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Mio fratello è

Mio fratello mi ha sempre aiutato
Mio fratello mi dava sempre il consiglio giusto
Mio fratello credeva a cose incredibili
Mio fratello credeva in me
Mio fratello diceva di provarci
Mio fratello ribadiva sempre di non arrendermi
Mio fratello non si è mai drogato
Mio fratello non ha mai perso un giorno di scuola
Mio fratello non ha mai ripetuto un anno
Mio fratello non perdeva tempo,
Mio fratello è andato a Bologna prima di me
Mio fratello mi ha sempre spiegato qualcosa
Mio fratello già lo sapeva, io no
Mio fratello studiava
Mio fratello lo ha detto prima, io non l’ho mai pensato
Mio fratello è il più forte
Mio fratello c’è sempre
Mio fratello non si stanca mai
Mio fratello corre più di un treno
Mio fratello è più piccolo di me
Mio fratello per me sarà sempre il fratello maggiore
Mio fratello è mio Fratello

Piero Cancemi

Poesia su mEEtale

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Mia nonna è la più intelligente

zestnow.com_.Mia nonna è la più intelligente
Mia nonna non guarda la televisione
Mia nonna non sa chi è Maria de Filippi e neanche Barbara D’Urso
Mia nonna non sa chi sono Salvini, Renzi e Di Maio
Mia nonna è la più intelligente
Mia nonna è cosciente delle sue azioni
Mia nonna crede alle persone oneste
Mia nonna ascolta i consigli dei figli e dei nipoti
Mia nonna fa finta di non capire
Mia nonna non la freghi
Mia nonna è la più intelligente
Mia nonna conosce tutti i proverbi siciliani
Mia nonna capisce bene quello che vuoi dire ma non te lo dice
Mia nonna sarà sempre la moglie di un grande uomo emigrato in Germania per lavorare
Mia nonna sarà sempre la sorella di un grande uomo tornato a piedi dalla guerra in Russia
Mia nonna è contro la guerra
Mia nonna non augura la morte a nessuno
Mia nonna fa finta di non ricordare
Mia nonna non dimentica le cose più importanti della sua vita
Mia nonna è la più intelligente
Mia nonna non prega
Mia nonna non aspetta di morire anche se dice il contrario
Mia nonna ama parlare con le persone
Mia nonna non vuole stare sola
Mia nonna ha paura, ma lei non lo ammetterà mai
Mia nonna è gentile, ma se qualcuno non lo è con lei non gli rivolgerà più la parola
Mia nonna non ha mai fatto male a nessuno,

Mia nonna al massimo ti ignorava
Mia nonna crede ai valori della famiglia
Mia nonna non ha terminato gli studi
Mia nonna scrive lettere di auguri che ancora conservo gelosamente
Mia nonna non aveva bisogno di studiare
Mia nonna è la più intelligente

Piero Cancemi

Mia nonna è la più intelligente – mEEtale

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La riabilitazione cognitiva adesso è digitale, una startup palermitana vince 50mila euro

A vincere l’Eit Health InnoStarsLa è la Restorative Technologies, spinoff dell’Università di Palermo che ha dato vita a Mindlenses Professional, un progetto che permette di gestire i pazienti con disabilità attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie

Una start-up palermitana è stata premiata dal programma Europeo Eit Health InnoStars, ospitato dall’Istituto Europea dell’innovazione e della tecnologia. Fra le 15 start-up premiate a livello comunitario nel 2019 per le proprie idee innovative in materia di salute e sanità, ben due sono scelte per la Sicilia, una di Palermo e l’altra di Caltanissetta.

Le aziende selezionate, provenienti da Italia, Polonia, Portogallo e Grecia, riceveranno finanziamenti per portare le loro innovazioni sul mercato. Tra queste 15 eccellenze nel settore salute selezionate in Europa, due sono siciliane: Restorative Technologies e Moodika. Le due start-up riceveranno un contributo di 50.000 euro ma soprattutto il supporto, curato dal Consorzio Arca che è manager regionale di Eit Health, per la creazione di un network sanitario locale ed internazionale entro cui far circolare i propri prodotti.

Le startup premiate

La palermitana è la Restorative Technologies. Spinoff dell’Università degli Studi di Palermo, che ha dato vita a Mindlenses Professional, un progetto per la riabilitazione cognitiva. Mindlenses è una combinazione completa di strumenti per la riabilitazione digitale, la stimolazione cognitiva e la gestione di pazienti con disabilità attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie.

