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Il Piemonte adotta la lingua dei segni

La Regione acquisterà un software di sottotitolazione automatica

Qualche settimana fa una studentessa sorda dell’Università di Torino aveva chiesto il riconoscimento della lingua dei segni a livello parlamentare. Un riconoscimento che le avrebbe permesso di seguire le lezioni necessarie a laurearsi. Le otto ore di interprete a lei assegnate dall’università non sono infatti sufficienti. Di quella richiesta si sono fatti carico i consiglieri regionali Daniele Valle del Partito democratico e Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia.

I due consiglieri di differenti gruppi hanno presentato un ordine del giorno collegato all’assestamento di Bilancio. La mozione impegna la giunta «a prevedere uno stanziamento di risorse per acquistare nel 2020 il programma Dragon Naturally Speaking, un software di sottotitolazione automatica per gli studenti sordi dell’Università di Torino e ad attivare un servizio di sottotitolazione delle sedute del Consiglio regionale». La notizia è stata ufficializzata nel pomeriggio di ieri in occasione di una conferenza sull’inclusione degli studenti e dei cittadini sordi.

Come sottolineano i consiglieri regionali Valle e Marrone la Regione Piemonte «è da sempre all’avanguardia nel costruire i servizi alla comunità delle persone sorde e dobbiamo continuare su questa strada».

 

Articolo su Dal Sociale 24

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Diversity Day Torino 2019

Venerdì 27 settembre dalle ore 9.00 alle 15.30
presso PalaRuffini

Viale Bistolfi 10 – 10141 Torino – Italia

Il più grande evento riservato all’inserimento lavorativo di persone con disabilità e appartenenti a categorie protette

Servizi

Interpreti LIS

Nella giornata saranno a disposizione su prenotazione due interpreti LIS, Interpreti della lingua dei segni, riconoscibili dai badge fucsia.

Per farne richiesta: info@diversityday.it

 

link Diversity Day

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A Torino parte servizio handbike sharing, prima città ad averlo

Bici a pedalata manuale, Appendino ‘orgogliosi sperimentarle’

Torino, prima città in Italia, sperimenta il sevizio di bike sharing per persone con disabilità. Il progetto, avviato nel 2015, arriva oggi a compimento grazie alla collaborazione fra Comune, Associazione Italiana Paralisi Spastica e Tobike, che mettono a disposizione 6 handbike e 2 easybike, quelle da attaccare alla carrozzina; potranno essere usate gratuitamente per i primi 3 giorni di noleggio e a 3 euro al giorno per i successivi.

Iscrivendosi a ToBike è possibile prenotare una bici a ‘pedalata’ manuale, che sarà recapitata a domicilio. “Il servizio – sottolinea la sindaca Chiara Appendino – è possibile grazie alla cooperazione fra soggetti diversi, che ha incluso chi vive la disabilità. Siamo orgogliosi di sperimentarlo per primi”. “Vogliamo far sì – dice il presidente Aips, Angelo Catanzaro – che tutte le persone, anche quelle con disabilità, possano usufruire del servizio di bike sharing. È un progetto di inclusione per tutti – conclude – e vuole abbattere le barriere culturali”.

 

Articolo su Ansa.it

 

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Così anche i ciechi potranno leggere le formule della matematica

Articolo di Silvana Mossano

«Leggere» la matematica, per una persona con disabilità visiva (non vedente o ipovedente), è sempre stato arduo e complesso, non tanto per la parte discorsiva, già da tempo fruibile con svariati metodi, e ancor più con l’utilizzo del computer, ma per l’inaccessibilità delle formule, fatte di numeri, lettere e simboli in una sequenza obbligata.

Ora, il problema è stato risolto: un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Matematica dell’Università di Torino, in sei anni di lavoro, a partire dal 2012 (e grazie al sostegno dell’Università stessa, oltre che di altri sponsor tra cui Fondazione Crt, Fondazione Specchio dei Tempi, Istituto di Ricerca/Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e altri) ha ideato il primo sistema per leggere le formule matematiche inserite nei testi in versione pdf. È un «piccolo» progetto di valenza immensa e, in questo ambito, rivoluzionaria.

IL GRUPPO DI LAVORO

Lo ha messo a punto il gruppo coordinato dalla professoressa Anna Capietto, docente di Analisi Matematica e referente per la disabilità del Dipartimento, del quale fanno parte anche due ricercatori alessandrini: Tiziana Armano e Michele Berra, cui si aggiungono Dragan Ahmetovic, Cristian Bernareggi, Sandro Coriasco, Nadir Murru e Alice Ruighi. Il pool si è avvalso della partecipazione attiva e imprescindibile di persone con disabilità visive che hanno consentito la verifica progressiva di ogni avanzamento dello studio; fra gli altri, Sergio Polin, convintissimo sostenitore e collaboratore del team, morto prematuramente in un incidente (il suo cane guida si era perso e lui è stato investito).

L’IDEA INNOVATIVA

Il pacchetto innovativo chiamato «Axessibility» ha già avuto una prima vetrina illustrativa, a luglio, in Austria all’importantissima Conferenza internazionale sull’impiego dell’informatica a sostegno di chi ha particolari necessità. La presentazione ufficiale del progetto, all’Università di Torino che ne è stato l’incubatore, è, invece, in programma oggi, giorno in cui, alla presenza del Magnifico Rettore, verrà inaugurato (e intitolato a Sergio Polin) il «Laboratorio per la ricerca e la sperimentazione di nuove tecnologie assistive».

La ricerca, adesso giunta a compimento e che fa intuire enormi estensioni applicative, è partita dall’utilizzo di «LaTeX», il linguaggio di marcatura più utilizzato al mondo per la stesura di testi scientifici, prodotti in pdf, leggibili quindi da chiunque con qualsiasi computer. Inserendo nel testo pdf generato da LaTeX il codice informatico creato dal pool torinese, persone cieche o ipovedenti, da ora in poi, potranno «vedere» facilmente le formule matematiche, leggendo e anche producendo con disinvoltura testi scientifici.

COME FUNZIONA

In pratica, preso un testo qualsiasi (anche antico) e trasformato, con una buona scansione e con un apposito software, in LaTex, si applica il codice «Axessibility» (con un semplice «copia-incolla») e le formule nel pdf corrispondente diventano immediatamente leggibili da tutti, persone con o senza disabilità visive. In questo modo, la tecnologia «assistiva» diventa «inclusiva» e – ecco il valore straordinario dell’invenzione – cade una barriera di linguaggio: il vedente crea un testo matematico percepibile subito alla persona con difficoltà di vista , ma il processo avviene esattamente anche al contrario, in uno scambio di conoscenze paritario. E il metodo («gratuito», sottolineano i ricercatori) può essere facilmente appreso e usato da chiunque, a partire dalle scuole medie.

 

Articolo su La Stampa