Pubblicato in: Articoli, Poesie, Validi

E poi penso

penso alla spiaggia che calpestavo in inverno

penso all’amica che mi accompagna a casa per correre a tradire il fidanzato

penso all’estate che non finiva mai

penso alla scuola che iniziava quando volevo io

penso ai tuoi occhi che mi inginocchiavano

penso al tempo che non avanzava

penso alla mora che incendiava i miei regali

penso alle corse che non ho mai fatto

penso a quello che sei stata per me

penso alla biondina che ha deciso di donarsi a me

penso quelle labbra

penso quegli orgasmi

penso ai tradimenti che ci hanno avvicinati

penso ai secondi che impiega un addio

penso ai baci nascosti

penso a tuo marito che pensava dormissi da un’amica

penso a te in ginocchio sui cuscini di tuo figlio

penso alle belle giornate che non avranno mai le tue forme

penso alla rossa che mi sputa in faccia e scappa

penso ai 15 secondi che sono diventati 15 minuti che sono diventati quello che capita

penso che poi si vede

penso che è passato un altro anno

penso che…ma vaffanculo!

Piero Cancemi

 

E poi penso – mEEtale 

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Piaceri Galeotti

 

Galeotto fu il sogno

fuggitivi i suoi sensi di colpa,

profumi sinceri emanavano le sue voglie,

la mente non si nascondeva

le sue dita sfioravano il piacere

mentre i suoi seni restavano attenti,

la sua schiena era inarcata

mentre il labbro ferito dai denti,

il suo silenzio inginocchiato

mentre i suoi occhi osservavano il suo sguardo

il suo piacere fuori

il suo piacere dentro

il suo piacere veloce

il suo piacere più lento

lei eri sua

il suo piacere era solo per lei

mentre la passione l’avvolgeva

il piacere lasciava e

frantumava la cella

abbandonava la mente

solo per essere libera

 

Piero Cancemi

Piaceri Galeotti – Meetale

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Favola Metropolitana 4

C’era una volta, in un paese lontano lontano (in Sicilia a Mazara del Vallo) un principe azzurro che si chiamava NinoBianco.

Il principe azzurro cercava l’Amore ma non sapeva cos’era questo Amore. Ne aveva tanto sentito parlare e belle parole erano state dette a riguardo, ma il principe NinoBianco ancora non conosceva il vero significato.

Ma un giorno, mentre era sul suo cavallo bianco (si chiamava NinoBianco e quindi aveva un cavallo Bianco) riuscì a sfiorare con lo sguardo gli occhi blu più belli che avesse mai visto fino a quel momento. Il principe azzurro NinoBianco rimase ammaliato da quegli occhi, incantato dai lapislazzuli blu presenti su quel delicato viso chiaro come la luce. Lui voleva fare qualcosa per avvicinarsi ma non riuscì a fare niente perché intimorito da cotanta bellezza che aleggiava intorno a quei magici e incantevoli occhi.

Il principe NinoBianco, come nelle favole, regalò un paio di scarpe di cristallo alla principessa Marika (sì, anche Marika era una principessa, praticamente erano tutti nobili a Mazara del Vallo) lei guardò le scarpe di cristallo, sorrise e le gettò a terra frantumandole in mille pezzi.

Il principe NinoBianco diventò triste, molto triste. La principessa Marika agguantò il suo volto con le sue leggiadre mani dicendo:

“O principe Nino Bianco” (sì, ha usato il vocativo)

“Dimmi principessa Marika?” chiese imbarazzato il principe NinoBianco

“Io non voglio scarpe di cristallo, non voglio neanche un cavallo bianco, non voglio niente…ho bisogno solo del tuo amore per poterti donare il mio”

Il principe NinoBianco restò esterrefatto da quello che disse la principessa Marika e le domandò:

“Ma l’amore è quella cosa che ti lascia senza fiato quando riesci a rubare solo uno sguardo? L’amore è quando desideri di rivedere la stessa persona ogni giorno e per sempre? L’amore è quando ti preoccuperai per la sua salute? L’amore è quando desideri che i secondi condivisi durassero in eterno? L’amore è quando non servono spiegazioni per onorarti finché morte non ci separi?

