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Mascherine Trasparenti Per I Non Udenti, È Iniziata La Produzione In Italia

Le mascherine sono ormai entrate a far parte della nostra quotidianità ma  quelle “tradizionali” sono un ostacolo per i non udenti. Come possiamo comunicare con loro? Non tutti conosciamo la lingua dei segni italiana (Lis). Ed ecco che entra in campo la solidarietà e la creatività italiana.

Alcune aziende, infatti, già convertite alla produzione di mascherine, ora stanno lavorando anche a quelle “speciali”. Mascherine con una parte in plastica trasparente davanti alla bocca, una sorta di finestra sul mondo per chi necessita di leggere i movimenti delle labbra e le espressioni facciali.

A fine marzo, la studentessa ventunenne americana Ashley Lawrence aveva postato ilDhh Project, deaf and hard of hearing project: progetto per sordi e ipoudenti. Mascherine facciali con una parte in plastica trasparente davanti alla bocca per permettere di leggere il labiale e interpretare le espressioni facciali di chi parla in Lis. Realizzate in casa e spedite gratuitamente a chi ne fa richiesta.

La solidarietà made in Italy

Diverse sono le iniziative di privati e di associazioni che producono e donano gratuitamente le mascherine per non udenti, ve ne segnaliamo alcune.

Irene Coppola la stilista pugliese, recentemente intervistata da Green Planet News, afferma che le mascherine: â€œSono fatte come le altre, ma quando si aprono c’è la plastica trasparente che permette ai sordomuti di leggere il labiale”. Le mascherine che ha creato prendendo spunto da alcuni video pubblicati su Facebook. Oltre alle mascherine trasparenti, la stilista e imprenditrice pugliese ne sta producendo anche di cotone, che ha donato a numerosi reparti e associazioni.

Da segnalare che in questi giorni sono state donate alcune mascherine “speciali”. Alle farmacie di Santa Maria di Collegno e Vecco di Grugliasco, realizzate da Francesco Tortorelli e della sua Grugliasco Ricambi. All’Ente Nazionale Sordi (ENS) onlus di  Napoli, cucite dalla sarta Anna Novellino e donate dalle associazioni ‘Ciro Vive’ e ‘Diritto alla salute’. E ancora La Misericordia di Vinci ha proposto il tutorial per realizzare le mascherine col sorriso con l’obiettivo di rispondere nell’immediato al bisogno dei familiari e a chi lavora con i non udenti o a chi è impegnato nel soccorso.

Dai privati, alle associazioni fino ad arrivare alle imprese che hanno accettato la sfida lanciata da Giuseppe Petrucci, presidente dell’Ente nazionale sordi (ENS). Ve ne segnaliamo un paio che sono attualmente impegnate con prototipi e test di questo nuovo tipo di mascherine per la collettività.

La Dienpi di San Benedetto del Tronto dalla stampa etichette e decorazioni su borse e scarpe per grandi marchi, con l’emergenza un terzo dei suoi dipendenti lavora a turno per cucire mascherine normali. Per quelle “speciali” stanno lavorando con un pvc trasparente che non si appanna con il respiro.

Dress Code di Guidonia Ã¨ un’altra azienda specializzata nell’abbigliamento donna che si è convertita alle mascherine. Attualmente si stanno dedicando alle mascherine “speciali” dopo avere ricevuto un invito della Federazione italiana associazione sordi (FIAS).

È di pochi giorni la notizia della creazione di una mascherina completamente trasparente, economica ed ecologica: la Invisi-mask. Progettata e prodotta da Davide Credaro, giovane imprenditore di Corsico. È dotata di un filtro intercambiabile che dura in media 24 ore. La mascherina è lavabile giornalmente con acqua calda e sapone, è disinfettabile con tutti i tipi di disinfettanti in commercio. Per info: invisi-mask.com

Un piccolo promemoria:

  • prima di indossare la mascherina, lavati le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica.
  • copri bocca e naso con la mascherina assicurandoti che aderisca bene al volto.
  • vita di toccare la mascherina mentre la indossi, se la tocchi, lavati le mani.
  • quando diventa umida, sostituiscila con una nuova e non riutilizzarla; infatti sono maschere mono-uso
  • togli la mascherina prendendola dall’elastico e non toccare la parte anteriore della mascherina.
  • gettala immediatamente in un sacchetto chiuso e lavati le mani.