La startup di Caltanissetta invece si chiama Moodika che ha realizzato SmartDonor, un’applicazione creata per migliorare il sistema di donazione del sangue, rendendo più efficiente e consapevole l’attività dei donatori e supportanto tutte le attività di promozione della cultura della donazione del sangue.

Il finanziamento di Headstart

Il programma di finanziamento Headstart è rivolto a startup e Piccole e medie imprese che hanno un prototipo ben sviluppato, pronto ad essere lanciato sul mercato nei settori della salute, della vita sana, dell’invecchiamento attivo e del miglioramento dell’assistenza sanitaria. Il programma permette quindi ai vincitori di entrare in un circuito che favorisce la commercializzazione dei loro prodotti innovativi, supportandone la produzione, la promozione e la tutela brevettuale.

“Al concorso Innostars – spiega il manager Nuno Viegas – hanno preso parte oltre 1000 idee di tecnologie innovative e prototipi, fra cui sono stati selezionate le migliori e più promettenti start-up. Si tratta di progetti brillanti, che operano nelle diverse fasi di sviluppo del business, che col nostro supporto possono diventare prodotti e soluzioni pronte per il mercato, che possano rivoluzionare il settore sanitario Europeo e favoriscono un miglioramento della qualità della vita dei cittadini”.

 

