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Laura Coccia

Nata a Roma il 6 aprile 1986 da Francesco e Lucilla Paola Clarizio. A causa di un’infezione contratta dopo la nascita è affetta da tetraparesi spastica.

Alle medie comincia a praticare l’atletica leggera sotto la guida del suo professore di educazione fisica. Nel 1998 partecipa per la prima volta ai Giochi Sportivi Studenteschi, insieme alle ragazze normodotate e dall’anno successivo compete in una gara solo per disabili, che viene introdotta nel calendario dei GSS. Correndo, impara a controllare meglio il suo corpo e la sua spasticità, migliorando sensibilmente. Il suo allenatore aveva scelto per lei i 400 metri.

Continua a partecipare alle competizioni studentesche fino al 2004.

Nel giugno 2003 partecipa, ai Campionati Italiani Assoluti della FISD nei 100 metri, vincendo il suo primo titolo italiano. Dall’anno successivo partecipa nelle gare dei 100, 200 e 400 metri.

Nel 2005 è convocata in Nazionale per partecipare ai Campionati Europei, dove si classifica al 5º posto. Nel luglio 2010 discute la Tesi di Laurea Specialistica in Storia e nel settembre dello stesso anno vince il concorso per il Dottorato di Ricerca all’Università Sapienza di Roma, con un progetto che prevede lo studio della propaganda sull’avanzata dell’Armata Rossa su Berlino tra il 1944 e il 1945.

Alle elezioni politiche del 2013 viene eletta deputata della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XX Campania 2 per il Partito Democratico.

Il 10 febbraio 2014 presenta la proposta di legge per introdurre i laureati in scienze motorie nella scuola primaria e alla proposta lega la campagna #CRESCOATTIVO il cui scopo primario è quello di informare sull’importanza di una corretta attività motoria.

Nel novembre 2014 presenta la proposta di legge per la parità di genere nello sport professionistico a cui aderisce l’Associazione Italiana Calciatori e la Lega Nazionale Dilettanti, legata alla campagna #CISONOANCHEIO.

Il 24 giugno del 2015 riceve la delega come responsabile del settore Calcio per il Partito Democratico dal Vice Segretario Guerini.

Il 3 dicembre 2015 presso l’Universitá Sapienza di Roma consegue il Dottorato di Ricerca (PhD).

Membro onorario della Societa italiana di Storia dello Sport.

Sempre in prima linea per il diritto allo studio per le persone con disabilità, ha portato nell’aula della Camera dei Deputati la voce di studenti e genitori che chiedevano il rispetto delle loro tutele.

 

Laura Coccia – Wikipedia

“Diversamente incinta”: la gravidanza raccontata da Laura Coccia

Libro Laura non cammina corre

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film Domani è un altro giorno

Domani è un altro giorno è un film del 2019 diretto da Simone Spada, con Marco Giallini e Valerio Mastandrea.

La pellicola è il remake del film spagnolo Truman – Un vero amico è per sempre (2015).

Tommaso e Giuliano sono due vecchi amici. Tommaso vive da tempo in Canada, ma torna a Roma per quattro giorni quando scopre che il suo amico Giuliano è condannato da una diagnosi terminale. Dopo un anno di lotta, Giuliano ha deciso di rinunciare alle cure invasive e arrendersi all’inevitabile. Perciò, in questi quattro giorni, i due amici dovranno dirsi addio.

 

descrizione su Wikipedia

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84 anni, ogni giorno fa 60 km per portare un bambino non vedente a scuola: è il nonno dell’anno

Il 2 ottobre Romano Carletti è stato premiato a Palazzo Chigi, a Roma. La favola di Montemignaio (Arezzo) dove il piccolo Jaffar, di origini macedoni, non può usufruire dello scuolabus perché privo dell’accompagnamento per disabili.

A Montemignaio, nel Casentino, non lontano da Arezzo, c’è un signore, Romano Carletti, di 84 anni, che ogni giorno accompagna a scuola il piccolo Jaffar. Lui di anni ne ha solo 6, è di origini macedoni. E’ non vedente. Ha il padre taglialegna, Jaffar, un lavoro che lo porta via dall’alba alla sera; la mamma non ha la patente e per Jaffar andare a scuola è un problema senza soluzione: nello scuolabus del paese, infatti, non è attivo l’accompagnamento per piccoli disabili. E allora Romano si è fatto avanti: sarà lui ad accompagnare il bambino. Come se fosse suo nipote. Intorno, un’Italia di malumori e porte chiuse ai migranti, agli stranieri, a chi è venuto in Italia per cercare lavoro e un destino migliore. Ma Romano non ci sta. Per lui è naturale portare il piccolo Jaffar a scuola, vederlo correre verso i suoi compagni,  e abbracciarli sorridente.

