Pubblicato in: Racconti, Validi

San Valentino

Aspetto questo giorno da un anno intero. Ho organizzato tutto nei minimi dettagli. Per San Valentino ho prenotato un tavolo nel miglior ristorante di Bologna. Mi sono permesso di acquistare tutti i posti disponibili e utilizzare per noi due solo il tavolo posto al centro della sala. Andremo vestiti come al solito, come faccio tra un aperitivo e l’altro. Io indosserò il nuovo vestito Gucci, ma indosserò la cravatta Cavalli, anche se a te non piace dato che gli abiti Cavalli sono sempre troppo colorati ed eccentrici, ma io sono trasgressivo lo sai bene. Tu sarai bellissima come al solito, con decolletè dal tacco 12 e il tuo vestitino attillato Louis Vuitton, abbellito dal solito Chanel su tutto il corpo. Sicuramente avrai ciglia finte che faranno pan-dan con le tue sopracciglia tatuate. Io mi farò le sopracciglia ad ali di gabbiano come piacciono a te. Ormai ti conosco troppo bene. Per la serata non volevo sperperare, ho ingaggiato un quartetto d’archi che ci accompagneranno durante la cena composta da un cracker integrale adagiato su un piatto in vetro di Murano. Mentre con il gruppo di strumenti a fiato pensavo di farti la proposta di matrimonio inginocchiandomi e piangendo dalle mie lenti a contatto colorate verde smeraldo, offrendoti l’anello di diamanti dalle dimensioni di un pugno costato solo una manciata di decine di migliaia di dollari.

Quanto romanticismo per questo San Valentino. Sai quanto ci tengo.

Oppure…oppure…oppure…

Restiamo in pigiama, ordiniamo una pizza dal Pakistano sotto casa, ci smezziamo un paio di Moretti da 66 e scopiamo come se non ci fosse un domani.

Quanto romanticismo per questo San Valentino. Sai quanto ci tengo.

Piero Cancemi

San Valentino su mEEtale

Pubblicato in: Libri, Validi

Pensare in immagini

513smgmrqkl-_sx318_bo1204203200_Pensare in immagini. E altre testimonianze della mia vita di autistica è un libro di Temple Grandin, pubblicato da Edizioni Erickson nel 2001.

Attraverso questo racconto-saggio “dall’interno” dell’autismo, l’autrice fornisce un documento umano nel quale apre una finestra sulla vita e sull’interiorità, cognitiva ed emotiva, delle persone autistiche. Senza tingere di rosa l’autismo, né minimizzare quanto esso l’abbia esclusa, dalla compagnia, dai piaceri, dalle gratificazioni e dalle possibilità che per molti di noi possono costituire buona parte di quella che chiamiamo “vita”, l’autrice delinea un quadro ben diverso dalle immagini che la parola “autismo” comunemente evoca.

Una lettura preziosissima e ricca di spunti per genitori, insegnanti, psicologi,
educatori, e per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, sono a contatto con
l’autismo e con le sue «zone d’ombra».

 

Pensare in immagini – Amazon

Pubblicato in: Libri, Pensieri e Citazioni, Validi

Riflessioni

piatto_labestia“Riccio rifletteva per qualche secondo su quello che desiderava, ma è inutile porgersi domande quando si pensa di sapere la risposta. Cercava figure nella mente solo per avere un punto di riferimento o una semplice immagine del traguardo da raggiungere. Non era questo che voleva. I punti interrogativi potevano causare grandi eventi, ma solo se si trovava la forza di trasformarli in punti esclamativi; erano sempre quelle le domande a cui tentava di dare una risposta, ma non fu mai in grado di farle diventare una realtà concreta.

C’erano momenti in cui credeva di essere abbastanza felice, solo perché riusciva a immaginare i nuovi momenti, ma doveva cercare di costruirli. Era necessario creare le situazioni adatte e gli attimi utili per raggiungere determinati obiettivi, senza lasciarsi scappare quel momento tanto cercato e neanche farlo aspettare troppo.

A volte gli sembrava che la realtà non fosse così male, doveva solo prenderne il controllo. Cominciò a capire che era inutile tirarsi le pietre addosso se alla fine il suo percorso aveva oltrepassato la strada costruita dai suoi desideri. Non serviva più nascondersi dietro le illusioni uomo-480x480create dalla sua mente, anche se continuava a essere totalmente assuefatto dai progetti mentali a lungo termine. Continuava a entrare nella sua realtà immaginaria dove tutto era già stato costruito, dove tutto era perfetto nei minimi dettagli, dalle domande alle risposte che facevano da contorno negli spazi lasciati aperti nella sua testa.

Riccio cercava solo un appoggio per stare bene, ma questo non era il suo presente. La testa gli suggeriva solo paesaggi formati da spazi liberi, entrava vertiginosamente in tunnel di ricordi, quando credeva di poter provare tutto per l’inebriante sensazione di voler uscire dagli schemi prestabiliti che stavano cercando di imporgli, ma non capiva che continuava a fuggire dal niente per ritrovarsi nel nulla.”

[cit. La bestia non corre  – p. 119-120]