Articolo su Palermotoday

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Albero di Mimosa

RACCONTO PRESENTE NELL’ANTOLOGIA RACCONTI SICILIANI PUBBLICATA DA HISTORICA EDIZIONI A LUGLIO 2019

Era una luminosa mattina di fine febbraio, il sole splendeva audacemente nel cielo sempre limpido della Sicilia e irradiava le terre desolate della parte occidentale di quest’isola orgogliosa. L’inverno era finito e le piantagioni stavano ricominciando a nutrirsi pienamente della luce solare, la campagna si stava riempiendo nuovamente di profumi mentre il vento glieli sussurrava alle sue foglie. Nonno Giovanni camminava per la campagna ubicata in una zona desolata del paese, tenendo per mano Giovannino, il più piccolo dei suoi nipoti. Gli altri nipoti erano cresciuti e andati via dalla Sicilia: chi al nord Italia, chi in Spagna e chi in Germania; per nonno Giovanni era diventato difficile stare insieme a loro. Giovannino era l’ultimo nipotino rimastogli vicino e quindi era sempre felicissimo quando passava del tempo insieme a lui. I due camminavano lentamente sulla terra arsa e spoglia quando ad un tratto il nonno mostrò al nipotino cosa era stato fatto per lui: un albero di mimosa piantato e cresciuto. Il piccolo Giovannino sorrise anche se non aveva capito, guardava il nonno dal basso dai suoi grandi occhi blu. Nonno Giovanni staccò la mano dal nipote e accarezzandogli i suoi bei capelli castani arruffati gli disse: “Quella è la tua altalena Giovannino”. Il piccolino lanciò uno sguardo verso l’albero di mimosa e in quel momento fece caso alle corde che pendevano dal ramo che terminavano su una tavoletta. All’apice della consapevolezza del regalo appena ricevuto il piccolo Giovannino iniziò a
correre felice, non rallentando neanche quando giunse in prossimità della sua altalena; poggiò le mani sulla base e si lanciò subito sopra. Il piccolo Giovannino non ce la fece a restare in equilibrio, cadde battendo la testolina sul morbido terreno privo di qualsiasi pericolo. Nonostante non avesse provato alcun dolore, iniziò a piangere ugualmente. Nonno Giovanni sorrise ed iniziò a camminare velocemente per giungere vicino al suo nipotino. Lo agguantò dalle piccole braccia, lo rimise in piedi, gli accarezzò la testolina e gli disse con voce calma e tranquilla: “Giovannino non ti sei fatto niente. Non devi piangere ogni volta che cadi, piuttosto devi provare sempre a rimetterti in piedi e sorridere”. Giovannino allora sorrise perché in quel momento si era rimesso in piedi; suo nonno lo afferrò di nuovo e lo poggiò delicatamente sull’altalena che aveva preparato per lui. Da quel giorno Giovannino e suo nonno andavano sempre insieme all’albero di mimosa per giocare con l’altalena. Il nonno lo spingeva piano e Giovannino rideva forte. Quando l’albero iniziava a produrre le prime infiorescenze sferiche il profumo si enfatizzava nell’aria, il bambino sapeva di poter correre verso la sua altalena per divertirsi insieme al nonno. Un giorno di quelli Baldassare, il papà di Giovannino, decise di scattare una foto di quel momento: la foto del suo bambino insieme a suo padre, attorniati solo dal bellissimo albero di mimosa dai rami colmi di fiori gialli. Ma il tempo non è scandito soltanto dall’alba che aspetta il tramonto. Il buio arriva nonostante si voglia solo giocare.
Una luminosa mattina di marzo, mentre il sole splendeva forte nel cielo e scaldava gli animi, il piccolo Giovannino iniziò subito a correre all’impazzata perché sapeva che il nonno lo stava aspettando al loro albero di mimosa. Ma correndo il piccolo Giovannino inciampò sul terreno, il grande sorriso presente sulla sua bocca iniziò a ritirarsi lentamente mentre si schiantava tra i sassi ruvidi presenti tra le sterpaglie. Le sue piccole mani si graffiarono profondamente, se le guardò, si spaventò e quando vide il sangue sulle sue mani non riuscì a placare le lacrime, ed iniziò a piangere a squarciagola. Nonno Giovanni stava aspettando il nipotino a pochi passi dall’altalena che pendeva dall’albero di mimosa, ma quando udì le forti urla iniziò subito a correre per andare incontro al bambino. Giunto in prossimità del piccolo Giovannino vide le sue manine macchiate di sangue. Questo lo scosse talmente tanto che al termine della corsa tutti i ricordi accumulati fino a quel momento esplosero violentemente nel suo labile cuore facendolo arrestare completamente. Il nipotino smise di piangere e poggiò le manine sul volto del caro nonno imbrattandolo di sangue. L’albero di mimosa restò a guardare quella scena che Giovannino non dimenticherà mai. Crescendo Giovannino abbandonò la Sicilia; a 19 anni si trasferì a Milano, si laureò e trovò lavoro, si sposò con una donna conosciuta in America, ebbe due figli e ora vive nel nuovo continente. Ogni anno “Little John” torna in Sicilia insieme alla sua famiglia. Quando attraversa gli alberi di carrubo con i suoi
bambini, poi gli agrumi che sprigionano forti odori, si diletta a raccontare storie di quelle terre ricche di amore. Quando alla fine della passeggiata giunge all’albero di mimosa, che non è mai morto, torna ad essere Giovannino. Adesso quell’altalena, che resiste e che continua a far sorridere, dondola dolcemente i suoi figli. Giovannino conserva gelosamente la fotografia scattata da suo padre Baldassare, fa rivivere ai suoi figli la bellezza della Sicilia, che non è quella che viene mostrata in televisione, la Sicilia è la voglia di esserci e resistere, dove si “deve provare a rimettersi sempre in piedi e sorridere”. Giovanni non dimenticherà mai l’insegnamento del nonno e continuerà a trasmetterlo ai suoi figli. La Sicilia lascia dei segni, si può scappare a Milano, a Berlino, in America, ma l’aria Siciliana scorrerà sempre nelle proprie vene, non mancheranno solo l’infanzia e i ricordi, mancherà la semplicità di una terra povera di ambizioni ma ricchissima di amore. La Sicilia avrà mille problemi, ma le scie di luci che illuminano il mare cristallino, le stelle brillanti che si riflettono sulla lava del vulcano, i profumi, i sapori, faranno dimenticare tutto.

 

Albero di Mimosa su mEEtale

Piero Cancemi

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Tutti, ma davvero tutti, a mare: la lista di spiagge e lidi in Sicilia a prova di carrozzina

Una serie di strutture balneari che tra percorsi dedicati e servizi necessari per le persone con disabilità motoria (anche temporanea) costituiscono in Sicilia una costellazione di spiagge accessibili in cui il mare è accessibile: da Palermo ad Agrigento, da Trapani a Catania, Siracusa e Pantelleria, il mare di Sicilia è un’esperienza godibile da tutti.

