Pubblicato in: Articoli, Poesie, Validi

Inizi

Fragile come una foglia in tempesta
in compagnia della mia solitudine
mentre innocui pensieri mi trafiggono le vene
come dolori sussurrati dai venti

In compagnia delle spavalde delusioni che tornano ingrate per surclassare il presente
con aria supponente e traditrice
usano le lacrime
che non scaldano abbastanza

Solo il ticchettio per angosciare con prepotenza
i desideri vogliono solo specchiarsi inopinatamente per conoscere i miei pensieri
abbracciare le paure per accarezzarle
e sconfiggere le mancanze
raggiungendo le luci

Cercare solo l’orizzonte
per ritrovare un nuovo inizio
riuscire solo a pensare di capire
e ritornare a illudersi umilmente della speranza

Piero Cancemi

Pubblicato in: Articoli, Libri, Validi, Video

Laura Coccia

Nata a Roma il 6 aprile 1986 da Francesco e Lucilla Paola Clarizio. A causa di un’infezione contratta dopo la nascita è affetta da tetraparesi spastica.

Alle medie comincia a praticare l’atletica leggera sotto la guida del suo professore di educazione fisica. Nel 1998 partecipa per la prima volta ai Giochi Sportivi Studenteschi, insieme alle ragazze normodotate e dall’anno successivo compete in una gara solo per disabili, che viene introdotta nel calendario dei GSS. Correndo, impara a controllare meglio il suo corpo e la sua spasticità, migliorando sensibilmente. Il suo allenatore aveva scelto per lei i 400 metri.

Continua a partecipare alle competizioni studentesche fino al 2004.

Nel giugno 2003 partecipa, ai Campionati Italiani Assoluti della FISD nei 100 metri, vincendo il suo primo titolo italiano. Dall’anno successivo partecipa nelle gare dei 100, 200 e 400 metri.

Nel 2005 è convocata in Nazionale per partecipare ai Campionati Europei, dove si classifica al 5º posto. Nel luglio 2010 discute la Tesi di Laurea Specialistica in Storia e nel settembre dello stesso anno vince il concorso per il Dottorato di Ricerca all’Università Sapienza di Roma, con un progetto che prevede lo studio della propaganda sull’avanzata dell’Armata Rossa su Berlino tra il 1944 e il 1945.

Alle elezioni politiche del 2013 viene eletta deputata della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XX Campania 2 per il Partito Democratico.

Il 10 febbraio 2014 presenta la proposta di legge per introdurre i laureati in scienze motorie nella scuola primaria e alla proposta lega la campagna #CRESCOATTIVO il cui scopo primario è quello di informare sull’importanza di una corretta attività motoria.

Nel novembre 2014 presenta la proposta di legge per la parità di genere nello sport professionistico a cui aderisce l’Associazione Italiana Calciatori e la Lega Nazionale Dilettanti, legata alla campagna #CISONOANCHEIO.

Il 24 giugno del 2015 riceve la delega come responsabile del settore Calcio per il Partito Democratico dal Vice Segretario Guerini.

Il 3 dicembre 2015 presso l’Universitá Sapienza di Roma consegue il Dottorato di Ricerca (PhD).

Membro onorario della Societa italiana di Storia dello Sport.

Sempre in prima linea per il diritto allo studio per le persone con disabilità, ha portato nell’aula della Camera dei Deputati la voce di studenti e genitori che chiedevano il rispetto delle loro tutele.

 

Laura Coccia – Wikipedia

“Diversamente incinta”: la gravidanza raccontata da Laura Coccia

Libro Laura non cammina corre

Pubblicato in: Articoli, Pensieri e Citazioni, Validi

Bologna ha una reputazione sanitaria mondiale da difendere

Come faccio sempre per le cose spiacevoli io cerco di trovare qualcosa di positivo che mi faccia essere ottimista, che mi faccia stare meglio.

A Bologna al momento ci sono sei pazienti positivi al coronavirus.

Ma Bologna resiste, Bologna combatte e Bologna non si arrende mai. La sanità pubblica di Bologna sa fare grandi cose.

Tumore al colon e fegato, intervento record con un robot a Bologna. Primo caso al mondo.

Al Rizzoli di Bologna il primo trapianto al mondo di vertebre umane

Sant’Orsola di Bologna, operazione con realtà aumentata. E’ la prima al mondo

Pubblicato in: Validi, Video

film Domani è un altro giorno

Domani è un altro giorno è un film del 2019 diretto da Simone Spada, con Marco Giallini e Valerio Mastandrea.