Ogni mattina, alle 7,30, il “nonno putativo” si presenta a casa del bambino. Insieme, percorrono la lunga strada verso la scuola. 60 chilometri. All’inizio dell’estate, poco prima che le aule chiudano porte e finestre per le vacanze, la notizia si diffonde. Commuove, scuote la comunità di Montemignaio, ma non solo. Arriva a Palazzo Chigi, dove mercoledì 2 ottobre a Romano Carletti sarà assegnato il premio come Nonno dell’anno “per il suo pronto spirito di solidarietà, per la sua dedizione nell’aiutare il prossimo, per la sua tenacia senza età, e per aver dimostrato, col suo esempio eccezionale di affettuoso altruismo, la sconfinata forza del grande cuore dei nonni”.  E anche il sindaco del borgo aretino, Roberto Pertichini, ha voluto chiosare la favola di Romano e Jaffar con un suo messaggio: “Carletti, in un mondo così poco propenso ad aiutare l’altro ha dimostrato quanto invece è gratificante, con grande sacrificio e amore aiutare chi è in difficoltà. Lo ringrazio per il messaggio che ha dato, perché le persone che scelgono di vivere in montagna, in un contesto di dimenticanza, sono attaccate a valori semplici ma fondamentali”.

 

Articolo su Repubblica.it

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Roma, al via a settembre la prima cattedra universitaria per formare “manager della disabilità”

A presiederla è la professoressa Ileana Argentin che in Parlamento ha lavorato affinché fossero approvate nuove norme sul Terzo Settore. L’Università Niccolò Cusano è il primo ateneo ad attivare un ciclo di lezioni focalizzato sulle norme circa l’integrazione a scuola e nel lavoro, mobilità e barriere architettoniche

ROMA – Per la prima volta in Italia un ateneo attiverà una cattedra dedicata alla giurisprudenza sul Terzo Settore. A proporla è l’università Niccolò Cusano che, grazie all’esperienza e alla professionalità di Ileana Argentin, presenta agli studenti il ciclo di incontri in “Normativa sulle disabilità”, le cui lezioni inizieranno a settembre 2019.

A seguire la nuova materia potranno essere tutti gli iscritti a Giurisprudenza, Scienze politiche ed Economia e commercio. Con un passato alla Camera dei Deputati e una doppia laurea in legge e Scienze politiche, la nuova professoressa dell’Unicusano è la figura  adatta a tenere lezioni sul tema. Nella veste di deputato infatti, Ileana Argentin si è seduta a quei tavoli dove sono nate le norme sulla disabilità.

Non solo barriere. La formazione prevede nove moduli in cui si approfondiranno il senso delle leggi vigenti e la necessità, in quanto società civile, che esse trovino piena applicazione. “Abbiamo una serie di norme importanti come quella sull’integrazione a scuola e nel lavoro, sulla mobilità e sulle barriere architettoniche – sottolinea Argentin –  La persona, però, non viene considerata in tutti i suoi aspetti: dalla sessualità alla gestione del tempo libero, dal godimento del verde al poter essere consumatori come gli altri”.
A livello legislativo, nonostante i passi in avanti, c’è ancora molto da fare perché, attualmente, non sono previste quasi mai sanzioni per chi viola o non applica le regole, rendendo inutile la normativa. Una mancanza che però in futuro necessiterà di essere colmata. Per questo l’università ha deciso di giocare anticipare una necessità futura del mercato: formare dei manager della disabilità in grado di operare a più livelli e in situazioni diverse. “Per la prima volta viene proposto agli studenti una formazione di questo tipo – continua Argentin – credere che i giovani, attraverso lo studio, possano cambiare l’approccio al sociale e abbattere le barriere culturali è davvero importante”.