PALERMO.
Alla spiaggia di Mondello c’è il Lido balneare l’Ombelico Del Mondo in viale Regina Elena (telefono 091 452242) con 20 lettini, dieci ombrelloni, tre sedie da mare, tre assistenti e due istruttori Finp e sia il diversamente abile che l’accompagnatore non pagano il lido.

Non solo disabili ma anche anziani e persone che, anche temporaneamente, hanno difficoltà a muoversi in autonomia e hanno bisogno della carrozzina o delle stampelle e di un accompagnatore: la società Mondello Italo Belga apre sul litorale sabbioso di Mondello un lido adatto a tutti, il Lido Onde Beach (via Regina Elena 29, Mondello, telefono 091 450436 o 328 1711476).

Ci sono poi il Lido Sirenetta e la spiaggia low cost “Costa Picca” (in via Calipso 1/d, telefono 091 450436).

Sempre vicino Palermo c’è la spiaggia comunale di Balestrate, telefono 338 4897460), Lido Sunset Beach Lime (a Termini Imerese), Lido Pam Pam (a Trappeto, telefono 328 3632363) e ancora Lido Magaggiari (a Cinisi, telefono 335 7908476).

CATANIA.
Sul lungomare La Playa di Catania troviamo il Lido Azzurro (viale Kennedy, telefono 095 340972) dove sono presenti due sedie da mare, due assistenti e due istruttori di Nuoto Finp, dieci lettini e ombrelloni. Il diversamente abile entra gratis mentre l’accompagantore paga.

In zona anche il Lido Venere a Calatabiano (spiaggia San Marco, telefono 347 6283252), Lido Venice Beach e Lido Simpson a Mascali (lungomare Fondachello, telefono 345 8293671 e 095 960030), Lido Cocole a Santa Tecla, Acireale (telefono 320 3528851).

AGRIGENTO. 
Spiaggia libera antistante l’area attrezzata Holiday Park (prima traversa di San Leone, telefono 0922 414758); spiaggia libera (passarella), lido “Le Timpe” a Marianello (Licata); lido “Miramare” a Poliscia (Licata).

ENNA.
Le piscine comunali sono dotate di sollevatore per scendere in acqua, cinque lettini e spazio arieggiato con vele, due assistenti e due istruttori di Nuoto (via Dafne, telefono 0974 932326).

MESSINA.
Qui c’è lo Stabilimento Balneare Seas’s Sport con due sedie da mare, tre assistenti e due istruttori di nuoto Finp, letti e ombrelloni sono gratuiti per i diversamente abili che il loro accompagnatore: siamo nel tratto di arenile di Fiumara Guardia, litorale nord.

Nei pressi, a Milazzo, c’è il Lido Open Sea totalmente accessibile e fruibile dalle persone con disabilità in quanto dotato di ausili e di strutture modulari e amovibili in grado di risolvere i problemi di accesso e di soggiorno e quelli legati alla partecipazione alle attività balneari (telefono 090 5731080 e 393 9700208).

Ci sono anche il Lido La Romantica (Giardini Naxos, telefono 0942 253077), Lido La Fenice (Milazzo, telefono 090 9282988), Oasi Azzurra Village (San Saba, telefono 090 380019) e infine Lido Lime (Santa Teresa Riva, 0942 794840), spiaggia libera “Orizzonti Liberi” (Barcellona Pozzo di Gotto), Lido Golden Beach (Taormina, via Alcide De Gasperi, telefono 320 0573973), Spiaggia No Limits (Capo D’Orlando, lungomare Ligabue, telefono 366 2527680 o 333 3878144) e la spiaggia Libera di San Pancrazio (Giardini Naxos).

RAGUSA.
A Marina di Ragusa sul lungomare troviamo il Lido La Ola in cui sono presenti una sedia da mare, due assistenti, un istruttore di nuoto Finp, 6 lettini con ombrelloni per i diversamente abili che entrano e usufruiscono dei servizi gratuitamente (l’accompagnatore paga, telefoni 370 1252604 e 340 5175497).

Al Lido Margarita sono presenti una sedia da mare, 6 lettini con ombrelloni, due assistenti, un istruttore di Nuoto Finp e anche qui Il diversamente abile non paga mentre l’accompagantore paga (telefoni 0932 616128, 333 3301289, 3405658286 e 3357431840).

