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Associazione Strabordo: viaggi in tutto il mondo oltre le barriere

L’associazione Strabordo (Straordinari a Bordo di Sogno) ha l’obiettivo di promuovere il turismo accessibile, organizzando viaggi di gruppo in tutto il mondo accessibili a tutti. I viaggi sono rivolti alle persone con e senza disabilità, con particolare attenzione all’accessibilità di spazi e luoghi per persone con disabilità motoria. L’associazione non fornisce assistenza, quindi i viaggiatori devono sempre essere accompagnati da un amico, insieme al quale essere completamente autonomo rispetto al viaggio scelto.

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LA STORIA

L’associazione nasce circa 10 anni fa dall’idea di tre amiche (Valeria, Paola e Stefania) che hanno sempre avuto una grande passione per il viaggio e credono strabordo associazioneche esso sia il modo migliore per crescere e sperimentare nuovi modi di vivere. Hanno creato questa realtà per condividere con gli altri la loro passione e per permettere a tutti discoprire nuovi luoghi e muoversi in compagnia.

Strabordo crede fortemente nel valore dell’inclusione e dell’accoglienza, ritenendo che la diversità sia qualcosa di straordinario (da qui il nome dell’associazione) poiché è sempre una fonte di ricchezza sia per l’individuo singolo che per la società. Questo è lo spirito e la filosofia con cui Strabordo organizza ogni viaggio e crea un nuovo progetto, cercando di superare i limiti imposti dalla società e cercando di trovare delle soluzioni alternative.
Concretamente, l’associazione segue una procedura specifica nell’organizzazione di ogni viaggio, anche perché quando si viaggia in carrozzina è fondamentale conoscere in anticipo tutte le informazioni necessarie, rendendo l’esperienza il più possibile aderente alle promesse.

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Visitare la Puglia e il Salento in sedia a rotelle: il mio viaggio on the road

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Mirko Ferranti

É accessibile la cattedrale di Trani per chi si muove in carrozzina? Le spiagge tra Otranto e Gallipoli sono attrezzate per persone disabili? Cosa si riesce a vedere della cattedrale di Lecce e ella magnifica Alberobello? Ce ne parla il nostro lettore Mirko di ritorno dal suo viaggio

Pensando alle tipiche vacanze italiane, difficile non pensare al mare, e pensando al mare, una delle mete che vengono in mente è senza dubbio il Salento e la Puglia. Con i suoi paesaggi e le sue attrazioni turistiche è una delle zone che non smettono di meravigliare chi le visita. Non fa eccezione il nostro affezionato lettore Mirko Ferranti, che, come d’abitudine,  ci riporta delle sue esperienze di viaggio (qui i suoi report dalla Sicilia, Parigi e Lisbona in carrozzina), e che stavolta ci porta a visitare il tacco del Belpaese a bordo del camper.

ANTEFATTO – Alcuni anni fa, all’inizio di Agosto, partimmo pieni di entusiasmo per la nostra vacanza in Salento. Arrivammo fino a Ostuni, cittadina di un bianco abbagliante, che fu possibile visitare solo a notte fonda e nel successivo primo mattino perché le temperature di giorno superavano i 40°C. Fu sufficiente un altro solo giorno sulla spiaggia affollatissima e incandescente di Torre Pozzelle per convincerci che dovevamo cambiare programma. Questo è il bello di viaggiare in camper: si fanno i programmi per il piacere di modificarli nel corso della vacanza!
Quell’anno ripiegammo sul Parco della Maiella (ripiegammo per modo di dire perché nella zona di Caramanico Terme trovammo grandi motivi di interesse paesaggistico e clima piacevolissimo), ma ci rimase il desiderio inappagato di visitare il Salento in una stagione meno ostile della piena estate.