Mascherine chirurgiche a 50 centesimi

In 100mila punti vendita in tutta Italia:

  • 20 mila supermercati e punti vendita della grande distribuzione.
  • 30 mila farmacie e parafarmacie.
  • 50 mila tabaccai.

Una svolta solidale da Nord al Sud Italia, sono infatti migliaia i lavoratori delle aziende che hanno deciso di cambiare produzione per dare una mano nell’emergenza coronavirus. E quando si parla di aguzzare l’ingegno, il popolo italiano è sempre pronto a cercare soluzioni pratiche originali. Ed ecco che privati e aziende si stanno prodigando per dare voce a chi non ne ha. Poiché in Italia le persone con problemi di udito sono oltre un milione, direi che il target di queste mascherine “speciali” ha un potenziale importante. In Italia, c’è bisogno di una produzione controllata e capillare che riesca, al più presto, a fare fronte a tutte le richieste.

Fonte SO (Sordi online)

Articolo su Green Planet

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Lidlize it: la marijuana ora si acquista al supermercato

La marijuana ora si acquista al supermercato, l’iniziativa di Lidl
La catena tedesca Lidl ha messo in vendita in Svizzera pacchetti di cannabis legale, con un basso contenuto di Thc, la sostanza psicoattiva, ma alto contenuto di cannabidiolo, che ha effetto rilassante e serve a calmare gli effetti dell’ansia ma anche della sclerosi multipla

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Non più solo frutta, verdura, salumi pasta e carne. Adesso nei Lidl in Svizzera si può comprare anche la marijuana, seppure quella light. La catena di supermercati tedesca ha iniziato a mettere in vendita anche pacchetti di sigarette alla cannabis nella confederazione elvetica.

La cosa è perfettamente legale perché, secondo quanto prescritto dalle leggi del Paese, il prodotto contiene meno dell’1 per cento di Thc, il principio psicoattivo, ma ha un’alta concentrazione di Cbd, il cannabidiolo che viene utilizzato per calmare gli effetti dell stress, dell’ansia e anche della sclerosi multipla

Un pacchetto di “canne” tra i 15 e i 17 euro

Il pacchetto da 1,5 grammi con cannabis coltivata indoor costa 17,99 franchi svizzeri (circa 15 euro) mentre quello da 3 grammi con cannabis coltivata in serra costa 19,99 franchi, circa 17 euro. Queste sigarette sono prodotte da una piccola impresa locale che si chiama The Botanicals, che commercializza anche creme cosmetiche. Come spiega l’Ufficio federale per la sanità pubblica, “i prodotti a base di cannabis con un THC inferiore all’1% non sono soggetti alla legge sugli stupefacenti e pertanto sono sempre più utilizzati a fini commerciali, in particolare quelli contenenti la sostanza CBD, non inebriante “.

“Il produttore utilizza i metodi dell’agricoltura sostenibile senza aggiungere sostanze chimiche, sintetiche o geneticamente modificate”, ha garantito il Lidl in una nota quando ha iniziato la vendita che per ora è limitata alla svizzera tedesca e romanda, quella francofona. “Lidl Svizzera presta particolare attenzione alle esigenze dei suoi clienti nella progettazione di una linea di prodotti. In Svizzera, i prodotti a base di cannabidiolo sono legali e sono in vendita sul mercato da molto tempo e ci sono altri commercianti che li vendono”, ha spiegato una portavoce dell’azienda.

 

Articolo su Europa.Today.it