Ci sono anche il Lido Laola Beach (Marina di Ragusa, telefono 389 8842377) e Lido La Capannina (largo Kamarina, Scoglitti, telefono 0932 622245), il Lido La Duna del Re (Scoglitti, telefono 338 5912527 o 393 8899123), il Circolo Velico Anemos (Scoglitti), la spiaggia Pietrenere (Pozzallo), il Lido Selene (Santa Croce Camerina) e l’Arenile di Punta Secca (Santa Croce Camerina).

SIRACUSA.
La meravigliosa Riserva Plemmirio è l’Area Marina più giovane d’Italia nata all’insegna dell’accessibilità totale garantita, grazie a servizi e strutture ad hoc, anche a bambini e diversamente abili (via Gaetano Abela, 2, telefono 0931 449310).

Troviamo anche lo Stabilimento balneare del Distaccamento di Aeronautica Militare (località Arenella, telefono 0931 898359), il Lido Terrazza Fanusa (località Fanusa, via Cristoforo Colombo, telefono 338 7424525), la Spiaggia libera Camomilla (Fontane Bianche, telefono 377 6927890).

Il Blumarin Hotels Sicilia e società Lido Arenella (arenella, indirizzo mail luca.tasso@hotels.alpitourworld.it), Lido Fontane Bianche (Fontane Bianche, telefono 0931 790900) Lido Sayonara (0931 790345), Lido Nuovo (Fontane Bianche telefono 0931 790967).

Lido Scialai (Portopalo di Capopassero, telefono 320 9595251), Lido della Marina Militare (Augusta, telefono 333 3417698), Spiaggia comunale di Marina di Priolo, Spiaggia Libera “Lungomare Tremoli”, spiaggia libera “Pantanello” e spiaggia libera del Borgo Marinaro, Avola, Spiaggia libera di Portopalo di Capo Passero e ancora Spiaggia della “Spinazza” di Marzamemi.

E ancora la spiaggia libera di Vendicari (Noto), Lido “Musciara” (Porto Piccolo, Siracusa, 0931 463613 o 338 1300463), Lido Eden (sul lungomare Avola, telefono 339 4781955), Aretusa Summer (Ortigia), Solarium Sbarcadero, Spiaggia Libera di Noto Marina, Spiaggia Libera seconda Scaletta (Lido di Noto).

TRAPANI.
La spiaggia di San Vito Lo Capo all’insegna del progetto “Disabili No Limits” ha diversi servizi e anche attività programmate per favorire divertimento e integrazione (è contattabile via telefono ai numeri 0923 974300, 339 2893893 e 347 0588518).

C’è anche il Lido “Monnalisa Beach” (Tre Fontane, telefono 0924 80393), la spiaggia di Mazara del Vallo, il Lido di Castellammare (Castellamare, telefono 333 3330133) il lido Balneare Erice (Erice, telefono 349 4999436) e il Lido “Shuruq” (a Pantelleria, 366 9781658).

CALTANISSETTA.
Troviamo il Lido Panama Beach (contrata Tenutella, piano Marina, telefoni 349 8738323 e 349 8535125).

 

Articolo su balarm.it

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Vietato essere disabili: le avventure quotidiane di chi è costretto a muoversi in carrozzina

Articolo di Roberto Schifari

Se la disabilità da risorsa diventa un impaccio alla società si crea un pericoloso cortocircuito.

Avete mai provato a mettervi nei panni di un disabile? Non lo auguriamo a nessuno, eppure a volte servirebbe vestire i panni dell’altro per provare cosa significa ogni giorno trovarsi davanti alla miopia della politica, al menefreghismo dei cittadini e ad una sana strafottenza italica.