 

Articolo su Repubblica.it

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Quando danza vuol dire integrazione diventa â€œdanceability”

Improvvisazione, relazione, contatto, coreografie e musica per un’arte adatta a tutti. Perché si può ballare e saltare anche solo con un dito. Da Nord a Sud, ecco le principali esperienze italiane di un metodo che viene da lontano

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ROMA – Non si tratta di curare né di voler mettere a confronto l’uno con l’altro, ma di accettare ognuno così com’è. Sta qui la radice di un’idea che, grazie a tanta determinazione e a una rete continuamente in espansione, ha portato la danceability di Alito Alessi in tutto il mondo, con un marchio registrato e circa 500 insegnanti certificati in oltre 40 Paesi. Ne racconta Elisabetta Proietti sulle pagine di SuperAbile Inail, rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Portare tutti a danzare. Danzatore e coreografo statunitense, dagli anni Ottanta Alessi si pone la questione: portare a danzare tutti; far sperimentare a tutti, nessuno escluso, la bellezza dell’arte coreutica, per troppo tempo chiusa nello scrigno di una magia avverabile per pochi eletti, dai corpi perfetti e dalle movenze già scritte. Alessi rovescia il punto di vista: tutta l’umanità, anche quella che non risponde ai canoni precostituiti della perfezione fisica o mentale, può danzare, può instaurare una relazione, respirare, variare lentezza e velocità, sperimentare anche con una sola parte del corpo ogni emozione possibile. Per esempio, chi l’ha detto che non si può saltare con un dito, cogliendo e sentendo tutto il significato del “saltare”? Fondamentale è, dice Alessi, “partire dalla persona: da come essa è dipende la danza che ne scaturirà. Il metodo cambia a seconda di chi si incontra”.

E il metodo potenzia lo sviluppo delle proprie possibilità espressive e creative senza mai isolare nessuno. Possono partecipare persone cieche, sorde, sulle sedie a ruote, con problemi cardiaci o motori, persone che apparentemente non rispondono al mondo esterno, amanti del mondo dello spettacolo o danzatori professionisti. Ognuno può lavorare in modo collaborativo e si può esprimere con quello che trae e che apporta al gruppo. La danceability, che lo stesso suo fondatore definisce “studio dell’improvvisazione del movimento”, anche in Italia conta insegnanti certificati e viene praticata in diverse città e contesti, messa in pratica da singoli docenti o team, associazioni, compagnie.

La forza sta nell’inclusione. Eleni Tsili è danzatrice, educatrice di movimento artistico e insegnante certificata di danceability, lavora tra Roma, Grecia e Germania: “La forza di questo lavoro sta nell’inclusione. La cosa più importante è trovare modi di comunicazione, capire che le cose invisibili che ci limitano sono molte di più delle disabilità evidenti”. E non ci sono differenze, quando si tratta di superare i propri limiti, tra persone disabili e non: “Ci mettono in difficoltà i nostri limiti personali, che scopriamo e non sapevamo di avere”. Danzando, il movimento fa aprire verso gli altri e quello che si sperimenta, in sostanza, è la gioia: “Avere uno spazio in cui relazionarsi con gli altri attraverso il movimento è gioia enorme”.

Chi può partecipare ai corsi di danceability? “Tutti a partire dai 15 anni in su”, risponde Eleni Tsili. Si formano gruppi integrati di sette-dodici persone e percorsi che vanno dai tre mesi a un anno. “Lavoriamo con un gruppo satellite, anch’esso costituito da persone con disabilità e non, che collaborano al progetto”. Aggiunge Tsili: “Il mio compito è di agevolare una possibilità. È un progetto artistico fatto di improvvisazione, esplorazione. Poi man mano insieme si costruiscono sequenze, piccole coreografie”. E, grazie a specifiche modalità e con la collaborazione dell’altro, anche chi ha problemi mentali o di memoria può ricordare le coreografie. Ancora nella capitale l’associazione culturale Fuori Contesto insegna e promuove teatro e danceability per tutte le fasce di età e organizza festival in spazi urbani aperti, coinvolgendo il pubblico in strada. “Il corpo è strumento di educazione all’incontro e alla relazione”, chiarisce Emilia Martinelli che di Fuori Contesto è fondatrice oltre che direttrice artistica, autrice e regista. La scelta della danceability per Emilia è scaturita dalla partecipazione a un laboratorio della Uildm Lazio. “Insegno a circa 200 persone a settimana e ogni incontro mi emoziona, mi stupisco sempre”. Spiega: “La danceability è un codice che permette a tutti di danzare in relazione. Il suo fondatore ha “spacchettato” i codici della danza contemporanea. È molto importante che ci si ascolti reciprocamente, perché l’azione dell’uno dipende dall’azione dell’altro. Ed è uno strumento che facilita tutti, dai bambini agli anziani”. Quale difficoltà riscontra più spesso? “La difficoltà per tutti, persone disabili e non, è approcciarsi a un linguaggio differente. Nella danceability i ruoli si ribaltano di continuo. Tutti colgono che sono persone con la stessa dignità degli altri”.

