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La Cura

la-cura-115277La cura è un libro scritto da Salvatore Iaconesi e Oriana Persico, pubblicato da Codice Edizioni

Nel 2012 a Salvatore Iaconesi è stato diagnosticato un tumore al cervello. Invece di arrendersi alla condizione di paziente, ha deciso per un gesto radicale, mutuato dalla sua pratica quotidiana di hacker: pubblicare online la sua cartella medica e chiedere letteralmente al mondo intero di partecipare alla sua cura, per restituire alla malattia la dimensione umana e sociale persa nei protocolli ospedalieri. E il mondo intero ha in effetti risposto. Da ogni angolo della terra medici, ricercatori, guaritori, designer, artisti, persone diverse per età, condizione e genere hanno collaborato a un esperimento collettivo di condivisione e apertura. È nata così “la cura”, un progetto open source applicato alla medicina e al suo rapporto con il corpo umano, una storia personale raccontata a due voci, un libro che potrebbe cambiare il nostro punto di vista sulle malattie, su come affrontarle e riportarle nella società abbandonando il ruolo di pazienti, sul significato della parola “cura” e sulla possibilità di estenderlo ad altri ambiti della vita.

Il libro della Cura è una storia personale, una ricerca e un toolkit:

  • Su come affrontare le malattie e riportarle nella società abbandonando il ruolo di pazienti;
  • Sul significato della parola cura;
  • E sulla possibilità di estenderlo ad altri ambiti della vita.

La storia è la storia della performance raccontata da due punti di vista: quello di Salvatore e quello di Oriana, la sua compagna.

La ricerca affronta i temi che emergono dalla storia.

Cos’è l’iperconnettività? Perché oggi è ha senso parlare di “interface politics“, la politica della interfacce? E cos’è la “biopolitica dei dati“? Come muta il potere nell’era degli algoritmi? Cosa sono e come usare i modelli collaborativi peer-to-peer? Cosa possiamo fare con i big data? E molto ancora. Un utile strumento per navigare i conflitti e le opportunità della società delle reti con cui ci confrontiamo ogni giorno.

Il toolkit è una cassetta degli attrezzi.

Per continuare la performance, generare un bene comune con i nostri saperi e poter creare la propria cura open source, non solo per il cancro.

Il libro de La Cura è pubblicato da Codice Edizioni 

Ammalatosi di cancro al cervello, Salvatore decide di ribellarsi al codice della malattia e al suo destino di paziente.
I dati medici e il tumore diventano la metafora di un’azione globale che riporta il malato al centro della società.
Come possono artisti, designer, ricercatori, scienziati, tecnologi, studenti e tutte le persone prendere parte a una Cura planetaria?
La Cura è questo. Un viaggio, una performance globale a cavallo fra malattia, arte, tecnologie e reti digitali per riappropriarsi dell’umanità perduta e avviare l’unica Cura possibile: quella che avviene coinvolgendo tutta la società.

 

http://la-cura.it/

La Cura – Amazon

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Alunni con disabilità e tecnologie per aiutare nello studio: software ed ausili

Archivo baseArticolo di Tina Naccarato

Aumentano e migliorano costantemente i supporti tecnologici per gli alunni con disabilità: vediamone alcuni

Ci siamo più volte occupati della centralità delle tecnologie informatiche per la didattica, individuando supporti eterogenei utili alle differenti specificità degli alunni con disabilità nell’affrontare più agevolmente lo studio o la lettura. Abbiamo ad esempio parlato dei libri come risorse in formato liquido degli strumenti tecnologici per la dislessia, ma anche dei supporti per rendere il web più accessibile o di progetti peculiari per facilitare nella comunicazione, come ad esempio il progetto Blisslis.  Molta attenzione, nella progettazione di software e strumenti tecnologici per la didattica, viene naturalmente data alle situazioni di disabilità sensoriale, per le quali è importante predisporre mezzi per facilitare la lettura, la scrittura, la traduzione o la stessa comunicazione, come ad esempio nel caso di alunni sordi.
Sono molte le realtà e le iniziative territoriali che sperimentano possibilità,tecnologie innovative e cangianti, con al centro non solo la finalità innovativa, ma, soprattutto, quella migliorativa. Il Centro territoriale di supporto della provincia di Lecce, ad esempio, da molti anni lavora in direzione di soluzioni che consentano lo stesso accesso alle tecnologie, a cominciare dai bambini più piccoli. Il Centro gode della collaborazione di specialisti che valutano i singoli casi e propongono ausili e software specifici in relazione alle diverse situazioni, come ad esempio i comunicatori dinamici, simili a tablet, software touch screen con griglie specifiche per aiutare a trovare una via di comunicazione, da utilizzare a scuola e a casa. E’ presente anche uno sportello sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento e anche in questo caso sono utilizzabili software specifici con sintesi vocali, mappe o kit appositi.

