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Bologna, un gioco da tavolo per aiutare i bimbi dell’Oncologia

Si chiama “Va mo là”: allena la memoria. E s’impara giocando a conoscere Bologna. I proventi finanzieranno la giocoterapia per i piccoli pazienti promossa da Ageop

“È un gioco, ma non è uno scherzo”. Così Alessandro Roversi, uno dei due fondatori di BolognaGames insieme a Jacopo Zucchelli, presenta il nuovo gioco da tavolo “Va Mo Là! Il memo di Bologna”, una sfida di osservazione e memoria che vince chi riesce ad accoppiare più immagini di Bologna.

Il gioco, disponibile nei negozi di giocattoli da domani, adatto ai bambini dai quattro anni in su e nasce per supportare la giocoterapia promossa dall’Ageop (Associazione genitori ematologia oncologia pediatrica). Questa terapia, effettuata da tre psicologhe dell’associazione nel padiglione di Pediatria del Sant’Orsola, vede nel gioco un veicolo per raccontarsi ed esprimere emozioni.

Possibilità che può essere importante per i bambini piccoli, per i quali è difficile dare un nome al proprio stato d’animo. La giocoterapia aiuta psicologi ed educatori a supportare i bambini mantenendo un po’ di leggerezza nonostante la difficile situazione che si trovano a vivere.

La scelta, inoltre, è di un gioco che non sia solo ludico: le tessere che lo compongono, infatti, rappresentano Bologna, la sua storia e le sue tradizioni. Dai monumenti ai modi di dire passando per le personalità d’eccellenza, ogni figura è raccontata dalla penna di Eros Drusiani in un libretto allegato alla confezione di “Va Mo Là” che unisce conoscenza e divertimento al motto di ‘giocando si impara’.

Il progetto è sostenuto anche da Edizioni Pendragon che ha visto nella declinazione ludica un nuovo strumento di apprendimento.Sarà venduto anche nelle librerie e i proventi finanzieranno interamente un anno di giocoterapia per i bambini. L’auspicio di Zucchelli e Roversi è che si possa instaurare un rapporto duraturo di sostegno e supporto ad Ageop.

 

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«Tumorial», la serie di video che spiega il cancro ai ragazzi

Articolo di Fabio Di Todaro

Disponibili in rete i video realizzati dagli adolescenti in cura all’Istituto dei Tumori di Milano per rispondere ai dubbi dei coetanei che si ammalano di cancro

«Tumorial», la serie di video che spiega il cancro ai ragazzi

Si dice tutorial, si legge «Tumorial». L’ultima «trovata» dei giovani pazienti oncologici dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è una serie di 24 video – dieci già online, quattordici lo saranno a partire da settembre: uno a settimana – realizzata per «spiegare» la malattia a chi si ammalerà dopo di loro. I video sono il frutto di oltre un anno di lavoro condotto fianco a fianco – nell’ambito del Progetto Giovani, portato avanti con il contributo dell’Associazione Bianca Garavaglia e dell’Associazione Dudù for You – da adolescenti, medici, professionisti e artisti. In calce al prodotto finale c’è la firma di 47 ragazzi (14-25 anni) già curati o attualmente in cura nel reparto di pediatria oncologica diretto da Maura Massimino.
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I DUBBI DEGLI ADOLESCENTI CHE SI AMMALANO DI CANCRO

La prima reazione di un adolescente che riceve la diagnosi di tumore è cercare in rete informazioni, anche pratiche, sul percorso che dovrà affrontare. Tuttavia, su internet, non sempre si trovano informazioni affidabili. O, comunque, di prima mano come quelle veicolate attraverso «Tumorial», la serie di video in cui sono gli stessi ragazzi ammalatisi di cancro a offrire consigli a chi sta per iniziare il percorso di cura. I video già disponibili sul canale Youtube del Progetto Giovani affrontano tematiche quali la perdita dei capelli, l’isolamento sociale, la sessualità, il rapporto con i genitori e con i compagni di scuola, le interazioni con gli amici attraverso i social network, la perdita dei capelli, l’uso del turbante e la necessità di convivere con il «Port». A dare le risposte, sono sempre i ragazzi. A parlare ve n’è uno per ogni video. «Si sono scelti tra di loro durante gli incontri del mercoledì», spiega Andrea Ferrari, oncologo pediatra e responsabile del Progetto Giovani. Ma i loro messaggi non sono delle autobiografie. «Abbiamo fatto emergere sia le esperienze personali sia quelle degli altri compagni di corsia, sulla base dei confronti avvenuti durante l’intero anno», aggiunge Valerio Rocco Orlando, il regista che ha curato la produzione.