LA VACANZA DI GIUGNO 2017 – L’anno scorso abbiamo deciso di saldare il nostro debito nei confronti del Salento e, ai primi di giugno, siamo partiti dalla Liguria con destinazione il “Tacco d’Italia”.  Anche partendo da Sanremo, nonostante le apparenze, il percorso più veloce rimane l’autostrada adriatica. Passiamo la prima notte ad Alessandria ed il giorno dopo, superato il nodo di Bologna, si procede spediti fino alla Puglia. Oltre 800km in un giorno per dare inizio alla vacanza vera e propria: meno male che mia moglie, che da più di dieci anni è l’unica a guidare il camper, non si spaventa più di niente!

cattedrale di trani1PRIMA TAPPA TRANI – Trani è la prima tappa, programmata principalmente per visitare la cattedrale. Arriviamo verso le 23, ma l’area camper di via Finanzieri è ancora aperta e il gestore ci accoglie gentilissimo. Al mattino, di buon’ora per anticipare il caldo, raggiungiamo a piedi il centro che dista poche centinaia di metri. Il Castello Svevo è fresco e totalmente accessibile: un restauro veramente encomiabile. Da lì, in pochi minuti, si raggiunge la Cattedrale. Si può accedere facilmente, tramite una rampa, alla parte inferiore, molto affascinante con la sua selva di colonne, ma per salire alla Basilica superiore è installato un montascale che ha una portata insufficiente per la mia sedia a trazione elettrica. Per il resto si può visitare senza problemi sia l’antico quartiere ebraico che l’ombroso giardino, dalla cui terrazza panoramica si gode una bella vista dell’intero porto.

TORRE DELL’ORSO – Nel pomeriggio ci trasferiamo a Torre dell’Orso che sarà la nostra porta d’ingresso al Salento. Pernottiamo al Villaggio Sentinella: questa struttura turistica, come molte altre che incontreremo nei giorni successivi, è ancora in fase di “risveglio” dopo il letargo invernale. I servizi sono tutti attivi, ma l’area campeggio è praticamente deserta. Ci sono servizi igienici per disabili ai quali si accede solo con le chiavi che mi consegnano alla reception. La piscina non ha attrezzature specifiche per persone in carrozzina, ma i bagnini sarebbero disponibili ad aiutarmi se avessi intenzione di fare il bagno. E’ domenica e la spiaggia, distante 500 metri, è già affollata, Vi si accede con una rampa un po’ ripida, ma la selva di ombrelloni quasi nasconde il mare. Ci accontentiamo di una passeggiata tra i negozietti di souvenir e di una sosta alla famosa pasticceria Dentoni che si raggiunge con l’ascensore. Continua a leggere “Visitare la Puglia e il Salento in sedia a rotelle: il mio viaggio on the road”

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Danilo Ragona e Luca Paiardi

Articolo di Francesca Martin

Sport e disabilità. Danilo e Luca raccontano con la loro vita l’avventura di sentirsi liberi

Entrambi in carrozzina, Danilo Ragona e Luca Paiardi mostrano, col loro Viaggio Italia, come la disabilità non significhi per forza rinuncia

Quando negli articoli di giornale leggo l’espressione “costretto su una sedia a rotelle”, ultimamente mi vengono in mente loro. E immaginandomeli, la locuzione stride così tanto che, ancora una volta, quel “costretto” mi sembra identificare talmente male la persona in carrozzina, da farmi quasi arrabbiare.
Loro sono Danilo Ragona e Luca Paiardi, entrambi da quasi un ventennio in sedia a rotelle, che da tre anni percorrono il Paese tra incontri e avventure, sport e risate, per raccontare la loro storia e portare un messaggio diverso di solidarietà attraverso l’iniziativa Viaggio Italia.

Tanto di Luca quanto di Danilo abbiamo avuto modo di raccontarvi la storia, che è quella di chi vive la disabilità senza subirla, e questo viaggio è il loro punto di vista sul mondo “ad altezza carrozzina”: avventura divertimento e coraggio condensati in uno sguardo ricco di ironia ma anche serietà.

Mi si contesterà che non tutte le persone in carrozzina hanno l’autonomia o le capacità residue di questi ragazzi, e questo è senz’altro vero, ma non sono supereroi Danilo e Luca: sono ragazzi che hanno deciso di fare della loro vita da disabili una vita nella quale assaggiare anche la parte più avventurosa, quella che spesso si fatica ad associare ad una persona costretta alla semi immobilità, per l’appunto. Hanno entrambi un lavoro “regolare” e una vita con tutte le difficoltà di chi è carrozzato, eppure hanno scelto questo approccio. Approccio che si ritrova anche nella scelta delle loro tappe e percorsi: i ragazzi visitano le Unità Spinali dove si torna a vivere dopo incidenti o patologie invalidanti, oltre a riportarci testimonianze di chi ha saputo ribaltare il proprio punto di vista e ripartire. Continua a leggere “Danilo Ragona e Luca Paiardi”

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Assistenza sanitaria estera: quali tutele quando viaggiamo fuori dall’Italia?

