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Il Piemonte adotta la lingua dei segni

La Regione acquisterà un software di sottotitolazione automatica

Qualche settimana fa una studentessa sorda dell’Università di Torino aveva chiesto il riconoscimento della lingua dei segni a livello parlamentare. Un riconoscimento che le avrebbe permesso di seguire le lezioni necessarie a laurearsi. Le otto ore di interprete a lei assegnate dall’università non sono infatti sufficienti. Di quella richiesta si sono fatti carico i consiglieri regionali Daniele Valle del Partito democratico e Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia.

I due consiglieri di differenti gruppi hanno presentato un ordine del giorno collegato all’assestamento di Bilancio. La mozione impegna la giunta «a prevedere uno stanziamento di risorse per acquistare nel 2020 il programma Dragon Naturally Speaking, un software di sottotitolazione automatica per gli studenti sordi dell’Università di Torino e ad attivare un servizio di sottotitolazione delle sedute del Consiglio regionale». La notizia è stata ufficializzata nel pomeriggio di ieri in occasione di una conferenza sull’inclusione degli studenti e dei cittadini sordi.

Come sottolineano i consiglieri regionali Valle e Marrone la Regione Piemonte «è da sempre all’avanguardia nel costruire i servizi alla comunità delle persone sorde e dobbiamo continuare su questa strada».

 

Articolo su Dal Sociale 24

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Il mondo delle cose senza nome

rossi-666x1024Il mondo delle cose senza nome è un libro di Daniela Rossi, pubblicato da Fazi nel 2004.

Uno struggente e appassionato memoir familiare. La lettera di amore sincera, coraggiosa, emozionante di una madre al figlio sordo. Il racconto duro e dolcissimo di una scelta di fiducia e libertà, un viaggio sorprendente attraverso sofferenze, speranze, tenerezze, incontri, tradimenti. Andrea è un bambino splendido, sano e allegro. La realizzazione di un sogno a lungo cullato. Daniela è la sua felicissima madre. Ma dopo un anno apre gli occhi alla verità: il figlio vive in un mondo fatto di “cose senza nome” e le parole dette per lui si sono infrante contro il muro della sordità. È una scoperta dolorosa che sembra portar via ogni energia e la speranza di una madre che ha fatto mille progetti, ha raccontato sfumature dei suoni e dei colori, si è accesa di entusiasmo e orgoglio, impaziente di assaporare le prime parole del suo piccolo. E invece si trova di fronte una realtà mai immaginata, un dolore dilaniante che deve sforzarsi di comprendere e accettare, reinventando una comunicazione con il figlio. Inizia così un’appassionante avventura umana, un’evoluzione sofferta dallo smarrimento disperato dei primi mesi alla determinazione di offrire a suo figlio la possibilità di una vita normale, preservandone socievolezza, simpatia, curiosità, allegria, amicizie e la naturale predisposizione al linguaggio. Daniela scopre che la sordità di Andrea non è totale e si oppone a medici, chirurghi, logopedisti disattenti che vorrebbero imporle diagnosi e terapie inadeguate. Lotta per restituire al bimbo i suoni del mondo, le voci dei familiari e dei piccoli amici, il senso e il piacere delle prime parole dette. Non si arrende di fronte ai conflitti con il padre di Andrea, all’ostracismo e all’arroganza degli esperti o ai lutti personali. Attraverso un percorso difficile, originale e di profonda comunicazione, fiducia e armonia con il figlio, lo accompagna a scoprire e dimostrare anche ai più scettici il suo piacere, la sua gioia e la sua volontà di parlare. Lungo il viaggio alla conquista di una possibilità di vita piena e autonoma per il suo bambino Daniela si apre a nuove forme di sensibilità, a nuovi incontri, a un nuovo rapporto con la spiritualità. Il Mondo delle cose senza nome punta dritto al cuore, dando voce all’amore materno con rara sensibilità. Ma è anche un’acuta riflessione sulla fragilità dei rapporti, sulla fallibilità umana, sulla paura e sul coraggio. Vincitore del Premio Anima per la Letteratura 2005.

Il mondo delle cose senza nome – Fazi Editore

Il mondo delle cose senza nome – Amazon

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Alunni con disabilità e tecnologie per aiutare nello studio: software ed ausili

Archivo baseArticolo di Tina Naccarato

Aumentano e migliorano costantemente i supporti tecnologici per gli alunni con disabilità: vediamone alcuni

Ci siamo più volte occupati della centralità delle tecnologie informatiche per la didattica, individuando supporti eterogenei utili alle differenti specificità degli alunni con disabilità nell’affrontare più agevolmente lo studio o la lettura. Abbiamo ad esempio parlato dei libri come risorse in formato liquido degli strumenti tecnologici per la dislessia, ma anche dei supporti per rendere il web più accessibile o di progetti peculiari per facilitare nella comunicazione, come ad esempio il progetto Blisslis.  Molta attenzione, nella progettazione di software e strumenti tecnologici per la didattica, viene naturalmente data alle situazioni di disabilità sensoriale, per le quali è importante predisporre mezzi per facilitare la lettura, la scrittura, la traduzione o la stessa comunicazione, come ad esempio nel caso di alunni sordi.
Sono molte le realtà e le iniziative territoriali che sperimentano possibilità,tecnologie innovative e cangianti, con al centro non solo la finalità innovativa, ma, soprattutto, quella migliorativa. Il Centro territoriale di supporto della provincia di Lecce, ad esempio, da molti anni lavora in direzione di soluzioni che consentano lo stesso accesso alle tecnologie, a cominciare dai bambini più piccoli. Il Centro gode della collaborazione di specialisti che valutano i singoli casi e propongono ausili e software specifici in relazione alle diverse situazioni, come ad esempio i comunicatori dinamici, simili a tablet, software touch screen con griglie specifiche per aiutare a trovare una via di comunicazione, da utilizzare a scuola e a casa. E’ presente anche uno sportello sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento e anche in questo caso sono utilizzabili software specifici con sintesi vocali, mappe o kit appositi.

Anche per le situazioni di ipovisione e cecità  sono molte le proposte tecnologiche oggi disponibili, soprattutto per la lettura e sono presenti non pochi software e cataloghi dedicati Per i più piccoli, ad esempio, è possibile imparare giocando con Braille Bricks, i mattoni colorati modello LEGO che aiutano i bambini non vedenti a leggere divertendosi. Sono caratterizzati da una superficie su cui sono riportate le lettere nel linguaggio Braille. Su ogni mattone è riportata una lettera e il bambino può imparare così a comporre parole e frasi in modo semplice e divertente. Al momento il progetto è stato introdotto solo in alcune realtà ma si spera possa essere presto esteso ad altre.
Queste e tante altre proposte sono oggi disponibili e cercano di rispondere alle diverse esigenze proprie delle tante specificità. Sono di supporto alla comunicazione, all’apprendimento ed allo studio. Famiglie ed insegnanti possono accedervi per cercare di proporre strumenti facilitanti ed utili alla didattica ed all’accesso alla socialità e alla cultura. Certamente possono essere supporti validi anche nelle situazioni prestative o nella preparazione a prove d’esame.
E’ importante, quindi, cercare, proporre e sperimentare, per cercare di realizzare al massimo grado le potenzialità di ciascuno.

Articolo – Disabili.com