Anche per le situazioni di ipovisione e cecità  sono molte le proposte tecnologiche oggi disponibili, soprattutto per la lettura e sono presenti non pochi software e cataloghi dedicati Per i più piccoli, ad esempio, è possibile imparare giocando con Braille Bricks, i mattoni colorati modello LEGO che aiutano i bambini non vedenti a leggere divertendosi. Sono caratterizzati da una superficie su cui sono riportate le lettere nel linguaggio Braille. Su ogni mattone è riportata una lettera e il bambino può imparare così a comporre parole e frasi in modo semplice e divertente. Al momento il progetto è stato introdotto solo in alcune realtà ma si spera possa essere presto esteso ad altre.
Queste e tante altre proposte sono oggi disponibili e cercano di rispondere alle diverse esigenze proprie delle tante specificità. Sono di supporto alla comunicazione, all’apprendimento ed allo studio. Famiglie ed insegnanti possono accedervi per cercare di proporre strumenti facilitanti ed utili alla didattica ed all’accesso alla socialità e alla cultura. Certamente possono essere supporti validi anche nelle situazioni prestative o nella preparazione a prove d’esame.
E’ importante, quindi, cercare, proporre e sperimentare, per cercare di realizzare al massimo grado le potenzialità di ciascuno.

Articolo – Disabili.com

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I musei accessibili tra tecnologia, LIS, percorsi tattili e buon senso

Accessibilità degli spazi, quadri da toccare e guide in lingua dei segni si sposano con la tecnologia per il museo accessibile del futuro.

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Se si parla di arte si parla di emozioni a “tutto tondo” che coinvolgono tutti i sensi; è questo l’obiettivo di tutti i musei, e tanto più dovrebbe essere quello dei musei aperti alla disabilità.L’accessibilità dell’arte, tuttavia, non può essere generalizzata ma va garantita rispetto a tutte le tipologie di disabilità, cominciando dalla progettazione stessa del museo, passando per l’utilizzo di nuove tecnologie, per arrivare più semplicemente a piccoli accorgimenti, che talvolta fanno la differenza.

ACCESSIBILITA’ E DIVERSE DISABILITA’ – Riassumendo per tipologia di disabilità, è importante ricordare le basi, ovvero che:

– Per i disabili motori un museo accessibile deve per lo meno avere servizi igienici accessibili, e poi essere accessibile, con rampe o ascensori, porte e piattaforme elevatrici delle dimensioni adeguate a farci passare la carrozzina, e nel particolare avere tutti i servizi ad un’altezza consona (il box informazioni come le didascalie descrittive delle opere, non devono essere troppo alti);

– Un museo accessibile anche ai disabili uditivi dovrebbe prevedere la possibilità di seguire visite guidate con interprete LIS, di accedere adescrizioni in lingua dei segni, descrizioni scritte dell’opera, l’inserimento di sottotitoli durante un’esposizione video. A volte queste accortezze ci sono ma non sono sufficienti (succedere che le didascalie descrittive non siano ben illuminate o scritte troppo piccolo)

-Per i disabili visivi, invece, l’accessibilità nei musei è possibile grazie alla presenza di dettagliate audioguide con la spiegazione delle opere esposte, percorsi tattili, guide in rilievo e descrizioni opere o materiale informativo in Braille o versioni ingrandite… ma non solo!

-Le disabilità intellettive richiedono accortezze soprattutto sul fronte dalla comunicazione e dell’aiuto alla comprensione/fruizione dell’opera, per cui si può rendere utile la creazione di materiale informativo con linguaggio semplificato; l’attivazione di percorsi per utenti con disabilità intellettive, la formazione di personale in grado di supportare questo tipo di visitatori.

Musei accessibili – Disabili.com

http://museisenzabarriere.org/