dottoreCosa succede se in viaggio all’estero ci ammaliamo o abbiamo bisogno di assistenza sanitaria? Un vademecum e una app ci informano sui nostri diritti
Quando si viaggia o ci si trasferisce per studio, lavoro o  per una vacanza all’estero, è bene essere informati sui diritti e gli obblighi in vigore nel territorio in cui ci si sposta. In particolare, per quanto riguarda la salute, conoscere le linee guida dell’assistenza sanitaria in un Paese diverso dal nostro è una cosa necessaria. Su questo tema, per una maggiore diffusione dell’informazione in modo facile e veloce, il Ministero della Salute ha predisposto una guida interattiva, ora disponibile come APP ed una brochure distribuita nelle ASL, utile alle persone che si spostano per brevi periodi nei vari Paesi del mondo. Ad essere raccolte sono alcune informazioni sull’assistenza sanitaria all’estero che è bene conoscere e avere a portata di mano quando si viaggia oltre confine: ne raccogliamo alcune qui anche noi.

IL SISTEMA DI MOBILITA’ INTERNAZIONALE – Il Sistema di Mobilità Internazionale è un vasto sistema di assistenza sanitaria a carico dello Stato che ha lo scopo di tutelare gli assistiti che si spostano all’interno degli Stati dell’Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo (Norvegia, Islanda e Liechtenstein), della Svizzera e degli Stati con i quali sono in vigore accordi di sicurezza sociale. Nei Paesi al di fuori dell’U.E. e in cui non vigono accordi bilaterali in materia di assistenza sanitaria, è possibile usufruire della garanzia dell’assistenza sanitaria in forma indiretta cioè anticipando le spese chiedendone poi il rimborso tramite la Rappresentanza diplomatica italiana all’estero. Continua a leggere “Assistenza sanitaria estera: quali tutele quando viaggiamo fuori dall’Italia?”

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Il lupo di Wall Street

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Il lupo di Wall Street è un libro autobiografico scritto da Jordan Belfort nel 1998 durante i mesi in carcere, edita in Italia da Rizzoli Editore nel gennaio 2014. Dal libro è stato tratto il film The Wolf of Wall Street del 2013 diretto e prodotto da Martin Scorsese.

A Wall Street niente è impossibile, se sei giovane e affamato abbastanza. E nessuno ha più fame di Jordan Belfort, telefonista di una società di brokeraggio. Geniale e temerario, impara in un lampo l’ambigua arte di spostare mucchi di soldi e felicità, e in pochi anni diventa il broker più ricco e di successo sulla piazza, vera divinità di un mondo inquinato dai suoi stessi eccessi. La sua Stratton Oakmont è stata una delle compagnie di intermediazione finanziaria più spericolate d’America, con un fatturato di venticinque milioni di dollari a semestre. A soli ventisei anni Belfort è già multimilionario: di giorno accumula ricchezza, di notte, con la stessa abilità, spende montagne di denaro tra droghe, sesso, viaggi extralusso, Ferrari ed elicotteri personali. Ed è proprio vero, che tutto ha un prezzo: dieci anni dopo è l’FBI a far calare il sipario sulla vita travolgente e inebriante del “Lupo”. Una storia diventata un film diretto da Martin Scorsese e interpretato da Leonardo DiCaprio.

 

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Luca Paiardi

Architetto, tennista, musicista, viaggiatore in carrozzina: la vita senza limiti di Luca Paiardi.

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In questi mesi è in giro per l’Italia con l’amico Danilo Ragona, tra sport estremi e disabilità. Ma Luca Paiardi è anche tanto altro: settimo nel ranking italiano di tennis in carrozzina, gira l’Europa con la sua band e si occupa di accessibilità. Qui ci racconta di lui.

Luca Paiardi, classe 79, ne è convinto: qualsiasi cosa accada, non bisogna fermarsi, mai!

Architetto e musicista, 20 anni fa Luca ha avuto un grave incidente che da allora lo ha costretto su una sedia a rotelle, un evento doloroso che però non ha mai compromesso la sua voglia di vivere, scoprire e divertirsi.

Luca Paiardi_tennis (1)Neanche due settimane fa si concludeva Viaggio Italia, l’avventura straordinaria che ha portato Luca e Danilo Ragona (amico fraterno conosciuto nell’Unità Spinale di Torino), in giro per tutto lo stivale. 30 giorni intensi, 30 tappe, 30 appuntamenti durante i quali i due amici si sono cimentati in sport estremi e confrontati con le difficoltà quotidiane di chi affronta un viaggio con una disabilità.