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IL LAVORO PIU’ DIFFICILE

«Tumorial» rappresenta il fulcro delle attività condotte a partire da settembre nell’ambito del Progetto Giovani, i cui obiettivi sono: guardare oltre la malattia e aiutare i ragazzi in un momento delicato della loro vita, non soltanto sul piano sociale. La serie di video segue quanto fatto negli anni passati con il fumetto «Loop indietro non si torna», con le canzoni «Nuvole di ossigeno», «Palle di Natale» e «Sei tu l’estate». E poi: una collezione di moda («B.Live»), due mostre fotografiche («Riscatti, La ricerca della felicità» e «Cosa farò da grande») e un libro («Dal settimo cielo al settimo piano»). Questo lavoro, però, «è stato probabilmente il più faticoso – prosegue Ferrari, membro del comitato scientifico di Fondazione Umberto Veronesi -. Perché abbiamo chiesto ai ragazzi di riflettere su questioni molto intime, che nella normale dialettica tra medico e paziente talvolta vengono messe da parte, affidate a uno sguardo o a un silenzio». Il confronto c’è stato. Ma l’utilità del fine e il nitore dei rapporti hanno permesso di superare ogni accenno di conflitto.

I BISOGNI DEI RAGAZZI SENZA VELI

Secondo Francesco, ammalatosi di osteosarcoma, «l’assenza di qualsiasi vincolo e giudizio sono aspetti che hanno aiutato anche noi a superare un momento così difficile». Essere capiti quando a quell’età si è alle prese con un cancro, d’altra parte, non è semplice. «Fuori da qui ci provano tutti, ma ci riescono in pochi», conferma Rebecca, ambasciatrice nel video dedicato al rapporto con i social network. «Utilizzarli, quando ci si ammala di cancro, non è più così semplice – racconta la ragazza, curata per un sarcoma di Ewing -. All’inizio ho provato vergogna: così li ho utilizzati sempre meno. Ma con il tempo ho capito che possono rappresentare uno strumento utile per affrontare tematiche importanti». Guardando i video, sono diversi i passaggi che rimangono in mente. Come la frase di Cecilia, colpita da un tumore dell’ovaio. Ai genitori, suoi e dei coetanei alle prese con un tumore, spiega che «seppur malati, siamo sempre adolescenti». A darle manforte, c’è Marcus (osteosarcoma): «Anche se in noi si stanno verificando dei cambiamenti fisici, come persone non stiamo cambiando». Chiosa Yari, per mesi in isolamento dopo le cure per un linfoma di Hodgkin: «Quei momenti sono i più difficili, ma comprendendo l’importanza delle cure è possibile accettare di vivere così anche per settimane».

 

Articolo su Fondazione Veronesi

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Palle di Natale (Smile! It’s Christmas Day) – Il Progetto Giovani

Questo è il sito del Progetto Giovani della Pediatria Oncologica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Il Progetto Giovani, dedicato ai pazienti adolescenti malati di tumore, è stato creato con l’obiettivo di proporre un nuovo modello di organizzazione medica e di cultura specifica, con la sfida di occuparsi non solo della malattia, ma della vita dei ragazzi, facendo entrare in ospedale la loro normalità, la loro creatività, la loro forza, la loro bellezza.
Scopo del sito è promuovere quello che facciamo; divulgare le nostre attività; proporre un modello che altri centri possono eventualmente considerare; interessare i ragazzi, malati e non; dare vita ad un movimento che affronti in modo ampio e determinato il fatto che i pazienti adolescenti hanno minori possibilità di accedere ai centri di eccellenza e, come risultato, hanno minori probabilità di guarire dei bambini, a parità di condizione clinica.
Il sito è promosso e supportato dall’Associazione Bianca Garavaglia, che da 25 anni sostiene le attività della Pediatria Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. I contenuti del sito sono realizzati direttamente dal personale della Pediatria Oncologica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano. Il materiale contenuto deve intendersi a scopo informativo e non ha valenza clinica. L’Associazione Bianca Garavaglia non ha responsabilità per tali contenuti. Continua a leggere “Palle di Natale (Smile! It’s Christmas Day) – Il Progetto Giovani”