Pubblicato in: Poesie, Validi

Ricordi

Ricordo solo te,

ricordo il profumo su di me

le tue risa

in compagnia delle mie lacrime

i ricordi vogliono fuggire

i desideri vogliono restare

la tua gioia ritrovata

rasserena la mia anima svanita

il mio opaco sorriso è futile,

le tue ragioni restano avvelenate,

il tuo sguardo è stanco di inseguire

le tue labbra non sono più mie

inseguirò il mio cammino

in questa sconosciuta serenità,

vicino a te volevo morire

vicino a te non merito di vivere

il tuo sorriso accendeva il mio sole,

le tue lacrime hanno distrutto le strade

che univano i nostri cuori

adesso colmi solo di tristezza

la mia inutile anima

adesso solo stanca e delusa,

applaudiamo ai nostri insuccessi

mentre la solitudine ci tiene compagnia

i tuoi occhi vogliono gioire,

adesso non meriti accordi

la luce che ti avvolge sorride

mentre il vento ti fa volare

compagni di sogni non lo siamo mai stati

né alleati di baci

né di carezze infinite,

abbracceremo i vuoti rimasti

gli sguardi hanno smesso di cercare

i sospiri flagelleranno la pelle,

ora mai più

abbandonami nei ricordi

Piero Cancemi

poesia pubblicata da Senso Inverso edizioni per l’antologia I PENSIERI DELL’ANIMA

Ricordi su mEEtale

Pubblicato in: Poesie

Piaceri Galeotti

 

Galeotto fu il sogno

fuggitivi i suoi sensi di colpa,

profumi sinceri emanavano le sue voglie,

la mente non si nascondeva

le sue dita sfioravano il piacere

mentre i suoi seni restavano attenti,

la sua schiena era inarcata

mentre il labbro ferito dai denti,

il suo silenzio inginocchiato

mentre i suoi occhi osservavano il suo sguardo

il suo piacere fuori

il suo piacere dentro

il suo piacere veloce

il suo piacere più lento

lei eri sua

il suo piacere era solo per lei

mentre la passione l’avvolgeva

il piacere lasciava e

frantumava la cella

abbandonava la mente

solo per essere libera

 

Piero Cancemi

Piaceri Galeotti – Meetale

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Tempo di imparare

41garhtttbl-_sx324_bo1204203200_Tempo di imparare è un libro di Valeria Parrella pubblicato da Einaudi nel 2014.

Fare il nodo ai lacci delle scarpe, colorare dentro i contorni, lavare bene i denti (anche quelli in fondo), salire scale sempre nuove senza stringere per forza il corrimano. E poi: avere lo sguardo lungo, separare l’ansia dal pericolo vero, vincere, perdere, aspettare, agire, confidarsi, farsi valere, rassegnarsi. A dover imparare tutto ciò, in questo romanzo colmo d’energia e dal potere medicamentoso, sono una donna e il suo bambino. Lei ha l’esperienza, mentre lui per capire mira all’essenziale; lei ha occhi pronti a cogliere ogni spigolo, mentre lui da dietro gli occhiali le insegna a leggere il mondo a due dimensioni. Davanti a loro si stagliano tutti gli ostacoli possibili, e per fronteggiarli hanno a disposizione molta paura e altrettante armi. La paura è quella di non farcela, e le armi a ben guardare sono le stesse della letteratura: nominare le cose, percorrerle, trasfigurarle, lasciarle andare. Tenendosi per mano – ma chi reggendo chi è difficile dirlo si muovono tra fisioterapisti e burocrati, insegnanti e compagni di classe, barcollando o danzando, ma sempre stringendo nel pugno una parola difficile che comincia per “H”, e che sembra impossibile far germogliare. Perché se hai tatuato addosso il numero 104 – quello della legge sulla disabilità – e vivi in un mondo “che non ha proprio la forma della promessa”, mettere un passo dopo l’altro diventa ogni giorno più difficile. Ma c’è chi prima di loro e insieme a loro ha solcato lo stesso mare impetuoso…

«E io mi preparo.
La mattina faccio la cartella: elmetto, e mela per la merenda.
Fucile e quaderno a quadretti grandi.Marca da bollo e penna con
l’impugnatura facilitata.
Vestito buono e cuore cattivo.
Mi preparo – ma accettare, quello ancora non riesco»

 

Tempo di imparare – Amazon

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Manicomio Primavera

31ylqvqwt5l-_bo1204203200_Manicomio primavera è un libro di Clara Sereni, pubblicato da Giunti Editore nel 1989.

