Pubblicato in: Articoli, Pensieri e Citazioni, Validi

Bologna ha una reputazione sanitaria mondiale da difendere

Come faccio sempre per le cose spiacevoli io cerco di trovare qualcosa di positivo che mi faccia essere ottimista, che mi faccia stare meglio.

A Bologna al momento ci sono sei pazienti positivi al coronavirus.

Ma Bologna resiste, Bologna combatte e Bologna non si arrende mai. La sanità pubblica di Bologna sa fare grandi cose.

Tumore al colon e fegato, intervento record con un robot a Bologna. Primo caso al mondo.

Al Rizzoli di Bologna il primo trapianto al mondo di vertebre umane

Sant’Orsola di Bologna, operazione con realtà aumentata. E’ la prima al mondo

Pubblicato in: Articoli, Validi

Bologna, un gioco da tavolo per aiutare i bimbi dell’Oncologia

Si chiama “Va mo là”: allena la memoria. E s’impara giocando a conoscere Bologna. I proventi finanzieranno la giocoterapia per i piccoli pazienti promossa da Ageop

“È un gioco, ma non è uno scherzo”. Così Alessandro Roversi, uno dei due fondatori di BolognaGames insieme a Jacopo Zucchelli, presenta il nuovo gioco da tavolo “Va Mo Là! Il memo di Bologna”, una sfida di osservazione e memoria che vince chi riesce ad accoppiare più immagini di Bologna.

Il gioco, disponibile nei negozi di giocattoli da domani, adatto ai bambini dai quattro anni in su e nasce per supportare la giocoterapia promossa dall’Ageop (Associazione genitori ematologia oncologia pediatrica). Questa terapia, effettuata da tre psicologhe dell’associazione nel padiglione di Pediatria del Sant’Orsola, vede nel gioco un veicolo per raccontarsi ed esprimere emozioni.

Possibilità che può essere importante per i bambini piccoli, per i quali è difficile dare un nome al proprio stato d’animo. La giocoterapia aiuta psicologi ed educatori a supportare i bambini mantenendo un po’ di leggerezza nonostante la difficile situazione che si trovano a vivere.

La scelta, inoltre, è di un gioco che non sia solo ludico: le tessere che lo compongono, infatti, rappresentano Bologna, la sua storia e le sue tradizioni. Dai monumenti ai modi di dire passando per le personalità d’eccellenza, ogni figura è raccontata dalla penna di Eros Drusiani in un libretto allegato alla confezione di “Va Mo Là” che unisce conoscenza e divertimento al motto di ‘giocando si impara’.

Il progetto è sostenuto anche da Edizioni Pendragon che ha visto nella declinazione ludica un nuovo strumento di apprendimento.Sarà venduto anche nelle librerie e i proventi finanzieranno interamente un anno di giocoterapia per i bambini. L’auspicio di Zucchelli e Roversi è che si possa instaurare un rapporto duraturo di sostegno e supporto ad Ageop.

 

Pubblicato in: Articoli, Validi

Mieloma e leucemia, da Bologna nuova cura con cellule modificate

Il Car-t, per la prima volta in Italia, sta funzionando al Sant’Orsola

184652151-af61ac9f-4f2e-4ef9-bd76-3ee4e11fabfb

BOLOGNA – La terapia con cellule geneticamente modificate che potrebbe rivoluzionare le tradizionali cure ai tumori, a Bologna è stata testata ‘sul campo’, più precisamente su una paziente affetta da mieloma multiplo seguita dal policlinico Sant’Orsola di Bologna, per la prima volta in Italia.

Si chiama Car-t, la procedura che trasforma i linfociti (le cellule del sistema immunitario) in laboratorio sulla base delle esigenze della malattia di un determinato paziente. Una volta che sono state geneticamente modificate vengono ‘reinserite’ nel corpo del malato, pronte per andare andare a ‘combattere’ il tumore.

Si tratta della “frontiera più avanzata per questa terapia, per ora applicata solamente in alcune malattie del sangue, come il mieloma multiplo e la leucemia”, spiega Michele Cavo, direttore dell’unità operativa di ematologia del policlinico e tra i principali ricercatori di questa nuova pratica. E ora questa tecnica fa un significativo passo avanti, il test di Bologna sta andando bene.

Sono passati 30 giorni dalla prima applicazione e la paziente ora sta bene, anche se è costantamente sotto monitoraggio. Anche perchè “nonostante non sia questo il caso, ci potrebbero essere alcune complicanze”, spiega Cavo.

La prima è un’infiammazione dovuta al ‘rigetto’ della terapia e per questo il paziente potrebbe passare dall’avere una semplice febbre fino all’andare in coma. La seconda problematica invece è legata alla tossicità delle cellule. “Quanto più un paziente è a un livello avanzato della malattia, tanto più è probabile che accadano questi problemi”, afferma Cavo.

Con l’applicazione per la prima volta della terapia Car-t  “il Sant’Orsola si candida a essere uno dei principali centri specialistici in Italia”, annuncia Antonella Messori, direttrice generale del policlinico. Infatti, il centro di Bologna è il primo ad aver applicato questa nuova terapia, e soltanto a Bergamo stanno progredendo con le stesse ricerche. Cavo spiega che “questa terapia richiede tecnologie avanzate e non potrà essere diffusa a tutti i centri ma soltanto a quelli iperspecialistici, come sta avvenendo adesso a Bologna”.

 

Articolo su Repubblica.it