La principessa Marika rispose imbarazzata:

“Sì principe NinoBianco, è questo l’Amore”

“Allora io Ti amo” rispose il principe NinoBianco sorridendo felice ora che aveva trovato l’amore

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Felicità

Lui sperava che i momenti in cui la stringeva tra le braccia durassero all’infinito, desiderava che la lancetta dell’orologio andasse indietro anziché in avanti quando la testa di lei era poggiata sulla sua spalla. Era felice quando i loro corpi si univano, quando le loro gambe si attorcigliavano, la abbracciava sempre quando erano distesi sul letto, si stringevano come se non potessero mai staccarsi, le labbra si fondevano le une alle altre, la fronte di lui poggiava su quella di lei, poggiando il naso al suo e scavandole gli occhi con lo sguardo. Quando facevano sesso, Riccio viveva quegli attimi con il corpo in simbiosi con la mente, con i sensi che diventavano autonomi di piacere potendo osservare la bellezza della nudità di lei, ascoltando i suoi sospiri e i suoi gemiti. Istrice sfiorava le cicatrici sparse sul corpo di Riccio, restava in silenzio senza dire niente e, accarezzandogliele semplicemente con le dita, provocava in lui un senso di piacere innescato dall’essere sfiorato e l’essere ascoltato.

Riccio riusciva sempre a fare sorridere Istrice e a offrirle tutto il rispetto che merita una donna nei minimi dettagli. Lei iniziò ad amarlo per quello che era e non per quello che cercava di rappresentare.

[Piero CancemiLa bestia non corre]

La bestia non corre – Unilibro

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Sensazioni

ti guardavo
mi ignoravi
ti sognavo
mi incontravi
il buio culla
la luce manda via
le campane strillano
il bambino suona
il profumo acceca
il sapore stordisce
le carezze fanno male
i baci feriscono
lo sguardo nasconde
gli occhi uccidono
i ricordi ammalano
i sentimenti non dimenticano
il dolore a volte serve

 

Piero Cancemi

presente nell’antologia del Concorso Nazionale Guido Zucchi 2017

Recensione Poesia da Lisa Di Giovanni

Sensazioni su mEEtale

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Facile

Amare non è facile,
stare bene non è facile,
guardarti negli occhi non è facile,
non desiderarti non è facile.

Bere non è facile,
essere sempre sbronzi non è facile,
bere tanto e svegliarsi senza mal di testa non è facile,
bere e non scrivere niente non è facile.

Dirti che ti amo non è facile,
vederti con un’altra persona accanto non è facile,
placare il desiderio che ho di te non è facile,
smettere di accarezzarti non è facile.

Essere desiderati non è facile,
baciarti senza lingua non è facile,
non immaginarti nuda non è facile,
stare seduto accanto a te non è facile.

Essere sicuri non è facile,
le mie lacrime sono cadute.
Stare male è facile,
le cose facili non mi sono mai piaciute.

Piero Cancemi

Facile – Meetale

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Il mondo delle cose senza nome

rossi-666x1024Il mondo delle cose senza nome è un libro di Daniela Rossi, pubblicato da Fazi nel 2004.