Sotto un titolo ispirato a una lirica della poetessa Sylvia Plath, Clara Sereni raccoglie in una sorta di strano romanzo tredici frammenti narrativi, nei quali procede, con dolore e pietà, lungo la sottile linea di demarcazione tra salute e malattia, normalità e follia, benessere e disperazione. Messe a nudo da un primo bacio o da una sofferenza fisica, da una domanda ossessiva o da un sorriso intraducibile, da un figlio che non si sa riconoscere o da un figlio immaginato, alle prese con il coraggio, la stanchezza, la curiosità, la paura che la loro condizione comporta, le donne di questo libro si aggrappano a un linguaggio elementare, fatto di gesti più che di parole. Gesti semplici, raccontati da una prosa nitida e precisa, che indaga i piccoli dettagli dell’esistenza e li trasfigura in epifanie folgoranti.

 

Manicomio Primavera – Amazon

Pubblicato in: Poesie

Stile

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Lo stile è una risposta a tutto.
un nuovo modo di affrontare un giorno noioso o pericoloso
fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile.
fare una cosa pericolosa con stile è ciò che io chiamo arte.
La corrida può essere arte
Boxare può essere arte.
Amare può essere arte.
Aprire una scatola di sardine può essere arte.
Non molti hanno stile.
Non molti possono mantenere lo stile.
Ho visto cani con più stile degli uomini,
Sebbene non molti cani abbiano stile.
I gatti ne hanno in abbondanza.

Quando Hemingway si è fatto saltare le cervella con un fucile, quello era stile.
Alcune persone ti insegnano lo stile.
Giovanna d’Arco aveva stile.
Giovanni il Battista.
Gesù
Socrate.
Cesare.
García Lorca.
In prigione ho conosciuto uomini con stile.
Ho conosciuto più uomini con stile in prigione che fuori di prigione.
Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di esser fatto.
Sei aironi tranquilli in uno specchio d’acqua, o tu, mentre esci dalbukowski-9-805x1024 bagno nuda senza
vedermi.

Charles Bukowski, lo scrittore che derise l’umanità

Pubblicato in: Poesie

Voglio te

imageVuoi sapere quello che ho
non ho niente
non ti basta
allora non ho niente
vuoi di più
anch’io voglio di più
cosa vuoi
voglio te
voglio te che mi dici quello che vuoi
voglio te che mi mandi a fanculo
voglio te che mi baci mentre mi mandi a fanculo
voglio te che mi dai te
voglio la tua lingua che si intreccia con la mia
voglio il tuo sorriso
voglio il tuo orgasmo
voglio il tuo bicchiere
ho finito il mio
ho finito le scuse
voglio le tue scuse
voglio capirti
voglio i tuoi insulti
voglio i tuoi schiaffi
voglio i tuoi baci
voglio l’amore in bilico tra me e te
voglio il bilico tra l’amore
ho fame
ho sete
ho ansia
non ho fame
non ho sete
non ho ansia
non so niente
so quello che voglio

 

Piero Cancemi

Voglio te – Meetale

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Amore Alcolico

 

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Dove sei?

Io bevo e ti penso

ti guardo e non ci sei

bevo e ci sei,

chiudo gli occhi e ti vedo

io li riapro e tu sparisci,

ti penso e bevo ancora

non ci sei e bevo di più,

smetterò di bere

smetterò di essere sveglio

finirò la pagina, non lo so

finirò il bicchiere, questo lo so

un giorno finirò quello che ho iniziato

ma non è questo il giorno,

non finirò mai di averti

non smetterò mai di farti mia,

forse smetterò di amarti solo quando il bicchiere sarà finito

ma accanto a me ho la bottiglia

e poi un’altra

e poi un’altra ancora

non voglio smettere di amarti

non voglio smettere di bere,

voglio essere lì

voglio che tu sia qui

bevo il bicchiere insieme a te

bevi dal mio bicchiere

le tue labbra saranno più vicine,

respiro i tuoi sospiri

accarezzo il tuo corpo

gusto i tuoi sapori

annuso i tuoi profumi

il mio caldo è quando sei accanto a me

il mio freddo è quando non sei qui

le mie lacrime non riscaldano più

 

Piero Cancemi – mEEtale

Pubblicato in: Pensieri e Citazioni, Poesie, Racconti

Continuo a credere

  • Continuo a credere che andrà sempre meglio.

Continuo a credere che si stava meglio quando si stava meglio.

Continuo a credere che è meglio mangiare più frutta e verdura.

Continuo a credere che la zuppa di farro è buona, ma anche la tagliata di manzo.