Un’avventura che è anche una storia di coraggio, libertà e autonomia, un inno all’amore per la vita e alla forza di non arrendersi di fronte alle difficoltà, un viaggio alla scoperta dei propri limiti con il desiderio di superarli o anche solo di riconoscerli.

Luca Paiardi_tennis (2)Neanche il tempo di riposarsi e Luca è già in pista per una nuova sfida: i Campionati Assoluti di Tennis in Carrozzina. Appuntamento imperdibile per lo sport paraolimpico, quest’anno i Campionati avranno luogo dal 25 al 31 luglio prossimi presso il Monviso Sporting Club di Grugliasco, struttura storica del movimento tennistico piemontese e nazionale.

L’organizzazione dell’evento è affidata all’Associazione ADS Sport Happening ed alla sua presidente Margherita Vigliano, da sempre impegnata nella diffusione della pratica del tennis in carrozzina in Piemonte ed in tutta Italia.

Luca Paiardi_tennis (5)Circa 50 i protagonisti dell’evento, tantissimi i nomi di spicco che vedremo fronteggiarsi sulla terra rossa: Marianna Lauro e Giulia Capocci in campo femminile, in quello maschile il già campione italiano Fabian Mazzei, Silviu Culea, il torinese Ivan Lion, Antonio Cippo, Massimiliano Banci e i portabandiera dell’ASD Sport Happenings: Suraj Maurino ed il nostro Luca Paiardi. Continua a leggere “Luca Paiardi”

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Mirko Ferranti

Diario di viaggio: la mia Sicilia in carrozzinasicilia-dsabile-carrozzina

Il nostro amico e lettore Mirko Ferranti torna a raccontarci le sue esperienze da turista in carrozzina e camper e lungo le mete più belle e suggestive della calda Sicilia, con info pratiche e suggerimenti

Ottobre, tempo d’autunno e di racconti vicino al fuoco. Oggi vogliamo lasciar parlare la voce di Mirko Ferranti, nostro amico e lettore, che ci farà chiudere gli occhi e ci porterà per un attimo nella calda e splendida Sicilia, in questo suo report di viaggio nel quale racconta 11 giorni di estate on the road a bordo del suo camper (e della sua carrozzina), dal 4 al 15 giugno scorsi.
In passato Mirko ci ha già illustrato le belle esperienze che si possono vivere da turista con disabilità in questa splendida regione, descrivendoci le tappe del suo viaggio nella punta occidentale della Sicilia. Quest’estate Mirko ha proseguito il suo viaggio toccando nuove località, e per noi ha prodotto un breve diario di viaggio di una nuova parte di Sicilia da visitare, utile per quanti, in carrozzina, vorranno esplorare queste zone partendo informati.

Così ci racconta Mirko:

MUOVERSI TRA CARROZZINA E CAMPERNoi viaggiamo con un camper Elnagh Clipper guidato da mia moglie, adattato alla mia disabilità con una piattaforma elettro-idraulica per l’accesso e con spazi interni aumentati per il movimento in carrozzina. Io mi muovo con una sedia a trazione elettrica con un’autonomia che in pianura può raggiungere i 30km ma che, essendo dotata di ruote motrici centrali, mi permette anche di muovermi agevolmente negli spazi ristretti. Per le ricariche di emergenza ho dotato il mio camper di pannelli solari supplementari che di giorno accumulano in batterie a 24V; di notte un sistema inverter+caricabatteria mi consente di riversare l’energia nelle batterie della sedia.

L’ARRIVO A PALERMOSbarco in serata a Palermo dal traghetto proveniente da Genova. La compagnia GNV ha finalmente adottato su questa rotta navi con allestimenti interni di livello crocieristico: finalmente nessun problema per spostarsi da un ponte all’altro, per accedere al piano piscina, per la camera, ampia e dotata di un bagno comodo. Pernottiamo a Palermo nell’area Green Car di Via dei Mille, dove avevamo prenotato un posto. Da lì con una passeggiata pianeggiante di circa 2 km si può arrivare in centro. Da corso Calatafimi (100 m dall’area) è anche possibile utilizzare gli autobus del servizio pubblico. Quelli che ho visto io erano tutti dotati di scivolo di accesso.
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