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film Domani è un altro giorno

Domani è un altro giorno è un film del 2019 diretto da Simone Spada, con Marco Giallini e Valerio Mastandrea.

La pellicola è il remake del film spagnolo Truman – Un vero amico è per sempre (2015).

Tommaso e Giuliano sono due vecchi amici. Tommaso vive da tempo in Canada, ma torna a Roma per quattro giorni quando scopre che il suo amico Giuliano è condannato da una diagnosi terminale. Dopo un anno di lotta, Giuliano ha deciso di rinunciare alle cure invasive e arrendersi all’inevitabile. Perciò, in questi quattro giorni, i due amici dovranno dirsi addio.

 

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Il team di Bojack ha creato un nuovo capolavoro, si chiama Undone e devi vederlo

Non sono così frequenti i casi in cui l’innovazione dello stile narrativo va di pari passo con quella del contenuto, soprattutto per quanto riguarda la serialità televisiva in cui la necessità di ripetere frammenti narrativi simili impone di perseguire una certa riconoscibilità. Undone, serie sviluppata da Amazon la cui prima stagione – otto episodi della durata di venti minuti circa – è stata distribuita integralmente su Prime Video a partire dal 13 settembre, in questo senso rappresenta un’eccezione: per raccontare una storia intima tutt’altro che convenzionale gli autori hanno scelto di adottare uno stile decisamente atipico facendone una componente essenziale del discorso, e dando così l’idea che questa storia non potesse essere raccontata che in questo modo.

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film Pollock

Pollock (Pollock) è un film del 2000, prodotto, diretto e interpretato da Ed Harris; si tratta della sua prima opera da regista. Il soggetto è tratto dal volume Pollock: an American Saga (1989) di Steven Neifeh e Gregory White Smith. Il film di Ed Harris è una delle più recenti “biopic” sull’arte e tra le migliori accolte dalla critica. La pellicola è stata presentata al Festival di Venezia del 2000 in prima mondiale, ma il film è arrivato nelle sale italiane solo nel maggio del 2003.

La tormentata vita del pittore Jackson Pollock creatore nel 1947 dello stile dripping. Il film ripercorre alcuni momenti fondamentali della carriera artistica e della parabola umana del pittore statunitense tra creatività, successi e crisi dovute soprattuto alla depressione e alcolismo di cui soffriva.

Ed Harris covava il progetto di un film su Pollock da diversi anni, infatti la passione per l’artista deriva da un libro sul pittore regalatogli dal padre in giovane età. Il regista ha cercato di mostrare tutti i risvolti del processo creativo messo in atto dal pittore e per farlo si è messo in gioco in prima persona, esplorando i diversi materiali usati e le tecniche pittoriche. Infatti durante il film l’attore-registra ha dovuto realmente dipingere simulando l’action painting di Pollock, aiutato anche da una impressionante somiglianza fisica con l’artista statunitense.

 

Pollock – Wikipedia

Pollock – film su Amazon

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Temple Grandin

templegrandin-640x319Temple Grandin (Boston, 29 agosto 1947) è una professoressa associata della Colorado State University, una delle più famose personalità affette da disturbo dello spettro autistico nella sua variante ad alto funzionamento detta sindrome di Asperger. La Grandin è molto nota anche per la sua attività di progettista di attrezzature per il bestiame.

Temple Grandin nacque in un periodo in cui la sindrome autistica era relativamente poco conosciuta. Essendole stato diagnosticato un danno cerebrale all’età di due anni, fu ospitata in una scuola materna strutturata per tali casi, dove a suo dire fu seguita da buoni insegnanti. Parecchi anni più tardi fu accertata come autistica (formalmente la diagnosi era di Sindrome di Asperger, versione meno grave dello spettro autistico). Afferma di considerarsi fortunata per aver goduto di un buon supporto sia al tempo in cui frequentava la scuola primaria che successivamente.

Grandin negli anni a seguire conseguì una laurea di primo livello in psicologia al Franklin Pierce College (1970), successivamente si laureò in zoologia all’Università Statale dell’Arizona nel 1975, e completò poi il dottorato di ricerca in zoologia presso l’Università dell’Illinois nel 1989.

Grandin iniziò ad essere conosciuta dopo che Oliver Sacks la descrisse nel suo racconto Un antropologo su Marte, il cui titolo riprende la definizione della stessa Grandin circa il suo modo di sentire le persone neurotipiche. Grandin è stata ospite dei più importanti programmi televisivi nazionali e ha scritto articoli per riviste come Time, People, e Forbes, e quotidiani come il New York Times.

È stata il soggetto di un documentario della Horizon (BBC) e di un film della HBO (2010) diretto da Mick Jackson interpretato da Claire Danes.