  • Continuo a credere che il lavoro nobilita l’uomo, ma anche la donna.

Continuo a credere che meritocrazia non fa rima con utopia.

Continuo a credere che chi è andato via prima aveva provato a restare.

Continuo a credere che se sparisse l’evasione fiscale i costi dei servizi diminuirebbero.

  • Continuo a credere alla convivenza pacifica tra tutte le religioni.

Continuo a credere che l’oriente si trova semplicemente dopo l’occidente.

Continuo a credere che nessuno lucrerà più sulla vita della gente che scappa dalla guerra.

Continuo a credere che bomba debba essere solo un tuffo in acqua.

  • Continuo a credere che per abbattere un muro non bastano le parole.

Continuo a credere che il passato non potrà mai cambiare il futuro, potrà cambiarlo solo il presente.

Continuo a credere che chi non capisce non voglia capire.

Continuo a credere che chi ha la colpa prima o poi lo ammetterà.

  • Continuo a credere al rispetto tra uomini, donne, anziani e bambini.

Continuo a credere che la mamma è sempre la mamma.

Continuo a credere che non esisterà più la violenza sulle donne.

Continuo a credere alle pari opportunità.

  • Continuo a credere che chi immagina ha solo tanta fantasia.

Continuo a credere che un pollice in sù è meglio di un dito medio in sù.

Continuo a credere alla gentilezza e alla cortesia.

Continuo a credere che chi non ha mai peccato scaglierà la prima pietra.

  • Continuo a credere al coraggio di chi si è stancato.

Continuo a credere alla forza di chi ha preso una decisione.

Continuo a credere che la gente non dimenticherà mai chi ha avuto coraggio.

Continuo a credere che se prima non ci provi non lo saprai mai.

  • Continuo a credere che per fare un viaggio a volte basta solo guardarsi negli occhi.

Continuo a credere che se ci incontriamo nei sogni prima o poi ci incontreremo veramente.

Continuo a credere che a volte basta solo un bacio per stare meglio.

Continuo a credere che se fossi qui con me sarebbe meglio.

  • Continuo a credere che il verde si possa fare anche combinando il bianco con il nero.

Continuo a credere che il blu come il cielo non è così diverso dal blu come il mare.

Continuo a credere che anche le nuvole vivano il loro periodo buio.

Continuo a credere che il tramonto sia il sole che sta andando a riposare.

  • Continuo a credere che a volte vede meglio chi tiene gli occhi chiusi.

Continuo a credere che a volte sente meglio chi riesce a toccare le parole.

Continuo a credere che i grandi piaceri si provano anche restando seduti.

Continuo a credere che se non vogliamo chiedere aiuto qualcuno vorrà aiutarci lo stesso.

  • Continuo a credere che la ricerca medica guarirà tutti i malati ignorando le case farmaceutiche.

Continuo a credere che lo xanax non da la felicità.

Continuo a credere che i fiori di bach non saranno mai come il valium.

Continuo a credere che a volte i metodi della nonna funzionano.

  • Continuo a credere che lo sport non può provocare violenza.

Continuo a credere che chi bara non è uno sportivo.

Continuo a credere che in compagnia di un libro non si è mai da soli.

Continuo a credere che un giorno i bambini trasformeranno il mondo con i loro sogni.

  • Continuo a credere al bicchiere mezzo pieno perchè quello mezzo vuoto è finito.

Continuo a credere a caffè e sigaretta.

Continuo a credere al bicchiere di vino durante i pasti e a tutta la bottiglia se non devi guidare.

Continuo a credere che il fumo faccia male, ma io fumerò anche oggi l’ultima sigaretta.

 

Piero Cancemi

Continuo a credere – Meetale

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Beddra

Eri troppu beddra.128184
Iu ti taliava
e tu mi taliavi,
iu ti riria
e tu mi ririi,
iu ti vasava
e tu mi vasavi.
Iu ti vulia maritari,
tu mi ricisti d’aspittari,
iu t’aspittava,
iu t’addisiava,
ma tu un mi vasavi chiù
e un ti facisti viriri chiù.
Ora t’arricampasti,
intantu ti maritasti,
to maritu u canusciu,
ma canusci puru tu a me mugghieri.
Tu si troppo beddra
e iu t’addisiu sempri.
Mi facisti chianciri na vota,
ma ora un vogghiu chianciri chiù.
Tu mi talii
e iu ti taliu,
Tu mi riri
e iu ti riru
Tu mi vasi
e iu ora un ti vasu chiù.

 

Piero Cancemi – mEEtale