Abbiamo fatto un giro per Monreale, ma potrebbe essere qualunque altra città d’Italia, per vedere cosa deve affrontare ogni giorno un disabile per vedere riconosciuti i propri diritti. Di strada se n’è fatta tanta, ma tanta ancora se ne dovrà fare se ancora non è possibile accedere ad un palazzo comunale perché non c’è una pedana di accesso per le carrozzine. Stesso discorso vale per tanti altri uffici comunali sprovvisti di tutte quegli accessori necessari per l’abbattimento delle barriere architettoniche, oppure per la mancanza di bagni nelle strutture comunali.
La storia di oggi è quella del signor Antonino, una vita al lavoro in giro per l’Italia per l’Europa, poi la perdita di una gamba a causa di una serie di complicanze al cuore. La necessità di ripartire con una nuova vita a bordo di una piccola carrozzina elettrica. “Purtroppo non riesco ad andare da solo al Comune, all’acquedotto o al comando di polizia municipale – racconta al Giornale.it -, perché spesso mi trovo davanti ad una serie infinita di scale e scalini. Se invece, non ci sono barriere architettoniche magari mancano i servizi igienici adatti ai disabili e così sono costretto a tornare a casa. Noi non chiediamo nulla se non una maggiore attenzione da parte delle Istituzioni. Basterebbe poco, a partire dall’inaccessibilità di molti uffici comunali, oppure, in molti non comprendono che parcheggiare la propria auto davanti ad uno scivolo o ad un accesso riservato ai disabili non ci permette di muoverci liberamente. Un’auto sopra ad un marciapiede, oltre che essere un gesto incivile, ci costringe a restare tappati in casa”.

La storia di Antonino è simile a tante altre. Eppur qualcosa si muove, nonostante la miopia di molti. La polizia municipale di Palermo per esempio ha deciso di girare in città, insieme ad un gruppo di disabili, per sanzionare tutti gli automobilisti incivili. Un modo per capire le esigenze di chi ha una mobilità ridotta. A Santa Flavia, in provincia, è nata la prima spiaggia libera attrezzata senza barriere architettoniche. L’Ars ha destinato 200mila euro l’anno per il trasporto pubblico tramite taxi dei cittadini con disabilità motoria. Piccoli gesti che però si scontrano con alcuni paradossi in salsa sicula. A Belmonte Mezzagno per mesi hanno atteso un servizio bus per gli studenti disabili A Misilmeri i disabili proprio non li vogliono. Dato che le barriere architettoniche – come denuncia un cittadino – sono ovunque: dalle Poste all’ufficio comunale per i Servizi sociali, dal comando di polizia municipale all’Anagrafe, dallo stesso Municipio – inaccessibile per un disabile – all’ufficio locale dell’Asp. Il paese è lo stesso che lo scorso gennaio ha inaugurato il nuovissimo Palazzetto della Cultura. Una struttura moderna e destinata alla città, ma solo per una parte dei cittadini, perché nella nuova palazzina non ci sono accessi per i disabili.

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La storia di u Sceccu

C’era una volta il signor Cannizzaro che con i pochi soldi che aveva accumulato nella vita un giorno decise di comprare un asinello, u sceccu, in un piccolo paese siciliano, per spostarsi con più facilità insieme a suo figlio.

Un giorno il signor Cannizzaro acchiana n’capu u sceccu ed inizia ad andare avanti, mentre il bambino cammina s’agguanta a un armiggio di la sella.

La gente in paese vide passare u sceccu c’avia n’capu u vecchiu, mentri u piccirriddu caminava a peri.

La gente osservava e commentava sottovoce: U vecchiu s’arriposa n’capu u sceccu e lassa a peri u picciriccu. Mischinu u picciriddu! Chi viogna.

Al signor Cannizzaro le voci giunsero a casa sua, così il giorno dopo decise di cambiare.

La matina dopu, u signor Cannizzaro dici a u picciriddu di mettisi iddu n’capu u sceccu. U signor Cannizzaro vulia caminari a peri.

La gente in paese vide passare u sceccu c’avia n’capu u picciriddu, mentri u vecchiu caminava a peri.

La gente osservava e commentava sottovoce: U picciriddu un’avi rispettu pi u vecchiu. Mischinu u vecchiu! Chi viogna.

Al signor Cannizzaro le voci arrivarono a casa sua e il giorno dopo decise di cambiare ancora.

La matina dopu u signor Cannizzaro e u picciriddu si mettunu tutti ru n’capu u sceccu e caminavanu tranquilli.

La gente osservava e commentava sottovoce: U picciriddu e u vecchiu tutti ru n’capu u sceccu. Poviru armalu! Chi viogna.

Al signor Cannizzaro le voci arrivarono a casa sua e il giorno dopo decise di cambiare ancora.

La mattina dopo, il signor Cannizzaro e il bambino decidono di camminare a piedi come il loro asinello.

La gente osservava e commentava sottovoce: U picciriddu e u vecchiu caminanu a peri, puru chi hannu u sceccu. Chi viogna!