Sulla base della sua personale esperienza ha invocato l’intervento ed il supporto di insegnamenti che possano risolvere le problematiche dei bambini autistici, combattendo comportamenti inadatti per altri più adeguati. Ha raccontato di essere ipersensibile ai rumori e ad altri stimoli sensoriali e di provare il bisogno di trasformare ogni cosa in immagini visive. Secondo Temple il suo successo nel lavoro di progettista dipende proprio dalla sua condizione di autistica. È a partire da tale condizione infatti che riesce a soffermarsi su dettagli minutissimi ed è in grado di utilizzare la memoria visuale come fosse un supporto audiovisivo, sperimentando mentalmente le diverse soluzioni da adottare. In tal modo riesce a prevedere anche le sensazione che proveranno gli animali sui quali verrà utilizzata l’attrezzatura.

Grandin è considerata un’importante attivista sia del movimento in tutela dei diritti degli animali che del movimento dei diritti delle persone autistiche dai quali a sua volta è frequentemente citata.

Il suo merito principale è stato quello di presentare il punto di vista delle persone autistiche, contribuendo in tal modo all’affinamento di metodologie di intervento più adatte a supportare le persone colpite da questa sindrome.

Tuttora la Grandin assume antidepressivi e utilizza una speciale apparecchiatura (hug machine) da lei ideata all’età di 18 anni: si tratta della cosiddetta “macchina degli abbracci” che l’ha resa famosa. L’idea le venne osservando l’effetto calmante, sugli animali in procinto di essere visitati o vaccinati dal veterinario, di un’arla di travaglio, nel quale l’animale non riusciva a girarsi, sperimentò uno strumento analogo sui bambini autistici, scoprendo che, in quella condizione, il bambino si lasciava abbracciare. Per questo la chiamò la macchina degli abbracci.

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film Memento

Memento è un film del 2000 diretto da Christopher Nolan.

La sceneggiatura è basata sul racconto del fratello del regista, Jonathan Nolan, Memento Mori, che però è stato pubblicato successivamente alla realizzazione del film.

La parola memento (parola latina, letteralmente “ricordati”, imperativo futuro, seconda persona singolare) in inglese indica comunemente qualsiasi oggetto utilizzato per ricordarsi di qualcosa, compresi i foglietti con note e appunti come quelli che si vedono nel film stesso.

In seguito a un attacco subito da due uomini con il volto coperto, che avevano tentato di stuprare la moglie, Leonard Shelby è affetto da un disturbo della memoria per i fatti recenti, e per questo non ricorda niente di ciò che vive successivamente al sinistro (amnesia anterograda); non è in grado di rammentare nemmeno l’oggetto iniziale di una conversazione qualora questa si prolunghi.

Per cercare di sopperire a questa mancanza cerca di scrivere e prendere appunti il più possibile su post-it, foto e perfino sulla propria pelle. Il suo corpo è infatti ricoperto da numerosi tatuaggi che gli forniscono indicazioni su cosa è successo e cosa dovrà fare.

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film Il Garofano Rosso

“Il Garofano Rosso”: il primo film interamente in LIS proiettato a Capo D’Orlando

Traguardo per il cinema italiano, che per la prima volta vede la traduzione integrale in LIS di un’opera cinematografica. L’ultima opera realizzata dal filmmaker Antonio Bottari, è stata proiettata lo scorso 30 aprile 2014 presso il Multimedia Cinema di Capo D’Orlando (ME), con la collaborazione di Ens Messina e Rappresentanza Intercomunale ENS di Torrenova.

Il lungometraggio realizzato a partire dalla preproduzione avvenuta nel febbraio 2013, vede la sceneggiatura di Giovanni Ficarra, interpreti principali: Riccardo Morganti, Antonino Virzì, Salvatore Alesci, Agata Gonfalioneri, Gianluca Grioli. Io sono veramente soddisfatto degli attori, che non sono professionisti ma che , sicuramente, ci hanno messo tanto impegno e volontà. All’inizio, alcuni di loro erano timidi e non ne volevano sapere perchè si sentivano incapaci, ma alla fine hanno ceduto alla mia richiesta, mettendo in gioco le loro capacità ed oggi non posso far altro che complimentarmi di cuore con tutti loro!” Il titolo del film richiama la tipologia ben precisa di un fiore dai tanti valori. Il garofano incarna una simbologia metafora di emozioni forti, che variano in una commistione di generi dalla fantascienza al thriller, alla storia d’amore; unitamente al colore rosso immagine di energia. A tal proposito dichiara il regista: «ha scelto il titolo Il Garofano Rosso perchè ha delle metafore dove si parla d’amore, di sofferenza, di vivacità, commedia, di morte e pertanto di fantasia e mistero.» Ho imparato i trucchi del mestiere da autodidatta – racconta – seguendo i film dei miei registi preferiti, come Martin Scorsese, Kubrick Stanley e Alfred Hitchock. Inutile dire che la soddisfazione più bella che ho avuto è stata quella di vedere “Il Garofano Rosso” sul grande schermo. Questo per me è un sogno realizzato”. Adesso siamo in attesa di avere le prossime date per l’uscita del film in varie città.

Articolo – ENS

Articolo – 24live.it