Uno struggente e appassionato memoir familiare. La lettera di amore sincera, coraggiosa, emozionante di una madre al figlio sordo. Il racconto duro e dolcissimo di una scelta di fiducia e libertà, un viaggio sorprendente attraverso sofferenze, speranze, tenerezze, incontri, tradimenti. Andrea è un bambino splendido, sano e allegro. La realizzazione di un sogno a lungo cullato. Daniela è la sua felicissima madre. Ma dopo un anno apre gli occhi alla verità: il figlio vive in un mondo fatto di “cose senza nome” e le parole dette per lui si sono infrante contro il muro della sordità. È una scoperta dolorosa che sembra portar via ogni energia e la speranza di una madre che ha fatto mille progetti, ha raccontato sfumature dei suoni e dei colori, si è accesa di entusiasmo e orgoglio, impaziente di assaporare le prime parole del suo piccolo. E invece si trova di fronte una realtà mai immaginata, un dolore dilaniante che deve sforzarsi di comprendere e accettare, reinventando una comunicazione con il figlio. Inizia così un’appassionante avventura umana, un’evoluzione sofferta dallo smarrimento disperato dei primi mesi alla determinazione di offrire a suo figlio la possibilità di una vita normale, preservandone socievolezza, simpatia, curiosità, allegria, amicizie e la naturale predisposizione al linguaggio. Daniela scopre che la sordità di Andrea non è totale e si oppone a medici, chirurghi, logopedisti disattenti che vorrebbero imporle diagnosi e terapie inadeguate. Lotta per restituire al bimbo i suoni del mondo, le voci dei familiari e dei piccoli amici, il senso e il piacere delle prime parole dette. Non si arrende di fronte ai conflitti con il padre di Andrea, all’ostracismo e all’arroganza degli esperti o ai lutti personali. Attraverso un percorso difficile, originale e di profonda comunicazione, fiducia e armonia con il figlio, lo accompagna a scoprire e dimostrare anche ai più scettici il suo piacere, la sua gioia e la sua volontà di parlare. Lungo il viaggio alla conquista di una possibilità di vita piena e autonoma per il suo bambino Daniela si apre a nuove forme di sensibilità, a nuovi incontri, a un nuovo rapporto con la spiritualità. Il Mondo delle cose senza nome punta dritto al cuore, dando voce all’amore materno con rara sensibilità. Ma è anche un’acuta riflessione sulla fragilità dei rapporti, sulla fallibilità umana, sulla paura e sul coraggio. Vincitore del Premio Anima per la Letteratura 2005.

Il mondo delle cose senza nome – Fazi Editore

Il mondo delle cose senza nome – Amazon

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Amore Alcolico

 

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Dove sei?

Io bevo e ti penso

ti guardo e non ci sei

bevo e ci sei,

chiudo gli occhi e ti vedo

io li riapro e tu sparisci,

ti penso e bevo ancora

non ci sei e bevo di più,

smetterò di bere

smetterò di essere sveglio

finirò la pagina, non lo so

finirò il bicchiere, questo lo so

un giorno finirò quello che ho iniziato

ma non è questo il giorno,

non finirò mai di averti

non smetterò mai di farti mia,

forse smetterò di amarti solo quando il bicchiere sarà finito

ma accanto a me ho la bottiglia

e poi un’altra

e poi un’altra ancora

non voglio smettere di amarti

non voglio smettere di bere,

voglio essere lì

voglio che tu sia qui

bevo il bicchiere insieme a te

bevi dal mio bicchiere

le tue labbra saranno più vicine,

respiro i tuoi sospiri

accarezzo il tuo corpo

gusto i tuoi sapori

annuso i tuoi profumi

il mio caldo è quando sei accanto a me

il mio freddo è quando non sei qui

le mie lacrime non riscaldano più

 

Piero Cancemi – mEEtale

Pubblicato in: Pensieri e Citazioni, Poesie, Racconti

Continuo a credere

  • Continuo a credere che andrà sempre meglio.

Continuo a credere che si stava meglio quando si stava meglio.

Continuo a credere che è meglio mangiare più frutta e verdura.

Continuo a credere che la zuppa di farro è buona, ma anche la tagliata di manzo.

  • Continuo a credere che il lavoro nobilita l’uomo, ma anche la donna.

Continuo a credere che meritocrazia non fa rima con utopia.

Continuo a credere che chi è andato via prima aveva provato a restare.

Continuo a credere che se sparisse l’evasione fiscale i costi dei servizi diminuirebbero.

  • Continuo a credere alla convivenza pacifica tra tutte le religioni.

Continuo a credere che l’oriente si trova semplicemente dopo l’occidente.