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Ci sarà sempre qualcuno che avrà da ridire sulle nostra scelte, anche se noi proveremo a cambiarle.

Ci sarà sempre qualcuno che pensa di avere ragione, ma noi dobbiamo fare quello che vogliamo e non quello che pensano gli altri. Dobbiamo imparare a ragionare solo con la nostra testa.

Un insegnamento di Caterina Alagna, mia Nonna, che mi ha sempre insegnato tanto.

Non abbiamo mai avuto u sceccu, ma abbiamo e continuiamo ad avere tanto amore.

Piero Cancemi

La storia di u sceccu – mEEtale

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Sicilia, arriva il farmaco contro la sclerosi multipla: una “rivoluzione copernicana”

Nella nostra isola un nuovo farmaco destinato a contrastare l’avanzata della sclerosi multipla nelle sue forme più progressive. Il farmaco è stato da poco brevettato e introdotto in Italia, ma è già definito da alcuni una “scoperta rivoluzionaria”.

Una nuova speranza si affaccia contro la sclerosi multipla, malattia neurologica che colpisce il sistema nervoso e può produrre disabilità anche grave, e che miete più vittime nei giovani tra i 20 e i 40 anni, dei quali più donne che uomini. Finora non esistevano farmaci affidabili che ne ostacolassero l’evoluzione, ma questo potrebbe cambiare presto.

In Italia è ora disponibile Ocrelizumab, la prima molecola approvata da Aifa sia per la sclerosi multipla recidivante sia per la forma primariamente progressiva. La nuova scoperta è stata definita “copernicana” dal Prof. Giancarlo Comi, direttore del Dipartimento di Neurologia del San Raffaele di Milano, per degli importanti vantaggi che porta: ossia uno strumento per affrontare precocemente la forma di malattia, e avere a disposizione uno strumento efficace e sicuro che può essere usato anche nella forma di malattia più diffusa. Ocrelizumab, attaccando solo un tipo specifico di linfociti B, riduce in maniera significativa le recidive di malattia e ne rallenta la progressione e sarebbe somministrato per infusione endovenosa ogni sei mesi.

Il farmaco, che è stato approvato dall’Aifa e necessita solo dell’approvazione delle singole regioni, farà il suo ingresso in Sicilia al convegno”From the candle to the lightbulb”, che si svolgerà sabato 1 dicembre a Palermo presso l’hotel NH.

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Il caffè della Nonna

racconto presente nell’antologia NON BASTANO LE INTUIZIONI pubblicato nel 2018 da Senso Inverso Edizioni

9022528Sono nato in Sicilia, nella ridente cittadina di Petrosino, ubicata tra i comuni di Marsala e Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Sono nato nella casa di mia Nonna; potevo nascere in uno degli ospedali presenti nei due paesi vicini, ma a casa mia le vecchie abitudini sono sempre state difficili da eliminare. Io sono cresciuto lì, ho imparato a dire le prime parole, poi a camminare e subito dopo a correre. A Petrosino avevo tanti posti dove poter correre, tra le campagne e le strade prive di asfalto. Cadevo spesso a terra, anzi, spessissimo; quando succedeva tornavo a casa mestamente, con ginocchia sbucciate, mani lacerate e occhi colmi di lacrime. Con le labbra imbronciate andavo da mia madre, lei si agitava, mi rimproverava, poi mi medicava e mi spediva subito nella mia stanza. A volte però, quando tornavo a casa dopo essermi fatto male, era presente mio padre. Con lui gli occhi colmi di lacrime e le labbra imbronciate non avevano lo stesso effetto; mio padre mi sgridava urlando ad alta voce ed io piangevo ancora più forte.

Da bambino imparai a cavarmela da solo, cioè smisi di tornare a casa quando mi succedeva qualcosa di spiacevole. Decisi di recarmi da mia Nonna, che viveva nell’appartamento al piano inferiore. Mia Nonna diventò presto una sicurezza per me, la mia “ancora di salvezza”. Ogni pensiero, ogni dubbio e ogni incertezza la sfogavo su mia Nonna senza avere alcuna paura. Lei raccoglieva tutto e si sedeva accanto a me, mi dava consigli, mi accarezzava la nuca e mi raccontava del suo passato. Per ogni cosa che dicevo, a lei venivano in mente episodi della sua vita e ne parlava con allegria. Io stavo sempre ad ascoltarla con lo sguardo pieno di fascino e curiosità, le ponevo domande perché ogni cosa era come se l’avesse vissuta insieme a me, anche se nei suoi episodi di vita non c’erano strade, treni o automobili. Nei suoi episodi c’era anche la guerra e c’era ancora mio Nonno, ma i suoi modi di raccontarmi le storie trasformavano i brutti episodi in esperienze di vita divertenti che imparai ad ammirare.

