitazione immedesimandosi perfettamente nel ruolo da ricoprire. Io non sarò mai alla sua altezza. Manuel si scioglie dall’abbraccio ed inizia ad incamminarsi verso di me. Mi guarda. Sorride. Manuel si asciuga le finte lacrime e sorride. Manuel mi fa l’occhiolino, mi da una pacca sulla spalla e mi dice a bassa voce: “Non è facile, provaci”. Vuole spaventarmi Manuel, vuole mettermi alla prova, pensa che io non sarò mai bravo come lui.

Io lo guardo e metto il broncio, poi mi rivolgo a Fabiana “È il mio turno adesso?”. Lei mi risponde con freddezza: “No! Sarà Manuel il paggetto per il mio matrimonio”.

Io resto triste e le dico: “Ma perché? Perchè lui sa piangere? Perchè lui è più bello di me? Perchè è più simpatico di me?”

Fabiana mi risponde con rassegnazione: “No! Piero tu sei bravo maaah…tu hai 34 anni”.

Io resto triste. Inizio a piangere, ma questo non basta.

Ho deciso: quando avrò di nuovo 6 anni farò il paggetto.

Piero Cancemi – mEEtale

Pubblicato in: Racconti

Il Matrimonio

Cara famiglia devo darvi una notizia importante: MI SPOSO!
Cara Mamma ho pensato quello che potrebbe piacerti per queste nozze e forse farò così:
La chiesa in cui sarà celebrata la messa sarà a Napoli nella chiesa del Gesù Nuovo, con gli affreschi fatti dai massimi esponenti del 600 napoletano, la chiesa fu scelta come location d’eccezione per il celebre film di Vittorio De Sica “Matrimonio all’Italiana” con la Loren e Mastroianni.
Ma sono sicuro che a te non frega niente, a te importa solo ed esclusivamente accompagnarmi mentre tutti ti guardano e piangono commossi, quasi disperati dalla gioia. Infatti vorrei sposarmi lì perché a Napoli il matrimonio è vissuto da sempre con grande partecipazione ed emozione. Io inviterò almeno 5000 persone, tra queste 4950 saranno pagate da me per commuoversi mentre mi accompagni all’altare. Poi ci sarà la sposa accompagnata dal padre, anche in quella situazione le 4950 persone daranno il meglio di loro stessi per enfatizzare il prestigioso avvenimento.
Terminata la cerimonia ci saranno applausi e inchini, poi tutti verranno a farti complimenti, ti diranno che sei bellissima, che tuo figlio è bellissimo, che tua nuora è bellissima, che tutto è bellissimo, sempre piangendo ovviamente. Poi aggiungeranno che Napoli è bellissima (ma io non ci vivrei), ma che anche la Sicilia è bellissima (ma io non ci tornerei).
Poi la sala ricevimento ovviamente sarà in un’altra città, magari in un’altra regione, tipo in Toscana, oppure in Basilicata, oppure in Sicilia…Sì in Sicilia, meglio, tutti prenderanno il traghetto da Napoli per andare a Palermo. Che divertimento (direbbe chi si diverte).
Sarà un matrimonio esagerato, con canzoni napoletane, siciliane e tutte le canzoni che preferisci, ci sarà anche il karaoke. Poi scherzi agli sposi, lancio del bouquet e a seguire della giarrettiera, poi lacrime, complimenti, cibo a spreco e tutte cose così. Crepi l’avarizia: cose cafone senza pensieri. Come da tradizione matrimoniale meridionale la parola d’ordine sarà ESAGERARE, anche con il tempo ovviamente. Questo matrimonio durerà almeno 36 ore, con fotografie, cibo, donne che partoriscono, uomini che sparano con le pistole, sputi, scoregge, bambini che piangono e fanno la cacca a terra, quelle cose che piacciono a tutti voi credenti dell’idiozia NoSense che vi farà parlare per riempire le vostre giornate prive di libri ma ricche di fiato.
Io mi stupirei ma non mi sorprenderei, alla fine anch’io sono meridionale. So come vanno queste cose: in chiesa solo per matrimoni, battesimi, comunioni, cresime e tutto l’anno sul divano. A Natale poi nasce lui e a Pasqua resuscita, ma la cosa più importante resta solo mangiare. Se fossi credente io andrei più spesso in chiesa, l’onestà intellettuale non è un’utopia. Infatti ripensandoci, ho preso un’altra decisione importante: NON MI SPOSO!

Piero Cancemi – Meetale

Pubblicato in: Poesie, Racconti

Favola Metropolitana 4

C’era una volta, in un paese lontano lontano (in Sicilia a Mazara del Vallo) un principe azzurro che si chiamava NinoBianco.

Il principe azzurro cercava l’Amore ma non sapeva cos’era questo Amore. Ne aveva tanto sentito parlare e belle parole erano state dette a riguardo, ma il principe NinoBianco ancora non conosceva il vero significato.

Ma un giorno, mentre era sul suo cavallo bianco (si chiamava NinoBianco e quindi aveva un cavallo Bianco) riuscì a sfiorare con lo sguardo gli occhi blu più belli che avesse mai visto fino a quel momento. Il principe azzurro NinoBianco rimase ammaliato da quegli occhi, incantato dai lapislazzuli blu presenti su quel delicato viso chiaro come la luce. Lui voleva fare qualcosa per avvicinarsi ma non riuscì a fare niente perché intimorito da cotanta bellezza che aleggiava intorno a quei magici e incantevoli occhi.

Il principe NinoBianco, come nelle favole, regalò un paio di scarpe di cristallo alla principessa Marika (sì, anche Marika era una principessa, praticamente erano tutti nobili a Mazara del Vallo) lei guardò le scarpe di cristallo, sorrise e le gettò a terra frantumandole in mille pezzi.