Tra le diverse altre esperienze italiane di danceability a cui ci si può rivolgere ci sono il centro Oriente Occidente del Trentino Alto Adige, “Ottavo giorno” di Padova, “Deos Danse Ensemble” di Genova, “Choronde” di Roma con Sarah Silvagni, “Let’s dance” a Reggio Emilia. Infine la rete internazionale Danceability.com dà conto delle principali esperienze nei vari Paesi. Ognuna di esse mette al centro l’impegno per un mondo più libero da pregiudizi e barriere.

 

Articolo su Redattore Sociale

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le mie previsioni Oscar 2019

Cari Amici e colleghi cinefili,

dato che al cinema ho visto 5 dei film candidati agli Oscar 2019 mi sento in vena di fare previsioni per la notte del 24 Febbraio in cui verranno assegnati.

Io non conto niente, questo è solo un mio parere personale. Sono laureato in cinema, poi lettore per hobby, scrittore per passione, aspirante sceneggiatore, fotogenico per caso, cinedipendente e imbarazzato d’indole.

I film visti finora per la premiazione 2019 sono stati:

  • BlacKkKlansman
  • Bohemian Rhapsody
  • La Favorita
  • Roma
  • La ballata di Buster Scruggs

Prima della premiazione vorrei vedere:

  • Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità
  • A Star Is Born

La Notte degli Oscar 2019 incoronerà, come di consueto, coloro che si sono distinti in ambito cinematografico, non solo attori e registi, ma anche tecnici, cantanti e chiunque partecipi alla realizzazione di un film, anche d’animazione.

L’elenco completo delle Nomination al Premio Oscar 2019 lo potete trovare qui https://on.techprincess.it/oscar-2019-nomination-academy/

 

VOTI di Piero Cancemi (cioè io)

  • Miglior film: Bohemian Rhapsody

l’ho visto alla Cineteca di Bologna in lingua originale. Essendo cinefilo e grande fan dei Queen volevo assicurarmi di non odiarlo e dato che mi è piaciuto tanto spero che vinca.

  • Migliore regia: Spike Lee per BlacKkKlansman

film divertente e intelligente, con tanto di semplice e chiaro attacco al razzismo a cui si aggiunge un finale esplicitamente politico. Il film ambientato negli anni 70 americani e cerca un dialogo con il presente.

  • Miglior attore protagonista: Rami Malek per Bohemian Rhapsody

ha ricoperto uno dei ruoli più conosciuti al mondo non trasformandolo in ovvietà ma solo in storia della musica. Grande prova di Rami Malek.

  • Migliore attrice protagonista: Yalitza Aparicio per Roma

recitazione forte e potente per un ruolo delicato anche per scene più crude.

  • Migliore attrice non protagonista: Emma Stone per La Favorita 

un ruolo difficile e subdolo che riesce a mostrare le diverse facce di una donna che vuole raggiungere il proprio obiettivo.

  • Migliore sceneggiatura originale: Roma

senza dubbi

  • Migliore sceneggiatura non originale: BlacKkKlansman

essendo un fan dei fratelli Coen avrei detto La ballata di Buster Scruggs ma quello di Spike Lee mi è piaciuto di più.

  • Miglior film straniero: Roma

senza dubbi

  • Migliore fotografia: La Favorita

ho dubbi con Roma forse perché è in bianco e nero, gli altri candidati al momento non li ho visti, quindi potrei ripensarci.

  • Migliore Scenografia: La Favorita

gli altri non li ho visti, se non vincerà sono curioso di vedere il film vincitore.

Per gli altri premi non riesco a dare pareri oggettivi, ma per il Miglior sonoro spero vinca Bohemian Rhapsody, mentre per i Migliori Costumi tifo per La Favorita.

 

Questo è il mio parere per gli Oscar 2019.

Chi sono io? Un cazzo di nessuno che ama il cinema.