Mia Nonna era diventata la mia migliore amica ed io ne ero orgoglioso.

A lei raccontavo del compagnetto delle scuole elementari che mi faceva i dispetti e mi consigliava: “Iunciti cù chiddri megghiu ri tia e perdici li spisi”1.

Le feci leggere il tema che avevo scritto sul mio migliore amico durante le scuole medie e, quando capì che parlavo di lei, mi esclamò sorridendo: “Masculu e beddru pi ghiunta”2.

Quando le confessai della mia attrazione verso la ragazzina del Liceo che frequentavo, sorridendo mi ordinò: “Assettàti e pìgghiamu un café”3. Continua a leggere “Il caffè della Nonna”

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Sotto i Portici

3082595Sono nato in Sicilia e all’inizio non sapevo niente della città di Bologna, ma con il tempo questa città ha cominciato ad avvicinarsi lentamente alla mia vita. Quando ero bambino l’unico mezzo di comunicazione a cui avevo accesso era la televisione. I miei genitori mi piazzavano sul divano a guardare i cartoni animati, le cui sigle iniziali erano sempre cantate da Cristina D’Avena, nata a Bologna nel 1964. La sera andavo a letto presto e la televisione la guardavano i miei genitori. Ricordo che guardavano una donna che ballava e cantava: quella donna era Raffaella Carrà, nata a Bologna nel 1943.

Quando cominciai ad andare alla scuola elementare, il posto che mi fu assegnato fu quello accanto a Gianni, un ragazzino dai grandi occhi castani molto simpatico e con lui legai subito, infatti dopo breve tempo diventò il mio migliore amico. Gianni giocava a basket e questa cosa mi attirò molto. Convinsi così i miei genitori ad iscrivermi per praticare anch’io questo sport. Tutte le mattine andavo a scuola e tre pomeriggi a settimana andavo a giocare a pallacanestro insieme al mio amico Gianni. Sognavamo entrambi di diventare un giorno grandi giocatori di basket e le squadre più forti in Italia erano la Virtus Bologna e la Fortitudo Bologna.

Io crescevo e cominciai ad ascoltare la musica che proponeva la radio e questa cosa la facevo sempre insieme al mio amico Gianni. Ascoltavamo le canzoni di Lucio Dalla, nato a Bologna nel 1943 e ascoltavamo Luca Carboni, nato a Bologna nel 1962. I miei genitori, ovviamente, facevano sempre qualcosa di diverso da me e ascoltavano i Pooh, un gruppo che nasceva a Bologna nel 1962, con Dodi Battaglia che vi nasceva nel 1951.

Al termine della scuole medie iniziò una fase cruciale della mia prima adolescenza perché dovevo iscrivermi alle superiori, ma la cosa che mi turbò più di tutte fu che il mio amico Gianni fu costretto ad andare via dalla Sicilia. Suo padre aveva perso il lavoro e si dovettero trasferire per trovarne uno nuovo, in quegli anni si diceva che a Bologna fosse più facile trovare lavoro, era una città assetata di rinascita a seguito della strage di Bologna nel 1980. Gianni era andato via e io nel frattempo crescevo. Cominciai ad avere nuovi amici e tra questi c’era uno che suonava la chitarra che mi fece ascoltare per la prima volta Francesco Guccini. Quello che ricordo è che nella canzone “La locomotiva” lui diceva: “Alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno…un pazzo si è lanciato contro un treno”. Adesso io conoscevo bene il nome di quella città, ma sentirla nominare in una canzone mi faceva un certo effetto. Cominciai ad ascoltare altre canzoni di Guccini che diceva di essere un “modenese volgare” ma affermava in un’altra canzone: “Bologna capace d’amore, capace di morte”. Continua a leggere “Sotto i Portici”