La pellicola è il remake del film spagnolo Truman – Un vero amico è per sempre (2015).

Tommaso e Giuliano sono due vecchi amici. Tommaso vive da tempo in Canada, ma torna a Roma per quattro giorni quando scopre che il suo amico Giuliano è condannato da una diagnosi terminale. Dopo un anno di lotta, Giuliano ha deciso di rinunciare alle cure invasive e arrendersi all’inevitabile. Perciò, in questi quattro giorni, i due amici dovranno dirsi addio.

 

descrizione su Wikipedia

Pubblicato in: Articoli, Validi, Video

Film con sottotitoli per bimbo non udente

Al Multiplex teatro Fasano di Taviano, in provincia di Lecce

Il Multiplex teatro Fasano di Taviano ha esaudito il desiderio di un bambino non udente. Il bambino in questione sognava di assistere alla proiezione al cinema di un film con i suoi personaggi preferiti. Per permettergli di godersi il film i gestori del cinema della provincia di Lecce hanno proiettato “I Me contro te, e la vendetta del Signor S” sottotitolato.

«Un grande grazie al direttore e tutto lo staff del cinema, è bellissimo che tutti possano andare a vedere un film, anche le persone speciali, grazie di cuore». Questa la recensione lasciata dalla madre del piccolo non udente protagonista di questa vicenda sulla pagina social del cinema di Taviano.

Alle parole della donna sono seguite quelle del responsabile della struttura, che dall’account del Multiplex teatro Fasano ha voluto ringraziare la casa di distribuzione del film, la Warner Bros Italia, che ha risposto presente alla. «Ci auguriamo – si legge sulla pagina del cinema – che questa esperienza possa ripetersi in futuro anche con altri bambini e persone speciali»

 

Articolo su Dal Sociale 24

Pubblicato in: Articoli, Pensieri e Citazioni, Validi

Ricordare sterminio persone con disabilità

Oltre 70mila persone con disabilità persero la vita

Io, Piero Cancemi, sono un disabile fisico. Io potevo essere ucciso perché colpevole di non essere in grado di camminare.

Io faccio parte di una generazione fortunata, ma purtroppo le guerre continuano a esistere, ma in maniera deviata e subdola.

In questa generazione le guerre vengono create anche dai media e il razzismo dalle persone che credono di essere dittatori davanti un monitor, con una penna, con una tastiera usb o con una bomboletta spray.

NON DIMENTICHIAMO, INFORMIAMOCI, LEGGIAMO I LIBRI DI STORIA

 

Nel Mein Kampf Adolf Hitler formula il piano di eugenetica per l’eliminazione di circa 300 mila persone con disabilità. I primi furono i bambini attraverso l’operazione Aktion T4, che prendeva il nome dalla Tiergartenstrasse 4 di Berlino dove aveva sede l’ente pubblico nazista per la salute e l’assistenza sociale. Le prime camere a gas furono installate negli istituti psichiatrici del Terzo Reich già nel 1933 per entrare poi in funzione sette anni più tardi.
Sotto il regime persero la vita persone con disabilità intellettiva, malati psichici, disabili fisici, persone con malattie genetiche. Furono oltre 70 mila a perdere la vita 1939 ed il 1941. 5 mila di questi erano bambini. Altri 250 mila morirono negli anni successivi. In loro memoria anche la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap vuole ricordare chi ha perso la vita per quel crimine contro l’umanità frutto del pensiero nazionalsocialista.”   Articolo su Dal Sociale 24

Pubblicato in: Articoli, Validi

Il Piemonte adotta la lingua dei segni

La Regione acquisterà un software di sottotitolazione automatica

Qualche settimana fa una studentessa sorda dell’Università di Torino aveva chiesto il riconoscimento della lingua dei segni a livello parlamentare. Un riconoscimento che le avrebbe permesso di seguire le lezioni necessarie a laurearsi. Le otto ore di interprete a lei assegnate dall’università non sono infatti sufficienti. Di quella richiesta si sono fatti carico i consiglieri regionali Daniele Valle del Partito democratico e Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia.

I due consiglieri di differenti gruppi hanno presentato un ordine del giorno collegato all’assestamento di Bilancio. La mozione impegna la giunta «a prevedere uno stanziamento di risorse per acquistare nel 2020 il programma Dragon Naturally Speaking, un software di sottotitolazione automatica per gli studenti sordi dell’Università di Torino e ad attivare un servizio di sottotitolazione delle sedute del Consiglio regionale». La notizia è stata ufficializzata nel pomeriggio di ieri in occasione di una conferenza sull’inclusione degli studenti e dei cittadini sordi.

