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Fabrizio De Andrè – Un Giudice

Un Giudice РFabrizio De Andr̬

Cosa vuol dire avere
un metro e mezzo di statura,
ve lo rivelan gli occhi
e le battute della gente,
o la curiosità
di una ragazza irriverente
che si avvicina solo
per un suo dubbio impertinente:

vuole scoprir se è veroquanto si dice intorno ai nani,
che siano i più forniti
della virtù meno apparente,
fra tutte le virtù
la più indecente.

Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste,
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perché ha il cuore toppo,
troppo vicino al buco del culo.

Fu nelle notti insonni
vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami.diventai procuratore
per imboccar la strada
che dalle panche d’una cattedrale
porta alla sacrestia
quindi alla cattedra d’un tribunale,
giudice finalmente,
arbitro in terra del bene e del male.

E allora la mia statura
non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra in piedi
mi diceva Vostro Onore,
e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi
nell’ora dell’addio
non conoscendo affatto
la statura di Dio.

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Una sedia a rotelle che sale le scale e percorre terreni sterrati: il progetto di uno studente delle superiori

Articolo di Alice Pace

Dal primo schizzo su carta al prodotto finito, passando per stampa 3D, motori trovati su Amazon e kit Arduino. Ecco la storia di un prototipo tutto italiano

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“Scale, ascensori fuori servizio, marciapiedi senza rampa, sentieri sterrati: ogni volta che me li trovavo davanti, mio padre doveva rimboccarsi le maniche, prendermi di peso e proseguire così”

A parlare è Davide Segalerba, fresco di diploma in Meccanica-meccatronica all’Istituto tecnico superiore Galileo Galilei di Genova e autore del progetto per una sedia a rotelle elettrica pronta a sfidare, più di ogni altra al momento, le barriere architettoniche.

“Sono affetto da nanismo e sin da piccolo, ad anni alterni, mi sono dovuto sottoporre a interventi chirurgici che mi impedivano di camminare. In pratica ho trascorso undici anni sulla sedia a rotelle”, racconta. È in quel lungo periodo, trascorso girando per ospedali, che Davide si è reso conto di quante persone si trovassero nella sua stessa condizione, e di quanti ostacoli fossero costrette a superare, a volte anche solo per compiere un breve tratto del percorso. “Per fortuna i miei interventi sono finiti, io oggi cammino e posso andare avanti con la mia vita in modo perfettamente autonomo”, ci dice, “ma non ho dimenticato, perciò ho voluto realizzare proprio questo prototipo”.

Il prototipo in questione è una carrozzina unica nel suo genere. Al posto delle ruote ha una coppia di cingoli e può arrampicarsi sui gradini delle scalinate e dei marciapiedi così come cavarsela su strade dissestate e di campagna con pendenze fino anche al 30 per cento. È telecomandata attraverso un joystick, ma può rispondere benissimo ai comandi vocali, in modo da consentirne l’impiego anche a persone con problemi anche agli arti superiori attraverso una app per dispositivi iOs e Android.

 

Articolo su Wired