Il principe NinoBianco diventò triste, molto triste. La principessa Marika agguantò il suo volto con le sue leggiadre mani dicendo:

“O principe Nino Bianco” (sì, ha usato il vocativo)

“Dimmi principessa Marika?” chiese imbarazzato il principe NinoBianco

“Io non voglio scarpe di cristallo, non voglio neanche un cavallo bianco, non voglio niente…ho bisogno solo del tuo amore per poterti donare il mio”

Il principe NinoBianco restò esterrefatto da quello che disse la principessa Marika e le domandò:

“Ma l’amore è quella cosa che ti lascia senza fiato quando riesci a rubare solo uno sguardo? L’amore è quando desideri di rivedere la stessa persona ogni giorno e per sempre? L’amore è quando ti preoccuperai per la sua salute? L’amore è quando desideri che i secondi condivisi durassero in eterno? L’amore è quando non servono spiegazioni per onorarti finché morte non ci separi?

La principessa Marika rispose imbarazzata:

“Sì principe NinoBianco, è questo l’Amore”

“Allora io Ti amo” rispose il principe NinoBianco sorridendo felice ora che aveva trovato l’amore

Pubblicato in: Poesie

Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare

Ho visto gatti farsi selfie e pubblicarli su Instagram
Ho visto bambini scocciati di essere sempre fotografati
Ho visto ragazze spogliarsi per fare una foto e vestirsi per fare una doccia
Ho visto persone fotografare un piatto di pasta caldo e mangiare un piatto di pasta freddo

Ho visto gente attraversare la strada senza guardare a destra e sinistra
Ho visto gente fare di tutta l’erba un fascio
Ho visto persone che promettono di chiamarti e poi non chiamano mai
Ho visto un bacio mandato con la mano che poi è arrivato veramente

Ho visto gente pensare che l’omosessualità sia una moda
Ho visto genitori rinnegare l’omosessualità del figlio perché potrebbe scaturire ilarità nella gente
Ho visto genitori che non conoscono il significato del verbo scaturire e neanche della parola ilarità
Ho visto persone pensare a quello che pensano gli altri e non a quello che penso io di loro

Ho visto genitori ordinare ai figli piccoli di non dire bugie
Ho visto gli stessi genitori ordinare ai figli adulti di non dire la verità
Ho visto donne che ambiscono solo a sposarsi e fare figli
Ho visto donne avvocati divorzisti sostenere la legge sull’aborto

Ho visto persone pentirsi di aver fatto l’amore
Ho visto donne giurare amore eterno al marito e gridarlo forte all’amante
Ho visto mariti trascurare le proprie mogli
Ho visto donne che non hanno mai avuto un vero orgasmo

Ho visto persone stare male perché non vogliono stare sole
Ho visto persone stare male perché desiderano solo stare sole
Ho visto ragazze sposarsi con un ascensore solo perché era libero
Ho visto ragazze riparare ascensori

Ho visto automobili rigate perché parcheggiate troppo a lungo nello stesso posto
Ho visto persone avvelenare un cane perché non erano in grado di avvelenare se stessi
Ho visto persone assetate di denaro che aspettano la morte dei propri genitori
Ho visto gente che per un euro in tasca perde mille euro di dignità

Ho visto volti così belli che non riesco a togliermeli dalla testa
Ho visto pensieri che provano a nascondersi
Ho visto la verità guardandoti negli occhi
Ho visto sapori che non riesco a dimenticare

Ho visto occhi che mostrano paure e perplessità
Ho visto mani che non sanno fare carezze
Ho visto mani che non vogliono manette
Ho visto uomini che mi fanno vergognare di esserlo anch’io

Ho visto sguardi che non meritano nessuna parola
Ho visto lacrime che vogliono tornare indietro
Ho visto l’alcool giustificarsi
Ho visto l’alcool umiliato

Ho visto donne che hanno le palle che un uomo non ha ancora trovato
Ho visto un abbraccio leggero come una carezza
Ho visto il piacere che provo quando varchi la porta
Ho visto gente rubare baci

Ho visto orgasmi che dicono la verità
Ho visto lingue che non ne hanno mai abbastanza
Ho visto occhi che non si nascondono
Ho visto baci che significano addii

Ho visto persone credere in un Dio e non nella fratellanza tra i popoli
Ho visto proteste utili solo a protestare
Ho visto gente che vota persone senza conoscerne il partito
Ho visto gente giudicare gli altri e mai se stessi

Ho visto sorrisi spegnersi
Ho visto occhi ricordare
Ho visto pensieri punirsi
Ho visto scorciatoie dilungarsi

Ho visto il tuo coraggio prendere vita
Ho visto la tua forza non abbandonarti
Ho visto le tue pagine bianche piene di parole
Ho visto la tua rima cercare un ossimoro

Piero Cancemi – Meetale

Pubblicato in: Libri, Pensieri e Citazioni

Amicizia

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“L’amicizia è quando ci sei nel momento in cui uno dei due sta male, è quella cosa che ti fa
ascoltare le sofferenze, fisiche e di cuore; l’amicizia ti fa raccontare delle emorragie post coitali per farsi una risata in ospedale; l’amicizia è quando chiami per un caffè anche se non lo puoi bere; l’amicizia è quando non si dimentica una persona quando hai una nuova persona accanto, quando fai in modo di riservare sempre un posto, anche se con tempo ridotto, ma quel tempo che basta per dimostrare la presenza nella buona e nella cattiva sorte, senza matrimonio, ma solo amore, quell’amore che esiste tra amici, gli amici quelli veri.”