Come sottolineano i consiglieri regionali Valle e Marrone la Regione Piemonte «è da sempre all’avanguardia nel costruire i servizi alla comunità delle persone sorde e dobbiamo continuare su questa strada».

 

Articolo su Dal Sociale 24

Pubblicato in: Articoli, Validi

Google Maps per aiutare i non vedenti

Non è facile per la persone con disabilità visiva riuscire a muoversi in città. Alcuni hanno diritto ad un accompagnatore. Altri più fortunati un cane addestrato appositamente. I più usano un bastone. Non solo in Italia. Anche negli altri Paesi. Anche a sud est nel Mediterraneo. Come in Turchia. Nel Paese che segna il confine con il continente asiatico un giovane ingegnere ipovedente hanno inventato un bastano che permette alle persone cieche di utilizzare al meglio Google Maps per districarsi nella giungla quotidiana della città in cui vivono.

Kursat Ceylan, Ceo e fondatore della no-profit turca Young Guru Academy, ha deciso di mettere le sue abilità e competenze al servizio delle persone non vedenti. Il giovane ingegnere turco ha deciso di studiare e realizzare nuove tecnologie per aiutare i non vedenti a migliorare la propria quotidianità. Ed ha iniziato da WeWalk, un bastone che si collega alla rete delle mappe di Google e, grazie a degli altoparlanti, dà indicazioni alla persone che lo utilizza. WeWalk è in commercio da più di un anno con un costo per l’utente finale di quasi 500 dollari.

 

Articolo su dalSociale24

Pubblicato in: Articoli, Validi, Video

Google Maps, percorsi per sedie a rotelle per combattere le barriere architettoniche

Articolo di Tom’s Hardware per il Fatto

In un articolo pubblicato nelle scorse ore sul blog ufficiale l’ingegnere software di Google, Sasha Blair-Goldensohn, racconta il suo lavoro per combattere le barriere architettoniche tramite l’integrazione in Google Maps delle indicazioni di percorsi adatti alle sedie a rotelle.

“Quando visiti una città e non vedi nessuno utilizzare una sedia a rotelle, non significa che quelle persone non ci siano. Significa che la città non è stata costruita in modo tale da consentirgli di far parte delle cose”. Si apre così, con una constatazione lucida ma amara dello stato di fatto il bell’articolo pubblicato nelle scorse ore sul blog ufficiale di Google e firmato da ‎ Sasha Blair-Goldensohn, ingegnere software di Google e uno dei 65 milioni di persone nel mondo che utilizzano una sedia a rotelle. Il lungo post racconta infatti la sua esperienza di persona con disabilità in una città piena di barriere architettoniche come New York e il suo impegno come ingegnere software di Google Maps per integrare le indicazioni di percorsi adatti alle sedie a rotelle, anche grazie al lavoro delle local guides.

Quest’ultimo termine indica quegli utenti che, attraverso le proprie recensioni e pareri su Google Maps, contribuiscono quotidianamente a fornire indicazioni preziose sui luoghi che conoscono e frequentano, ad esempio proprio rispondendo alle domande sulla presenza di accessi per sedie a rotelle. Questo enorme lavoro di “crowdfunding” delle informazioni, svolto quotidianamente da oltre 120 milioni di utenti nel mondo, ha consentito a persone come Sasha Blair-Goldensohn di integrare sin dallo scorso anno una nuova funzione che consente a questo tipo di utenti di scovare i percorsi adatti in oltre 50 milioni di posti del mondo.

Per chi ancora non conoscesse questa opzione di Google Maps, il funzionamento è semplicissimo ed è disponibile anche in Italia. Per usufruirne sarà sufficiente avviare l’app di Google Maps, scegliere una destinazione e selezionare la modalità mezzi pubblici. Ottenute le indicazioni, nella schermata in alto a destra basterà cliccare su Opzioni e, nella sezione percorsi, selezionare la voce Accessibile in sedia a rotelle.