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Il cinema in corsia: al Niguarda di Milano una sala film per i pazienti

Nella sala, grande 250 metri quadri, ci saranno 80 posti a disposizione, tra poltrone colorate e spazio per le sedie a rotelle o per i letti, per chi – non potendosi alzare – vorrà vedere un film. A organizzare l’iniziativa sono MediCinema onlus, Walt Disney company Italia, con la collaborazione del Niguarda, del Comune di Milano e di alcuni enti privati.

“Il cinema fa del bene perché riunisce le persone e le ‘anima’ con stimolazioni sensoriali visive e acustiche – ha ricordato durante l’inaugurazione della sala Gabriella Bottini, ordinario dell’Università di Pavia e responsabile del centro di Neuropsicologia cognitiva del Niguarda -: quando gli stimoli vengono trasmessi secondo metodi controllati, allora il possibile beneficio a persone malate può essere misurato e provato tanto da diventare un trattamento vero e proprio. Obiettivo di MediCinema è la sperimentazione e misurazione di questo percorso per finalità di cura”.

Alla presentazione, oltre al sindaco Beppe Sala, anche l’ad di Disney Daniel Frigo, gli attori Fabio Rovazzi e Marco Della Noce.

 

Articolo su Repubblica.it

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Matilde

 

Il cortometraggio del 2013 lo firma il regista bitontino Vito Palmieri. “Matilde”, prodotto dalla bolognese Agfa/Fiadda (Associazione genitori con figli audiolesi) in collaborazione con Maxman coop, Elenfant Film e Immaginarium ArtComStudio, è interamente interpretato da attori sordi. Il film breve racconta di una bambina dall’intelligenza vivace che “combinando le suggestioni ricevute dal suo maestro, l’interesse per gli strumenti da parrucchiera della madre e la passione per il tennis, la protagonista cerca una soluzione drastica e sorprendente per ritrovare la serenità”.

Pur essendo di poche parole, Matilde è una bambina dall’intelligenza vivace e dalla personalità spiccata. Tra i banchi di scuola, però, c’è qualcosa che sembra turbarla. Combinando le suggestioni ricevute dal nuovo maestro, l’interesse per gli strumenti da parrucchiera della madre e la passione per il tennis, Matilde cerca una soluzione drastica e originale per ritrovare la serenità.

“Matilde”, il cortometraggio del regista pugliese Vito Palmieri, ha vinto al TIFF, Toronto International Film Festival, nella sezione Kids. Dopo aver conquistato nelle ultime settimane le giurie del Riff, Rome Independent Film Festival, e del Festival del cinema europeo di Lecce

“Nei miei lavori ho spesso raccontato storie su bambini – racconta il regista – Rappresentare il quotidiano di una bambina sorda è stata un’esperienza nuova. Ho cercato di fare un film con un’impronta sociale forte senza tralasciare delicatezza e una punta di ironia”. La sezione della Berlinale Generation nasce nel 1978 per raccogliere lavori sul mondo di bambini e adolescenti. I vincitori si aggiudicheranno l’Orso di Cristallo. Il corto verrà proiettato durante la Berlinale l’11, 12 e 17 febbraio. Palmieri, nato a Bitonto nel 1978, ed è laureato in Filmologia al Dams di Bologna. Tra i suoi lavori, “Tana libera tutti”, candidato nello stesso anno ai David di Donatello e “Il valzer dello Zecchino”, miglior documentario ad Annecy.

 

Matilde su Cinema Italiano

Matilde su Repubblica.it

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Esperienze di inserimento lavorativo per ragazzi autistici

lavoro-autistici

A Roma è tuttora in corso un progetto di tirocinio formativo a favore di tre ragazzi con Disturbo dello Spettro Autistico presso asili nido pubblici

Negli ultimi anni, il tema dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica è particolarmente affrontato, sul piano legislativo, ma ancora poco attuato, sul piano dell’esperienza e della fattibilità. Infatti, la Convenzione ONU su diritti delle persone con disabilità, ratificata dallo Stato italiano con la legge 18/2009, riconosce “il diritto al lavoro delle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri; segnatamente il diritto di potersi mantenere attraverso un lavoro liberamente scelto o accettato in un mercato del lavoro e in un ambiente lavorativo aperto, che favorisca l’inclusione e l’accessibilità alle persone con disabilità”.
Tuttavia, ancora oggi, questo diritto non è ancora espresso, e le persona con disabilità psichica e le loro famiglie affrontano, con grande difficoltà, la conclusione del percorso scolastico, senza che vi sia una prospettiva futura concreta.
Questo diventa particolarmente complesso nel caso delle persone con Disturbi dello Spettro Autistico, che richiedono un accompagnamento particolare, che risponda alle loro caratteristiche ed esigenze specifiche.
Quindi, spesso, con la conclusione del ciclo scolastico, le persone con autismo si trovano a non trovare una giusta collocazione: da una parte, non sono presenti Centri Diurni specializzati, dall’altra non possono avere accesso a percorsi di formazione, che tenga conto di un percorso individualizzato.