Continuo a credere che nessuno lucrerà più sulla vita della gente che scappa dalla guerra.

Continuo a credere che bomba debba essere solo un tuffo in acqua.

  • Continuo a credere che per abbattere un muro non bastano le parole.

Continuo a credere che il passato non potrà mai cambiare il futuro, potrà cambiarlo solo il presente.

Continuo a credere che chi non capisce non voglia capire.

Continuo a credere che chi ha la colpa prima o poi lo ammetterà.

  • Continuo a credere al rispetto tra uomini, donne, anziani e bambini.

Continuo a credere che la mamma è sempre la mamma.

Continuo a credere che non esisterà più la violenza sulle donne.

Continuo a credere alle pari opportunità.

  • Continuo a credere che chi immagina ha solo tanta fantasia.

Continuo a credere che un pollice in sù è meglio di un dito medio in sù.

Continuo a credere alla gentilezza e alla cortesia.

Continuo a credere che chi non ha mai peccato scaglierà la prima pietra.

  • Continuo a credere al coraggio di chi si è stancato.

Continuo a credere alla forza di chi ha preso una decisione.

Continuo a credere che la gente non dimenticherà mai chi ha avuto coraggio.

Continuo a credere che se prima non ci provi non lo saprai mai.

  • Continuo a credere che per fare un viaggio a volte basta solo guardarsi negli occhi.

Continuo a credere che se ci incontriamo nei sogni prima o poi ci incontreremo veramente.

Continuo a credere che a volte basta solo un bacio per stare meglio.

Continuo a credere che se fossi qui con me sarebbe meglio.

  • Continuo a credere che il verde si possa fare anche combinando il bianco con il nero.

Continuo a credere che il blu come il cielo non è così diverso dal blu come il mare.

Continuo a credere che anche le nuvole vivano il loro periodo buio.

Continuo a credere che il tramonto sia il sole che sta andando a riposare.

  • Continuo a credere che a volte vede meglio chi tiene gli occhi chiusi.

Continuo a credere che a volte sente meglio chi riesce a toccare le parole.

Continuo a credere che i grandi piaceri si provano anche restando seduti.

Continuo a credere che se non vogliamo chiedere aiuto qualcuno vorrà aiutarci lo stesso.

  • Continuo a credere che la ricerca medica guarirà tutti i malati ignorando le case farmaceutiche.

Continuo a credere che lo xanax non da la felicità.

Continuo a credere che i fiori di bach non saranno mai come il valium.

Continuo a credere che a volte i metodi della nonna funzionano.

  • Continuo a credere che lo sport non può provocare violenza.

Continuo a credere che chi bara non è uno sportivo.

Continuo a credere che in compagnia di un libro non si è mai da soli.

Continuo a credere che un giorno i bambini trasformeranno il mondo con i loro sogni.

  • Continuo a credere al bicchiere mezzo pieno perchè quello mezzo vuoto è finito.

Continuo a credere a caffè e sigaretta.

Continuo a credere al bicchiere di vino durante i pasti e a tutta la bottiglia se non devi guidare.

Continuo a credere che il fumo faccia male, ma io fumerò anche oggi l’ultima sigaretta.

 

Piero Cancemi

Continuo a credere – Meetale

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Occhi Blu

rimmel_0“Quando mi voltai e alzai lo sguardo mi pietrificai, mi sembrò di avere un miraggio, guardai il volto e restai incantato dalla smisurata bellezza della ragazza che voleva aiutarmi a rimettermi in piedi.

Vidi capelli biondi e ondulati che terminavano oltre le spalle e che splendevano grazie all’effetto prodotto dalla luce del sole, quella luce mi aiutava a vederla chiara in volto e restai stregato dai suoi occhi, due grandi occhi magnetici dall’iride blu e una forma allungata da manga, incorniciati da folte ciglia scure in grado di ammaliare chiunque, il suo sguardo illuminato era elegante e raffinato, erano gli occhi più belli che avessi mai visto in vita mia.”

La bestia non si ferma – Eretica Edizioni

La bestia non si ferma