“‎Le persone in sedia a rotelle che non vedi nella tua città? Sono state escluse, e potrebbero non essere in grado di far parte della società perché il loro ambiente non è accessibile”, ha spiegato Blair-Goldensohn durante l’International Days of Person With Disabilities, dove ha illustrato gli avanzamenti del progetto. “Questa non è una perdita solo per loro. È una perdita per tutti, compresi amici, colleghi e persone care di persone con disabilità. Sono grato a coloro che sono consapevoli dei problemi affrontati da persone come me per garantire che le nostre soluzioni aiutino veramente la comunità più grande”.‎

 

Pubblicato in: Articoli, Validi

Ogni 3 secondi una persona nel mondo sviluppa una forma di demenza

Lo stigma nei confronti delle demenza è ancora alto, ma sostenere malati e famigliari è il primo passo per contribuire a migliorarne la condizione

Il 21 settembre scorso si è celebrata la Giornata Mondiale Alzheimer, ed è stata l’occasione per fare il punto, tra le altre cose, su quanto ancora la situazione sia difficile per famiglie e malati, ma anche per allargare la visuale a tutti coloro che sono o possono essere toccati dalla demenza anche indirettamente: la popolazione tutta. In questo ambito, particolarmente interessanti sono i dati riguardanti un punto di vista spesso ignorato: l’opinione pubblica e l’atteggiamento nei confronti della malattia e della sua gestione. Perché è così importante capire come la demenza viene percepita anche da chi non è malato? Perché è nel nostro intorno che siamo immersi: il fazzoletto sociale che ci circonda rappresenta il contesto che ci può far sentire parte di una società o farci sentire esclusi da essa.

UNA RIVELAZIONE MONDIALE – A fornire una fotografia di questi aspetti è il Rapporto Mondiale 2019, redatto da ADI – Alzheimer’s Disease International, che quest’anno presenta i risultati della più vasta indagine mai condotta al mondo sulle convinzioni e i comportamenti diffusi nell’opinione pubblica nei confronti della malattia di Alzheimer e di tutti gli altri tipi di demenza.
Nonostante si tratti di una rilevazione di respiro internazionale, che ha coinvolto 70.000 persone in 155 Paesi in tutto il mondo, alcuni dati lasciano abbastanza sconcertati, in particolare il fatto che due terzi degli intervistati pensa ancora che la demenza sia conseguenza del normale invecchiamento.

LA PERCEZIONE GLOBALE DELLE DEMENZE –  Alcuni altri dati rilevati fanno riflettere:
Il 62% del personale sanitario pensa ancora che la demenza sia conseguenza del normale invecchiamento.
1 persona su 4 pensa che non si possa fare nulla per prevenire la demenza.
1 persona su 5 attribuisce la demenza a sfortuna; circa il 10% alla volontà di Dio; il 2% a stregoneria.
Circa il 50% delle persone con demenza si sente ignorato dal personale sanitario (medici e infermieri).

LO STIGMA E LE SUE CONSEGUENZE – Questi dati sono  particolarmente importanti in considerazione del fatto che una cattiva informazione a riguardo può portare a uno stigma verso i malati, con la prima conseguenza che le persone possono sentirsi intimorite dal chiedere anche solo informazioni, ma anche supporto ed assistenza. Ma non è solo questo. Paola Barbarino, Amministratore Delegato di ADI, commenta: “Lo stigma è il più grande limite alla possibilità delle persone di migliorare sensibilmente il loro modo di convivere con la demenza. A livello individuale, lo stigma può minare gli obiettivi esistenziali e ridurre la partecipazione ad attività sociali, peggiorando il benessere e la qualità della vita. A livello di società, lo stigma strutturale e la discriminazione possono influire sull’entità dei fondi da stanziare per la cura e l’assistenza (…)“.

LA PAURA DI AMMALARSI – Stando ai numeri, il 95% dei partecipanti ritiene che potrebbe sviluppare una demenza nel corso della sua vita e più di due terzi delle persone (69,3%) si sottoporrebbero a un test genetico per conoscere il loro rischio di sviluppare una demenza (anche se finora non esiste un trattamento in grado di modificare il decorso della malattia). Ciò significa che il timore di soffrire di demenza è diffuso a livello globale, anche se la malattia è scarsamente conosciuta. Ad esempio, il 48% degli intervistati è convinto che la memoria di una persona con demenza non migliorerà mai, neppure con interventi medici; mentre 1 su 4 pensa che non si possa fare nulla per prevenire la demenza.

UN’EMERGENZA GLOBALE – In questo contesto devono quindi essere intrapresi interventi di maggiore conoscenza e informazione della demenza nelle sue varie forme, anche considerando che le stime prevedono un triplicarsi dei malati nei prossimi 30 anni, arrivando a 152 milioni nel 2050 (oggi sono 50milioni). Oggi ogni 3 secondi una persona nel mondo sviluppa una forma di demenza, ed è la quinta principale causa di morte a livello globale (dato del 2016, mente nel 2000 era la quattordicesima).

Per approfondire:
Il rapporto completo “L’atteggiamento verso la demenza”

 

Articolo su Disabili.com