Per rispondere a questa necessità, dal mese di febbraio, a Roma è attivo il Progetto sperimentale “Crescere aiutando a Crescere”, realizzato dall’Associazione Il Filo dalla Torre ONLUS, in collaborazione con il IV Municipio di Roma Capitale, all’interno di un finanziamento della Regione Lazio, per il bando “Bene in Comune”.
L’obiettivo del progetto è quello di attivare un’esperienza di tirocinio formativo, a favore di tre ragazzi con Disturbo dello Spettro Autistico, presso asili nido pubblici, all’interno del territorio del IV Municipio, e di elaborare, attraverso questa esperienza, delle buone prassi, che possano sostenere il complesso processo di inserimento lavorativo di giovani adulti con disabilità, attraverso un percorso specifico di tirocinio formativo.
Per raggiungere questo obiettivo, sono stati realizzati diversi step, in modo da realizzare un accompagnamento graduale, non solo della persona con disabilità, ma anche della famiglia e di tutto il contesto, in cui viene realizzato il tirocinio:

o   Incontri di valutazione iniziali con i ragazzi coinvolti
o   Incontri conoscitivi con la famiglia
o   Incontri di formazione del personale scolastico coinvolto nel progetto
o   Incontri conoscitivi tra i ragazzi e gli operatori, inseriti nel progetto come tutor ed il personale scolastico
o   Incontri, con i genitori dei bambini normotipici inseriti al nido, per illustrare il progetto.
Questi diversi passaggi hanno permesso di accompagnare in modo efficace l’inserimento dei ragazzi nei contesti di tirocinio.

Al momento attuale, il progetto è in corso di realizzazione, e a fine giugno verranno raccolti, anche mediante l’uso di test e di schede di osservazione, i risultati raggiunti con questo progetto sperimentale, in modo da elaborare una successiva pubblicazione ed orientare esperienze future.

Articolo su Disabili.com

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Area Sosta Accessibile Spazio Ardeatina

Alle porte di Roma, in una posizione strategia, è nato SPAZIO ARDEATINA, un luogo d’incontro, di socializzazione e di divertimento molto attento all’integrazione e, proprio per questo, completamente senza barriere architettoniche!

Luogo dinamico e in continua evoluzione, SPAZIO ARDEATINA, si propone di offrire al cliente una varietà di servizi: dalla gastronomia al caffè, dai mercatini domenicali, alle serate con gli amici, dalla possibilità di visitare Roma grazie all’area sosta camper, al poter far giocare i propri bambini nell’area dedicata a loro.

I SERVIZI DI SPAZIO ARDEATINA:

  • parco giochi accessibilePARCO GIOCHI predisposto all’accoglienza di tuti i bambini, compresi quelli disabili, grazie alle attrezzature e alle giostre senza barriere architettoniche
  • SPAZIO PER L’ORGANIZZAZIONE DI EVENTI che ha possibilità di accogliere ogni genere di manifestazione, dal raduno di auto d’epoca al mercatino domenicale
  • BAR E GASTRONOMIA per gustare un ottimo caffè, deliziarvi con un cornetto caldo o assaporare panini farciti con i migliori prodotti italiani
  • SALA PER FESTE per poter organizzare compleanni, comunioni, battesimi, meeting e tanto altro ancora
  • AREA SOSTA CAMPER, sicura ed edonomica, per poter sostare con il vostro camper e visitare Roma al meglio
  • …e TANTO SPAZIO PER SVAGO E RELAX

 

PER INFORMAZIONI:
via Ardeatina, 933 – uscita 24 Grande Raccordo Anulare – Roma
Tel. 348.3360762 – 335.205537
E-mail: info@spazioardeatina.it
Sito: www.spazioardeatina.it

Articolo – Disabili.com